Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

venerdì 3 febbraio 2017

Conferenza su cuore e dislipidemie













CUORE e dislipidemie

Nella prima figura vediamo lo schema di funzionamento della circolazione.
 Per definizione le arterie sono i vasi in cui il sangue si muove in senso centrifugo in rapporto al cuore, mentre le vene sono i vasi in cui il sangue si muove di nuovo in senso centripeto. 































Quindi le arterie e le vene polmonari sono denominate correttamente, solo che l’arteria polmonare trasporta il sangue venoso dal cuore ai polmoni e le vene polmonari riportano sangue arterioso al cuore, questo nel senso di sangue ricco di ossigeno ( arterioso) oppure sangue ricco di anidride carbonica ( venoso).


Uno schema analogo in scala minore, è riprodotto in tutti gli organi.
Ad esempio il sangue arterioso entra nel rene, viene filtrato e continua il suo cammino come sangue venoso tornando al cuore attraverso la vena cava inferiore.
Lo stesso avviene nel fegato dove però c'è un doppio sistema venoso, e così via.

A questa funzione di pompa del sangue si fermano le considerazioni della medicina ufficiale ( occidentale). 
Ma il cuore è qualcosa di più di una pompa meccanica. 
La parola coraggio si riferisce all'agire secondo il cuore.
In chiromanzia la linea di cuore è definita anche linea mentale.
L’apparato cardiocircolatorio gestisce appunto la circolazione del sangue dunque vediamo come veniva considerato il sangue nell’antica medicina secondo la teoria degli umori.
Riguardo alle proporzioni degli umori secondo la scuola salernitana, un soggetto sano deve avere:
 otto parti di sangue, quattro di flemma, due di bile gialla e una di bile nera. Questo si riflette sugli umori psichici:
Sangue-- gioia, entusiasmo 
Flemma-- pensiero saggezza
Bile gialla-- collera (capacità di lottare)
Bile nera-- melanconia depressione. ( capacità ad arrendersi. Oppure quando è troppa vuol dire resa, disperare di ottenere la serenità in un certo senso è lo stadio successivo all'apice della rabbia)
Quindi le condizioni del cuore che governa la distribuzione del sangue ci indicano anche la nostra capacità o meglio il grado di energia che abbiamo per la nostra vita quotidiana. Se sappiamo trarre insegnamento o vantaggio dagli errori o persino dagli insulti, e se sappiamo trarre nutrimento dalle gioie. 
Per introdurvi all'altra importante funzione del cuore secondo la medicina cinese, è stato osservato da alcuni studiosi che lo stress acustico danneggia il cuore.
Per la medicina cinese questa non è una sorpresa, infatti l’organo tramite il quale vengono convogliati all’interno dell’organismo gli stimoli esterni è il cuore, e questo vale per tutti gli organi di senso, dal tatto all’udito. 
Il cuore riceve gli stimoli e li conduce al cervello, secondo il detto “le funzioni cerebrali sono controllate dal cuore”. 

Quindi immagini belle, musica bella ...stimoli belli sono nutrimento per il cuore
Al contrario le immagini tragiche oppure orribili.
Arteriosclerosi 
Questa patologia comincia con il depositarsi di sottili strisce di grasso sulla parete interna delle arterie, che si ispessiscono a causa del progressivo accumularsi di sedimento. Si formano così delle vere e proprie placche, larghe fino a 1,5 cm. Al centro di ciascuna si trova un grumo di sostanze tossiche, residui metabolici e di colesterolo, la zona più esterna è invece formata da tessuto fibroso e fagociti. Placche siffatte tendono a formarsi principalmente sull’aorta e sulle sue immediate diramazioni. Ulteriori complicanze si hanno quando queste placche si ulcerano, permettendo al sangue che fluisce nel vaso di venire a diretto contatto con il tessuto sottostante: il corpo l’interpreta come una ferita, e il sangue inizia a coagularsi. I grumi, o coaguli di sangue che ne derivano, sono detti trombi e aggravano il rischio di un’occlusione totale dell’arteria. 

 In alcuni casi le piccole arterie del cervello possono letteralmente esplodere, causando la nota emorragia cerebrale. 
L’aorta ed altre arterie più grosse, tendono anche ad allargarsi, una condizione detta aneurisma, anch’essa con conseguenze spesso fatali. L’arteriosclerosi colpisce solo le arterie e non le vene, che hanno il problema delle varici.








