Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

domenica 27 gennaio 2013

Maculopatia degenerativa



  La maculopatia degenerativa correlata con l’età (AMD) è la prima causa di cecità in soggetti dai 60 anni in poi. Non è ancora chiarita l’origine della patologia. Le ipotesi più verosimili fanno derivare l’AMD da un rallentamento dei processi metabolici dell’epitelio pigmentato retinico e dalla presenza di radicali liberi che inducono processi di perossidazione dei fosfolipidi di membrana. Fattori correlati alla patologia sono : età dai 55 in poi, razza bianca, sesso femminile, familiarità, dislipidemie, fumo, precedenti cardiovascolari, occhi chiari, ipermetropia, esposizione a radiazioni luminose ad alta frequenza.

 In fase iniziale si hanno distorsioni e offuscamento delle immagini; il soggetto riferisce di vedere lo spigolo di una finestra spezzato o deformato, oppure non leggere una parola per la scomparsa dei caratteri centrali. Con l’evoluzione della patologia si arriva alla totale assenza della visione centrale. L’AMD consiste in una progressiva degenerazione della retina centrale (macula), responsabile della visione. Il primo segno  è rappresentato dalle “drusen” , cioè depositi sottoretinici di materiale proteico e fosfolipidico, che si presentano all’esame oftalmoscopico giallastri e distinti in duri e soffici. Le druse dure predispongono alla maculopatia atrofica e sono il 90% dei casi (in tal caso viene definita come forma “secca” di maculopatia). Le druse morbide, di maggiori dimensioni, a margini sfumati e tendenti a confluire, originano neo-vasi sottoretinici che determinano la forma essudativa (forma umida) di AMD, sicuramente più aggressiva  e che porta  più velocemente a cecità.



RETINITE PIGMENTOSA
 La retinite pigmentosa è una patologia appartenente al gruppo  delle degenerazioni retiniche, caratterizzate da alterazioni del senso cromatico e del campo visivo. La malattia colpisce generalmente entrambi gli occhi e può manifestarsi, a differenza della precedente, nell’infanzia, nell’adolescenza ed in una minoranza di casi nell’età adulta. 
Dato che però i sintomi sono uguali e l’esito pure, la distinzione dell’età mi sembra peregrina, tanto che il termine retinite pigmentosa è considerato la vecchia definizione oggi sinonimo di maculopatia

Quasi sempre porta a  perdita totale ed irreversibile della funzione visiva. Il processo degenerativo inizia nella maggior parte dei casi dai bastoncelli. I bastoncelli sono le cellule presenti nelle zone periferiche della retina che assicurano la percezione in bianco e nero anche con luce di debole intensità. La degenerazione si estende, con decorso più o meno lento ai coni, che sono le cellule retiniche preposte alla percezione dei colori. Il processo degenerativo, iniziando dalla periferia, si estende in modo più o meno regolare, verso il centro della retina con progressivo restringimento del campo visivo (visione tubolare). Negli ultimi stadi della malattia vengono interessati la parte centrale della retina (macula) e lo stesso nervo ottico con perdita completa delle capacità visive. Si conoscono anche altre forme di retinite pigmentosa atipiche quali: (1) forma centrale o inversa; la degenerazione inizia dalla parte centrale della retina e si estende verso la periferia: (2) forma a settori; le lesioni compaiono prevalentemente in un unico quadrante della retina. (3) Forma sine pimento; sono evidenti tutti i sintomi della malattia tranne quello della pigmentazione retinica.
I sintomi hanno un quadro ben definito:  

a turbe di adattamento dell’occhio alla visione notturna e in luce crepuscolare (= emeralopia). Nel passaggio da un ambiente regolarmente illuminato ad uno in ombra il soggetto avverte una transitoria cecità totale con successiva e stentata ripresa della capacità visiva. Questo sintomo, anche se da solo non costituisce prova certa di retinite pigmentosa, viene avvertito dal paziente molto prima  della comparsa del quadro oftalmoscopico.

a Riduzione del campo visivo. La modesta riduzione del campo visivo, nei primi stadi della malattia, viene difficilmente avvertita dal soggetto. In mancanza di un accertamento obiettivo dello stato patologico da parte dell’oftalmologo, il paziente avverte questo sintomo solo quando è già compromessa gran parte della visione periferica; egli assume allora un atteggiamento incerto e spesso inciampa o si scontra con persone o cose al punto da dare l’impressione di persona sbadata. Col progredire della malattia, il paziente avverte inoltre un notevole aumento della sensibilità all’abbagliamento in luce diretta e/o diffusa.  Per quanto riguarda le cause  attualmente si indagano le cause genetiche. 



