Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

mercoledì 8 aprile 2009

Viaggi







Morpheo era sull’aereo diretto a Johannesburg dove avrebbe avuto luogo la seconda cerimonia del suo matrimonio. La prima era già avvenuta in municipio. Poi la sposina era dovuta partire per la sua patria per definire i preparativi della seconda cerimonia, mentre lui era rimasto in Italia a completare il lavoro urgente per poi raggiungerla. La seconda cerimonia si svolge secondo la tradizione Wenda della loro etnia di origine.
In viaggio si trova con l’amico ‘Ntareg.
N : “ Hai preso tutto? ti sei ricordato la videocamera? Ti sei ricordato gli accessori dell’abito? Bla bla bla
M : Tutto ok.
E riprende la lettuta del suo romanzo.
N : “guarda giù che panorama!”
M: “Lo sai che non posso! Ho le vertigini e il panico a guardare giù.” E riprende la lettura
N: “Stanno servendo il pranzo, tra poco arrivano da noi. Cosa prendi?”
M:” solo caffè con latte. Mangerò qualcosa più tardi” E riprende la lettura
N.:” Non sei molto di compagnia...”
M :“ INSOMMA!!! Mi vuoi lasciare in pace? Fai finta che sia allo stato vegetativo. Quando sono sotto stress non voglio assolutamente parlare!”
N: Ok, ok... che suscettibile”
Morpheus pensò: calmo, non devi perdere la calma. Ntareg non deve rappresentare una minaccia, ma solo il piccolo fastidioso amico che ha tendenze opposte alle mie. Lui quando è sotto stress, e ora lo è quanto me, ha bisogno di parlare continuamente. Ora passerò in rassegna l’elenco delle cose che mi ha consigliato Tumis. Vediamo se c’è tutto...”
Ma ben presto i suoi pensieri presero una piega diversa e migliore. Si ricordò dell’incontro con Miriam e del corso degli ultimi eventi, e per il resto del viaggio si sentì l’uomo più fortunato del mondo.

VIAGGI
Quando ci si prepara a partire bisogna usare le precauzioni che riguardano il singolo soggetto con i suoi lati deboli, oltre che le caratteristiche climatiche e il contesto che si va a visitare.
Le agenzie di viaggi, come del resto anche le guide per i viaggi fai-da-te, forniscono un elenco di medicinali ed eventuali vaccini da fare prima di partire. Possiamo vedere cosa fa per noi e cosa considerare superfluo. Se uno dovesse eseguire alla lettera quelle istruzioni, a mio avviso, dovrebbe portare un bagaglio in più solo di medicine e articoli sanitari, oltre che prepararsi psicologicamente ad affrontare un incubo per il quale non varrebbe più la pena nemmeno di partire.
Quindi, prima di partire consiglio di fare un piccolo elenco dei propri disturbi abituali e di quelli in cui si ha probabilità di incorrere durante la vacanza. Faccio l’esempio di un uomo adulto, di pelle chiara, che va in vacanza al mare in un paese tropicale:
Fermenti lattici da assumere per tutta la permanenza
ARGILLA per eventuale diarrea acuta (qualora a dispetto dei fermenti sopragiungesse ugualmente): Va versato un cucchiaino in un bicchiere d’acqua, mescolata rapidamente e bevuta 1-2 volte al giorno.
PROPOLI in capsule è il classico rimedio ad ampio spettro, infatti è utile per: cistite, diarrea, raffreddore, ed infezioni in generale.
OLIO ESSENZIALE DI CHIODI DI GAROFANO è rimedio utile per uso sia interno che esterno. Per uso interno 3 GTT in un cucchiaino di zucchero o miele: ha effetto analgesico. Quindi utile per emicrania, mal di denti, mal di schiena ecc. Uso esterno ha effetto anestetico locale: quindi può essere applicato su un dente a nervo scoperto o su un ascesso, come su una ustione o ferita. Inoltre ha effetto insettorepellente.
Crema solare ad alta protezione
AUTAN anche se tossico, per un paese tropicale lo consiglio. Infatti in questi paesi bisogna assolutamente non farsi pungere da zanzare (Malaria) e insetti vari.

Ma ecco l’elenco delle situazioni più comuni:

Cinetosi
Più si è abituati a viaggiare e meno si soffre, in quanto si instaura un meccanismo di adattamento. Durante il viaggio è consigliabile non girarsi per guardare l’esterno e preferire il posto davanti o quello centrale dietro.

Fitoterapia
 ZENZERO Si pensa che il suo meccanismo d’azione sia dovuto al fatto che impedisce lo sviluppo di disritmia gastrica che entra in azione durante la cinetosi. Un importante studio ha dimostrato che lo zenzero riduce efficacemente la nausea, l’attività tachigastrica e il rilascio di vasopressina e che questi meccanismi potrebbero essere alla base della prevenzione e del trattamento della cinetosi. Ma attenzione: lo zenzero ha un effetto antiaggregante pari o superiore a quello dell’aspirinetta e quindi per molte persone, come ad esempio per chi soffre di gastrite, ulcera, emorroidi, chi prende già dei farmaci antiaggreganti, è controindicato.



Omeopatia

COCCULINE e COCCULUS homaccord, sono specialità omeopatiche che coprono tutti i tipi di nausea e vomito e quindi li consiglio come prima scelta.
Altri rimedi, secondo il tipo si sintomi, sono:
TABACUM vertigini con sensazione di freddo e sudori freddi. Disturbi della vista, mosche volanti, palpitazioni con tachicardia, angoscia precordiale e fruscio nelle orecchie. Collasso con pallore e sudore freddo, tremolio, mal di testa, nevralgia, parestesia, vertigini. Modalità= peggiora con il fumo di tabacco, con il movimento, con la permanenza in abienti caldi. Migliora all’aria aperta e dopo il vomito.