PRESSIONE ALTA
La pressione può aumentare per i seguenti motivi:
-- lume delle arterie ristretto a causa della placca aterosclerotica  






-- ritenzione idrica. La quantità di liquidi trattenuta dalle cellule intorno alle arterie può andare a comprimere le pareti delle arterie e quindi determinare un aumento della pressione del sangue che anche in questo caso trova il passaggio ristretto.
Diversi studi dimostrano che la resistenza insulinica favorisce l'insorgere della pressione alta non solo nelle persone in sovrappeso ma anche in quelle magre. Quando essa è presente, le cellule trattengono maggiormente il sodio e di conseguenza può verificarsi ritenzione di liquidi, una delle maggiori cause
di pressione alta. 







-- Lo strato muscolare della parete dell'arteria può ispessirsi gradualmente, diventare  fibroso, meno elastico e quindi incapace di dilatare o restringere il lume dell'arteria e cioè di adattarlo in base alle variazioni del flusso ematico.











-- dilatazione delle arterie. Se lo spazio interno delle arterie per il passaggio del sangue è eccessivo, troppo sangue circola troppo velocemente e la pressione sulle pareti delle arterie può aumentare fino a danneggiarle. Questo caso potremmo definirlo un aspetto simile al precedente in quanto riguarda sempre una difficoltà di adattamento.
Questa è la causa più comune di pressione alta nei giovani.






POSSIBILI DANNI CAUSATI DALL' IPERTENSIONE 
-- emorragie nei capillari della retina, o la loro occlusione: nei casi più gravi si può arrivare alla cecità 
-- scompenso cardiaco. Dato che la pressione alta può provocare un aumento di lavoro al cuore, si può verificare che esso, sottoposto a un lavoro eccessivo aumenti di dimensione. Tanto più il cuore si ingrandisce, tanto meno riesce a mantenere il giusto flusso di sangue, e il soggetto si sente stanco e debilitato e non riesce più ad essere attivo come vorrebbe. In assenza di cure lo scompenso cardiaco finisce per aggravarsi sempre di più.
-- Danni ai reni. Questi possono sopraggiungere quando la pressione del sangue nelle arterie che li attraversano è troppo elevata per troppo tempo.
-- Indurimento delle arterie periferiche. In generale abbiamo parlato dell'indurimento arterioso come una delle cause, ma va sottolineato che può essere una delle conseguenze: in pratica siamo in presenza di un circolo vizioso. La pressione alta può causare ispessimento dei muscoli che circondano le pareti delle arterie. Quando questo avviene nei distretti periferici si avrà una sindrome detta appunto arteriopatia periferica (claudicatio intermittens).


Ma torniamo alla funzione basica del cuore per fare il punto dei problemi più comuni

Il cuore dunque è l'organo da cui parte l'irrorazione di tutti i tessuti, ma chi irrora il cuore? Ci pensano le arterie coronarie che sono disposte a ridosso del cuore stesso.

Insufficienza coronarica 
condizioni di sfavorevole rapporto tra consumo di O2 del cuore e apporto di O2 ematico; in pratica il cuore riceve poco ossigeno ( che gli giunge dalle coronarie) rispetto alla quantità di cui ha bisogno 










INSUFFICIENZA CARDIACA 
Per insufficienza cardiaca in senso stretto si intende una diminuzione della contrattilità.
Durante uno sforzo il cuore sano è in grado di rispondere con un aumento di 2-3 volte del flusso ematico coronarico, mentre il cuore ipertrofico è incapace di ottenere un aumento adeguato di tale flusso.







CARDIOPATIA ISCHEMICA
condizioni morbose di diversa eziologia il cui denominatore comune è un bilancio negativo tra apporto e richiesta di O2. Le cause che possono portare a ischemia sono:
  1. ridotto flusso coronarico che può essere dovuto a lesioni aterosclerotiche delle coronarie, presenza di un embolo nelle coronarie, spasmo arterioso delle coronarie tuttavia sane, inadeguata perfusione coronarica da grave ipotensione arteriosa.
  2. Altre cause che sarebbe troppo complesso descrivere in questa breve disamina


A seconda dell’estensione dell’ostruzione coronarica, della rapidità con cui questa si instaura e della sua durata nel tempo, si distinguono 4 condizioni principali:


(1)Angina pectoris
 si manifesta con dolore toracico dovuto ad un’ischemia acuta transitoria e reversibile. In genere avviene durante uno sforzo. Se il paziente indica il dolore in un punto preciso non è angina; se indica la zona con un pugno chiuso o tutta la mano o lo definisce non come un vero dolore ma un sintomo difficile da descrivere, una specie di “pesantezza”, di pressione, allora la diagnosi di angina è certa.
(2) Infarto del miocardio
il flusso sanguigno si interrompe per un tempo più prolungato per cui le cellule cardiache muoiono; il dolore è come quello dell’angina ma dura molto più a lungo e non si presenta solo sotto sforzo; oltre ai sintomi uguali all’angina, si verifica collasso e perdita di coscienza.

