- se la disidratazione è grave (liquidi persi pari al 10% del peso corporeo), oltre ai segni precedenti più marcati saranno presenti:
domenica 13 marzo 2016
Diarrea del bambino
La diarrea del bambino si manifesta con scariche frequenti (almeno 5 o 6 al giorno) di feci liquide, qualche volta associata a vomito e malessere generale. Voglio sottolineare che in genere il disturbo è auto-limitante; vale a dire che qui da noi, nei paesi “ricchi” anche se non curata, nel
99,99999 % dei casi passa da sola nel giro di circa 3 giorni. La complicazione più grave della diarrea infantile è la disidratazione ed è quindi questo il solo aspetto da curare.
Le cause della diarrea possono essere tante:
—intossicazione da alimenti contaminati con virus, batteri o tossine
—intolleranza a determinati alimenti
Nei lattanti
la diarrea è per lo più causata:
— dal fatto che non riesce a digerire il latte, o non riesce ad assimilarlo; questa diarrea è spesso accompagnata da vomito e aria nell’addome;
— da infezioni localizzate in altre parti del corpo (esempio otite, influenza).
Tutte queste cause conducono ad un esito comune: modificano la funzione della mucosa intestinale rendendola meno capace di trattenere-assorbire acqua e sali minerali che vengono persi abbondantemente nel lume gastrointestinale sotto forma di scariche diarroiche.
Per combattere la disidratazione, bisogna far bere al bambino molta acqua, magari con l’aggiunta di sale, succo di limone e bicarbonato. Sono utili mele fresche ed infusi di camomilla.
DAL PUNTO DI VISTA DELL’OMEOSTASI
La diarrea è il modo con cui l’organismo si libera di qualcosa che ne ha alterato l’equilibrio.
OMEOPATIA
A seconda dei sintomi si può scegliere uno dei seguenti rimedi in tubo dose da somministrare una volta al giorno, combinato con un rimedio in granuli da somministrare 3-4 volte al giorno
Tubo dose:
Aethusa, Calcium carbonicum, Pulsatilla, Magnesium chloratum, Acidum phosphoricum.
Granuli: Arsenicum album; aloe; tormentilla; nux vomica e molti altri.
MEDICINA ALLOPATICA
I pediatri normalmente prescrivono sempre le famose soluzioni reidratanti
Ecco di che si tratta:
Reidratazione orale
il principio su cui si basa la reidratazione orale deriva dall’osservazione che il glucosio e altri carboidrati facilitano il passaggio di sodio e di acqua attraverso i villi dell’intestino tenue. Anche in caso di diarrea profusa e prolungata, questo meccanismo di trasporto inverso rimane efficiente ed è in grado di ripristinare l’equilibrio idroelettrolitico. Più del 90% dei bambini si reidrata per via orale in breve tempo senza necessità di ricorso all’apporto di liquidi ed elettroliti per via endovenosa. La via endovenosa viene riservata alle condizioni in cui la somministrazione orale è preclusa, come il vomito insistente, le infezioni concomitanti o lo shock. La reidratazione orale è più sicura ed è in grado di correggere efficacemente, e in modo altrettanto rapido, l’eventuale acidosi metabolica.
La soluzione reidratante
deve contenere:
-- 40-60 mEq /L di sodio;
--una % di glucosio intorno ai 2 g %, con un rapporto tra glucosio e sodio di 1,4-2 (per attivare il riassorbimento di acqua);
--una concentrazione di potassio di 20 mEq/L;
--una bassa osmolarità (inferiore a 300 mOsm/L, il più possibile simile a quella del plasma, per non aggravare la diarrea richiamando acqua dall’intestino);
--sostanze alcalinizzanti per contrastare l’acidosi.
il contenuto di sodio più basso di quello indicato dall’OMS (90 mEq/L) rispecchia le condizioni tipiche dei paesi occidentali dove prevalgono le diarree sostenute da virus e da E.coli. Questi agenti infettivi, compromettendo le funzioni di assorbimento e digestione delle cellule intestinali, causano una diarrea di tipo “osmotico” (per la presenza di sostanze non assorbite nel lume intestinale) che induce una minore eliminazione di sodio.
Nei paesi in via di sviluppo, prevalgono invece le diarree “secretive” di tipo colerico, caratterizzate da elevate perdite di sodio.
Alcune soluzioni contengono amido di riso o maltodestrine al posto del glucosio. L’amido, come tutti i polisaccaridi, rilascia il glucosio più lentamente e possiede una minore attività osmotica. Questo consente di utilizzare maggiori quantità di carboidrati e di incrementare l’apporto calorico da 200 a 320 cal/L (rispetto alle 57 cal/L del glucosio) per sopperire alle richieste nutrizionali del bambino (che possono arrivare a 100 cal/Kg/die) senza causare iperosmolarità.