COCCULUS forte esaurimento e debolezza generale. Irritabilità, spasmi esofagei e gastrici, coliche flatulenti, nausea, vertigini, intorpidimento e parestesie ora di una mano, ora dell’altra, vertigine alzando la testa, spesso con vomito, dolori e debolezza nelle estremità, nella nuca e in tutta la spina dorsale, tremiti degli arti. Modalità= Vuoto nelle parti colpite. Tipico è il frequente cambiamento di lato dei disturbi. Peggioramento andando in macchina, con il treno, oppure in nave. Predomina la sensazione di vertigine.


COLCHICUM

IPECA frequente stimolo a vomitare con carattere centrale, sensazione di infermità allo stomaco. Nonostante i sintomi gastrici la lingua non ha patina. Dolori da colica, diarrea da fermentazione, intolleranza di grassi, frutta e gelato. Emorragie uterine rosso-chiare a getti. Il vomito non dà sollievo. Modalità= peggiora di notte (vagotonia).

NUX VOMICA Eruttazioni acide o amare. Nausee costanti al mattino, dopo aver mangiato, fumato, con la sensazione che starebbe meglio se potesse vomitare.

IGNATIA dolori gastrici e stimolo a vomitare che migliorano mangiando

TARTARUS EMETICUS vomito che dà sollievo. Nausea, desiderio di cose aspre, che però non vengono tollerate.

CUPRUM il vomito migliora con le bevande fredde

USO VETERINARIO
Quando si portano in auto cani e gatti uno dei pericoli è il colpo di calore. Poiché essi non sudano la loro temperatura si può alzare improvvisamente, con il rischio di lesioni irreversibili. E’ importante che non abbiano mangiato prima del viaggio, o mangiato pochissimo. Di rimedi omeopatici ne esiste una vasta gamma.TABACUM 5 CH per animali che non sopportano il caldo; PETROLEUM e COCCULUS per quelli che si sentono male al primo movimento e all’odore del cibo. Vanno somministrati ogni mezz’ora 3-4 granuli e a digiuno cominciando un paio d’ore prima della partenza. Petroleum è più adatto per il mal di mare e dunque specialmente per i viaggi in mare, come pure tabacum.

Come sali di Shussler:
NATRUM CHLORATUM D6 a scopo preventivo 1 cp ogni 2h; durante i viaggi 1 ogni mezz’ora, in fase acuta 1 ogni 5’. NATRUM PHOSPH D6 dosi come sopra.

Aereo
Voli: si consiglia di evitarli ai bambini di meno di 2 settimane: i polmoni non sono del tutto espansi e sono molto sensibili ai cambiamenti di pressione.
Decollo e atterraggio possono incutere paura: farli mangiare o succhiare, per allentare la tensione. E’ facile un interessamento della tuba di Eustachio per barotrauma.
In generale evitare i voli:
(1) dopo un esteso intervento odontostomatologico o un trattamento sui canali dentari (attendere almeno 24h);
(2) dopo qualsiasi intervento di chirurgia toracica o addominale (attendere 3 settimane);
(3) in caso di otite, sinusite, o interventi chirurgici sull’orecchio medio; (4) in presenza di ridotta funzionalità polmonare, infezioni polmonari acute, rischio di embolia polmonare;
(5) in presenza di angina pectoris, insufficienza cardiaca, aritmie non controllate, infarto miocardico recente;
(6) assolutamente proibito in caso di pneumotorace.

Per i problemi di barotrauma, oltre alla compensazione classica (cioè una serie di deglutizioni), si può fare la manovra di Valsalva, che è quella comunemente attuata dai sub: si tappa il naso, si chiude la bocca, si spinge la lingua contro il palato e si cerca di soffiare fuori l’aria contenuta nei polmoni. La pressione si scarica verso l’orecchio medio e può sbloccare la situazione.
Nei voli di lunga durata è utile alzarsi e camminare. Il rallentamento circolatorio provocato da ore di volo può aumentare il rischio di trombi e quindi di sviluppare ictus o infarti in chi è a rischio. In questi casi vale la pena di consultare il medico e valutare l’opportunità di ricorrere ad un farmaco anticoagulante (esempio aspirinetta) prima del decollo, evitare pasti ad alto tenore di grassi nelle 24h precedenti il volo.

Per i problemi di jet-lag si può assumere melatonina nei 3 giorni precedenti il decollo; nei casi in cui è controindicata si consiglia di anticipare (se si va verso est) o ritardare (se si va verso ovest) di 1-2h l’ora di sveglia e l’ora in cui si va a letto. Durante la permanenza all’estero è utile invertire i canoni dietetici abituali, nel senso di assumere i pasti proteici nella prima parte della giornata (colazione) per rendere più vigile l’attenzione e i carboidrati a cena per favorire il sonno.

Vacanze in montagna
Innanzitutto facciamo un elenco delle controindicazioni da una certa altitudine in sù.
(1) circa 600 m se si ha insufficienza cardiaca o infarto da meno di 8 settimane;
(2) 1200 m in caso di cardiopatia con scompenso precedente;
(3) 1800 m in caso di infarto miocardico da 8-24 settimane;
angina; cianosi; acidosi respiratoria;
(4) 2500 m in caso di insufficienza respiratoria restrittiva; insufficienza cardiaca o polmonare moderata;
(5) 3000 m in caso di malattia cardiaca o polmonare sintomatica.
(6) Si consiglia alle donne in gravidanza di non superare per soggiorni prolungati i 1500-1800 m;
(7) Bambini. I meccanismi di compenso non sono ancora perfetti nei bambini molto piccoli ( età inferiore a 18 mesi); la salita a quote superiori ai 1500-1800m per 1-2 giorni è stressante; meglio programmare soggiorni prolungati o scegliere altitudini un po’ inferiori. Per i bambini più grandi non ci sono problemi, tuttavia non vanno loro consigliate attività di resistenza come ad esempio l’escursione prolungata.
(8) Un’altra controindicazione sono gli interventi chirurgici recenti a carico del tratto gastrointestinale.
I problemi causati dall’altitudine sono dovuti al travaso di liquidi dagli spazi vascolari ed extravascolari e ad un alterato controllo ventilatorio. La sindrome acuta da montagna si può manifestare da alcune ore ad alcuni giorni dopo l’esposizione all’altitudine elevata ed assomiglia ad una sbornia; può essere lieve, con cefalea, insonnia, nausea, malessere, e migliorare in pochi giorni. Può essere più grave, con tachipnea (oltre 20 respiri al minuto a riposo), anoressia, vomito, incoordinazione motoria, eccessiva fatica. Può determinare anche alterazioni della coscienza, cianosi, ed essere l’inizio di un edema cerebrale da altitudine. L’1-2% di coloro che salgono oltre i 3600 m può andare incontro a edema polmonare, che si manifesta dapprima con una riduzione delle prestazioni fisiche e poi con tosse secca, affaticamento, tachicardia, tachipnea. I fattori di rischio sono una intensa attività fisica effettuata quando non si è ancora ben adattati alla quota, le ascensioni rapide, l’obesità, il sesso maschile, una storia precedente di edema polmonare.

