

DICIASSETTESIMA PAZIENTE
La signora Forzollo era un tipo atletico e pimpante, ma in quella prima visita si rivelò un gigante con i piedi d’argilla.
Faceva la camionista e guidava un enorme camion. I suoi trasporti in genere erano carichi pesantissimi di materiali in metallo, quelli che servono per autostrade, ponti... insomma tutta roba di cui Tumis non conosceva un’acca! Nel tempo libero la Forzollo prendeva la sua moto di grossa cilindrata e andava in giro. Era il suo modo di rilassarsi, a suo dire. Poi, nelle vacanze, faceva i cosiddetti viaggi avventurosi: percorsi accidentati, jumping, paracadutismo, ecc ecc.
F: “ Dottoressa, da un anno a questa parte, mi ritengo invalida. Non posso più svolgere le mie attività preferite e ho questo fischio all’orecchio che mi opprime quasi costantemente. Nel mio lavoro, fino all’anno scorso, sentivo continuamente rumori assordanti... può immaginare. Ma tutto scorreva in modo normale. Un giorno, mentre una macchina scaricava delle barre di metallo... parliamo di tonnellate... ho sentito un rumore dieci volte più assordante del solito. Ho percepito proprio il trauma. Per i successivi cinque minuti mi sembrava di essere rimasta del tutto sorda. Vedevo gli “uomini di fatica” muovere le labbra, mi stavano chiedendo qualcosa, ed io non riuscivo a sentirli. Poi mi sono ripresa e ho riacquistato l’udito praticamente subito... ma mi è rimasto addosso un grosso spavento. Poco tempo dopo, ho cambiato genere di trasporto. Ora consegno generi alimentari ai magazzini e faccio percorsi più “decenti”. Tuttavia da allora ho cominiciato a sentire questo fischio... come un rumore di fondo. Non posso più fare le mie attività di prima, perché solo che senta una differenza di pressione all’orecchio, ed ecco che al fischio si aggiunge un dolore insopportabile. Ho girato tanti medici, mi prescrivevano farmaci vari, tra cui antidepressivi e sedativi, e non cambiava nulla. Insomma ero rassegnata a restare per sempre così, fino a quando il mio parrucchiere mi ha fatto il suo nome. Secondo lei ho qualche possibilità di risolvere questo problema?”
T:” Non si può mai sapere in anticipo. Possiamo provare a impostare una terapia olistica. In pratica cercherò di curare il suo organismo nella sua totalità e di dedicare particolare attenzione al problema degli acufeni. Ci vuole del tempo. Se non ci sono danni ai tessuti, ma solo tensioni, tutto sarà risolvibile. Se con il trauma si è creata una lacerazione o altro danno irreversibile, possiamo cercare di far diminuire i sintomi per renderli più sopportabili.
Tumis, come da suo solito protocollo, le assegnò una dieta rivitalizzante, dei rimedi omeopatici ed in particolare Secale e Mandragora ed intraprese tutta la serie di test chinesiologici e trattamento craniosacrale. Non fu facile sbloccare le ossa temporali. Fu più facile ottenere un rilassamento psicologico e atteggiamento ottimista circa l’aspettativa di guarigione. Verso la ventesima seduta lo sblocco fu notevole e alla ventunesima si rivelò stabile l’effetto della seduta precedente e la paziente smise totalmente di percepire il fischio. Continuò le sedute una volta al mese come mantenimento. Così si arrivò all’estate successiva al momento di salutarsi per le vacanze.
T:” Allora, dove vai di bello... a tuffarti da una rupe o a fare qualche rally?
F:” Non sia mai! So bene che ora potrei farlo, ma non mi interessa più. Ora vado a Parigi perchè ho voglia di arte e bellezza, e poi, sai com’è, al mio nuovo partner non piacciono le vacanze avventurose: è un artista lui e mi ha fatto prendere gusto per cose di cui non supponevo nemmeno l’esistenza!”
T:” Ma bene! Allora buone vacanze!
