Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

martedì 24 marzo 2009

Stress e Pnei


PNEI = sistema Psico-Neuro-Endocrino-Immunitario

Questo argomento si può applicare a tutti i disturbi, ma comincio a svilupparlo adesso per introdurre i prossimi argomenti. Penso sia necessario spiegare il fenomeno “stress” e soprattutto come lo vedo io, dato che dal punto di vista dipende il modo di conoscere e di procedere.

E’ possibile descrivere lo svolgimento del fenomeno stress nel modo seguente: all’inizio vi è la percezione di eventi ritenuti pericolosi. Immediatamente si sviluppa un’alta attività neuronale nella corteccia prefrontale: la proiezione nel sistema limbico generauna attivazione dei centri endocrini e vegetativi nell’ipotalamo e nel tronco cerebrale. Questi ultimi reagiscono alle aree centrali noradrenergiche che, da una parte sviluppano una retroazione sulla corteccia, sul sistema limbico ed ipotalamo e, dall’altra, stimolano il sistema simpatico e surrenomidollare periferico con increzione di catecolamine ed effetti su tutti gli organi. In caso di stress protratto, ciò si verifica attraverso alterazioni dell’irrorazione ematica cerebrale, danneggiamento dell’endotelio vasale e restrizione dei substrati del metabolismo cerebrale e della sintesi ormonale. Affinchè non si giunga, attraverso retroazioni attivatorie tra le aree centrali noradrenergiche del tronco encefalico le aree del SNC sopracollicolari, al collasso x iperstimolazione, viene allertato l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene attraverso il FRC e liberati in progressione glicocorticoidi controregolatori. Dal momento che la BEE è permeabile ai glicocorticoidi, questi possono influenzare direttamente le funzioni cerebrali attraverso un’intensa attività recettoriale: in tal modo , solo lo stress di breve durata viene compensato. In lunghi tempi, l’eccessiva produzione di gliccorticoidi produce degenerazione degli assoni noradrenergici centrali e necrosi delle cellule piramidali dell’ippocampo, attraverso cui viene soppressa la memoria a breve termine. L’iperincrezione di cortisolo sopprime il sistema immunitario e favorisce l’innesco e il mantenimento dell’infiammazione. In tal modo, pare si instauri un’importante interrelazione PNEI tra patologie (auto)immunitarie, predisposizione alle infezioni, gestione dello stress e patologie psichiatriche.
Il confine tra una naturale risposta fisiologica allo stress e una vera e propria patologia è solo nella quantità dei sintomi e non nella qualità. L’ansia è un evento emotivo legato a particolari stati psicologici spesso dovuti a periodi di particolare affaticamento, sia fisico che mentale. Quando la tensione e la sensazione di vivere in uno stato di costante allarme si protraggono indefinitamente rendendo difficile tornare a uno stato di normalità emotiva, allora si entra nell’area dei disturbi d’ansia. Essa è contemporaneamente un meccanismo di difesa e un segnale d’allarme. Se questo primo campanello non viene preso adeguatamente in considerazione, si rischia di passare a un complesso sintomatologico più grave cui bisogna rispondere con interventi diversi (psicoterapia, ecc ecc). Un sintomo che molto spesso si accompagna a uno stato d’ansia elevato è l’attacco di panico. A livelli estremi la qualità di vita del paziente può risentirne (es rinunciando a mettersi in auto o limitando tutte quelle attività che gli scatenano l’attacco). Alla base dell’ansia c’è sempre un conflitto tra una situazione che si vorrebbe vivere ed una situazione che si è costretti a vivere e questo in qualunque ambito: affettivo, lavorativo, familiare ecc. Ma l’ansia non è solo un disturbo psichico (((ovviamente psiche e soma sono tutt’uno. Il disturbo può essere psico-somatico o somato-psichico; ci può essere un’ansia generata dalla percezione più o meno chiara di un malessere fisico e ci può essere quella che ha come conseguenza i vari disturbi prima funzionali e poi d’organo))) si osservano contemporaneamente modificazioni a livello del sistema muscolo-scheletrico, neurovegetativo, endocrino e immunitario. Si verifica aumento della frequenza cardiaca, respiratoria e della sudorazione. Incremento di Adrenalina, NA, ACTH, cortisolo, PRL, ormoni tiroidei. Quindi si assiste a irrequietezza motoria, bocca secca, palpitazioni, nausea, nodo in gola, tremori. Tra le patologie somatiche che generano ansia le più frequenti sono: prolasso mitralico, aritmie, ipertiroidismo, ipoglicemia, tabagismo-caffeinismo, stati di intossicazione.
Durante la reazione a uno stress il corpo si prepara alla fuga o alla lotta. Si contrae in difesa delle aree più vulnerabili come se tutto dovesse avvenire in pochi istanti, mentre lo stimolo stressore perdura indistintamente, celato. Le risposte corporee seguono uno schema adattativo millenario non adatto agli stress creati dalla vita artificiale dell’uomo “civilizzato””. La maggioranza delle malattie sono espressione di questo continuo tentativo di adattamento che ci porta a un logoramento progressivo e costante. Il nostro nemico sono gli altri che non ci trattano come pensiamo di meritare; oppure siamo noi stessi, soverchiati dalle aspettative che ci poniamo (sono 2 facce della stessa medaglia). Gli analisti definiscono l’ansia come una paura che nasce da una motivazione interna non riconosciuta dalla coscienza. Quando proviamo una sensazione di malessere, i sentimenti di aggressività scattano in noi, che non riuscendo a gestirli li vogliamo rimuovere: tutto questo si traduce in ansia. Le paure si tramutano in sintomi fisici. Negare la rabbia significa però rinnegare anche quella forza che ci spinge a reagire, a cambiare, a lottare. Una parte di noi vuole astenersi dalla vita, osservarla e basta. Cominciare a vivere è uno stress che ci sembra insormontabile. Uscire dagli schemi consolidati che ci hanno permesso di sopravvivere fino ad ora per affrontare l’ignoto è terrificante. Così il paziente preferisce vivere sotto tono che correre dei rischi. Le somatizzazioni spesso derivano da atteggiamenti posturali che si autoperpetuano rendendoci più vulnerabili ad ogni ulteriore stress.