Le ascensioni devono essere lente: ogni individuo ha propri ritmi e quindi è necessario che ognuno tenga sotto controllo i propri compagni, osservanndo i segni premonitori (eccessivo affaticamento, cambiamento d’umore); sono più a rischio coloro che fanno parte di gruppi organizzati, meno flessibili. E’ consigliabile evitare sedativi e tranquillanti oltre i 2400 m (determinano un’ipoventilazione e una maggiore desaturazione di O2 durante il sonno). Viceversa, è raccomandata l’assunzione di molti liquidi e pasti ricchi di carboidrati, che aumentano il quoziente respiratorio e migliorano l’utilizzo dell’O2 ad alta quota; evitare invece i cibi grassi e salati. Portare indumenti caldi, ricordando che la temperatura scende di 0,65° per ogni 100 m di altitudine e che gli effetti dell’ipotermia si sommano a quelli dell’altitudine; infine, evitare un’attività fisica troppo intensa ad alta quota. Qual’è il trattamento del mal di montagna? Per lievi disturbi, è sufficiente rimanere 1-2 giorni alla quota raggiunta, con un moderato esercizio fisico durante il giorno, e poi continuare l’ascensione lentamente. Viceversa, l’edema polmonare è un’emergenza medica: il paziente va mantenuto al caldo, deve ricevere O2 ed essere portato a valle; così nel caso di edema cerebrale. Se si manifesta retinopatia (si ha alterata visione) è necessario scendere a valle, ed eventualmente somministrare O2. Attenzione ai problemi neurologici ad alta quota; oltre i 5000 m sono stati osservati TIA in soggetti giovani e sani, soprattutto in presenza di disidratazione. Le donne che assumono contraccettivi orali devono tenere presente l’aumento del rischio di tromboembolie.
Apparato respiratorio= si hanno fattori positivi e fattori negativi: positivi sono la ridotta densità dell’aria che consente una migliore spinta espiratoria e provoca un miglioramento dei parametri ventilatori; riduzione o assenza di aeroinquinanti che giocano un ruolo importante nella risposta broncoreattiva; assenza di dermatofagoidi e di pollini. Fattori negativi sono l’ipossia, il freddo e il vento: tutti elementi ad azione bronco-ostruttiva. L’umidità svolge un ruolo intermedio. La sua riduzione risulta positiva entro certi limiti, ma quando scende a valori inferiori al 40% ha un effetto negativo; infatti, a parità di temperatura e livello di ventilazione, l’inalazione di aria secca è più asmigena dell’inalazione di aria umida. Nell’asma il freddo, il vento e l’aria secca potrebbero essere la causa di improvvise crisi di broncospasmo. La stimolazione surrenalica e la riduzione di inquinanti e di pollini e acari potrebbero, d’altra parte, ridurre la broncoreattività. In sintesi prevalgono i fattori positivi per cui il soggiorno in montagna è consigliato all’asmatico, ma va valutato caso per caso. Per i pazienti con una funzione ventilatoria più compromessa si consiglia di non superare i 2000 m se non dopo un’adeguata broncodilatazione farmacologica. Una particolare forma di asma che colpisce circa l’80% dei pazienti e il 30% dei rinitici è il broncospasmo da esercizio fisico, che è dovuto alla perdita di calore e di umidità che si verifica nelle vie aeree durante un esercizio. Tale fenomeno è direttamente correlato sia all’intensità dell’esercizio (e quindi all’iperventilazione che si viene a determinare) sia a fattori atmosferici o endogeni, quali la presenza di inquinanti e allergeni, sia un recente processo infettivo delle prime vie respiratorie. E’ consigliata la protezione della bocca con un foulard in caso di temperatura molto bassa o di vento molto forte.
farmaci per il mal di montagna acuto vengono usati ACETAZOLAMIDE, DESAMETASONE, NIFEDIPINA; l’acetazolamide 250 mg 2-3 volte al dì contrasta la ritenzione idrosalina conseguente alla esposizione ad alte quote e previene l’alcalosi. Il desametasone può essere assunto quando compaiono sintomi riferibili ad un iniziale edema cerebrale. La nifedipina per il trattamento dell’edema polmonare riducendo l’ipertensione polmonare e diminuendo le resistenze periferiche. In caso ci si rechi in paesi del terzo mondo si consiglia anche un antibiotico intestinale da usare in caso di diarrea.


Vacanze al mare

PROTEZIONE SOLARE

Tra gli effetti positivi dell’esposizione al sole ci sono la produzione di vitamina D e la produzione da parte della pelle di sostanze simili alle endorfine, che influiscono favorevolmente sul tono dell’umore.
Gli effetti negativi, che si manifestano quando ci si espone al sole in modo esagerato rispetto alle capacità difensive della pelle e dell’organismo in generale, sono:
(a)Disturbi di natura estetica come ad esempio le macchie, e l’invecchiamento cutaneo
(b) disturbi di natura patologica come ad esempio disidratazione, colpo di calore, scottature di vario grado, ed infine in casi particolari, i tumori della pelle. A questo proposito voglio sottolineare che dalle letture varie fatte in materia traggo l’opinione che le creme solari non proteggono dal possibile scatenarsi dei tumori. Proteggono dalle scottature e permettono di ottenere un’abbronzatura più graduale. Quindi esse vanno usate a mio avviso, solo dai fototipi chiari e/o a rischio di ustioni, mentre a scopo cosmetico, da tutti da una certa età in poi (circa 40 anni). A circa 40 anni, infatti, la pelle diventa più sottile e meno idratata, oltre al fatto che riesce a produrre una quantità minore di melanina. Per questo motivo anche chi, fototipo scuro, da giovane si abbronzava subito, bene e in modo uniforme, con l’età si abbronza passando prima per la fase di eritema, e poi in modo non uniforme formando le macchie sul viso ed altri punti critici.


