PELLE
Quale apertura si adatta meglio di questa canzone di Lionel Richie
Dall’Album “Time” del 1998
dal titolo Touch.
Touch
Making love the time is right
Let me take you on a journey
I want tonight to be the night
I spend with you girl
Just relax, close the door
Don't hold back your feelings
All I want to do is just explore
The night with you girl
Let me show you how love can feel
Show you that my love is really real
(Chorus)
Touch, let me touch you baby
( I wanna touch your sweet body)
Touch and touch
(Touch, touch your sweet soul)
Touch, let me hold you baby
(Touch I want your mind to surrender)
And touch and touch
(Touch make me whole)
Gentle whispers will fill the night
Words hardly spoken
I feel the passion, I see the light
With you girl
I want to live inside your fantasy
I want to feel your fire burning
I want to know just how free is free
With you girl, only with you
Do you feel what I feel inside
If you do then come on take this ride
Chorus
Do you feel what I feel inside
If you do then come on take this ride
Chorus
And touch, I want to touch
I want to touch your mind
I want to be your friend
I want to touch your heart
I want to touch in you
“E toccare, voglio toccare
Voglio toccare la tua mente
Voglio essere tuo amico
Voglio toccare il tuo cuore
Voglio toccare....”
qui il senso tradotto sarebbe certamente equivocato :-)
si riferisce all’interno in senso tantrico, tutt’altro che grezzo.
Credo che Lionel sia uno dei pochi rappresentanti di un tantrismo occidentale!
Questo capitolo, in cui descriverò la pelle come “organo”, se così si può dire, ci servirà da introduzione per concetti di base che ripescheremo ai vari argomenti di dermatologia.
Quando parliamo di patologie della pelle, è molto importante tenere presente tutto ciò che sappiamo sulla pelle sia a livello anatomico, che psichico, simbolico, embriologico ecc ecc.
La pelle è un confine che delimita l’individuo; ma è anche un importante mezzo, trait d’union, con cui l’individuo si rapporta al mondo appena fuori da questo confine.
La pelle per l’essere umano, un po’ come il pelo dei nostri animali domestici, ci rivela anche uno stato emotivo quando arrossisce, suda all’eccesso, rabbrividisce.
Ci sono tanti tipi di pelle:
di diverse gradazioni di colore di base
di diverso colorito nella stessa persona a seconda delle sue condizioni del momento
di grana fine
di grana grossa e rude
spessa
sottile,sottile fin quasi trasparente
secca
grassa o mista
con brufoli
con couperose
a buccia d’arancia
ruvida
liscia
rugosa
con macchie...e così via.
Oltre alle funzioni protettive e contenitive, ha la funzione del tatto... un importante modo di conoscere e di comunicare.
Forse vi sorprenderà il fatto che senza l’uso del tatto nell’esplorare gli oggetti intorno a noi, la nostra percezione visiva tridimensionale lascerebbe piuttosto a desiderare! Con la visione binoculare noi possiamo sviluppare un’ottima vista bidimensionale, cioè vediamo uno “schermo piatto”. Tale visione ci dà anche il senso della prospettiva tra oggetti vicini e lontani.
Ma quando il bambino comincia a crescere e comincia a voler toccare tutto, ecco che comincia a sviluppare la percezione tridimensionale della forma delle cose.
Ma il senso del tatto ci indica anche la profondità, la consistenza, la temperatura, l’umidità o secchezza di ciò che stiamo toccando. Questo straordinario senso ci fornisce delle percezioni sulla qualità.... su un grandissimo numero di qualità dell’oggetto della nostra esplorazione.
Nella società moderna-industrializzata-allopatica il tatto si usa poco nel quotidiano. Si usa prevalentemente con persone intime quali partner, figli o parenti stretti.
Siamo stati abituati a considerare il nostro corpo come una macchina da mantenere in funzione con periodiche revisioni dal meccanico (il medico). Il vero protagonista, il vero capo è nel capo! Ci comportiamo come se ci fosse una personcina nel nostro cervello che pilota la macchina del corpo.