MIA PERSONALE INTERPRETAZIONE





Per rendere più comprensibile la situazione la riassumo in termini poverissimi (e perciò inesatti sul piano tecnico):

Quando il sistema immunitario è poco attivo, il soggetto va facilmente incontro ad infezioni che in precedenza non lo avrebbero colpito o contagiato.
Quando è troppo attivo, al contrario, il soggetto va facilmente incontro ad allergie, cioè scambia per nemici, delle sostanze che sono inoffensive. Ma nella lotta per sopprimere questi presunti nemici, attua un gran dispiegamento di forze che portano a sintomi come produzione abnorme di muco fluido, prurito, orticaria ecc ecc nel tentativo di espellere l’agente invasore...ad es il polline.
Nei processi autoimmuni il sistema immunitario combatte alcune cellule o tessuti del paziente stesso scambiandole con cellule nemiche... praticamente è in uno stato “confusionale”.


Per quanto riguarda il sistema nervoso vegetativo, è importante sottolineare che l’organismo mantiene un determinato equilibrio tra funzioni del sistema simpatico e funzioni del parasimpatico. Questi due sistemi per la maggior parte degli aspetti sono antagonisti, e per alcune situazioni hanno un effetto sinergico. In generale il sistema parasimpatico presiede a tutte le attività di riposo, nutrimento, regolarità del cuore, digestione , anabolismo. Il sistema simpatico invece entra in azione in modo massiccio e rapido nelle situazioni di emergenza, sforzo, fuga-attacco(= stress) , catabolismo ecc. In queste situazioni esso permette un maggior afflusso di sangue ai muscoli, per permettere la fuga o l’aggressione ( nell’animale sempre seconda scelta quando non si ha via di fuga), una maggior forza al cuore, un maggior volume di aria inspirata ecc ecc. Ma tale attivazione contrasta ad esempio le funzioni digestive e tante altre che provvisoriamente vengono accantonate. Quindi si tratta di tempi rapidi, che non sono sostenibili a lungo. Quando siamo sotto un estremo stress ci sentiamo minacciati e attiviamo questo sistema . C’ è poco tempo per pensare e quindi elaborare la risposta migliore alla situazione (quella la elaboriamo dopo, a riposo... ci proponiamo una reazione adeguata se dovesse ripresentarsi il problema). E’ come se la razionalità venisse provvisoriamente spenta. Ad esempio, di fronte ad un comportamento estremamente molesto di una persona che ci rimprovera o ci minaccia o ci “rompe le scatole”,la nostra reazione difensiva allo scopo di non essere ulteriormente molestati, può essere di tre tipi: la fuga-allontanamento, l’attacco verbale-fisico , o l’immobilità-silenzio (come fingersi morti ).