Materie prime

la PROPOLI contiene diverse decine di flavonoidi e tra questi alcuni hanno dimostrato la capacità di assorbire le radiazioni UV sia A che B, contiene inoltre dei derivati dell’acido cinnamico, che agiscono anch’essi come filtri aggiuntivi. Molte piante forniscono oli, burri e cere che possono servire come coadiuvanti; tra queste alcune, come l’OLIO DI COCCO, godono di una fama immeritata. L’olio di cocco contiene molto acido laurico che è irritante sulla pelle; in più non dà alcuna protezione e non ha nessun potere di fare abbronzare prima la pelle. Altre invece sono utili sia come filtri, sia come emollienti e sono: OLIO DI AVOCADO, SESAMO, OLIVA, GERME DI GRANO, SOIA, RICINO. Anche per questi il potere filtrante non è paragonabile a quello dei filtri di sintesi, ma è certamente utile in abbinamento a questi e certo preferibile all’olio di vaselina, totalmente permeabile dai raggi UV, e al suddetto olio di cocco. I più protettivi sono l’olio di germe di grano e l’olio di MAIS. Taluni oli e burri hanno inoltre un contenuto notevole di insaponificabili e questo è importante ai fini di un loro utilizzo in un preparato solare, poiché si è constatato che, applicati sulla pelle, favoriscono la formazione di nuovo collagene nel derma, contribuendo a prevenire l’invecchiamento cutaneo. Il grasso più ricco di insaponificabili è il burro di KARITE’, molto usato nelle preparazioni cosmetiche dermonutrienti. Nei prodotti solari è molto usata la cera liquida, nota come OLIO DI JOJOBA. La natura chimica di questa cera la rende utile sia come filtro coadiuvante che come protettivo ed emolliente. Altri OE come quelli di bergamotto e di limone, ottenuti per spremitura a freddo, contengono sostanze fotosensibilizzanti che ne sconsigliano l’uso. Le piante che forniscono gomme e mucillagini usate nei solari sono: ALOE VERA, MALVA, PIANTAGGINE; esse non posseggono specifiche proprietà filtranti, ma protettive, ammorbidenti, lenitive. Infine tra le piante che contengono sostanze coloranti, hanno una posizione di primo piano NOCE ed HENNE’. Essi a contatto con le proteine dello strato corneo, producono composti colorati di bruno e di rosso. Non è abbronzatura ma colorazione; sembra tuttavia che il complesso colorato aumenti il potere filtrante dello strato corneo sugli UVB. Di qui il loro uso, in piccole quantità nei prodotti solari. Gli estratti di henné si usano per colorare la pelle anche in assenza di irraggiamento solare.
Integratori
Gli integratori a base di carotenoidi, tipo CAROVIT FORTE, vanno assunti 1 volta al giorno per 1 mese prima dell’esposizione al sole e 1 mese dopo per prolungare l’abbronzatura. Le capsule Bergasol contengono oltre a licopene, betacarotene marino, alga spirulina, selenio, vitamina E, zinco e bioflavonoidi di limone; gli oli di albicocca e di enotera, presenti anch’essi nella formulazione, favoriscono l’equilibrio idrolipidico. Un’altra innovazione è la formulazione delle capsule Parlight: al classico alfa-carotene, vitamina C,E,PP e selenio è associato l’estratto di OPUNZIA, che accelera la produzione delle HSP (= heat shock proteins) inducibili. Lierac-Cosmodex ha sperimentato le proprietà riparatrici dell’estratto di FICO sulle cellule cutanee dopo l’esposizione solare. Altra mteria prima è l’ ALGA LAMINARIA DIGITATA che possiede un sistema di protezione efficace contro i raggi UV, poiché in caso di necessità è possibile la secrezione di cito-protectina, un oligoalginato che stimola il suo sistema immunitario; questa molecola agisce a livello dell’epidermide proteggendo le cellule di langerhans, e a livello del derma, proteggendo le cellule dendritiche, tutte cellule immunocompetenti.


AUTOABBRONZANTI In linea di massima sono assolutamente contraria all’uso di autoabbronzanti. Il capostipite è il DIIDROSSIACETONE (DHA). L’abbronzatura si ottiene per reazione chimica tra i gruppi reattivi della cheratina e il gruppo chetolo del DHA. I composti che si formano sono idroresistenti. In parole povere il Dha provoca una reazione con le proteine dell’epidermide colorandole; l’impiego nelle formule di eritrulosio con funzione umettante favorisce poi la fissatura del colore. In termini di sicurezza va ricordato che essi non forniscono protezione dal sole visto che in realtà non viene sollecitata la produzione di melanina (che invece è protettiva come avviene nel fenomeno naturale dell’abbronzatura). La CANTAXANTINA è un carotenoide naturale di colore arancione-rosso, stretto parente del beta-carotene. Si trova nelle aragoste e nei gamberi e in alcune alghe e piante tra cui il comune fungo commestibile detto gallinaccio. Essa è più efficace nei soggetti di fototipo chiaro e nelle donne. A differenza della tinta arancione prodotta dal beta-carotene, quella risultante dalla cantaxantina è più simile ad una abbronzatura solare.