La retinite pigmentosa può essere diagnosticata con estrema certezza mediante la seguente serie di esami: (a) elettroretinografia. Esame insostituibile per una diagnosi precoce anche in tarda età. (b) esame del campo visivo. Misure periodiche consentono di controllare il decorso della malattia. (c) Esame del senso cromatico. Permette di rilevare la sensibilità alla percezione dei colori. (d) Fluorangiografia Permette di documentare precocemente i danni a carico dell’epitelio retinico. 

Dal punto di vista olistico credo si debba puntare il più possibile sulla prevenzione adottando uno stile di vita ed uno stile alimentare più sani possibile. Quando ci troviamo nello stadio iniziale della patologia o quando ci venisse diagnosticata, è sicuramente consigliato assumere tutti gli integratori che elenco qui sotto: ovviamente non tutti alla rinfusa ma cercando il più adatto o facendo dei cicli ora con uno ora con l’altro. Dato che la medicina allopatica riconosce la validità di questi integratori, sarà facile farvi seguire dallo specialista  per la scelta e la durata della cura (che in genere comunque dura un minimo di 7 anni!)



ALIMENTAZIONE E INTEGRATORI
Risultati incoraggianti si sono avuti tenendo conto dei processi metabolici ossidativi all’origine dell’AMD. Tali processi inducono la produzione di radicali liberi. La presenza di antiossidanti quindi bloccherebbe i radicali liberi rallentando i processi  di invecchiamento cellulare. Fondamentali sono VITAMINE A,C,E e Selenio. E’ stato osservato che la media degli anziani consuma troppo poca frutta e quindi se ne consiglia un largo uso. Importante è anche lo Zinco, costituente della maggior parte degli enzimi delle cellule retiniche. La carenza di Zinco riduce tutte le attività metaboliche da esso sostenute. E’ importante quindi attuare una prevenzione con oligoelementi e antiossidanti già in presenza di drusen, primum movens dell’AMD. 
La LUTEINA è un antiossidante naturale che non è sintetizzato nell’organismo ma è contenuto in frutta e verdura, in particolare nei vegetali a foglia verde come spinaci e cavoli. E’ un carotenoide che secondo uno studio dell’università di Harvard può ridurre del 43% il rischio di progressione della degenerazione maculare senile. Per proteggersi da tale rischio la dose è 6 mg/die, che possono essere assunti dalla dieta con una singola porzione di spinaci (circa 50g) al giorno ed in generale è sufficiente seguire la dieta mediterranea. Sempre sulla luteina riporto un articolo ampio e dettagliato di F. Visioli su Farmacia news  febbraio 2005. 
“La luteina è un pigmento vegetale che appartiene al gruppo dei carotenoidi .Dato che L’uomo non è in grado di sintetizzare i carotenoidi de novo, la loro presenza in organi e tessuti è esclusivamente di derivazione dietetica. La luteina è uno dei carotenoidi più diffusi in verdura e frutta. Dopo il suo rilascio dalla matrice alimentare, si incorpora in micelle che vengono assorbite tramite trasporto passivo dagli eritrociti per essere trasferita al fegato nei chilomicroni. Nel circolo, la luteina è trasportata dalle lipoproteine con eguale distribuzione tra DLDL e HDL. Inoltre, per la sua polarità, si localizza alla superficie della particella lipoproteica e viene quindi facilmente scambiata tra le varie classi.  La luteina si accumula selettivamente in diverse parti dell’occhio, in cui esistono proteine di legame altamente specifiche e dove si concentrano al centro della retina, nella macula. Va sottolineato che essa non ha funzioni pro-vitaminiche. L’interesse per la luteina non si basa sulla sua essenzialità, ma su :
1 le attività biologiche che mostra, che sono di rilievo per la salute umana
2  la sua presenza in alimenti di frequente consumo e quindi la possibilità di alterare i livelli di assunzione con ripercussioni in termini di prevenzione e costi.
Alcune funzioni biologiche sono state riportate per la luteina in diverse condizioni sperimentali, quali comunicazione tra cellule, inibizione della trasformazione cellulare, inibizione della risposta infiammatoria mediata da monociti, aumento delle risposte immunitarie, attività antiossidante, protezione della macula. E’  stato ipotizzato che la luteina e la zeaxantina, pigmenti maculari, possano prevenire i danni alla retina e all’epitelio retinico pigmentato causati dalle radiazioni luminose e che quindi possano proteggere dal deterioramento legato all’invecchiamento. Da notare che, come nel caso del betacarotene, il range tra effetti positivi e negativi potrebbe essere ridotto e che si deve usare molta cautela nel raccomandare dosi o livelli elevati di luteina “  (la concentrazione sierica accettabile è di 350-600 mcg/L, ma non dice a quale dose da assumere corrisponde).