RONZII O ACUFENI
I ronzii, o acufeni, vengno definiti quali sensazioni sonore percepite senza che vi sia una sorgente esterna. La gravità del sintomo acufene può essere estremamente variabile ed è influenzata dall’atteggiamento psicologico del paziente. In alcuni casi è ben tollerato e il paziente impara a conviverci; in altri casi può turbare ed interferire sulla personalità del soggetto, che diventa nervoso, irascibile, insofferente.
Si possono distinguere gli acufeni in:
(1) oggettivi, cioè rumori emessi dall’orecchio, che vengono rilevati anche da un osservatore. Sono estremamente rari. L’origine è muscolare o vascolare. Quelli muscolari sono dovuti a spasmi dei muscoli dell’orecchio medio o dei muscoli peritubarici o masticatori. Quelli vascolari sono di origine arteriosa o venosa. Possono essere sintomo di una malformazione vasale, di una stenosi ateromasica, di un aneurisma carotideo o atero-venoso, di un tumore del glomo giugulare. Il rumore di soffio è sincrono con il polso, è possibile percepirlo con uno stetoscopio. L’udito è normale.
(2) Soggettivi, cioè rumori percepiti solo dal paziente. Sono sintomo di innumerevoli malattie del sistema uditivo, dall’orecchio esterno all’orecchio medio, alle vie uditive centrali.
Per quanto riguarda l’orecchio esterno, una ostruzione del condotto uditivo esterno, ad esempio da tappo di cerume, può determinare una sensazione di tappamento auricolare ed un acufene; questo sarà incostante e sparirà nonappena rimossa la causa del tappamento. Per quanto riguarda l’orecchio medio: nei processi flogistici acuti e cronici dell’orecchio medio i ronzii raramente rappresentano un sintomo di rilievo. L’incidenza dei sintomi soggettivi è invece molto alta nella sordità da otosclerosi, nella quale l’acufene talvolta rappresenta il primo e più importante sintomo. La comparsa di acufene soggettivo nella otosclerosi puramente trasmissiva è legata ad una alterazione dell’adattamento del sistema uditivo alla condizione acustica creatasi con il blocco della catena ossiculare. Si crea cioè la stessa situazione di un soggetto normale posto in un ambiente silente.
Orecchio interno: i traumi acustici sono una delle cause più importanti di insorgenza degli acufeni. POSSONO COSTITUIRE IL SINTOMO PIU’ IMPORTANTE, PONENDO TALVOLTA IN SECONDO PIANO IL DANNO UDITIVO. ANALOGAMENTE E’ FREQUENTE IL RISCONTRO DI ACUFENI DOPO BAROTRAUMATISMI O DOPO TRAUMI CRANICI. MENO FREQUENTE E’ L’INCIDENZA DI RONZII NELLE SORDITA’ SU BASE TOSSICA, AD ESEMPIO DA STREPTOMICINA.
Nella sindrome di Ménière l’acufene è caratterizzato dall’idrope endolinfatica ed allora ha il carattere di tonalità grave, rumore di cascata o sensazione di pienezza auricolare. Tipicamente compare in stretto rapporto con la crisi di vertigine e con fluttuazione uditiva. Nella fase avanzata della malattia, quando subentra un danno permanente del neuroepitelio, l’acufene assume tonalità più acuta e diviene pressochè continuo, senza più rapporto con le crisi accessionali di vertigine.
Nei neurinomi del nervo VIII, l’acufene è frequente nelle forme che iniziano acutamente, con sordità improvvisa: tenendo presente che il neurinoma prende origine dal neurilemma della branca vestibolare, è ovvio pensare che la comparsa di una sordità brusca e acufeni sia dovuta a compressione dell’arteria uditiva interna e quindi al danno labirintico.
Per quanto riguarda le vie uditive centrali: nelle sindromi da insufficienza vertebro-basilare il sintomo dominante è la vertigine, in genere di tipo posizionale, talvolta rotatoria. Frequentemente però si associano sintomi uditivi e acufeni. Questi ultimi possono anche assumere carattere accessionale e talora posizionale, e generalmente non sono fastidiosi. Più frequentemente l’acufene non viene riferito ad un orecchio ma al centro del capo. Non vi è rapporto stretto tra gravità della sordità (tipo presbiacusico) e acufeni.
