venerdì 28 febbraio 2014
Spigolature di alimentazione
bambino; surgelati avanzi ed altro; scelta del cibo; zucchero
ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO
il valore del metabolismo basale (MB) corrisponde a circa 1 Kcal x Kg di peso corporeo x ora.
Secondo Carotenuto le calorie dell’alimentazione quotidiana devono essere così suddivise:
—derivanti da alimenti proteici (proteine) 10%
—derivanti da alimenti grassi, come olio e grassi presenti in vari alimenti (lipidi) 30%
—derivanti da farinacei (carboidrati) 60%.
Nel bambino occorrono il 12% in più di calorie che servono per l’accrescimento. Si calcola il MB del bambino e si aggiunge il 12% di quel risultato in calorie.
ad esempio per un adulto del peso di 60kg il fabbisogno calorico necessario a mantenere il metabolismo basale (senza contare le altre calorie che gli occorrono in base all’attività che svolge) sarà:
60 x 24 = 1.440
per il giovane di 14 anni del peso di 60 kg il fabbisogno corrispondente sarà:
1440 + 172 = 1612
Le proteine sono i nutrienti che hanno funzione “plastica” cioè rappresentano i mattoni di cui è composto l’edificio del corpo. Ma, ovviamente, non finisce qui! La maggioranza degli enzimi, molti ormoni, molti neurotrasmettitori, gli acidi nucleici e molte altre molecole con AZIONE FUNZIONALE sono costituiti da un’importante componente proteica. Nell’adulto quindi le proteine dell’alimentazione servono a fornire le materie prime (in quanto vengono digerite ed assorbite come aminoacidi i quali stanno alle proteine come le lettere dell’alfabeto stanno alle parole) all’organismo per rimpiazzare quelle che sono state eliminate durante il normale logoramento dei tessuti;
I 9 aminoacidi essenziali si trovano nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati.
Nella frutta, nella verdura e negli ortaggi ci sono ben pochi aminoacidi essenziali.
Nei Cereali e nei Legumi si arriva a 7-8 aminoacidi essenziali, ma non si arriva mai ad avere il numero completo di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali.
Nei Cereali manca in genere la lisina, e nei legumi manca la metionina.
Quindi se nell’adulto le proteine servono solo al mantenimento della sua struttura, nel bambino e nell’adolescente servono non solo al mantenimento ma in particolare proprio alla costruzione di quella che sarà la struttura definitiva. Quindi il fabbisogno proteico di un soggetto in crescita è ovviamente maggiore rispetto a quello di un adulto.
D’altra parte, nella società “Occidentale” abbiamo assistito negli anni del dopoguerra, ad un uso esagerato di alimenti proteici...probabilmente la gente ne era diventata avida sull’onda del trauma di stenti che aveva vissuto durante due guerre ravvicinate.
A partire dagli anni 70 però le linee guida riguardo al reale fabbisogno proteico sono andate gradatamente verso la diminuzione.
Quindi le proteine servono ma attenzione a non esagerare con la quantità, perché da nutrienti possono trasformarsi in anti-nutrienti!!!
Ecco cosa dice in proposito il Dr Nacci:
“Solo nei cuccioli dei Mammiferi è necessario l’apporto continuo di proteine (LATTE), e questo spiega perché tutti i Mammiferi allattano i cuccioli fino alla fase di svezzamento, cessando poi di nutrirli con il latte.
Nessun mammifero si nutre con il latte dopo lo svezzamento. Nessuno, tranne la razza umana, che stranamente fa ancora uso, anche da adulto, del latte di mucca, di capra e di altri mammiferi, pur non essendoci alcuna necessità.
Attualmente, molti medici, fra cui l’autore del presente lavoro, sono convinti che il latte e i suoi derivati siano fonte di malattia se presi in età adulta, o comunque causa di danno alla biochimica delle nostre cellule.
Questo sulla base del fatto che il latte è una fonte molto ricca di proteine.
Allo stesso modo, si ritiene che l’apporto giornaliero, continuo, di proteine sia pure da varie fonti (uova, carne, pesce) sia comunque fonte di danno per la salute.
