venerdì 28 febbraio 2014
Spigolature di alimentazione
bambino; surgelati avanzi ed altro; scelta del cibo; zucchero
ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO
il valore del metabolismo basale (MB) corrisponde a circa 1 Kcal x Kg di peso corporeo x ora.
Secondo Carotenuto le calorie dell’alimentazione quotidiana devono essere così suddivise:
—derivanti da alimenti proteici (proteine) 10%
—derivanti da alimenti grassi, come olio e grassi presenti in vari alimenti (lipidi) 30%
—derivanti da farinacei (carboidrati) 60%.
Nel bambino occorrono il 12% in più di calorie che servono per l’accrescimento. Si calcola il MB del bambino e si aggiunge il 12% di quel risultato in calorie.
ad esempio per un adulto del peso di 60kg il fabbisogno calorico necessario a mantenere il metabolismo basale (senza contare le altre calorie che gli occorrono in base all’attività che svolge) sarà:
60 x 24 = 1.440
per il giovane di 14 anni del peso di 60 kg il fabbisogno corrispondente sarà:
1440 + 172 = 1612
Le proteine sono i nutrienti che hanno funzione “plastica” cioè rappresentano i mattoni di cui è composto l’edificio del corpo. Ma, ovviamente, non finisce qui! La maggioranza degli enzimi, molti ormoni, molti neurotrasmettitori, gli acidi nucleici e molte altre molecole con AZIONE FUNZIONALE sono costituiti da un’importante componente proteica. Nell’adulto quindi le proteine dell’alimentazione servono a fornire le materie prime (in quanto vengono digerite ed assorbite come aminoacidi i quali stanno alle proteine come le lettere dell’alfabeto stanno alle parole) all’organismo per rimpiazzare quelle che sono state eliminate durante il normale logoramento dei tessuti;
I 9 aminoacidi essenziali si trovano nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati.
Nella frutta, nella verdura e negli ortaggi ci sono ben pochi aminoacidi essenziali.
Nei Cereali e nei Legumi si arriva a 7-8 aminoacidi essenziali, ma non si arriva mai ad avere il numero completo di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali.
Nei Cereali manca in genere la lisina, e nei legumi manca la metionina.
Quindi se nell’adulto le proteine servono solo al mantenimento della sua struttura, nel bambino e nell’adolescente servono non solo al mantenimento ma in particolare proprio alla costruzione di quella che sarà la struttura definitiva. Quindi il fabbisogno proteico di un soggetto in crescita è ovviamente maggiore rispetto a quello di un adulto.
D’altra parte, nella società “Occidentale” abbiamo assistito negli anni del dopoguerra, ad un uso esagerato di alimenti proteici...probabilmente la gente ne era diventata avida sull’onda del trauma di stenti che aveva vissuto durante due guerre ravvicinate.
A partire dagli anni 70 però le linee guida riguardo al reale fabbisogno proteico sono andate gradatamente verso la diminuzione.
Quindi le proteine servono ma attenzione a non esagerare con la quantità, perché da nutrienti possono trasformarsi in anti-nutrienti!!!
Ecco cosa dice in proposito il Dr Nacci:
“Solo nei cuccioli dei Mammiferi è necessario l’apporto continuo di proteine (LATTE), e questo spiega perché tutti i Mammiferi allattano i cuccioli fino alla fase di svezzamento, cessando poi di nutrirli con il latte.
Nessun mammifero si nutre con il latte dopo lo svezzamento. Nessuno, tranne la razza umana, che stranamente fa ancora uso, anche da adulto, del latte di mucca, di capra e di altri mammiferi, pur non essendoci alcuna necessità.
Attualmente, molti medici, fra cui l’autore del presente lavoro, sono convinti che il latte e i suoi derivati siano fonte di malattia se presi in età adulta, o comunque causa di danno alla biochimica delle nostre cellule.
Questo sulla base del fatto che il latte è una fonte molto ricca di proteine.
Allo stesso modo, si ritiene che l’apporto giornaliero, continuo, di proteine sia pure da varie fonti (uova, carne, pesce) sia comunque fonte di danno per la salute.
Viceversa, è normale constatazione medica che, negli adulti, un’alimentazione a basso tenore proteico, o addirittura priva di questi 9 aminoacidi essenziali (dalla cui assimilazione, nello spazio di circa un’ora, l’organismo è poi in grado di costruire proteine ), sia correlata ad assenza di malattie cronico-degenerative, e quindi ad una più lunga aspettativa di vita.