TERAPIA CRANIO-SACRALE
In ogni argomento ho sempre citato la terapia cranio-sacrale. E’ molto difficile spiegare in poche parole di cosa si tratta. Mi accorgo sempre più che non ci sono abbastanza parole per spiegarlo. Se uso termini tecnici il lettore ben presto rinuncerà a capirci qualcosa. Se ne avrà occasione la proverà e si riterrà più o meno soddisfatto. Se non ne avrà occasione lascerà l’argomento in una specie di limbo. Userò quindi termini molto-ma-molto-terra-terra e ciò comporterà anche inesattezze - strafalcioni-stonature di cui mi scuso in anticipo con i lettori più informati e con tutti in generale. A volte però, e questo è appunto il caso, per spiegare qualcosa di molto complesso è utile descriverlo a grandi linee e in modo errato ma comprensibile, per poi raffinare in più riprese lo stesso concetto fino ad una enunciazione corretta.
Quella di oggi quindi è la descrizione più grezza.
Oltre al normale respiro dell’aria, l’uomo è dotato di un respiro, definito primario, che è il respiro cranio-sacrale. Durante tale respirazione le ossa del cranio e tutte le ossa in generale, eseguono dei movimenti ritmici dotati di una certa ampiezza, che vengono percepiti al tatto dal terapista. Con questi movimenti il liquido cefalo-rachidiano viene spinto dal centro alla periferia e ritorno in modo costante. Tale liquido circonda il sistema nervoso centrale e secondo molti autori, circonda i nervi fino all’ultima più piccola e distante diramazione. Esso serve a proteggere e nutrire il sistema nervoso ed ha diverse funzioni su cui non mi dilungherò adesso. Questo respiro è percepibile anche sui muscoli e, secondo altre modalità, anche sui visceri.
Quando c’è una zona di tensione questo respiro si altera nel ritmo, nell’ampiezza, nella qualità. Il terapista con il trattamento craniosacrale riporterà alla normale simmetria e al normale equilibrio la situazione. Il paziente oltre a sentire un grande rilassamento, si accorgerà con il tempo che i suoi disturbi si alleviano e spesso guariscono.
Riguardo agli acufeni la terapia cranio-sacrale, ecchevvelodicoaffà, a mio parere, costituisce prima scelta. Specialmente nel caso in cui siano stati scatenati da un trauma.
In questo caso si noterà un cambiamento di orientamento dell’osso temporale, dovuta al fatto che il muscolo temporale, o altri muscoli collegati a quest’osso direttamente o indirettamente, sono andati in ipercontrazione (spasmo) al momento del trauma ed in seguito sono rimasti in tensione costantemente. Quando il corpo subisce un trauma, come ad esempio un incidente o un’operazione ecc, tutta la muscolatura e i tessuti connettivi assumono un orientamento verso il nucleo del trauma come a proteggere quella zona. Anche quando il “pericolo “ è cessato, molto spesso rimane questa memoria fisica del trauma che corrisponde a contratture muscolari croniche e cambiamenti di orientamento dei tessuti circostanti, oltre che una certa immobilità del respiro craniosacrale. E’ ciò che Upledger (il principale ideatore della terapia craniosacrale) definisce “cisti energetica” in quanto l’energia, il calore, i movimenti craniosacrali, passano intorno a questo nucleo senza investirlo. Nella figura “orecchio” riporto uno schema degli organi dell’equilibrio e dell’udito all’interno dell’osso temporale. In realtà il condotto uditivo esterno, che corrisponde al tratto in verde, è molto più lungo. Dentro la matrice ossea del temporale, esattamente dentro la piramide, ci sono questi organi, labirinto e chiocciola, che in realtà sono molto più piccoli di come li ho illustrati; poi al di sotto il condotto uditivo interno che collega l’orecchio alla faringe. Ora questi organi, essendo inseriti nella matrice ossea, subiscono l’orientamento dell’osso intero. Ma è grazie ad un corretto orientamento dell’orecchio che noi percepiamo i suoni. Un orientamento distorto può farci sentire gli acufeni. Le ipotesi sulla loro natura sono tante. Io concordo con quella che li giudica come suoni che in un soggetto sano non superano la soglia della percezione, mentre in un paziente che soffre questo disturbo questi suoni si sentono amplificati rispetto alla loro vera vibrazione. Possono essere suoni provenienti dall’esterno o dai movimenti circolatori della linfa nell’orecchio stesso. Quindi il trattamento craniosacrale consisterà prima in un ascolto generale del paziente trattando le tensioni che emergono in modo urgente; poi un trattamento delle ossa temporali che le riporti ad un giusto equilibrio ed orientamento; ed infine un reset generale.