Viceversa, è normale constatazione medica che, negli adulti, un’alimentazione a basso tenore proteico, o addirittura priva di questi 9 aminoacidi essenziali (dalla cui assimilazione, nello spazio di circa un’ora, l’organismo è poi in grado di costruire proteine ), sia correlata ad assenza di malattie cronico-degenerative, e quindi ad una più lunga aspettativa di vita.
E’ ancora insegnato alle Università che il fabbisogno minimo giornaliero di un adulto è di 60 grammi di proteine per un individuo di 70 kg quando, in realtà, la dose giornaliera “di sicurezza” è in realtà molto più bassa (10-20 grammi di proteine , forse meno). Quando l’apparato digerente deve metabolizzare alimenti proteici in grande quantità, deve mobilitare i minerali-tampone per controbilanciare il pH acido derivante dall’assunzione alimentare errata di queste sostanze prese in gran quantità (carne, latte, formaggio, burro, uova....)”.
NOTE SUI CIBI SURGELATI, SUGLI “ AVANZI” ed altro
— Il contenuto vitaminico dei surgelati è maggiore di quello dello stesso ortaggio comperato fresco e tenuto nel frigorifero per una settimana prima di consumarlo.
I surgelati non devono essere scongelati prima della cottura per mantenere il miglior contenuto di vitamine.
—La cottura in acqua mantenendo la buccia (patate, pere, mele) evita molte perdite vitaminiche. Con la frittura le patate perdono il 21% della vitamina C, e piccole perdite di vitamina A e beta-carotene.
—In generale oltre alla perdita di vitamine con la cottura, c’è un’ulteriore perdita quando gli avanzi vengono messi in frigo ed una ancora quando, un giorno dopo, vengono riscaldati.
esempio: asparagi cotti di fresco vitamina C= 14%
refrigerati = —18%
riscaldati il giorno dopo= —34%.
ecco perché è importante cercare di non fare avanzare cibi cotti per consumarli il giorno dopo.
— Variare la dieta è importante per garantirsi il maggior apporto di micronutrienti.
SCELTA DEL CIBO
La nostra scelta del cibo può essere influenzata dallo stato nutrizionale in cui ci troviamo. Ad esempio lo Zinco (Zn), ha un ruolo importante nel determinare l’appetito, nella corretta funzionalità del gusto e dell’odorato, e può quindi influire direttamente sulla scelta del cibo; la carenza di Zn può indirizzarci facilmente a scegliere cibi dal gusto “ ad alto impatto”, ovvero ricchi di condimento, di sale, ad alto contenuto di zucchero o dolcificanti, cibi lavorati o raffinati; questi alimenti a loro volta danno luogo a una diminuzione dell’apporto di micronutrienti. E’ molto probabile che nei paesi occidentali industrializzati la carenza di zinco sia più comune di quanto si ritenesse fino a poco tempo fa: in base all’ultima indagine alimentare svolta in Gran Bretagna, l’apporto quotidiano di Zn, comprensivo di eventuali supplementi, era di 11,4 mg/die per gli uomini e di 8,4 mg /die per le donne; tali valori rappresentano rispettivamente il 76% e il 56% della razione giornaliera statunitense consigliata. La medicina nutrizionale non presuppone, a differenza della pratica medica corrente, che il contenuto di nutrienti della dieta media odierna sia sufficiente per soddisfare le necessità causate dall’inquinamento chimico dell’ambiente, dell’acqua , dell’aria e del cibo.
Il mio consiglio è quindi quello di assumere lo Zinco come oligoelemento alla dose di una fiala a giorni alterni per 3 settimane, nel periodo in cui ci si sente fortemente attratti da un’alimentazione ipercondita e disordinata...in genere basta 1-2 volte l’anno.
ZUCCHERO
Che lo zucchero sia una droga (che dà anche assuefazione, tolleranza e dipendenza) lo si sa da molti anni. Così come si sa che fa male ai denti e a molti altri tessuti, sottraendo pure vitamine del gruppo B al sangue per la sua metabolizzazione.