Riportando questo discorso al parallelismo sul piano psico-emotivo
Un soggetto:

(a) con scarse difese immunitarie ----> non si difende dalle aggressioni che subisce nella comunicazione con gli altri e specialmente con quello che io definisco l’interlocutore primario ( genitori e/o partner di coppia e/o figli). Se la persona “stressante” non è particolarmente importante sul piano affettivo, il nostro soggetto tende a reagire con la fuga, l’allontanamento senza troppo darlo a vedere, l’evitamento assoluto di ogni lite e la chiusura definitiva di ogni vera comuncazione.
Più grave è la situazione se la persona stressante è una persona cara.In alcuni casi il soggetto si fa letteralmente annientare da persone che lo amano . Suona assurdo ma non lo è. Ognuno vuole essere amato in un determinato modo, mentre il suo “interlocutore primario” (genitori, figli, partner di coppia) lo ama nell’unico modo in cui è capace. Così si innesca un dialogo tra sordi in cui il paziente somatizza per amore ( per non rivoltarsi contro la persona che ama e da cui non si crede adeguatamente ricambiato) e il familiare osserva impotente il suo malessere, spesso senza sospettare di esserne una delle principali cause(sempre dal punto di vista del malato). Ma anche quest’ultimo non ha torto. Infatti guardando la cosa obiettivamente , dal di fuori, il genitore non è la causa della malattia. Essa è data dall’equivoco nel loro relazionarsi. L’emozione di sottofondo prevalente del nostro soggetto è la tristezza. Inoltre : più il soggetto somatizza questa fuga, più sarà soggetto all’aggressione dei batteri e agenti nocivi vari. Meno la somatizza, più la esplica nel comportamento comportandosi in modo taciturno e sfuggente : verrà definito come un tipo solitario quando mantiene un certo equilibrio , poi misantropo e chiuso, ed infine “autistico” dato che rifiuterà del tutto ogni comunicazione.

(b) con diatesi allergica -----> tende a sentirsi aggredito e interpreta come gravi offese quelle che, invece, sono piccole contrarietà se osservate con il debito distacco. Se la persona stressante non è particolarmente importante sul piano affettivo, il nostro soggetto tende a reagire con l’attacco verbale comportandosi in modo sgarbato , alzando la voce ed infine offendendo. In casi particolari, secondo il suo grado di “civiltà”, può essere violento sul piano fisico. Se la persona stressante è l’interlocutore primario, queste esplosioni di aggressività subito dopo fanno insorgere nel nostro soggetto sensi di colpa o generano un circolo vizioso di rabbia e aggressività anche quando l’interlocutore primario commette degli errori di poco conto , aggredendolo pesantemente per futili motivi. L’emozione prevalente è la paura che è il nucleo e l’altra faccia di ogni aggressività. Più il soggetto somatizza questa condizione di “attacco” più diventa allergico a pollini, acari, cosmetici, alimenti, tessuti ecc. La sua allergia è un messaggio del corpo. Potrebbe chedersi “chi non sopporto? a chi sono allergico?”. Avendo intascato gli insulti, reprimendo i suoi istinti aggressivi, li concretizza su esseri molto piccoli come ad esempio quelli che entrano nelle sue vie respiratorie. Viceversa, meno la somatizza e più sarà insolente, offensivo, “maleducato”, sarcastico, ed in sintesi giudicato come persona dal carattere pessimo. Ma così il suo livello di comunicazione non potrà essere genuino dato che molti del suo entourage , per paura di una sua esplosione di collera, gli daranno spesso ragione ma gli diranno solo parzialmente quello che pensano.Infine in uno stato psicotico sarà un soggetto paranoico con manie ossessivo-compulsive.