ALIMENTAZIONE
Ecco cosa intendo per dieta base.
In condizioni normali un soggetto può mangiare secondo le sue abitudini. Quando si stratificano varie disfunzioni, sintomi e successive compensazioni, il nostro soggetto diventa come un vaso pieno e l’ultima goccia lo fa traboccare. Ecco che si attribuisce la causa a quell’ultima goccia. Un esempio di questo discorso sono le intolleranze alimentari. Alcune sostanze comunemente giudicate alimenti, andrebbero invece classificate tra le droghe. L’esempio più classico sono zucchero e dolci, cioccolata, caffè, coca-cola, cibi cotti troppo a lungo, cibi preconfezionati. Una prova di questo è che al test chinesiologico di fronte a questi alimenti il muscolo indicatore si indebolisce sempre, anche nei soggetti cosiddetti “sani”.
Quindi, quando un soggetto è in una situazione di patologia, specialmente se questa patologia la percepisce come insopportabile e invalidante, io consiglio sempre di adottare la dieta-base con le eventuali aggiunte e varianti secondo la sua situazione specifica.
La dieta base consiste in :
(1) Cibi crudi o “vivi” nella prima metà della giornata.
Esempio al mattino yogurt, a metà mattina 500 g di frutta e a mezzogiorno come prima portata un piatto di insalata mista.
(2) Cibi cotti o “morti” nella seconda metà della giornata
Esempio a pranzo come seconda portata un piatto di cereali cotti e ben conditi o un primo classico di pasta. Nel pomeriggio una tisana e una fetta di pane e burro oppure una tisana e un po’ di frutta secca tipo noci o mandorle. A cena una cotoletta o pesce, o uova o formaggi con verdure cotte e pane.
(3) Assolutamente vietati tutti gli alimenti spazzatura che ho indicato nella premessa.
Nel caso degli acufeni può essere utile anche curare eventuali anemie esistenti. Infatti, la carenza di Fe e le anemie perniciose possono annoverare tra i sintomi anche gli acufeni. Nutrienti utili Vitamina B12, Acido FOLICO, CR, Mn, COLINA. Quindi BIETOLA per la sua potente azione disintossicante; CAVOLO A FOGLIA e PREZZEMOLO per il Fe; SPINACI, CAVOLO A FOGLIA E, COSTE e PEPERONE VERDE per l’acido folico; PEPERONE VERDE e MELE per il Cr; SPINACI; CIME DI RAPA, COSTE per il Mn; FAGIOLINI VERDI per la colina. In alternativa, si possono usare integratori contenenti questi nutrienti.
OMEOPATIA
ACUFENI=chininum sulfuricum, kalium jodatum, mercurius solubilis, nux vomica, phosphorus, secale, mandragora, Elaps corallinum.
CHININUM SULFURICUM ronzii alle orecchie, nevralgia. Relazioni con disturbi vasomotori. Una particolarità è la zona iperalgesica da C7 a D1, sopra e accanto all’apofisi spinosa.
KALIUM JODATUM peggiora con umidità, freddo, stando coricati sul lato malato.
MANDRAGORA foglie fresche= disturbi dell’udito con allucinazioni. Sintomi= congestione alla testa, stato confusionale, irrequietezza motoria, dilatazione delle pupille; si vedono gli oggetti ingranditi ma con i contorni sfumati; le percezioni uditive sono rafforzate allo stesso modo.