Oggi, in aggiunta a tutto questo si ha la prova che
lo zucchero spinge all’abbuffata. Indagini di risonanza magnetica funzionale rivelano che esso attiva le aree cerebrali legate alla ricompensa e al piacere spingendo a mangiare più del dovuto. Così lo zucchero spinge a mangiare troppo. Uno studio dettagliato su questo argomento è stato pubblicato di recente sul The American Journal of clinical Nutrition (quindi una fonte ben lontana dalla medicina olistica). Nell’articolo viene sottolineato che gli interventi a prevenzione dell’obesità devono dare la priorità alla riduzione dell’assunzione di zucchero.... io aggiungerei che consiglio l’abolizione quasi totale. Nelle diete che consiglio dico sempre un cucchiaino di zucchero per dolcificare una bevanda è accettabile ma mangiare dolci tutti i giorni come dessert (o come merendina fuori-pasto) è una pessima abitudine.
sabato 22 febbraio 2014
CEFALEA
Riguardo a questo argomento avevo pubblicato un post dettagliato nel lontano 2009 ( per chi volesse ripescarlo riporto l’indirizzo a fine pagina).
Per vostra comodità riporto a fine pagina pure l’elenco di tutti i rimedi nominati nel post precedente dove sono descritti con le specifiche indicazioni.
Dato che in questa settimana ho ricevuto molte richieste su questo argomento, aggiungo alcune note e rimedi di cui non avevo parlato nel primo post.
CONSIDERAZIONI GENERALI
A provocare dolore sono le strutture quali le arterie cerebrali o craniche, i nervi, i muscoli e la cute del cranio, in quanto il cervello e le membrane che lo rivestono direttamente non sono dotate di terminazioni nervose che riconoscono il dolore. Una tensione in zona gastrica può causare ad esempio emicrania attraverso le catene muscolari e i diaframmi. Ad esempio un disturbo del diaframma pelvico si ripercuote sul diaframma toracico e da questo al cingolo scapolare, e da questo al diaframma suboccipitale e infine al diaframma cerebellare. L’aspetto mentale assume senza dubbio un ruolo importante nella patogenesi del dolore: si potrebbe dire che il dolore non esiste e che quello che noi percepiamo non è altro che l’interpretazione emotiva degli stimoli che riceve il nostro cervello.
Consideriamo alcuni tipi di cefalea:
1 cefalea muscolotensiva= disfunzioni della colonna o, più spesso, tensioni dei muscoli suboccipitali, possono causare una contrazione dei muscoli, che a loro volta provocano ulteriore tensione muscolare. Le strutture muscolari della zona suboccipitale, se stirate, possono andare incontro a fenomeni di spasmo o irritazione causando fenomeni di compressione sulle strutture presenti alla base del cranio quali ad esempio la vena giugulare, il ganglio cervicale superiore (responsabile dell’innervazione ortosimpatica della testa). A livello di C1-C2-C3 si ripercuotono le influenze derivanti dalle alterazioni della masticazione o della deglutizione. In terapia craniosacrale per questo tipo di cefalea si attua uno sblocco suboccipitale.
2 emicrania= può derivare da cause strutturali simili a quelle della cefalea muscolotensiva o stress in quanto la contrattura della muscoli del collo o la tensione nervosa associata a stress provoca una iperstimolazione simpatica con conseguente alterazione circolatoria. Durante lo stress sentiamo sfuggirci “il controllo della situazione”: il corpo si prepara a una risposta a lungo termine aumentando la produzione di cortisolo. Si osserva un aumento del colesterolo sanguigno e una perdita di K e Mg dovuta all’iniziale distruzione cellulare che si verifica per reintegrare le riserve energetiche di acidi grassi ad alta energia; aumenta la secrezione gastrica e diminuisce la produzione di ormoni sessuali con conseguente svogliatezza e talvolta insonnia o tendenze depressive. Per ridurre lo stress in Kinesiologia vengono trattati i punti neurovascolari. Questa tecnica favorisce la redistribuzione del sangue all’interno del cranio stesso, riducendo la risposta alterata del sistema e favorendo il riequilibrio nervoso.
3 Cefalea da turbe digestive= Molto spesso tali cefalee si localizzano a livello temporale. Questa zona corrisponde al punto di inizio del meridiano VB; nel caso di cefalea da intossicazione alimentare è indicato utilizzare come pronto soccorso il punto VB32 come ho indicato al capitolo 4.
