domenica 20 marzo 2016
Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
immagine realizzata da Giovanni Ambrosioni dal titolo Mutanti
Molte persone soffrono di una dipendenza verso “qualcosa”. Oserei dire il 90% della popolazione. Si tratta dei cosiddetti “vizi” che si fa molta fatica ad eliminare e per i quali si usa dire che occorre forza di volontà per uscirne.
Ci sono dipendenze che richiedono veri e propri protocolli terapeutici come quelle da sostanze, alcool, tabacco, troppo cibo. Ci sono dipendenze più innocenti dal punto di vista dell’”occhio sociale” e spesso autolesioniste, quasi segrete (in quanto il soggetto se ne vergogna) ma sempre fastidiose perché innanzi tutto sottraggono molta energia (proprio per lo stato ossessivo- compulsivo) e poi perché causano a volte veri e propri disturbi o alterazioni permanenti. Mi riferisco ad esempio alle abitudini di:
—rosicchiarsi le unghie
—strizzare i brufoli
—mordersi le labbra
—tirarsi i capelli o la barba e i baffi
—strapparsi le pellicine
—altri analoghi e più rari: conosco persino diversi casi di gente che mangia di nascosto articoli non proprio commestibili come la carta igienica, le ostie che si usano per assumere i farmaci in dosi da 10-20 pacchetti.
Quando siamo sotto stress la nostra attività autolesionista diventa più frenetica e aggressiva. In condizioni normali continua sempre. Ogni tanto arriva una fase di riposo nella quale ci accorgiamo di non aver “praticato” il nostro vizio, così senza difficoltà. Ci illudiamo allora di aver smesso per sempre. Ma ecco che dopo poco tempo ricominciamo quasi senza accorgercene.
Per tutti coloro che si riconoscono in questo profilo, ecco un prezioso articolo di Barbara Gulminelli pubblicato su Farmacia News nel settembre 2008:
“Innanzitutto l’essere deboli nei confronti di una sostanza o di un’abitudine dipende da un vuoto che non può essere colmato semplicemente imponendosi di rinunciare a quella sostanza o abitudine perché ci si convince che fa male. Il vuoto deve essere colmato o meglio sostituito trovando qualcosa di diverso, ma altrettanto soddisfacente e significativo, in se stessi e nella propria vita, e questo è il compito della psicoterapia. Il ruolo dei fiori di Bach può dunque essere solo quello di affiancarsi a questo percorso, aumentando la capacità di dire di no, la sincerità con se stessi e la forza di volontà.
CENTAURY
il fiore per chi è sottomesso. Centaury serve a chi è troppo disponibile e tende a fare ciò che vogliono gli altri, compiacendoli pur di non perdere la loro approvazione ed il loro amore. Cosa c’entra questo con le dipendenze? Centra perché di fatto si tratta del rimedio per chi non sa dire di no: alle pretese del parente o dell’amico, certo, ma anche al cibo, al fumo, o ad un altro tipo di sostanza che crea dipendenza. Quando ci si trova in una problematica Centaury, molto spesso si verificano anche fasi di tipo Holly (la rabbia perché si vorrebbe in realtà smettere di fare ciò che non corrisponde alle proprie scelte), seguite da altre tipo Pine (il senso di colpa perché la rabbia viene combattuta in quanto considerata non legittima, o anche il senso di vergogna legato al fatto di essere caduti ancora una volta in un’abitudine non positiva). Se siamo di fronte ad un’alternanza di questi stati, è consigliabile cominciare con Pine, per eliminare ogni senso di colpa e vergogna, utilizzando poi Holly se si presenta un senso di rabbia, oppure passando direttamente a Centaury, per fortificare la volontà e aiutare a decidere sapendo dire anche di no. Ricordiamo anche che dei rimedi per aiutare a rimanere centrati nelle proprie decisioni, che si possono abbinare vantaggiosamente a Centaury, sono Wild oat per capire cosa davvero si vuole, e Chestnut bud per aiutarsi a cambiare le vecchie abitudini passate nelle quali, nonostante tutto e sebbene si capisca benissimo che sono nocive, si tende a ricadere.