(c) Con diatesi autoimmune ------> ha un rapporto conflittuale ; mescola l’amore con l’odio . L’amore e l’odio sono per lui/lei due facce della stessa medaglia, mentre l’indifferenza lo fa sentire come inesistente. Forse a causa di uno o entrambi i genitori che lo ascoltavano pro-forma ma percepiva distanti da sé, quando diventa adulto il soggetto preferisce essere odiato che ignorato. Siccome ha già fatto esperienza di un certo solievo nel diventare oggetto di attenzione da parte dei genitori in quanto discolo, o disturbato o con cattivo carattere, mentre non ha fatto una vera esperienza di sentirsi amato, contempla la possibilità di farsi odiare o ignorare e non quella di farsi amare. Ma oltre quello che lui crede provino gli altri nei suoi confronti, c’è, specularmente, ciò che egli stesso prova su di sè.Tende ad odiarsi e fare scelte autolesioniste. In piccola misura non riconosce come sue queste cellule e le elimina o circoscrive: quindi non distingue bene i confini tra sé e non-sé. L’emozione prevalente è la collera repressa. In sintesi questo soggetto, dato che si sente nell’impossibilità di fuggire perchè è messo all’angolo, nell’impossibilità di attaccare perchè la sua forza è molto minore di quela dell’avversario o perchè gli comporta più sofferenza aggredire che subire, sceglie l’opzione dell’immobilità, del fingersi morto. Ma, a forza di fingersi morto , comincia ad immedesimarsi nella sua parte e a precludersi alcuni interi aspetti che la vita offre normalmente . Simbolicamente fa morire una parte di sé : ciò si può manifestare con una tiroidite autoimmune, con un dianete di tipo I, con una vitiligine, con una psoriasi e tante altre patologie della serie autoimmune.
Naturalmente ho descritto i tre principali modi di reagire, ma, in realtà , nella maggioranza dei casi la nostra risposta allo stress sarà un misto di queste tre modalità (che non si escludono per nulla) a seconda delle circostanze. Così, un soggetto che facilmente contrae infezioni, può anche essere allergico ed avere un disturbo autoimmune.