4 Cefalea da allergie= Il termine allergia è qui usato in senso lato. Una forma particolare di “allergia” è l’infiammazione della valvola ileo-cecale, la quale separa un ambiente privo di germi, che è il tratto terminale dell’ileo, da uno fortemente popolato da batteri che è il cieco. Oltre ai sintomi addominali, questa patologia causa una serie di sintomi aspecifici tra cui occhiaie, astenia, febbricola e, soprattutto cefalea. Di questo aspetto ho già parlato sempre al capitolo 4 di cui trovate il link in coda.
5 La serotonina è causa di emicrania sia quando è in difetto che quando è in eccesso.
6 Gli attacchi di emicrania aumentano se l’atmosfera è carica di ioni positivi, ad esempio quando si avvicina una tempesta o un forte vento come il maestrale; si ha eccesso di ioni positivi anche quando si trascorrono ore in ufficio con i mobili tipici da ufficio che emettono ioni positivi (il materiale di cui sono fatte le superfici esterne dei computers, le scrivanie , le sedie girevoli ecc) e, ancora, negli ambienti con aria condizionata o impregnati di fumo. La presenza eccessiva di ioni positivi stimola la produzione di serotonina. A tutto ciò si può ovviare con l’uso di uno ionizzatore negativo o con tutte le altre tecniche come ad esempio la respirazione a narici alterne.
7 La coesistenza di dolore acuto a rapida insorgenza e rigidità della nuca deve far sospettare una meningite. Ma attenzione a non confondere una cefalea muscolotensiva con una meningite: in quest’ultimo caso la rigidità è della stessa qualità dell’opistotono, pur non essendo la nuca necessariamente iperestesa; nel primo caso invece si noterà al tatto la classica “incordatura”. La cefalea muscolotensiva è caratterizzata da dolore cervicale, fenomeni neurovegetativi come vertigini ecc dovuti alla contrattura dei muscoli paravertebrali, del trapezio e dell’elevatore della scapola ed alla irritazione del parasimpatico cervicale.
SOGLIA DEL DOLORE
Nel 1965 Melzack e Wall presentarono la teoria del gate-control, secondo cui esistono barriere in grado di controllare l’afflusso delle informazioni nervose: barriere che in condizioni particolari possono essere a loro volta inibite, favorendo la sensazione dolorosa e spesso la confusione di localizzazione. Non tutte le percezioni sensoriali vengono inviate direttamente al cervello, permettendoci di localizzare la sede e l’origine dello stimolo: anzi! Molto frequentemente tali informazioni vengono diffuse in differenti parti del sistema nervoso (SN), creando un’attivazione generalizzata; questo permette al corpo di essere pronto a reagire nel caso di bisogno. Questo compito di attivazione generalizzata del SN e trasmissione di “informazioni diffuse” è svolto dal Sistema Reticolare Attivante o “complesso R”, il cervello più arcaico. Quando l’attività corticale viene inibita, come accade in presenza di forti stimoli che vengono interpretati dal SN come indicatori di pericolo, le capacità di discriminazione tendono a sparire e il complesso R comincia a bombardare le aree cerebro-corticali di milioni di informazioni non più filtrate. Purtroppo, però, talvolta questo stato di allerta non viene interrotto o addirittura crea stati di iperattività o iper-reflessia, determinando una risposta di contrazione o spasmo che facilita la formazione della tensione e del dolore. Ogni stimolo, anche piccolo, in genere subliminale e perciò non in grado di dare fastidio, diventa la causa scatenante della apertura degli argini di quei “gates” che dovrebbero limitare l’afflusso di informazioni al cervello. Il dolore ci avvisa che la nostra capacità di tolleranza è arrivata al limite e che esiste nel corpo uno squilibrio che deve essere seriamente preso in considerazione.
RIMEDI OMEOPATICI
Ne cito pochissimi anche questa volta
--Actea racemosa è la Cimicifuga descritta al capitolo Emicrania.