AGRIMONY
Più sincerità. Un secondo passo, dopo aver lavorato sul problema di essere troppo deboli ed accondiscendenti, è quello di entrare maggiormente in contatto con se stessi, cercando, per quanto è possibile, di rinunciare alla necessità di adottare delle maschere e degli atteggiamenti di facciata. La sincerità con se stessi, che è molto difficile per tutti, può essere aiutata grazie ad Agrimony. Si tratta di un rimedio dall’azione profonda e complessa, perché tende a metterci a contatto con alcune parti di noi che normalmente preferiamo non vedere. Per questo, prima di utilizzare Agrimony può essere consigliabile (anche dopo al trattamento con i fiori illustrati nel punto precedente) verificare che non siano in atto degli stati negativi che possono derivare dallo stesso Agrimony, ed in particolare Vervain e Sweet chestnut. In pratica ciò significa che la paura di guardare dentro di sé (Agrimony) tende ad essere compensata attraverso un attivismo sfrenato e un eccessivo entusiasmo (Vervain): stato che porta a esaurire le energie fino a sentirsi svuotati, privi di interesse e completamente confusi, come se nulla avesse più un senso e perciò vicini alla disperazione (Sweet chestnut); in questo stato è facile ricorrere a sostanze o abitudini che creano dipendenza. Sarà allora consigliabile assumere prima Sweet chestnut, per migliorare questo senso di disperazione, poi Vervain per eliminare la tendenza a “fare” invece di “essere”, infine Agrimony per guardare con più coraggio dentro di sé.
LARCH
La forza di volontà.
Il larice ci dà il rimedio che serve alle persone che mancano di fiducia in se stesse e soffrono di una sensazione di inferiorità. Chi ha bisogno di Larch, spesso si sente inadatto o inadeguato alla situazioni, anche se razionalmente questo non è vero. Un atteggiamento di base Larch rende rinunciatari, toglie la creatività nelle cose che si fanno, conferisce una sensazione di sfiducia di fondo che porta a vedere la propria vita come triste e insoddisfacente (Mustard) e per questo spinge a ripiegare su sostanze sostitutive. Larch non è connesso direttamente con il problema delle dipendenze, ma c’è quasi sempre una problematica di tipo Larch , spesso inconscia, alla radice delle dipendenze. Un trattamento con Larch aiuta ad alzare la testa, sentirsi fieri di sé e delle proprie capacità e anche evitare atteggiamenti compensatori di falsa sicurezza, riconoscendo onestamente i propri limiti e riconciliandosi con essi. Il consiglio è di suggerire questo fiore non di primo acchito, ma dopo un trattamento con le altre 2 essenze citate: dapprima un lavoro con Centaury , eventualmente preceduto da Holly e da Pine, per rinforzare, poi un periodo di trattamento con Agrimony (eventualmente preceduto da Vervain e Sweet chestnut) per rendere più sinceri con se stessi. Infine per confermare la volontà di cambiamento e non farsi condizionare da influssi esterni, si ricorrerà a Walnut, il rimedio che favorisce le trasformazioni. Questo potrà concludere il percorso, confermando i progressi ottenuti e rinforzando ulteriormente nelle proprie scelte.”
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Informazioni personali

- Marina Salomone
- Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
Ciao Marina, sempre interessanti i tuoi articoli, a volte un po' "tecnici" ma questo ci aiuta a migliorare l'attenzione e la curiosità verso ciò che non conosciamo.
RispondiEliminaPreziosi i consigli, ma soprattutto spingi tutti noi ad approfondire argomenti che altrimenti verrebbero ignorati.
Buona giornata, Romualdo.
Grazie: un commento che mi dà forza! ciao, buona settimana!
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