FITOTERAPIA
Piante adattogene
Devono avere le seguenti caratteristiche: (1) essere completamente innocue e causare minimi cambiamenti nelle funzioni fisiologiche (2) l’az adattogena deve essere non specifica ma generale (3) devono esercitare un eff normalizzante. §§§ La natura fisiologica della risposta allo stress, i limiti della nostra capacità di attuarla e gli eff negativi così intricati che esso può generare sono elementi complessi. Lo stress cronico può generare squilibri ormonali a breve e lungo termine, ridurre la resistenza fisica e le capacità intellettuali; può causare disturbi dell’umore come ansia e depressione; può innescare disfunzioni sessuali ed interferire con la corretta funzione dell’apparato cardiovasc; può abbassare sensibilmente le difese immunitarie, determinare un invecchiamento precoce epredisporre l’organismo a tutta una serie di malattie crniche. Ma vediamo più in dettaglio il controllo neuroendocrino della risposta allo stress. Qualsiasi stimolo in grado di turbare l’equilibrio biologico e psicologico dell’organismo può essere fonte di stress. L’equilibrio va visto non in senso statico ma come una condizione dinamica, che si raggiunge con l’intervento di sistemi di regolaz diversi. La risposta allo stress non è altro che uno dei tanti meccanismi correttivi che ci difendono da eventi pericolosi. A questa funzione lavorano x noi diversi sistemi-funzioni: SNV, asse ipotalamo-ipofisi-surrene, asse simpatico-adreno-midollare ( SAM). Al verificarsi di un evento stressante concepito come pericoloso, entro pochi secondi le terminaz nervose simpatiche rilasciano NA. Quasi istantaneamente , anche le surrenali secernono adrenalina. Trascorsi pochi minuti si instaurano complesse comunicazioni tra SNC e apparato endocrino che esitano in una risposta di adattamento al fattore stressante. Le surrenali, a questo punto, secernono un a quantità talmente elevata di cortisolo che l’effetto è rilevabile anche a distanza di tempo dopo che i mediatori iniziali sono stati disattivati. L’ipotalamo secerne CRF (corticotropin releasing factor)--> ACTH-->cortisolo. Le conc circolanti di cortisolo fungono da segnale x modulare e inibire la sua stessa sintesi e rilascio (feed back). E’ importante notare che la secrez di cortisolo segue il suo ritmo circadiano, x cui una produzione supplementare a causa di un evento stressante altera questo ritmo, a volte, in modo considerevole. Ricordiamo che il paradigma principale x capire lo stress è il modello di Seyle. Quando un sog è ottoposto a stimoli che ne minano l’omeostasi, reagisce con una risposta che tende a ripristinare l’equilibrio e che si sviluppa in 4 stadi: Allarme (SN e surreni), resistenza (asse ipotalamo-ipofisi-surrene), sovraccarico ( ipertrofia surrenalica, compromissione gi, atrofia del sist linfatico) ed esaurimento ( fase di completa disattivazione delle difese che se prolungata è potenzialm fatale). X “adattogeno” si intende un agente in grado di aumentare la resistenza di un organismo ad eventi stressanti. I criteri qualificanti sono almeno tre: (1) deve essere aumentata in modo non specifico l’adattabilità a fattori di stress di varia natura; (2) deve possedere un’az versatile nel ripristino dellenormali condizioni omeostatiche, indipendentem dall’entità dell’alterazione prodotta dall’evento stressante; (3) non deve influenzare sensibilmente le normali funzioni, se non quel tanto necessario a ripristinare la turbata omeostasi.
La RODIOLA soddisfa questi 3 criteri. Sottolineamo che la differenza tra un farmaco stimolante e un adattogeno sta nella capacità di garantire il recupero susseguente alla fase di esauriento. Gli stimolanti innalzan le capacità di resistenza ma consumano velocemente i depositi di catecolamine causando eff coll a volte seri e portando il sistema all’esaurimento. Con gli adattogeni la risposta iniziale è graduale e fisiologica, il recupero velocissimo e l’esaurimento non si verifica. Il loro mecanismo sembra quelo di deboli pro-stressor in grado di ridurre la reattività del sistema di difsa di un organismo, riducendo l’impatto su di esso dei fattori di stress innalzando il liv basale dei mediatori implicati ella risposta naturale. E’ come se l’adattogeno allenasse il sistema a sopportar e contrastare un’ampia gamma di futtuazioni dell’equilibrio omeostatico, ripristinandolo velocemente. Si possono definire come sost simbiontiche che aumentano la flessibilità e adattabilità ad ogni cambiamento.
ELEUTEROCOCCO benchè venga chiamato ginseng siberiano, non appartiene alla stessa fam dei panax ma a quella delle araliacee. La droga non è la radice ma le foglie. E’ maggiormente adattogeno del ginseng. L’eleuteroside E possiede la massima attività antiallarme. L’eleuterococco stimola la produz di ACTH , FSH-LH, linfociti T, e migliora le capacità di concentrazione, migliora le potenzialità psicofisiche x cui è indicato anche nell’attività sportiva. Infine è considerato un buon antivirale nelle malattie da raffreddamento. In altri studi si è notato che fa diminuire la pressione e la frequenza cardiaca quando sono alte e sono aumentate a causa di stress emotivo-cognitivo((( in pratica in questo studio i parametri cardiovasc vengono migliorati quando il disturbo è stato scatenato in acuto. Non traiamo conclusioni, uindi su patologie cardiovasc croniche da tempo))) X l’eleuterococco bisogna prestare particolare attenzione alle dosi: sembra, infatti, che una dose da 4 g in sù fa l’eff di diminuire la capacità adattogena... cioè di far aumentare lo stress, mentre dosi basse fanno aumentare la capacità adattogena e diminuire lo stress. ((( come x altre piante, dosi alte fanno l’eff contrario di dosi basse... escolzia, tiglio ecc))) Eff coll e controind sono difficili da valutare perchè gli studi fatti, in maggior sovietici, non hanno adottato gli stessi metodi di quelli oggi ufficiali. Se ne sconsiglia comunque l’uso agli ipertesi.TM 40 gtt 3 volte al dì. Controindicaz = ipertensione.