--Aconitum è per tutti i tipi di cefalea così come per le nevralgie. La modalità psichica è quella di chi teme che questo mal di testa sia indica di qualche malattia incurabile oppure preannuncio di un ictus...in sintesi tutte le modalità sintomatiche di aconitum sono accompagnate dalla “paura di morire”
--Arnica, particolarmente indicato ad esempio per la cefalea che insorge dopo un colpo di calore oppure un trauma cranico
--Sepia, mal di testa cronico da cause ormonali. Una nota caratteristica di Sepia è che migliora con la danza
OLI ESSENZIALI
OE di Chiodi di garofano
Proprietà: sono note le sue proprietà di anestetico locale. Nel caso della cefalea si ha un effetto analgesico, senza effetti gastrolesivi neppure lievi come quelli che invece possono dare le piante ad effetto analgesico (Artiglio del diavolo, Boswellia, Uncaria, Betulla, Salice ecc ecc) che agiscono come i FANS seppure in scala molto meno invasiva. Posologia
Antinevralgico particolarmente utile per le nevralgie del trigemino...ma questo per il momento esula dal nostro tema.
Anticamente era consigliato come prima scelta contro le cefalee e direi che per la cefalea è tutt’oggi uno dei principi attivi di prima scelta riguardo all’efficacia! Resta il fatto che però dobbiamo prima cercare la causa della nostra cefalea, perché questo farmaco cancella solo il sintomo.
FITOTERAPIA
CURCUMA
Agisce come lo zenzero. Va tenuto presente l’effetto antiaggregante piastrinico (come per i salicilati e molte altre piante) quindi ad esempio è controindicato oppure da prendere sotto controllo medico per quei soggetti in terapia con farmaci che fluidificano il sangue
BOSWELLIA
Proviene dall'India e dal Pakistan questa pianta che prende il nome dal suo scopritore Boswell e di cui, nei preparati fitoterapici, si utilizza in particolare la resina per trasformarla in estratto secco.
La sua azione principale è confermata da molti studi clinici che hanno accertato come la Boswellia svolga una buona attività antinfiammatoria e analgesica, in special modo per le infiammazioni a componente immunologica come l'artrite reumatoide: basti pensare a quelle cefalee dovute a disturbi del tratto cervicale. La pianta esplica questa sua funzione grazie all'inibizione della 5-lipossigenasi, che è il responsabile della sintesi dei leucotrieni, importanti mediatori chimici dell'infiammazione articolare.
La terapia giornaliera consigliata e di circa 450-600 milligrammi di estratto secco (suddiviso in 3-4 somministrazioni) titolato al 65% in acidi boswellici da assumere preferibilmente a stomaco pieno per due cicli di trattamento di 45-60 giorni l'uno, intervallati l'uno dall'altro da un periodo di interruzione che varia da tre a quattro settimane.
La Boswellia non ha controindicazioni degne di nota perciò il trattamento fitoterapico, anche se di lunga durata, è sicuro e ben tollerato.
La dose consigliata per gli integratori per os è di 3 compresse al giorno (per un totale di circa 600 milligrammi) prese ai pasti.
CARPINUS BETULUS
Ha un tropismo elettivo per i seni paranasali e
per il rinofaringe per cui è particolarmente indicato nelle cefalee da sinusite. E’ inoltre il rimedio della piastrinopenia acquisita
post – medicamentosa e delle emorragie da anticoagulanti.
ANGELICA
particolarmente indicata per la cefalea vasomotoria.
Angelica archangelica e Angelica sinensis sono le due specie più largamente conosciute ed usate ed hanno le stesse proprietà.
Ha azione stimolante su ipotalamo e ipofisi;
Utile nelle cefalee psicosomatiche accompagnate e/ o precedute da insonnia;
Utile anche nelle cefalee “comitate” cioè epilettiformi grazie alla sua azione anticonvulsivante, miorilassante e sedativa.
EFFETTI COLLATERALI
Le furanocumarine sono responsabili della fototossicità della pianta, per cui è buona regola, durante il suo utilizzo, evitare prolungate esposizioni solari.
Dosi molto elevate hanno un effetto abortivo.
ESCOLZIA
E’ il papavero giallo, californiano. La sua efficacia è dovuta quindi alla modestissima dose di oppiacei che contiene.
poiché il suo effetto non supera le 6 ore e non dà assuefazione. Se assunta in dosi più basse mostra un'attività sedativa generale, ma anche antispasmodica a livello della muscolatura gastroenterica.
Le proprietà analgesiche e calmanti fanno utilizzare i preparati a base di Escolzia nell'emicrania.