 PICNOGENOLO o PROANTOCIANIDINE o OPC.
Le proantocianidine oligomeriche si sono dimostrate 15-30 volte più efficaci della vitamina E e degli altri antiossidanti classici. In particolare sono risultate  molto efficaci sia nella fase di induzione che nella fase di propagazione della perossidazione lipidica. Azione antienzimatica: è stata testata in vitro su diversi enzimi tra i quali elastasi, collagenasi, ialuronidasi, betaglucuronidasi, coinvolti nel ricambio delle principali componenti della matrice extravascolare: elastina, collagene, acido ialuronico: Inoltre è stata testata su xantina ossidasi, coinvolta nella formazione dell’anione superossido.  E’ stato dimostrato che la alfa-1-antitripsina, inibitore degli enzimi proteolitici, viene viene a sua volta inibita da composti contenenti ossigeno attivo, lasciando così via libera ai sistemi enzimatici da essa controllati, col risultato di accelerare la distruzione della matrice extravascolare. Le proantocianidine bloccano pertanto l’intero processo a due livelli, impedendo la forma di composti contenenti ossigeno attivo e limitando direttamente l’attività enzimatica. I dati di farmacocinetica indicano un notevole tropismo delle OPC per i tessuti ricchi di glicosaminoglicani, come ad esempio le pareti dei vasi sanguigni. Azione antimutagenica: è stata rilevata una riduzione del 65% delle mutazioni spontanee dei mitocondri, analogamente una aumentata resistenza alle mutazioni del nucleo in presenza di Canavanina. Questa azione sembra direttamente collegata all’azione antiox delle OPC. E’ quindi prevedibile un impiego delle proantocianidine nella prevenzione di alcune malattie croniche degenerative: disturbi cardiovascolari e proliferazioni cellulari invasive. Indicazioni: insufficienza venosa periferica, vene varicose, linfedema ecc; Retinopatie diabetiche e non, fragilità capillare.
 Esse hanno la capacità di rinforzare le pareti capillari mediante un aspecifico legame con le fibre elastiche, collagene ed elastina, ma non basta, svolgono una azione inibitrice nei confronti degli enzimi chiave dell’endotelio capillare e della matrice circostante (collagenasi, elastasi ecc) combinata con la fondamentale protezione dai danni provocati dai radicali liberi. Prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari : oltre alla potente azione di radical-scavanger, questa classe di flavonoidi possiede la capacità di favorire una normale funzione piastrinica, permettendo al sangue di fluire attraverso i vasi, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari. Stimolazione del sistema immunitario: in particolare è stata dimostrata una reale protezione dei macrofagi nei confronti dei danni ossidativi prodotti dai radicali liberi. Posologia= nei disturbi delle funzioni visive sono stati sperimentati da 100 a 300 mg due volte al dì, mostrando un rapido miglioramento. Le OPC assicurano una più rapida rigenerazione della rodopsina, grazie al migliorato trofismo della retina. Come antiox e come preventivo per trattamenti prolungati sono sufficienti generalmente da 30 a 45 mg 1-2 volte al dì. Gli OPC si sono dimostrati circa 30 volte più efficaci degli antiox classici come betacarotene, vitamine C ed E, sia nel catturare i radicali liberi che nell’impedire la perossidazione dei lipidi, i danni alla membrana cellulare e al DNA, indotti dai radicali liberi. Si è osservato che associandoli agli antiox classici si ha un effetto sinergico.