Per fortuna questo tipo di atteggiamento è stato ampiamente confutato e superato!!!! Tuttavia ancora in più della metà della popolazione attecchisce questo modo di intendere dualistico tra mente e corpo.
Dal punto di vista embriologico la pelle deriva in gran parte dall’ectoderma, esattamente come il sistema nervoso.
Ed ecco una descrizione come da manuale:
La pelle è un organo che svolge diverse funzioni.
(1)Delimita i “confini dell’individuo;
(2) Difesa da agenti fisici, chimici e biologici come ad es raggi UV, batteri, virus ed altri microrganismi (((ma qui il discorso è complesso essendo essa stessa costellata dalla sua flora saprofita)))
(3) organo di senso (tatto, freddo, caldo, dolore ecc) e di relazione . Infatti funziona come recettore di segnali ed emettitore di informazioni ed è importante nelle relazioni interpersonali, come ad esempio il contatto madre-figlio nei primi mesi di vita.
(4) termoregolazione attraverso i meccanismi di sudorazione, piloerezione, brividi ecc
(5) Organo immunologico. Il sistema immunitario cutaneo è collegato al sistema immunitario sistemico mediante i vasi e i gangli linfatici. La sua parte immunitaria di base è costituita da cheratinociti, fibroblasti, cellule endoteliali, in grado di produrre citochine pro-infiammatorie. La componente dinamica, che si collega al resto del corpo e le cui cellule “si muovono” comprende cellule di Langerhans, macrofaagi, linfociti T e mastociti, che rappresentano il principale elemento della memoria immunitaria cutanea.
(6) Organo di bilancio idroelettrolitico; quest’ultimo, infatti, è mantenuto e bilanciato dallo strato corneo.
Le cellule cutanee vanno incontro ad un processo di formazione e di esfoliazione seguendo un’evoluzione ben precisa: procedono lentamente dallo strato basale a quelli superficiali. Nel frattempo liberano delle vescicole che contengono un particolare tipo di lipidi. Questi vanno a disporsi tra le cellule in via di trasformazione nello stesso modo in cui il cemento viene steso tra i mattoni di una costruzione: si forma così lo strato “barriera” della pelle. Ogni perturbazione di questo strato protettivo, presente naturalmente nella cute, dovuta a cause esterne o interne, si manifesta in maniera visibile con desquamazione, irritazione e aridità. L’elemento principale di questo cemento sono le ceramidi (si legge ceramìdi). La parte amidica è quella più idrofila e permette alle molecole di orientarsi in modo corretto durante la risalita delle cellule cutanee, permettendo la formazione di strati multipli tra acqua e sostanze grasse. Qui viene trattenuta l’umidità interna che tende ad evaporare dalla profondità dell’epidermide e che, imbevendone gli strati inferiori, la mantiene in perfetto stato, idratata ed elastica. Ma la funzione delle ceramidi non è solo quella di sostanza amorfa di giunzione. Alcune possono andare incontro a un’ulteriore trasformazione: gli enzimi detti ceramidasi la trasformano in fitosfingosina e sfingosina, sostanze che possono influenzare l’attività dell’epidermide in quanto regolatrici della proliferazione e della differenziazione cellulare.
L’epidermide è costituita da 3 popolazioni cellulari principali: i cheratinociti, i melanociti e le cellule di Langerhans. I cheratinociti rappresentano il 95% delle cellule dell’epidermide. Il contenuto di acqua dei cheratinociti varia, lungo lo spessore dell’epidermide,da circa il 70% per le cellule dello strato basale, al 10-15% per quelle più superficiali dette corneociti.