Anche grazie a queste proprietà la pianta risulta utile nelle turbe del sonno accompagnate da crampi (miglioramento del microcircolo e azione spasmolitica da parte dei flavonoidi) e manifestazioni dolorose.
NOTA IMPORTANTE : a dosi medie e alte l’effetto è sedativo, mentre a dosi basse, circa metà della dose media, l’effetto è stimolante. Io l’ho consigliato con successo a soggetti afflitti da tristezza ed apatia... non si tratta di indicarlo per i grandi sintomi della depressione endogena, ma per i sintomi da stress per i quali il soggetto si sente “alla deriva” rispetto agli standards normali del suo vivere quotidiano.
PIOPPO e SALICE
Fanno parte della famiglia delle Salicacee: dalla corteccia di questi alberi si estraggono i vari glucosidi salicilici, gli stessi della corteccia del Salice. Da questi principi attivi fu sintetizzata l’aspirina (acido acetilsalicilico) più di 100 anni fa.
ANTI-STRESS
Sono poi utili le varie piante anti-stress come ad esempio RODIOLA ed ELEUTEROCOCCO, ma queste vanno valutate caso per caso. L’Eleuterococco, ad esempio, non andrebbe
assunto dopo le ore 16 e mai la sera perché, soprattutto in caso di sovradosaggio o di terapie prolungate, può provocare irritabilità, eccitazione, tremore alle mani, insonnia. E' sconsigliato ai chi è iperteso e/o ha patologie cardiache.
La Rodiola riduce la sintomatologia provocando una vasocostrizione delle arteriole cerebrali.
Link del post su EMICRANIA (capitolo 4 di tutto il blog)
Rimedi già citati al post n 4 intitolato emicrania. L’elenco è in ordine alfabetico e non per importanza
TRATTAMENTO CRANIO-SACRALE
RIMEDI OMEOPATICI E PIANTE
--AGARICUS
--ANICE
--APIS
--ARTIGLIO DEL DIAVOLO
--BARIUM CARBONICUM
--BELLADONNA
--BETULLA MG
--CALCIUM PHOSPHORICUM
--CHAMOMILLA RECUTITA
--CHELIDONIUM
--CHINA e CHININUM ARSENICOSUM
--CIMICIFUGA D3
-- CINNABARIS
--COFFEA
-- come coadiuvanti: TILIA CORDATA (Miller), TILIA PLATIPHILLOS,VALERIANA, PASSIFLORA, ESCOLZIA.
--CONIUM
-- CYCLAMEN PENTARKAN per emicrania di origine ormonale
--DIGITALIS D6
--DOLISOBIOS n 14
--FUMARIA OFFICINALIS
--Gelsemium
--IPECA
--IPERICO
--IRIS VERSICOLOR
--NATRIUM CHLORATUM
--NIGELLA SATIVA
--Nux vomica
--Olio essenziale di LAVANDA, MENTA, MAGGIORANA, BASILICO, SPIRITUS JUNIPERI, SPIRITUS ROSMARINII, SPIRITUS CALAMI E SPIRITUS MELISSAE
--PETASITES
-- PHOSPHORUS
--PRIMULA
--RHUS TOX
--Rosa Canina
--ROSMARINUS OFFICINALIS MG
--SPIGELIA
--SPIREA ULMARIA
--Sulfur
--TANACETO (Crisantellum Partenium)
OLIGOELEMENTI
Mn FOSFORO ZOLFO Mn-Co Au-Ag-Cu Mg
Come sali di Shüssler:
FERRUM PHOSPHORICUM
KALIUM PHOSPHORICUM
NATRUM CHLORATUM
MAGNESIUM PHOSPHORICUM
NATRIUM SULFURICUM
ALIMENTI E INTEGRATORI GIA’ CITATI
--ACIDI GRASSI OMEGA3
--AGLIO
--cibi con caratteristiche antiaggreganti
--COENZIMA Q10 (utile per prevenire)
--CROMO
--MAGNESIO
--MELONE
--PESCE GRASSO
--RIBOFLAVINA , o vitamina B2, a dosaggio elevato
--SUCCHI DI CAVOLO A FOGLIA LISCIA, AGLIO, PREZZEMOLO come fonti di Mg
--ZENZERO
STOP
venerdì 14 febbraio 2014
PRANAYAMA parte seconda
RESPIRAZIONE ALTERNATA LENTA
premessa necessaria
IDA = narice e regione sinistra --> calma il SN , è yin, governa il parasimpatico.