MANDRAGORA RADICE depressioni epatogene, distonia vegetativa, gastrite, ulcera duodenale, meteorismo, epatopatie, colecistopatie, costipazione, reumatismo muscolare ed articolare, sciatalgia, cistalgia. Sintomi= irritabilità, astenia, apatia, mancanza di concentrazione e sonnolenza. Alucinazioni, sensazione di anestesia su tutto il corpo, estremità fredde, testa calda. Acufeni; stati simili a collasso con sudori freddi. Dolore da digiuno con miglioramento mangiando e chinandosi indietro. Grassi, dolci e droghe sono mal tollerati. Membra pesanti, dolori muscolari. Dolori da sciatica ed articolari con miglioramento al movimento e con calore. Modalità= Miglioramento con calore, stando coricati ed a riposo. Dolori gastrici e addominali migliorano chinandosi indietro.
MERCURIUS SOLUBILIS=Tropismo per SNC, nn periferici, ghiandole, ossa, periostio, tutte le mucose, intestino retto, pelle, connettivo, denti, fegato, reni, occhi. Sintomi= Ostite e periostite;
NUX VOMICA= E’ particolarmente indicato per il nevrastenico irritabile che lavora troppo con vita sedentaria da un lato e vita frettolosa da metropoli dall’altro. Temperamento esuberante. Non tollera i essere contraddetto. E’ abituato all’abuso di sostanze irritanti. Tutto è teso. Sintomi= Ottusità e confusione nella testa e sopra gli occhi, particolarmente di mattina presto, ipersensibilità e parestesie alle estremità, risveglio precoce e sonno irrequieto, quindi stanchezza di mattina presto e cefalee. Note chiave= predisposizione a spasmi, aumento dell’attenzione e dei riflessi. Modalità= migliora con il riposo, peggiora mangiando e con l’assunzione di sostanze irritanti, peggiora anche di mattina presto. Causalità= abuso di caffè, alcolici, farmaci, gozzoviglie, lassativi. Problemi di lavoro-affari, abitudini sedentarie, perdita di sonno ripetuta e prolungata. Prurito alla tromba di Eustachio con bisogno di inghiottire. Modalità= peggiora al mattino al risveglio, al momento di alzarsi e la sera ore 20-21. Peggiora anche con l’esercizio mentale, dopo aver mangiato specialmente dopo pranzo, col caffè, con il vino, fumo, mancanza di sonno, tempo secco e ventoso, aria fredda, correnti d’aria. Migliora con il riposo, con un sonno ininterrotto, con un breve sonnellino, con il tempo umido.
PHOSPHORUS= Costituzione= soggetto alto, slanciato, leptosomo. Indicazioni= nevrastenia generale, stati di esaurimento dopo malattie infettive, osteomalacia, periostite, nefrite. Sintomi= grande eccitabilità nervosa, timore, facilità a spaventarsi, delirio, depressione, apatie psichiche, stato soporoso. Cefaee dopo sforzi psichici, disturbi della vista, mosche volanti, cornice rossa o verde intorno agli oggetti, emorragie della retina. Necrosi della mandibola. Sul piano psichico timore della solitudine, apatia, eloquio lento. Stati di vertigine. Modalità= peggioramento passando da una stanza calda all’aria fredda. Tutto peggiora di sera e di notte. Intolleranza al freddo e all’aria fresca. Miglioramento con il riposo e con il sonno. Piccole ferite sanguinano molto. Lateralità destra.
SECALE CORNUTUM= parestesia, disturbi della circolazione periferica. Il caldo peggiora le condizioni, il freddo le migliora. Sintomi= paura in genere, paura di morire, malinconia. Quadri simili a tabespasmo degli estensori, spasmi delle dita della mano con mano ad artiglio oppure anche mano spianata, crampi dei muscoli addominali e dei polpacci. Modalità= peggiora con movimento, tatto e calore del letto. Non si riesce a stare coperti, miglioramento con raffreddamento ed aria fresca. E’ tipico un bruciore interiore come un fuoco.