Omega 3: prevengono la degenerazione maculare senile
 Rischio del 40 per cento più basso per chi assume elevate quantità di questi acidi grassi. La cautela è d’obbligo, ma per i ricercatori si tratta di una scoperta importante: la degenerazione maculare senile è la prima causa di cecità negli ultrasettantenni e a oggi non esiste alcuna strategia preventiva.

In particolare, secondo una ricerca pubblicata sugli Archives of Opthamology, la sostanza sarebbe in grado di prevenire la degenerazione maculare senile.
I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno analizzato i dati dello Women’s Health Study un ampio trial clinico iniziato nei primi anni 90 per valutare l’efficacia della vitamina E e dell’acido acetilsalicilico a bassi dosaggi per prevenire il cancro in donne apparentemente sane. A dieci anni dall’inizio dell’indagine 235 delle 38,022 donne arruolate aveva sviluppato la degenerazione maculare e la patologia era sufficientemente grave da compromettere la vista. Fin qui tutto nella norma, ma scomponendo il campione sulla base del consumo di acido docosaesaenoico (DHA, è uno degli acidi grassi del gruppo omega-3) è emerso che il gruppo che ne assumeva in maggiore quantità aveva un rischio del 38 per cento più basso di essere affetto della patologia. Analoghi risultati per l’acido eicosapentaenoico (EPA): in quanti ne consumavano di più riscontrava una riduzione del rischio del 34 per cento.
Per il team i risultati non sono sufficienti per poter consigliare di iniziare ad assumere integratori di Omega 3: i risultati potrebbero infatti essere dovuti semplicemente al migliore stato di salute generale del campione che assumeva maggiori quantità di Omega 3. Tuttavia sono convinti che si tratti di una scoperta importante.
“Se si esclude l’astensione dal fumo, non c’è altro modo conosciuto di prevenire la degenerazione maculare senile”, ha commentato uno degli autori dello studio, William G. Christen del Brigham and Women’s Hospital. Per questa ragione la scoperta è stata salutata con entusiasmo.
La degenerazione maculare colpisce soprattutto dopo i cinquant’anni, con un’incidenza che cresce con l’avanzare dell’età e rappresenta la principale causa di cecità legale e di ipovisione tra gli ultrasessantenni nei Paesi
industrializzati. In Italia si stima che quasi 1 milione di persone presenti i primi segni di degenerazione maculare. 











 

6 commenti:

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  2. Ho letto il tuo post con un pò di preoccupazione, perchè molti anni fa (e ancora non rientravo nella fascia d'età che viene citata) ho avuto una(o forse due?) lesione della macula. Mi è stata trattata col laser, ma da allora non ho più fatto controlli e forse dovrei: le conseguenze che può avere questa malattia sono terribili. Mi lascia solo un pò perplessa il fatto che i sintomi che hanno colpito me non sono gli stessi di quelli descritti: io vedevo come dei "vermini" luminosi. Dato che i miei occhi hanno già presentato questo problema e sono davvero molto sensibili, sommato al fatto che la vista da quando sto al computer mi è alquanto diminuita, credo sia meglio che vada subito a comprare un integratore tra quelli che consigli. Grazie e buona giornata, Marina.

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  3. in genere leggo che si comincia con "le mosche volanti" e si arriva a vedere strisce buie fino al totale schermo buio. Ma da come hai descritto la tua situazione potrebbe essersi trattato di una lesione da trauma che in tal caso non è "degenerativa": in pratica se ora non hai sintomi e ci vedi bene non vale la pena di preoccuparsi.
    Ciao, buona settimana!!!

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  4. Anche se traumi non ne avevo avuti, in effetti allora non mi avevano parlato di degenerativa. Speriamo bene in futuro...ieri comunque ho subito acquistato del succo di mirtillo concentrato. Ciao, Marina!

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  5. utili informazioni,ma che fanno venire voglia di...scongiuri,aspetto ancora info sulle proprietà terapeutiche delle piante,buona domenica e un sorriso

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    1. Gabe che tipo di proprietà terapeutica delle piante? Voglio dire è qualcosa che mi avevi chiesto?... perchè non riesco a ricordare!!!

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