I cheratinociti vengono prodotti in permanenza a partire da uno strato di cellule generatrici situate alla base dell’epidermide, si differenziano nello spessore dell’epidermide stessa e, giunti in superficie, partecipano alla formazione di uno strato corneo più o meno spesso. Questo strato è composto da corneociti, cellule morte, prive di nucleo e di organelli cellulari, che tendono a desquamare.
I corneociti sono costituiti soprattutto da cheratina, una proteina i cui filamenti formano una specie di scheletro cellulare. Elasticità, flessibilità e resistenza sono proprio dovute ai legami tra le fibre di cheratina e l’acqua: essa si attacca infatti ai filamenti grazie ad un insieme di sostanze definite nel complesso NMF (=natural mosturizing factor); è l’NMF , quindi , a stabilire dei veri e propri legami tra la cheratina, poco idrofila, e l’acqua stessa. I corneociti costituiscono una barriera paragonabile a un muro di mattoni legati tra loro da un cemento lipidico che occupa un posto rilevante sia nel processo di cheratinizzazione, che nella funzione di idratazione cutanea. Costituito essenzialmente da lipidi particolari come le ceramidi, contiene inoltre acidi grassi liberi e colesterolo. Questo “cemento”, attraverso i suoi costituenti, riveste un ruolo molto importante nel controllo dell’idratazione.
I melanociti sono cellule provviste di lunghe protuberanze, localizzate tra i cheratinociti nello strato profondo dell’epidermide. Essi producono melanina, il pigmento che protegge il DNA dei cheratinociti circostanti dall’aggressione della radiazione solare.
Le cellule di Langerhans sono il 2-4% del totale e proteggono dalle aggressioni chimiche o biologiche e danno il via alle reazioni immunitarie contro le cellule tumorali.
REGOLAZIONE DELL’IDRATAZIONE EPIDERMICA
A questa regolazione collaborano 2 sistemi uno dinamico e uno statico; quello statico è costituito dalla capacità di ritenzione di acqua da parte delle cellule cornee. Il sistema dinamico prende in considerazione gli spostamenti dalla profondità del derma verso la superficie; si parla così di flusso transepidermico, misurabile tramite la quantità di acqua che evapora alla superficie, detto perspiratio insensibilis o TEXL (trans epidermal water loss).
IL DERMA è formato da fibroblasti che producono i costituenti della matrice extracellulare e, in particolare, il collagene e l’elastina. Questo tessuto connettivo è percorso da vasi e nervi. I mastociti e le cellule dentritiche del derma sono l’equivalente delle cellule di Langerhans dell’epidermide e prendono parte alle reazioni immunitarie. Inseriti nel derma, i peli, ai quali sono associati le ghiandole sebacee, le unghie e i capelli, nonchè le ghiandole sudoripare sono “annessi” all’epidermide. Le ghiandole sebacee, sottoposte a regolazione ormonale, secernono il sebo , che è all’origine della pellicola lipidica che ricopre in permanenza l’epidermide.
Il sistema nervoso ( SN ), tramite particolari contatti con i cheratinociti, le cellule di Langerhans e talune cellule dermiche, modula le capacità immunitarie della pelle.
L’osservazione di patologie cutanee, e in particolare dell’eczema da contatto indotto sperimentalmente in animali, rivelò (a inizio anni ‘70) che le cellule di Langerhans hanno un ruolo essenziale nella comparsa di allergie da contatto. Oggi si sa che le cellule di Langerhans appartengono alla classe delle cellule che presentano antigeni: esse fagocitano le sostanze estranee, ne degradano i costituenti ed espongono questi frammenti molecolari in modo che siano facilmente individuati dai linfociti, i principali agenti della risposta immunitaria. Nell’uomo tutti gli epiteli di rivestimento, ad eccezione di quello intestinale, contengono cellule di Langerhans ( nella pelle sono circa 700/mm2, ma la densità varia in funzione del sito. Sotto la pianta dei piedi, dove lo strato corneo è molto spesso, la densità scende a 200-300/mm2, mentre è molto superiore dove la pelle è sottile, come nel viso; nelle mucose arriva a 1000/mm2).