TRAUMI DA LETTINO Tutti i lettini per l’abbronzatura sono dannosi per la pelle. E’ vero che gli UVA non bruciano la superficie della pelle con la stessa facilità degli UVB, ma è anche vero che danneggiano il derma. I raggi UVA hanno effetti dannosi sulla retina e una parte di essi la raggiunge anche se il paziente indossa gli appositi occhiali. Gli UVA possono causare l’indebolimento del sistema immunitario; aumentano la vulnerabilità della pelle agli UVB e provocano un massiccio incremento dell’ossidazione della pelle. I radicali liberi scaturiti da questo processo ossidativo sono in grado di danneggiare qualsiasi tessuto con cui vengono a contatto. Ovviamente essi sono fattore di rischio per i vari tumori della pelle. Se si fanno comunque lampade e lettini, almeno vanno assunti degli integratori antiossidanti, e in particolare beta-carotene e selenio. La cantaxantina non influisce sulla melanina per cui agisce in combinazione con il processo dell’abbronzatura e lo intensifica. Sia il beta-carotene che la cantaxantina vengono usati con successo nel trattamento della protoporfiria, dell’esantema da esposizione alla luce e del lupus eritematoso discoide, tutte patologie caratterizzate da ipersensibilità della pelle alla luce e specialm ai raggi solari. Quindi questi 2 oltre all’effetto abbronzante hanno quello protettivo. La cantaxantina viene usata in dosi da 100-150 mg/die per 2-3 settimane. Poi per mantenere il colorito sono sufficienti 30-60 mg/die. L’effetto massimo viene raggiunto in circa 4 settimane e il colore scompare in circa 4 settimane dopo la cessazione dell’uso.

CREME PROTETTIVE Un efficace filtro di protezione solare deve avere un fattore di protezione superiore a 15; deve essere in grado di proteggere tanto dagli UVA quanto dagli UVB; deve essere fotostabile e resistente all’acqua: a parità di filtri presenti, l’efficacia e la sicurezza di un prodotto solare dipendono dall’intera preparazione cosmetica. Più indicate per i bambini sono le paste e le creme dense, in particolare le emulsioni ipoidriche (acqua in olio) a base prevalente di filtri fisici. Questi prodotti, poveri di conservanti e additivi, svolgono un’azione cutanea di superficie e sono rigorosamente controllati sotto il profilo della stabilità. Ci si può orientare altrimenti sulle emulsioni che, contenendo una fase acquosa e una grassa, permettono di avere un’elevata presenza di filtri sia fisici che chimici e di modulare la formazione di un film protettivo sulla pelle. In genere garantiscono una buona resistenza all’acqua e al sudore, soprattutto le emulsioni di acqua in olio o le più recenti di acqua in silicone, facilmente applicabili. Meno resistenti invece le emulsioni di olio in acqua (a fase continua acquosa) che inoltre contengono maggiori quantità di conservanti, potenzialmente allergizzanti, per evitare contaminazioni microbiche. Gli oli solari, formando un film idroresistente ma molto sottile, non garantiscono elevate protezioni: sono indicati per i fototipi più scuri o per chi è già abbronzato. Oli e gel sono invece ideali per proteggere i capelli dai danni prodotti dal sole, grazie anche alla presenza di forti percentuali di fitoderivati e sostanze attive. Quasi in una categoria a parte invece le acque solari che rispondono più a una moda che ad un reale bisogno di protezione; da evitare sulle pelli chiare e sensibili.
La dicitura “schermo totale” è fuorviante in quanto non esistono schermi totali così come non esistono cosmetici anallergici. Attualmente i fattori fotoprotettivi sono: filtri chimici, filtri fisici, psoraleni e beta-carotene per uso orale, e ubidecarenone per uso orale.
Utili indicazioni che possono essere ricavate dalle etichette si riferiscono ai costituenti che sono fonte di potenziali rischi e allergie. In questo caso va posta attenzione ai prodotti che non sono solari, ma contengono sostanze fotosensibilizzanti topiche o fonte di possibili interferenze con i costituenti dei solari stessi. Tra gli esempi di sostanze rischiose le tetracicline, specie demeclociclina, doxiciclina e minociclina; l’amiodarone; i diuretici tiazidici; il ketoprofene; derivati del catrame; psoraleni; sulfonamidi; alcune fenotiazine; tinture coloranti.

Tutti i filtri solari possono dare sensibilizzazione e fotosensibilizzazione.

DOPOSOLE
 Un doposole può avere un forte ruolo di riduzione del danno superficiale, specie in termini di disidratazione e distacco dei corneociti, con un effetto molto utile anche di fissaggio dell’abbronztura. Le formulazioni impiegate sono specificamente tarate per aiutare i processi riparativi e, in questo senso, sono diversi da un generico latte idratante dopo-bagno.


Fitoterapia
 Rimedi per la cute irritata e arrossata dal sole sono CAMOMILLA E MALVA. Matricaria Camomilla detta anche camomilla tedesca, e Anthemis Nobilis, detta Camomilla romana. Azioni e indicazioni sono simili. Gli estratti acquosi hanno maggior attività spasmolitica rispetto agli estratti alcolici, più spiccatamente antiflogistici. L’alto contenuto di mucillagini (fino al 10%) conferisce alla Malva una valida attività emolliente e antinfiammatoria, ideale per irritazioni da agenti atmosferici e chimici; vi si ricorre anche contro eczemi e pruriti in età pediatrica. Consigliamo di mettere un sacchetto di garza contenente la droga direttamente nell’acqua del bagno; in alternativa applicare sulle zone irritate compresse di garza imbevuta per 15’, oppure pomata al 10%. La CALENDULA ha spiccata attività antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, soprattuto per pelli irritate e screpolate; inoltre normalizza il microcircolo, quindi è utile per flebiti e varici; la quantità di TM da includere in una crema non molto grassa è del 10-20%; è usato pure l’olio di calendula puro o diluito al 10-20% in altri oli vegetali come quello di mandorle dolci, dotato delle stesse caratteristiche. AMAMELIDE per l’azione astringente, antinfiammatoria ed emostatica dovute all’alto contenuto di tannini. ALOE il gel è costituito da polisaccaridi, acqua, saponine e vitamine, con proprietà decongestionanti e reidratanti; il gel penetra nel tessuto cutaneo ed esercita azione antiflogistica e anestetica: pare infatti inibire la formazione di trombossano e di promuovere la crescita delle cellule del derma grazie alla presenza di glicoproteine.