GINSENG X la MTC la radice di ginseng è un tonico capace di fortificare l’energia vitale e il sangue. Anche qui in occidente è noto da tempo come tonico capaced di migliorare la risposta fisica e psichica allo stress e alla fatica. E’ spesso difficile valutare l’interesse dei lavori pubblicati perchè vengono utilizzati diversi ginseng. Panax Ginseng Meyer è coltivato in Corea e Cina dove è officinale. Panax quinquefolium L. è invece coltivato in USA e Canada. Si utilizzano poi anche il ginseng giapponese , Panax Japonicus Meyer, e si possono incontrare varietà himalayane. Al di là delle differenze di specie esistono poi due forme tradizionali di ginseng di Corea, il “bianco” e il “rosso”. Il primo è la radice lavata, libera da radici secondarie, seccata al sole o in stufa e spesso pelata; il secondo deve il suo colore bruno-rossastro ad un essiccamento preliminare. Il modo di preparazione e anche l’età della radice hanno una incidenza diretta sulla composizione chimica e ciò rende molto difficile l’interpretazione di alcuni dati. Panax contiene polisaccaridi, glicopeptidi, vitamine e soprattutto alcune saponine, alle quali viene attribuita l’attività farmacologica, i ginsenosidi. Si contano una trentina di tali saponine, che differiscono tra loro x la natura del’oligosaccaride legato al nucleo triterpenico che le accomuna. Il contenuto di ginsenosidi varia notevolm all’interno del genere Panax e quindi la qualità delle radici proposte x la vendita è molto poco omogenea. Recentemente è stata fatta una ricerca di tutti gli studi randomizzati pubblicati che riguardano, in maggioranza, volontari sani. Citiamo tra questi uno studio in doppio cieco con un estratto di Ginseng coreano aggiunto ad una base multivitaminica. Tale estratto migliorava i parametri sggettivi in una popolazione esposta allo stress da intensa attività fisica e mentale, suggerendo un’attività antistress . La COmmissione E tedesca indica il ginseng come tonico in casi di affaticamento, nelle difficoltà di concentrazione e in convalescenza; la posologia indicata è 1-2g di radice al giorno. Gli eff coll non sembrano essere più frequenti che con il placebo, comunque rari sono stati osservati: diarrea, insonnia, interazione con warfarin , con fenelzina.
Nelle piante selvatiche sono presenti sostanze estrogene, a differenza delle piante coltivate dove non ci sono. Attualmente gli estratti che troviamo sul mercato provengono da piante coltivate. Il ginseng equilibra la funzione cardiaca e la circolazione; rallenta i processi di invecchiamento. TM 40 gtt 3 volte al dì. X altre e più vaste note sul ginseng v altri capitoli.
WITHANIA SOMNIFERA della fam delle solanacee, denominata ginseng indiano, è considerata il principale adattogeno della medicina Ayurvedica. L’attività antistress e anabolica è simile a quella del ginseng. Somministrata agli animali, essa ha neutralizzato molte delle alterazioni biologiche che accompagnano lo stress estremo, comprese alteraz della glicemia, del peso delle ghiandole surrenali e delle conc di cortisolo. I withanoidi sono sost a natura sterolica e sono considerati i costituenti responsabili dell’eff adattogeno e simil-glucocorticoide. Attualm sono in corso analisi in vitro x verificare il possibile impiego della Withania nella terapia antitumorale; sono ppoi in corso anche studi sui topi x testarne l’eff in caso di ictus e x alcune patologie reumatiche. Le proprietà adattogene di questa pianta sono correlate ad un’inibizione dell’up-regulation dei rec dopaminergici, oltre a meno chiari eff immunomodulanti e antiox. La pianta svolge anche ez anticonvulsivante, legata ad un’interazione con i rec x il GABA Eff coll (x dosaggi elevati)= disturbi gi, diarrea, vomito e vertigini. L’assunzione contemporanea con alcolici, inoltre , aumenta la probabilità di incorrere negli eff coll e le interazioni sono numerose e pericolose. Non va assunta nel periodo che precede un intervento chirurgico. Non va assunta con: anticonvulsivanti, antipicotici, BDZ, barbiturici, zolpidem e antidepressivi triciclici.
ALTRE piante adattogene sono arnica, lavanda, potentilla anserina, rosmarino e salvia.
Alcuni prodotti spagirici
MIRABOLANO terapia di terreno x prevenire lo stress, l’ansia e il nervosismo. Attiva il sistema cardiovascolare.Come elemento appartiene al fuoco.
SIDERITIS terapia di terreno x angosce ricorrenti, incubi, nevrosi; come elemento appartiene all’acqua.
ARANCIO FIORI è un leggero sedativo. Indicato x l’insonnia infantile e x l’ipersensibilità.
IMPERATORIA è un leggero riequilibrante del sistema psico-neuro-vegetativo; indicata x problemi cerebrali, nevrosi, stress e come drenante.•

STOP

1 commento:

  1. Bel sito complimenti, approfondito e chiaro, ha fatto un po' di luce ed ha risposto a tanti miei perche'...grazie rosa

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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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