E’ ancora insegnato alle Università che il fabbisogno minimo giornaliero di un adulto è di 60 grammi di proteine per un individuo di 70 kg quando, in realtà, la dose giornaliera “di sicurezza” è in realtà molto più bassa (10-20 grammi di proteine , forse meno). Quando l’apparato digerente deve metabolizzare alimenti proteici in grande quantità, deve mobilitare i minerali-tampone per controbilanciare il pH acido derivante dall’assunzione alimentare errata di queste sostanze prese in gran quantità (carne, latte, formaggio, burro, uova....)”.
NOTE SUI CIBI SURGELATI, SUGLI “ AVANZI” ed altro
— Il contenuto vitaminico dei surgelati è maggiore di quello dello stesso ortaggio comperato fresco e tenuto nel frigorifero per una settimana prima di consumarlo.
I surgelati non devono essere scongelati prima della cottura per mantenere il miglior contenuto di vitamine.
—La cottura in acqua mantenendo la buccia (patate, pere, mele) evita molte perdite vitaminiche. Con la frittura le patate perdono il 21% della vitamina C, e piccole perdite di vitamina A e beta-carotene.
—In generale oltre alla perdita di vitamine con la cottura, c’è un’ulteriore perdita quando gli avanzi vengono messi in frigo ed una ancora quando, un giorno dopo, vengono riscaldati.
esempio: asparagi cotti di fresco vitamina C= 14%
refrigerati = —18%
riscaldati il giorno dopo= —34%.
ecco perché è importante cercare di non fare avanzare cibi cotti per consumarli il giorno dopo.
— Variare la dieta è importante per garantirsi il maggior apporto di micronutrienti.
SCELTA DEL CIBO
La nostra scelta del cibo può essere influenzata dallo stato nutrizionale in cui ci troviamo. Ad esempio lo Zinco (Zn), ha un ruolo importante nel determinare l’appetito, nella corretta funzionalità del gusto e dell’odorato, e può quindi influire direttamente sulla scelta del cibo; la carenza di Zn può indirizzarci facilmente a scegliere cibi dal gusto “ ad alto impatto”, ovvero ricchi di condimento, di sale, ad alto contenuto di zucchero o dolcificanti, cibi lavorati o raffinati; questi alimenti a loro volta danno luogo a una diminuzione dell’apporto di micronutrienti. E’ molto probabile che nei paesi occidentali industrializzati la carenza di zinco sia più comune di quanto si ritenesse fino a poco tempo fa: in base all’ultima indagine alimentare svolta in Gran Bretagna, l’apporto quotidiano di Zn, comprensivo di eventuali supplementi, era di 11,4 mg/die per gli uomini e di 8,4 mg /die per le donne; tali valori rappresentano rispettivamente il 76% e il 56% della razione giornaliera statunitense consigliata. La medicina nutrizionale non presuppone, a differenza della pratica medica corrente, che il contenuto di nutrienti della dieta media odierna sia sufficiente per soddisfare le necessità causate dall’inquinamento chimico dell’ambiente, dell’acqua , dell’aria e del cibo.
Il mio consiglio è quindi quello di assumere lo Zinco come oligoelemento alla dose di una fiala a giorni alterni per 3 settimane, nel periodo in cui ci si sente fortemente attratti da un’alimentazione ipercondita e disordinata...in genere basta 1-2 volte l’anno.
ZUCCHERO
Che lo zucchero sia una droga (che dà anche assuefazione, tolleranza e dipendenza) lo si sa da molti anni. Così come si sa che fa male ai denti e a molti altri tessuti, sottraendo pure vitamine del gruppo B al sangue per la sua metabolizzazione.
Oggi, in aggiunta a tutto questo si ha la prova che
lo zucchero spinge all’abbuffata. Indagini di risonanza magnetica funzionale rivelano che esso attiva le aree cerebrali legate alla ricompensa e al piacere spingendo a mangiare più del dovuto. Così lo zucchero spinge a mangiare troppo. Uno studio dettagliato su questo argomento è stato pubblicato di recente sul The American Journal of clinical Nutrition (quindi una fonte ben lontana dalla medicina olistica). Nell’articolo viene sottolineato che gli interventi a prevenzione dell’obesità devono dare la priorità alla riduzione dell’assunzione di zucchero.... io aggiungerei che consiglio l’abolizione quasi totale. Nelle diete che consiglio dico sempre un cucchiaino di zucchero per dolcificare una bevanda è accettabile ma mangiare dolci tutti i giorni come dessert (o come merendina fuori-pasto) è una pessima abitudine.
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Informazioni personali

- Marina Salomone
- Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
Mi confermi però che, in attesa di drastiche riduzioni o eliminazioni, il saccarosio è il male minore, e che i nuovi dolcificanti sintetici sono tutti sospettati di essere dei superkiller?
RispondiEliminaUn saluto e un abbraccio, cara amica.
Certo confermo a mio parere SENZA OMBRA DI DUBBIO!!!!! un abbraccio e a presto!!!
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