ALTRI PROBLEMI AL MARE

Per quanto riguarda i disturbi legati al calore, ne vanno più soggetti gli anziani, i malati cronici, i bambini, gli alcolisti, gli obesi, coloro che usano farmaci che riducono la sudorazione (anticolinergici, fenotiazine, beta-bloccanti, antistaminici) o che possono aumentare la produzione di calore (anfetamine, neurolettici).

Il colpo di calore è dovuto ad una grave alterazione dei meccanismi di termoregolazione e all’incapacità dell’organismo di disperdere calore. La temperatura interna del corpo può arrivare fino a 40-41°C e oltre, mentre la sudorazione diminuisce fino ad arrestarsi. Si tratta di un evento che richiede pronto soccorso. Prima dell’arrivo del medico si pone il paziente al riparo dal sole e dal caldo in ambiente fresco e ventilato, a riposo, svestito, e si copre il corpo con asciugamani inumiditi mettendogli anche una borsa di ghiaccio sulla testa. Per prevenire il colpo di calore e le altre manifestazioni dovute al calore, quando ci si trovi in ambienti con elevata temperatura e umidità, occorre che l’organismo si adatti gradualmente al nuovo ambiente evitando esposizioni prolungate al sole, indossando indumenti leggeri di tessuto naturale, assumendo bevande ricche di sali minerali (succhi di frutta ecc) e dormendo in ambienti dotati di buona ventilazione.


omeopatia
GLONOINUM indicato quando si ha violenta congestione al capo, polso pieno e teso, viso rosso intenso, occlusione respiratoria.
LACHESIS per le conseguenze di un colpo di calore.
NATRUM CARBONICUM nei casi lievi con cefalea e astenia.

Nelle spiagge esotiche bisogna sempre considerare il rischio delle correnti marine, che possono portare al largo il nuotatore incauto, e il rischio di punture di pesci velenosi e di intossicazioni alimentari come quelle provocate da certe biotossine presenti nei molluschi e in certe piccole alghe di cui si nutrono i pesci. Ricci e stelle di mare sono animali che vivono su fondali rocciosi. Il loro corpo è rivestito da aculei e/o spine appuntite che possono anche attraversare la muta dei sub. Se le punture di riccio sono numerose (15-20) possono dar luogo a parestesie, paralisi, ipotensione e difficoltà respiratorie. L’acqua dell’oceano può provocare un’eruzione cutanea diffusa a causa ignota con papule arrossate che compaiono dopo alcune ore, durano 1-3 giorni e colpiscono soprattutto i genitali. Mentre il contatto con le alghe (esempio le alghe blu-verdi dei mari caraibici) causa dermatiti diffuse, quello con creature marine velenose determina una lesione localizzata.

Le meduse possono causare immediatamente o dopo ore vescicole, dolore urente, eritema; ammoniaca, crema lenitiva e un antistaminico possono essere utili.
(1) lavare la parte lesa usando acqua di mare;
(2) rimuovere i frammenti di tentacoli che aderiscono alla pelle. Per farlo si deve ricorrere alla lama di un coltello (usata dalla parte non tagliente) usandola come fosse un raschietto. E’ importante non esercitare un’eccessiva pressione per evitare di schiacciare all’interno dei pori della pelle i frammenti dell’animale che farebbero peggiorare i sintomi. Per lo stesso motivo non bisogna assolutamente strofinare la cute (ad esempio con un’asciugamano) nel tentativo di rimuovere i tentacoli: si rischierebbe solo di rompere le microcistine dei tentacoli che contengono il veleno, che verrebbe così sparso ancor più velocemente sulla pelle.
(3) Bisogna poi lavare la parte urticata con acido acetico al 5%, oppure con una soluzione di aceto in acqua che è in grado di inattivare abbastanza velocemente il veleno.
(4) Se le lesioni sono piuttosto estese applicare una crema al cortisone. Non usare ammoniaca dopo che è trascorsco tempo, ma come antidoto nell’immediato.
(5) Se si verificano sintomi come nausea, abbassamento della pressione, perdita dei sensi, tachicardia, difficoltà respiratorie, sudorazione profusa (succede con le meduse dei mari tropicali: si rischia la vita) è necessario recarsi al pronto soccorso. Infine esistono individui ipersensibili che possono reagire (anche con le meduse comuni) al contatto con la medusa con uno shock anafilattico.

Vi sono pesci velenosi anche nel Mediterraneo, come gli scorfani e le tracine (della famiglia dei pesci scorpione) e le razze, dotati di aculei; l’edema e il dolore sono i sintomi più evidenti di un avvenuto contatto. Il veleno può dare il via a disturbi neurologici, disturbi intestinali, shock anafilattico. Lavare immediatamente la parte lesa con acqua di mare, rimuovere i detriti e i frammenti degli aculei che sono eventualmente rimasti imprigionati nella lesione; immergere la parte lesa in acqua calda (alla massima temperatura tollerabile) per un minimo di 30’ sino ad un massimo di 1h e mezza. Il calore è in grado di inattivare il veleno inoculato dal pesce che è termolabile. Nell’acqua si possono diluire anche 1-2 cucchiaini di MgSO4 che aiuta ad inattivare il veleno. Eseguire la profilassi antitetanica poichè nell’aculeo ci possono essere bacilli del tetano, e ricorrere alla terapia antibiotica per os.

Coralli. Stessi provvedimenti visti per le meduse + disinfettare per più giorni con betadine e attuare terapia antibiotica per os per 3-4giorni.

