sabato 7 maggio 2016
Artemisia
Un mio disegno per facilitarvi una visualizzazione meditativa della pianta.
ARTEMISIA
Da molto tempo se ne conoscono gli effetti antimalarici.
Da qualche anno è noto anche che l’artemisia è una pianta dotata di straordinari effetti su alcuni tumori. Dunque vi propongo due ottimi articoli che sono già in rete ai link indicati, ma dato che non sono brava ad aprire queste pagine, mi accontento di fare un copia e incolla:
LA MIA ARTEMISIA SALVERA’ I POVERI DEL MONDO
( Adriana Bazzi su
DAL NOSTRO INVIATO PECHINO
I vietgong stavano perdendo più soldati per colpa della malaria che dei nemici americani. La classica clorochina cominciava a non funzionare più e il presidente nord-vietnamita Ho Chi Minh si decise a chiedere un aiuto al suo alleato Mao Zedong: forse la medicina orientale poteva trovare una soluzione. “Conoscevo molti rimedi dell’antica farmacopea cinese, compreso il qinghao, citato in alcuni scritti già nel 168 a.C., poi menzionato in un libro dell’alchimista Ge Hng nel 340 dopo Cristo e adottato nel 1956 da un famoso naturopata di nome Li Shizhen come antidoto contro febbre e brividi” a parlare oggi è la settantasettenne dottoressa Tu Youyou: all’epoca della guerra del Vietnam lavorava come ricercatrice all’accademia della medicina tradizionale cinese di Pechino. Nel 1969, il progetto top secret 523 uno dei pochi sopravvissuti, per la sua importanza, alla furia delle guardie rosse, era finito nelle sue mani. Fino a quel momento se n’erano occupati i militari. 3 anni dopo la dottoressa Tu, con alle spalle una laurea in farmacia della Peking University e un’esperienza di medicina occidentale e orientale insieme, avrebbe scoperto il farmaco antimalarico oggi più usato al mondo: l’artemisina (qinghaosu in cinese) contenuta nell’antico qinghao, la pianta dell’artemisia annua. Una pianta che cresce abbondante sulle montagne di Wuling, centro-sud della Cina. “La vera scoperta però—ci racconta la dottoressa Tu— fu il sistema di preparazione. La ricetta diceva: fare un infuso con una manciata di qinghao in 2 litri di acqua, spremere il succo e bere. ecco, il trucco sta nello spremere, altrimenti non si ricava la sostanza capace di uccidere il plasmodio della malaria”. Non era stato facile isolare il principio attivo dalla pianta, o meglio, dalle foglie dove si concentra in massima parte: la dr Tu ci è riuscita, dopo diversi tentativi, nel 1972. Un anno dopo l’artemisina veniva provata sui pazienti (3000 in tutto) con buoni risultati anche nelle forme resistenti alla clorochina. “Facevamo esperimenti sull’isola di Heinan, nel sud della Cina— ricorda la dr Tu—. Andavo là, lasciando a mia suocera i due figli piccoli. Mio marito, ingegnere, era finito all’epoca in un campo di rieducazione”. Negli anni successivi la dr Tu aveva trovato 2 derivati dell’artemisina: l’artesunato, idrosolubile, e l’artemether liposolubile. Tutti efficaci sugli schizonti, le forme del parassita che circolano nel sangue. Ma il riconoscimento delle sue scoperte non avvenne subito. Anzi, ancora oggi pochi riconoscono i meriti della dr Tu, nonostante abbia ricevuto numerosi premi da istituzioni cinesi e straniere, come l’Albert Einstein World Science Prize, e nonostante alcuni ricercatori occidentali pensino che possa essere una candidata al nobel. Quando il lavoro della dr Tu comparve per la prima volta in lingua inglese sul Chinese Medical Journal nel 1979, il professor Nicholas White direttore del Wellcome’s South East Asia Research Unit disse: ”Leggo la descrizione di un nuovo composto contro la malaria e dei test in vivo, nei roditori e sull’uomo, su sottili fogli di carta gialla in un inglese approssimativo. Il tutto è contenuto in 5 pagine quando una compagnia farmaceutica occidentale avrebbe speso 300 milioni di dollari e pubblicato un documento alto come un mattone”. Gli esperti occidentali hanno ignorato per anni la scoperta fino a quando una multinazionale farmaceutica, la Novartis, non ha cominciato a produrre il farmaco. Anche l’OMS aveva guardato a questa sostanza con molto scetticismo non credendo che una pianta cinese potesse produrre un antimalarico efficace. Poi ha dovuto tornare sui suoi passi e dal 2001 lo raccomanda, in associazione con la lumefantrina per evitare la comparsa di resistenze, come terapia d’elezione per gli attacchi malarici in tutto il mondo e soprattutto nelle zone di resistenza alle terapie classiche, come in africa. “L’artemisina è stato il primo nuovo farmaco scoperto in Cina dopo la rivoluzione culturale” ricorda la dr Tu, ma non dice che mentre l’occidente ignorava la sua scoperta, il farmaco, prodotto all’epoca in Cina, salvava migliaia di vite nel sud-est asiatico. “Adesso so che il mio farmaco— continua— può essere d’aiuto soprattutto ai paesi poveri.” La signora dell’artemisia è professore all’istituto di MTC all’accademia cinese di MTC e sta studiando le potenzialità anti-cancro dell’artemisina, soprattutto nel tumore al seno.