Le cellule di Langerhans esprimono diversi marcatori di membrana specifici, in particolare molecole di adesione: grazie a queste ultime, esse possono rimanere fissate in mezzo ai cheratinociti oppure migrare dal midollo verso gli epiteli che colonizzano, o ancora spostarsi dagli epiteli verso i gangli linfatici, dove cooperano con i linfociti T.
Alcuni precursori delle cellule ematiche presenti nel midollo osseo e recanti il recettore R34 migrano nel circolo sanguigno fino agli epiteli di rivestimento, ossia l’epidermide e gli epiteli delle mucose. Quando arrivano nell’epidermide, questi precursori si sono ormai differenziati in cellule di Langerhans caratterizzate dalla presenza in superficie della molecola CD1a, di antigeni HLA di classe 1e2 e di molecole CD4 (le molecole HLA sono le “molecole del sé” che permettono la presentazione di antigeni). Le cellule di Langerhans aderiscono ai cheratinociti circostanti grazie a una molecola particolare: la E-Cadesina. Si ritiene che le cellule di Langerhans rimangano in vita nell’epidermide per parecchie settimane o anche qualche mese. In presenza di un attacco chirurgico o biologico esse inglobano l’aggressore, lasciano l’epidermide e raggiungono i gangli vicini, dove presentano gli antigeni ai linfociti CD4: così attivati, questi proliferano e reagiscono all’aggressore. La migrazione dalla pelle verso i gangli è indispensabile per dare il via alla risposta immunitaria. Lungo il cammino, le cellule di Langerhans perdono le molecole di E-cadesina e acquistano integrine, grazie alle quali aderiscono ai costituenti della matrice extracellulare e alle pareti dei vasi. Nei gangli (stiamo parlando di gangli linfatici) sono presenti linfociti T - CD4 “ingenui” o “inesperti”, cioè che non hanno ancora avuto contatti con antigeni; la cellula di Langerhans cerca i linfociti T-CD4 dotati di recettori capaci di riconoscere l’antigene che essa presenta. Vi sono due possibilità: o non si ha alcuna reazione, e questo indica che l’organismo è tollerante nei confronti dell’invasore; o uno dei linfociti è attivato e prolifera generando un clone di linfociti T specifici verso l’antigene; questi linfociti a loro volta migrano verso il sito di penetrazione dell’aggressore. Una volta dato l’allarme, la cellula di Langerhans che ha raggiunto il ganglio muore. Così la popolazione di cellule di Langerhans dell’epidermide e delle mucose è in continuo rinnovamento a partire da cellule progenitrici del midollo osseo.
I Cheratinociti sono anch’essi importanti dal punto di vista immunitario. Essi producono diverse citochine, in particolare Interleuchine 1,3,6,7,8,10,15, fattori di crescita come FGF, PDGF, IGF, TGFalfa, TGFbeta e fattori chemiotattici come IL8. In condizioni normali i cheratinociti producono poche citochine, ma quando vengono attivati da agenti fisici e chimici o da mediatori dell’infiammazione, le secernono in grandi quantità.
Per quanto riguarda l’apparato pilo-sebaceo esso è costituito da : pelo, follicolo, muscolo erettore del pelo, ghiandola sebacea; la contrazione del muscolo erettore del pelo determina compressione della ghiandola sebacea e ne favorisce lo svuotamento, oltre a determinare l’erezione del pelo.
IPODERMA
E’ costituito da tessuto adiposo e tessuto connettivale; ospita ghiandole sudoripare, plessi nervosi e vascolari, linfociti. Ha le funzioni di riserva di energia e supporto elastico. In questo strato si forma la cellulite. Le ghiandole sudoripare producono circa 1/2 litro di sudore in condizioni di riposo detto “perspiratio insensibilis” perchè evapora continuamente senza bagnare la pelle.
STOP
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