Murene. Il morso della murena non è velenoso ma oltre a provocare dolore può aprire la strada a un’infezione della parte lesa. Lavare e disinfettare la ferita; chiamare il medico, se occorrono punti; eseguire la profilassi antitetanica +, se presente pus, terapia antibiotica. Nei mari tropicali i ricci e le meduse sono magiormente velenosi e possono causare reazioni sistemiche e addirittura la morte. Nelle acque dolci dei laghi africani si può contrarre la dermatite cercariale, dovuta alla penetrazione nella cute di uno schistosoma, rilasciato nell’acqua dal suo ospite (una lumaca); va detto, però, che perchè si abbia una vera e propria infezione occorre un’esposizione ripetuta.

I pericoli del mare vengono soprattutto dagli sport subacquei, compresi i tuffi, che vanno evitati in caso di raffreddore o allergie, quando il rischio di barotrauma auricolare è aumentato. Sono i cambiamenti pressori a causare problemi sia nella discesa che nella risalita alla superficie. In ogni caso, una risalita troppo rapida può causare un barotrauma a livello della membrana timpanica ma può provocare perfino pneumotorace o enfisema. Scendendo in profondità con le bombole, la pressione aumenta rapidamente e nell’organismo si alza la pressione parziale dei gas, in particolare dell’azoto, che comincia a dissolversi nel sangue e negli altri fluidi corporei. Nella risalita, i gas si espandono e l’azoto fuoriesce dalla soluzione, in forma di bolle. L’embolia gassosa si verifica quando, dagli alveoli rotti, le bolle passano alla circolazione polmonare venosa e di qui al circolo per arrestarsi poi nel sistema muscolo-scheletrico oppure nel SNC; le conseguenze possono essere gravissime, arrivando alla paralisi e, nei casi estremi, alla morte. La terapia viene fatta con O2 iperbarico in camera di decompressione dove il paziente va trasportato al più presto.

Rottura del timpano: la pressione idrostatica, man mano che aumenta, riduce il volume dell’aria contenuta in tutte le cavità, orecchio incluso. Nello stesso tempo, scendendo, si verifica un aumento di pressione sul lato esterno del timpano che può provocare la lacerazione del timpano stesso. In genere si manifesta con dolore acuto simile a quello prodotto da un’iniezione.

Colpo di ventosa: durante la discesa, sempre a causa della pressione idrostatica, la maschera può schiacciarsi contro il viso, provocando la lacerazione dei capillari della congiuntiva. Si manifesta con fastidio piuttosto intenso agli occhi e forte arrossamento del globo oculare.


La permanenza sott’acqua con le bombole comporta il rischio di “ebbrezza”. L’azoto, per effetto della pressione idrostatica, si accumula in tutti i tessuti compresi quelli nervosi il cui coinvolgimento produce una sensazione di ubriachezza. Questa eventualità è alquanto pericolosa poichè induce il sub a compiere gesti inconsulti (per esempio liberarsi del respiratore). L’ebbrezza si manifesta come una sensazione di benessere e insieme di intorpidimento. Questo problema si previene evitando di scendere oltre i 30 m di profondità (il limite può essere allungato quando si è molto allenati) e risalendo nonappena si avvertono le prime sensazioni di euforia. In caso di immersione con gli autorespiratori, il momento della risalita ha un indice di rischio che varia in relazione alla profondità di immersione e al tempo di permanenza. Il rischio è la sovradistensione polmonare. Scendendo, l’aria inspirata dalle bombole diminuisce di volume riuscendo a comprimersi nei polmoni in grande quantità. A 10 m di profondità i polmoni possono arrivare a contenere 10L di aria, a 20m 15L, e così via. Nel momento della risalita quest’aria si riespande all’improvviso creando una forte pressione nei polmoni e provocandone una distensione che può addirittura lacerarli. I sintomi sono: (a) un forte dolore al petto; (b) grave difficoltà respiratoria; (c) emottisi. L’evenienza potrebbe avere esiti fatali. Il problema si previene risalendo lentamente ed espirando continuamente (durante la risalita).

Embolia: è quasi sempre la diretta conseguenza di una sovradistensione polmonare. Si manifesta quando alcune bolle d’aria, in seguito ai danni subiti dai polmoni entrano nel circolo sanguigno e arrivano al cuore. Dal cuore le bolle raggiungono prima l’aorta e poi la carotide da dove vengono trasportate al cervello in cui producono danni più o meno seri a seconda dell’area colpita. L’embolia si manifesta improvvisamente provocando cecità, sordità, perdita della parola, paralisi (a seconda della zona del cervello raggiunta dalla bolla). Si previene adottando gli stessi accorgimenti utili per evitare la sovradistensione.

Decompressione. Se, in seguito ad una permanenza in acqua avvenuta a una profondità superiore a 10m e per più di 50’, si risale in superficie troppo rapidamente, è possibile che l’azoto accumulato nei tessuti dalla pressione idrostatica, si liberi in piccole bolle che provocano dolore acuto in alcune sedi del corpo: è la malattia da decompressione.
Nei casi più gravi le bolle di azoto possono provocare una paralisi. In genere sono interessati al dolore ginocchia e gomiti. La paralisi è invece quasi sempre preceduta da (a) debolezza muscolare, (b) senso di malessere, (c) prurito cutaneo. Si previene eseguendo la risalita con lentezza nel rispetto delle cosiddette tappe di decompressione, che sono le fermate a quote e tempi prefissati a seconda del tipo di immersione eseguita. Le paralisi quasi sempre possono essere evitate se il paziente viene posto nella camera iperbarica non molto tempo dopo il manifestarsi dei malesseri che ne precedono la comparsa.

Sincope. Riguarda le immersioni in apnea. Viene definita sincope la perdita improvvisa della conoscenza + arresto della respirazione + talvolta anche arresto del battito cardiaco. Spesso la sincope si manifesta perchè il soggetto, avvertendo il bisogno di respirare comincia a temere di non farcela a risalire in superficie. Questo panico fa compiere azioni dispersive che prolungano la permanenza sott’acqua rendendo inevitabile la perdita dei sensi. In caso di emergenza il paziente va soccorso, sdraiato con la testa girata da un lato. Si cerca di fargli getare l’acqua ingoiata nelle vie aeree. Poi si attua la respirazione artificiale, detta anche “forzata”, e il massaggio cardiaco.