Una metanalisi di 13 studi clinici conferma un lieve vantaggio a favore delle soluzioni a base di amido di riso rispetto a quelle tradizionali, ma solo nei casi di colera. I prodotti a base di maltodestrine non devono essere però impiegati nei lattanti con meno di 4 mesi nei quali l’enzima gluco-amilasi non è ancora completamente sviluppato.
IN FARMACIA
quelle che di norma vengono prescritte sono:
Dicodral 60 e Reidrax (a base di glucosio)
Humana idravita (a base di glucosio e maltodestrine)
APPROFONDIMENTO IMPORTANTE PER GENITORI ATTENTI
GRADO DI DISIDRATAZIONE
Nella attuazione della terapia due fattori importanti devono essere tenuti presenti: l’età del bambino e la gravità della diarrea.
ETA’
la diarrea nel lattante crea problemi più seri che nel bambino più grande e nell’adulto. Il lattante ha, infatti, una quantità di acqua corporea maggiore rispetto all’adulto (80% vs 50-60%) e una rapida diminuzione di acqua può, nel giro di poche ore, creare una situazione clinicamente preoccupante. Le prime 24h risultano critiche: 6 h possono essere sufficienti perché un lattante si disidrati in modo grave.
GRAVITA’
la quantità di liquidi da somministrare va stabilita in base alla quantità di liquidi persi, cioè il grado di disidratazione. Nel lattante il grado di disidratazione si può valutare da alcuni segni:
(1) se la disidratazione è di grado lieve, moderato (liquidi persi pari al 5% del peso corporeo)
il bambino presenta:
--secchezza della mucosa orale e pianto senza lacrime
--ridotta elasticità della cute
--respiro più frequente e superficiale
nel bambino più grande i sintomi pur rimanendo gli stessi sono più sfumati.
--fontanella anteriore avvallata (se non ancora chiusa)
--estremità fredde e ritardo nel riempimento capillare (tempo maggiore a 9 secondi perché il colore dell’unghia sottoposta a pressione digitale ritorni normale)
--infossamento degli occhi
--espressione sofferente e vivacità diminuita
in questo caso le condizioni del piccolo sono molto serie e se ha la febbre o vomita deve essere ricoverato.
NORME DI COMPORTAMENTO
Una volta preparata sciogliendo la polvere nel quantitativo di acqua indicato, la soluzione va somministrata ad libitum ai primi sintomi di disidratazione, avvalendosi eventualmente di un biberon.
L’importante è far bere spesso il bambino, soprattutto all’inizio, indicativamente 50 ml ogni mezz’ora durante le prime 6 ore. Le soluzioni gluco-saline hanno in genere un cattivo sapore e risultano più gradite ai lattanti che ai bambini oltre il primo anno.
Per aumentare il grado di accettazione è consigliabile somministrare la soluzione fredda (a temperatura da frigorifero), a piccoli sorsi e a tempi più ravvicinati (esempio 5 ml con un cucchiaio ogni 3 minuti).
Un lattante disidratato difficilmente rifiuta una soluzione gluco-salina anche se ha un sapore sgradevole. L’eventuale rifiuto da parte di un bambino piccolo è rassicurante: significa che non è disidratato o che la disidratazione è stata controllata. All’inizio, la somministrazione della soluzione può comportare un aumento del volume delle feci che va segnalato ai genitori perché non si allarmino; se le scariche diarroiche continuano ad essere frequenti dopo 4 h è consigliabile rivolgersi al medico.
DIETA
Se la diarrea compare nel bambino allattato al seno non si deve mai sospendere l’allattamento e nel caso si utilizzi il latte di formula non è opportuno diluirlo né cambiarlo. Non vi è indicazione all’uso di latti privi di lattosio o di idrolisati proteici. Nel bambino più grande non esiste alcuna ragione per eliminare il latte o i cibi solidi e ricorrere a diete “in bianco”. E’ un pregiudizio pensare che la presenza di diarrea richieda un’alimentazione particolare. Il più delle volte il bambino si regola da solo e deve essere evitato il rischio di un digiuno prolungato. Non appena il bambino l’accetta, si può riprendere l’alimentazione tradizionale, continuando a somministrare la soluzione reidratante sino a che la diarrea continua. La rialimentazione precoce favorisce una più rapida ripresa funzionale dell’intestino (normalizzazione della permeabilità intestinale) e un più rapido recupero ponderale. Un ritardo nell’alimentazione favorisce, invece, il persistere del circolo vizioso malnutrizione-diarrea-malnutrizione e della diarrea cronica.
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Informazioni personali

- Marina Salomone
- Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
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