KINESIOLOGIA
VASO CONCEZIONE
significato emotivo del meridiano
Il Vaso Concezione esprime la nostra concezione verso il futuro. L’aspetto positivo è la sensazione di successo. L’aspetto negativo l’incapacità di trasformare il pensiero in azione. Come organo in generale il vaso concezione corrisponde al cervello. Nei lobi frontali del cervello risiede la capacità di concepire, di vedere nuove vie, di vedere al di là delle apparenze. Ansia e stress emotivo in generale
MERIDIANO = la correzione agendo sul meridiano si può fare in tanti modi. Il primo è la carezza del meridiano che consiste nel fare il percorso del meridiano nel suo senso di marcia, sfiorando il paziente, quando si vuole rafforzare (e nel senso opposto quando si vuole sedare un meridiano in eccesso... ma in tal caso meglio lavorare sui punti MO). Il secondo è quello che tratta i “punti sorgente”. Altri rafforzamenti si fanno su certi punti specifici che di volta in volta indicheremo.
VASO GOVERNATORE
significato emotivo del meridiano
Il VG è legato alla capacità di accettare il passato. Quando il muscolo indicatore è debole ci si sente schiacciati dalle situazioni o ci si sente in competizione e ciò toglie la flessibilità.
RIFLESSO DEL VOLTAMENTO. Questo riflesso è quello che ci fa girare il capo quando si sente un rumore nella direzione del rumore. Questa rotazione provoca una controrotazione più a valle, ecco perché è implicata tutta la colonna vertebrale e in particolare la zona sacrale. Questo blocco, analogamente, si ripercuote sulla colonna vertebrale. Andiamo a stirare e srotolare il padiglione auricolare. Con questa manovra si corregge l’udito e si corregge la colonna vertebrale. Per l’orientamento spaziale riguardo ai suoni usiamo da C4 a C7. I riflessi del voltamento sono presenti anche nel neonato. L’orecchio ha una forma a parabola perché ciò ci offre una più precisa localizzazione dela sorgente sonora e perché le vibrazioni rimbalzano dalla superficie verso l’interno. Disturbi di questo riflesso comportano problemi di udito e anche di equilibrio. Con la testa girata appena oltre il limite cui il paziente riesce a girarla testiamo un muscolo indicatore. Se off, allora andiamo a srotolare e stirare il padiglione auricolare cominciando dalla parte alta e poi stiriamo tirando contemporaneamente nelle due opposte direzioni. In kinesiologia, al contrario che in auricoloterapia, la rappresentazione dell’uomo intero sull’orecchio è vista in modo che la zona più alta rappresenta la parte alta del corpo e quindi l’inizio del padiglione corrisponde alla zona cervicale, mentre la parte del lobo corrisponde alla zona sacrale.
Punto Neurovascolare da trattare con un tocco leggero= all’altezza della tempia davanti all’orecchio sull’angolo inferiore sinistro di un'ideale croce in cui la linea arizzontale passa per il sopracciglio e continua fino all’osso temporale (può o meno incontrare il padiglione auricolare a seconda dell’attaccatura dell’orecchio. Se l’attaccatura è normale, cioè nè alta nè bassa, passa esattamente sul bordo dell’orecchio come tangente) e la linea verticale passa tangenzialmente al condilo mandibolare.
RENE
significato emotivo del meridiano= il meridiano del R è asociato a decidere e prendere l’iniziativa. La frase positiva è “amo essere vivo”. Quanso il rene è scarico si ha paura di muoversi ed essere vivi. I sintomi più caratteristici sono astenia-indifferenza-apatia. Questa apatia è dovuta alla paura di vivere. Vivere è provare sia gioia che sofferenza. I problemi mnemonici e di apprendimento possono dipendere da un rene scarico. In caso di rene scarico l’atteggiamento principale è quello della procrastinazione. Se un rene funziona bene prendi e sfide delle circostanze come occasione di crescita.
SIGNIFICATO FISICO= una debolezza dello psoas può dar luogo a persistenti dolori lombari. Un’ipertonia bilaterale può dar luogo ad una fissazione dell’occipite, che a sua volta si articola con le ossa temporali. In Medicina cinese il rene comprende anche l’orecchio ed è per questo che giudico utile trattarlo in tutti i disturbi dell’orecchio.
NV= 2-3 cm lateralmente all’inion. Si riconoscono per una leggera fossetta ai lati e poco più su dell’inion. Questi punti corrispondono al cervelletto, che, tra l’altro, presiede all’equilibrio, al sapere che posizione occupo in un dato momento rispetto allo spazio.