PINGALA = narice e regione destra --> stimola il SN, è yang, governa il simpatico.
SHUSHUMNA= colonna vertebrale dall’ano alla corteccia cerebrale.
Chiudere destra ed espirare da sinistra
inspirare da sinistra, subito dopo chiudere ed espirare da destra.
In pratica ogni narice compie prima un espiro e poi un inspiro. La respirazione deve essere lenta, profonda, ritmica, silenziosa, mentale. Si dovrebbero usare il pollice della mano destra per chiudere la narice destra, anulare e mignolo per chiudere chiudere la sinistra e le altre 2 dita stanno piegate. Questo in sé è un mudra.
Prima settimana = 5 minuti poi aggiungere 1minuto a settimana fino ad arrivare a 15 minuti. Se eseguita con ritenzione (apnea) si chiama Anuloma Viloma.
Concentrarsi su vie nasali e 6° chakra cioè Ajna.
Effetti: maggiore ossigenazione del sangue, potenziamento dei centri nervosi, riduce l’obesità. Serve per il sistema nervoso vegetativo (SNV), le riniti, le cefalee, le infezioni ecc... praticamente serve per tutto in generale.
Azione psichica, pranica e spirituale.
Risveglia Ajna, amplia la coscienza e la percezione pranica. Esseziale per lo sviluppo spirituale. Praticare con prudenza.
La respirazione a narici alterne così come fatta in kinesiologia, cioè inspirando da una ed espirando dall’altra, ed in particolare inspirando da sinistra ed espirando da destra serve contro la depressione e risveglia kundalini.
Mentre inspirare da destra ed espirare da sinistra serve contro l’eretismo psichico, l’allergia e la stitichezza. La respirazione fatta con inspiro da destra è chiamata del Sole e quella con inspiro da sinistra è chiamata della Luna.
La ABIANTARA VRITTI PRANAYAMA è quella che ho imparato in kinesiologia con le apnee di durata progressiva fino ad un massimo di 45 secondi di apnea. Si trattiene il respiro dopo aver inspirato. Oltre a servire a tutte le funzioni principali ha l’effetto di aumentare la respirazione cellulare e la temperatura corporea. Controindicata per i malati di cuore e di polmoni, gli ipertesi e gli ipotesi gravi.
La BAHIA VRITTI è al contrario, cioè si trattiene il respiro dopo aver espirato; ha maggior effetto sull’apparato digerente. Infine si può fare come reset 10 respirazioni dientrambi i due tipi.
PRANAYAMA SONORO
Seduti , schiena dritta, abbassare la testa sul torace, espirare completamente. Inspirare dalle 2 narici con la glottide parzialmente chiusa. Si determina un suono dolce, basso, continuo e uniforme. Espirare per una durata doppia dell’inspirazione. Fare un ciclo di 10 di queste respirazioni. Si può fare l’espirazione solo dalla narice sinistra il suono è uniforme e basso e i muscoli addominali rimangono controllati fino alla più completa espulsione dell’aria. Concentrare l’attenzione sulla tiroide o sul fondo del palato. EFFETTI: positivo per l’apparato respiratorio, le ghiandole endocrine, il SN. Tonificante. Indicato per l’ipotiroidismo, l’ipertensione, l’ernia, l’utero spostato, l’alito cattivo, l’affanno, l’asma, il catarro nasale, la colite spastica, le emorroidi, la spermatorrea, l’anemia, i brividi di febbre, i disturbi cardiaci, il parto, l’epilessia, la paralisi, la pleurite, il raffreddore, la tonsillite, la tosse, dolori al torace, trombosi alle gambe e alle coronarie, ulcera duodenale. Risveglia Manipura e Svadhishthana, stimola i neuroni. Controindicazioni= ipertiroidismo: si può fare lo stesso, ma controllare i parametri e monitorare. Se eseguita eccessivamente può infiammare la gola.