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effetti collaterali:
ha una tossicità relativamente bassa, anche se sono stati riportati effetti indesiderati anche di notevole entità soprattutto legati alla somministrazione prolungata con difetti di escrezione (viene infatti sottolineata nelle attuali conoscenze la sua neurotossicità, embriotossicità, genotossicità, emato-immunotossicità, cardiotossicità, nefrotossicità e reazioni allergiche) ed è attivato da eme e/o ferro intracellulare che porta alla formazione di radicali liberi intracellulari.
il principale effetto collaterale riportato in numerosi studi clinici su animali di grossa taglia è stato la neurotossicità. Confrontando i dati vengono evidenziati legami con il dosaggio, la modalità di somministrazione e il tempo di somministrazione. Il dosaggio pertanto non deve essere prolungato nel tempo (3-5 giorni a ciclo) per evitare l’effetto sopraindicato.
DERIVATI:
— di-idro-artemisina ——-> per via orale
— artemetere——————-> intramuscolo
—artesunato———————> endovena.
farmacodinamica
è interessante notare che i dimeri dell’artemisina hanno mostrato attività anti-cancro più potente della forma monomerica. La captazione del ferro intracellulare è regolata dal recettore di transferrina, e l’attività di artemisina dipende dalla disponibilità di ferro.
L’artemisina contiene una porzione endoperossidasica che può reagire con il ferro per formare radicali liberi citotossici. Le cellule tumorali contengono molto più ferro (circa 1000 volte di più ) libero intracellulare delle cellule normali ed è stato dimostrato che artemisina e suoi analoghi selettivamente possono causare l’arresto della crescita cellulare e l’apoptosi in molte linee cellulari tumorali. Inoltre sia l’artemisina che i suoi composti hanno dimostrato di avere effetti antiangiogenetici, interruzione della migrazione, modulazione della risposta recettoriale nucleare, antinfiammatori, anti-metastatici e perturbazione di molte vie di trasduzione del segnale. Tuttavia, gli analoghi semplici dell’artemisina sono meno potenti degli agenti chemioterapici tradizionali per il cancro e dato che nel plasma ha una breve emivita, ciò richiederebbe alto dosaggio e somministrazione frequente, al fine di ottenere un trattamento efficace. Composti artemisinici più potenti ed a bersaglio selettivo sono in fase di sviluppo. Questi includono dimeri e trimeri di artemisina, composti ibridi e tagging di composti con artemisina aggiunti alle molecole che sono coinvolte nel meccanismo di consegna del ferro intracellulare. Questi composti sono promettenti farmaci antitumorali che producono effetti collaterali significativamente inferiori rispetto ai tradizionali chemioterapici. L’azione dell’artemisina è stata studiata su molte linee cellulari (prostata, ovaio, colon, leucemia, melanoma, pancreas) ed in modelli animali da xenotrapianto (dimostrando in questo caso una riduzione di volume e della diffusione).
Infine art e atm sono stati combinati con oxaliplatino , gemcitabina e talidomide. Studi in vivo hanno dimostrato , tra l’altro, una migliore azione sinergica se in associazione con flavonoidi.
Sono stati presentati inoltre 2 casi di pazienti con recidiva di melanoma uvale politrattati che hanno risposto in maniera positiva con l’uso combinato della chemioterapia e della artemisina.
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Informazioni personali

- Marina Salomone
- Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
Ciao Marina, molto interessante, scoprire quante e quali sono le proprietà di questa pianta (e di molte altre) ci fa capire quanto sia importante continuare a cercare al di fuori dei soliti canali informativi.
RispondiEliminaGrazie per i dettagliati articoli che ci proponi e complimenti per come sono "raccontati".
Buona serata, a presto.
Romualdo.