MERIDIANO =Rene. Dalla pianta del piede a livello della v muscolare plantare risale a circondare il malleolo interno per decorrere lungo la superficie interna della gamba e della coscia; a livello del pube risale parallelo alla linea centrale a circa 3-4 cm da essa per allargarsi leggermente nell’incontrare la cartilagine costale e terminare nel 1° spazio intercostale. Quando il meridiano è scarico il soggetto è freddoloso.
nb
CORREZIONE STAPEDIALE. Questa ha a che fare con l’innervazione trigeminale del viso. Il viso è innervato dal trigemino che è sensitivo e motorio e dal facciale che è motorio. Un’alterazione del trigemino può scatenare una vasta gamma di disturbi riflessi. C’è un legamento che unisce il menisco condilare con il martello della catena ossiculare dell’orecchio. La staffa è attaccata alla membrana acustica esterna dell’orecchio, mentre il martello è attaccato alla finestra ovale interna. Questi 3 ossicini trasmettono la vibrazione uditiva e sono mantenuti in posizione dal muscolo stapediale, che è il muscolo più sottile del corpo; mentre la rigidità della membrana acustica è mantenuta dal muscolo tensore del timpano. Quando dei rumori o delle sensazioni emotive ci inducono a ridurre la nostra percezione e cioè ad abbassare il nostro potere uditivo, è perché lo stapedio si irrigidisce e provoca una tensione alla catena ossiculare. Questo in qualche modo si ripercuote sul trigemino. Per motivi che non sappiamo, aumenta la soglia per il dolore nel trigemino. Quindi quando noi abbiamo un sopraspinato debole, mettiamo un dito nel meato acustico e ritestiamo il sopraspinato. Se il muscolo cede, c’è un problema di stapediale. Ricordiamo che sul meato acustico e su tutto il sistema osseo dell’orecchio si assesta il cranio. Partendo dal meato acustico verso l’esterno si trova un punto dove si attacca la cartilagine dell’orecchio. Si sente come un gradino. Questo punto è da stimolare con una matita. Questa stimolazione ha effetto di riequilibrio e anche di allentamento del dolore. Mantenete il contatto (come fosse un NV) finchè il battito non si normalizza. Con questo metodo si ottiene una denervazione temporanea. In genere quando il battito si normalizza il dolore scompare. Questo punto viene usato in casi d’emergenza per sedare il dolore. Toccando questo punto si agisce su tutto il cranio.
MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
LOGGIA R/V
Sfera dell’acqua è quella dell’essere come accettazione “io sono chi voglio essere” nel senso di “io accetto di essere quello che sono” Il colore è indaco. Le pulizie del corpo, il nutrimento del fegato. Accettazione di chi siamo e delle nostre scelte nella vita. E’ l’aspetto che riguarda la forza di carattere, la vitalità, la personalità. E’ quella forza che ci dà l’energia di superare gli ostacoli e guardare noi stessi accettandoci pienamente. Accetto i miei errori e dai miei errori imparo tanto quanto imparo dai miei successi. Una carenza di R porta timidezza, spavento, sentirsi inadeguati ed inferiori, quando non si accetta di essere.
Fuoco: sapere di essere
Acqua: accettare di essere.
L’insieme armonico è “io sono chi voglio essere”. La capacità di viversi le situazioni. Osare, provare, essere motivati perché si accetta se stessi e si è sicuri di sé. In caso contrario si ha paura, ci si sente trascurati e non ascoltati. Questo non sentirsi importanti per sé e gli altri porta all’apatia, cosa che blocca la disponibilità ad essere ricettivi, preparati ad affrontare e determinati nell’agire. I reni comandano la crescita del corpo.
RENE
eccesso: fame che non si riesce ad appagare, nel senso che non si riesce a mangiare. Tosse e catarro sanguinolento. Respirazione difficile; il paziente è ipercinetico.
Carenza: mani e piedi gelati; ronzii auricolari ed acufeni.
NOTE VARIE
(1)E’ stata osservata una relazione tra l’entità dei miglioramenti di sonno e del tinnito.
(2) Consiglio anche di consultare eventuali terapeuti che applichino il Metodo Tomatis.
STOP