ESERCIZI PER COLORO CHE PRATICANO YOGA DA TEMPO
Lo scopo degli esercizi è ottenere la sincronizzazione con il cosmo. L’uso del Pranayama fa raggiungere stati di coscienza più elevati.
Per cominciare, si può eseguire la ritenzione con i seguenti tempi:
— 1:3
cioè 10 secondi inspirare e 30 espirare;
— 2:1
20 inspirare e 10 espirare;
Poi si fa la seguente progressione:
— 30-15-30
cioè 30 inspirare, 15 pausa e 30 espirare
— 25-25-25
— 20-40-20.
In seguito il respiro si farà sempre più sottile, più mentale. Non serve a niente gonfiarsi d’aria prima della ritenzione; meglio fare prima esercizi di stiramento e asana; poi la respirazione deve avvenire senza sforzo, aggiungendo le progressioni lentamente, di giorno in giorno.
(1) Visamavritti pranayama ( respirazione difficile)
Consiste nel variare di continuo il ritmo respiratorio. In una seduta se ne adotta uno solo.
Schema: 1-4-2 2-4-1 4-2-1 1-2-4 4-1-2 2-1-4
Per arrivare a un buon livello senza pericolo, il tempo di ritenzione sarà mantenuto dopo lunga pratica (anni) sui 90-110 secondi. In seguito pur mantenendo i tempi, far diventare impercettibile il respiro. Particolarmente indicata per gli ipotesi
(2) Viloma pranayama (respirazione irregolare)
inspirare per 2 secondi, trattenere 2 secondi, inspirare 2 secondi, trattenere 2 secondi e così via fino a riempire i polmoni; trattenere dai 10 ai 15 sec; espirare poi lentamente. Ripetere 15 volte. Dopo una pausa di 3 minuti eseguire la stessa tecnica espirando. Progressione della tecnica: arrivare a trattenere 90 secondi in cicli di 20 volte. Adatta agli ipertesi.
- Anuloma pranayama ( respirazione graduata) inspirare dalle due narici, trattenere 10 secondi, espirare dalla narice destra; ripetere espirando dalla sinistra.
- Pratiloma pranayama è l’opposto della precedente: si inspira da una e si espira da 2 narici.
(5) Sahita Kunbhaka pranayama ( respirazione quadrata)
L’autore definisce ritenzione l’apnea che segue l’inspirazione e sospensione quella che segue l’espirazione. In questo caso si usano 4 tempi uguali per
inspiro- ritengo- espiro- sospendo.
Si parte ad esempio da 4-4-4-4 e si arriva a 20-20-20-20. Questa tecnica permette di raggiungere perfetta uguaglianza di pressione interna ed esterna, mentre nelle precedenti ci sono differenze; se eseguita senza sforzo il soggetto raggiunge la perfezione (tecnicamente).
(6) Pancha Sahita pranayama (le 5 respirazioni quadrate)
Serve ad uso terapeutico.
aria polmoni 4-16-8-4
chimica fegato 4-4-16-8
digestiva stomaco 8-4-4-16
eliminazione pelle, retto, reni 16-8-4-4
circolazione cuore 4-16-8-4
I primi 9 giorni eseguire tutti e 5 i cicli ognuno 9 volte; in seguito e fino a 45 giorni si può eseguire ad esempio solo quello dell’aria (in pratica quello che serve nel caso specifico)
(7) Cakra pranayama (per il risveglio dei chakra)
si esegue in padmasana ( posizione del loto);eseguire concentrandosi sui chakra nella seguente sequenza:
insp da 6° ed esp da 3° insp da 6° ed esp da2° insp da 6° ed esp da 3° insp da 6° ed esp da 5° insp da 6° ed esp da 6°.
Si fa come la respirazione quadrata, aumentando i tempi progressivamente e visualizzando i colori e la qualità del chakra.
NOTE
(1) Questo post riporta stralci di appunti che riferisco in modo riassunto e semplificato, tratti dal testo
“Yoga” Di Mario Verri edizioni Armenia 2004.
(2) Ho parlato di respiro in questo vecchio post, ovviamente ancora attuale per il contenuto:
e ovviamente l’argomento non si esaurisce qui...mi propongo di parlare ancora molto sui tipi di respirazione.
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Informazioni personali

- Marina Salomone
- Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com