EpatiteA. E’ l’infezione più frequente nei viaggiatori. Alimenti come molluschi crudi o poco cotti rappresentano la più comune causa d’infezione. Rischio elevato è dato dall’acqua e alimenti da essa contaminati (verdura cruda). I paesi più a rischio sono: Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e USA.


Malaria
Farmacologia Una novità (2006) è costituita dalle terapie combinate a base di artemisina che hanno dato ottimi risultati in regioni che presentano altissimi tassi di resistenza alle terapie tradizionali. Il preparato farmacologico è una combinazione di un derivato dell’artemisina, la DIIDROARTEMISINA, e PIPERACHINA .

Fitoterapia Infuso al 5% di ARTEMISIA ANNUA (detta anche ARTEMISIA CINA), pianta già inclusa nella farmacopea cinese e usata come antipiretico fin dal XVI secolo aC. Al genere Artemisia appartengono anche altre specie considerate officinali, come ad esempio l’A Californica, usata in Messico contro il colera, e la famosa A. Absinthium, che è la base dell’Assenzio (unito all’anice) in voga tra gli artisti di fine ‘800. Effetti collaterali: sono state notate alcune reazioni tossiche reversibili e per questo è controindicata in gravidanza e in pediatria. L’artemisina agisce in modo più efficace se associata ai flavonoidi presenti nel fitocomplesso della droga: è quindi da preferire l’infuso delle foglie. Quindi, rispetto al preparato di sintesi, noi consigliamo l’infuso delle foglie.
Le spore del fungo BEAUVERIA BASSIANA impiegano 14 giorni per uccidere le zanzare anophele. Un preparato contenente queste spore ed usato per disinfestare l’ambiente, ha mostrato un’efficacia del 90% e non dovrebbe portare allo sviluppo di resistenze. Il fungo sembra divorare dall’interno le zanzare infette dopo che queste sono venute in contatto con le sue spore vaporizzate nei luoghi di sosta più frequenti per questi insetti, come pareti e soffitti.

Zanzare e altri insetti
I repellenti per insetti si distinguono in prodotti di sintesi, che annoveriamo nella farmacologia, e prodotti derivati dalle piante, che annoveriamo nella fitoterapia.

Farmacologia DIETILTOLUAMIDE, o Deet, rappresenta la prima scelta. Ha un ampio spettro d’azione ed è efficace contro zanzare, mosche, cimici, pulci e zecche. Si pensa che essa interferisca nella funzione dei recettori posti sulle antenne delle zanzare, che consentono di localizzare le persone. I prodotti in commercio hanno concentrazioni di Deet variabili tra il 5 e il 30% circa: nei bambini è indicato l’uso di formulazioni a bassa concentrazione: massimo 10%. La Deet può essere spruzzata sugli abiti in fibre naturali, ma danneggia le fibre sintetiche, gli accessori in plastica e in pelle, le superfici smaltate o verniciate. Inoltre, l’uso contemporaneo del repellente e di una crema solare riduce l’efficacia di quest’ultima di circa 1/3. Recentemente è stata messa in commercio una nuova molecola, la ICARIDINA. Essa interagisce con il sistema olfattivo della zanzara senza influire sulla salute umana, ed è efficace contro la zanzara comune e la zanzara tigre. A parità di concentrazione ha un’azione più prolungata della Deet, migliorando la tollerabilità cutanea. Inoltre non danneggia i materiali plastici e non unge. C’è poi la classe degli insetticidi. Il Ddt va ricordato per la sua importanza storica nella lotta alla malaria, sebbene non sia più usato per la sua tossicità. La PERMETRINA è il più usato dei piretroidi di sintesi; è un insetticida di contatto, efficace contro zanzare, mosche, zecche e cimici. Essa determina la morte dell’insetto per tossicità nervosa. Non va mai applicata sulla pelle, ma può essere spruzzata sugli abiti, su tende e zanzariere. Chi soggiorna in campeggio può impregnare i teli della tenda di permetrina, che è resistente alla degradazione dovuta al calore e al sole, e mantiene la propria attività per circa 2 settimane. La combinazione di abiti trattati con permetrina e l’applicazione di repellenti a base di Deet al 35% a rilascio modificato, rappresenta una formidabile barriera contro le punture di zanzara.

Fitoterapia OE di: CITRONELLA, VERBENA, GERANIO, LAVANDA, ROSMARINO, MENTA PIPERITA, PINO, EUCALIPTO, che hanno un profumo gradevole per l’uomo ma sgradito agli insetti. Essi tendono ad offrire un’azione poco duratura nel tempo, che fornisce la massima copertura nei primi 20-40’ dopo l’applicazione e si esaurisce completamente in circa 2h. Quindi i prodotti vegetali sono consigliati quando la puntura è un fastidio ma non un pericolo per la salute. Ovviamente, il problema della breve durata di azione può essere superato facendo frequenti applicazioni. Mentre le candele e gli incensi per tenere lontani gli insetti dall’ambiente hanno dimostrato un’efficacia del 42% per cui è meglio usare un prodotto sulla persona piuttosto che per l’ambiente. Passiamo agli insetticidi: Il PIRETRO è un insetticida naturale potente e a rapida azione. La droga è data dai fiori seccati e polverizzati. Esso agisce per contatto, depositandosi sulla superficie esterna dell’insetto. Per ingestione non è tossico. Negli insetti non provoca resistenza. LARVICIDI BIOLOGICI il più usato è il Bacillus Thuringiensis, che ha grande efficacia e selettività, mentre è privo di rischio per l’ambiente e per l’uomo; viene usato per i tombini e le griglie e i luoghi dove ristagna l’acqua, che sono il ricettacolo delle larve degli insetti.
OMEOPATIA Il repellente per eccellenza è LEDUM PALUSTRE 5-9CH 3 granuli 4-5 volte al giorno


STOP

1 commento:

  1. sei un genio...
    competente ed intuitiva...vorrei tanto poterti parlare di un mio problema e sapere la tua opinione in merito.
    come posso entrare in contatto con te?
    io sono a roma...
    maria

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