Per quanto riguarda l'aspetto psicosomatico voglio sottolineare che in base a questionari somministrati a numerosi pazienti colpiti da infarto, dopo una forte arrabbiatura il rischio aumenta fino a 8 volte nelle 48 ore successive all'accesso di collera, rispetto a soggetti con gli stessi fattori di rischio ma in condizioni psicologiche normali.

(3) Malattia ischemica cronica del cuore
progressivo e lento danno miocardico che si associa ad ipotrofia.


(4) Morte improvvisa
si instaura e si conclude in pochi minuti dall’inizio dei fenomeni ischemici; è spesso dovuta ad un’ischemia irreversibile che coinvolge il tessuto di conduzione e di produzione dello stimolo elettrico con gravi bradiaritmie e/o fibrillazione ventricolare.







IPERTROFIA VENTRICOLARE SINISTRA
DISFUNZIONE DIASTOLICA 
La compromissione della funzione diastolica è una condizione nella quale durante la diastole il cuore non è in grado di accogliere un normale volume di sangue in presenza di una normale pressione di riempimento; 

quando il riempimento del ventricolo sinistro si verifica ad una pressione diastolica più elevata di quella normale ( quando la minima è alta ), il cuore ipertrofico e sottoposto ad un sovraccarico pressorio presenta una compromissione della distensibilità ventricolare sinistra
Il ventricolo sinistro non è capace di dilatarsi abbastanza per ricevere il sangue. 

la capacità dell’atrio sinistro di svuotarsi rapidamente e completamente nel ventricolo sinistro si riduce e la pressione atriale sinistra aumenta. 
Conseguenza di una riduzione del volume diastolico è una diminuzione della gittata sistolica o della portata. 
Una delle principali conseguenze dell’ipertrofia miocardica è la compromissione delle riserve coronariche e, conseguentemente, la tendenza allo sviluppo di un’ischemia miocardica da sforzo.

In pratica anche questa è un'anticamera dell'ischemia 

















Sindrome da crepacuore 

La sindrome da crepacuore colpisce soprattutto le donne (in questo studio in rapporto 9:1) e prevalentemente dopo uno stress emotivo, tipicamente un lutto (nel 30% dei casi), o fisico come un intervento chirurgico (nel 36%).
 La sindrome si manifesta come un infarto, con sintomi quali dolore al petto o affanno improvviso, si associa ad alterazioni dell'elettrocardiogramma, ma al momento della coronarografia d'urgenza, eseguita nel sospetto di infarto miocardico, le coronarie risultano sorprendentemente normali, senza stenosi (restringimento). Il cuore, però, mostra una alterazione della forma, che diventa a palloncino. Nonostante le disfunzioni microvascolare e miocardica, tipiche della sindrome da crepacuore, siano reversibili, la prognosi per questi pazienti è simile a quella dei pazienti con infarto, con il 12% dei casi e di morte nel 5% dei casi”.

ICTUS
Quando un trombo, cioè un grumo di sangue coagulato insieme a pezzi di placca si stacca dalla parete di un'arteria, gira nel torrente sanguigno, appena raggiunge un passaggio troppo stretto per le sue dimensioni, forma un tappo che impedisce il transito del sangue. Quando questo inconveniente avviene nella circolazione cerebrale, si può avere un attacco ischemico transitorio ( TIA che comunque è un segno premonitore che il paziente è a rischio di ictus) oppure un ictus ( che è un attacco ischemico di durata maggiore oppure su un'arteriola di dimensioni maggiori, e quindi comporta danni maggiori). Questo provoca quindi la mancanza di ossigeno e irrorazione in un determinato distretto con conseguenze gravi che possono portare a invalidità permanente o alla morte a seconda di quanto può essere tempestivo il soccorso del paziente.
In pratica è come un infarto del cervello.
Un altro tipo di ictus è quello emorragico, che avviene per la rottura di un'arteria.





RITMI CIRCADIANI  
Al mattino la capacità di espansione e l’elasticità dei vasi arteriosi del soggetto sano e non fumatore è pari a quella del soggetto diabetico e fumatore. 
La funzione endoteliale è ridotta del 40% nelle prime ore della giornata ma l’elasticità aumenta di nuovo a metà mattinata; ecco perché la maggioranza di eventi cardiovascolari si osserva all’alba. 



(2)
Dislipidemie
Funzioni fisiologiche del Colesterolo e dei lipidi
Il colesterolo svolge diverse funzioni biologiche importanti: 
-- è un componente essenziale delle membrane cellulari di cui regola la fluidità e la permeabilità
-- è il precursore dei sali biliari e degli ormoni steroidei.
I grassi nell’organismo svolgono le seguenti funzioni: (1) metaboliche di riserva; (2) veicolanti di vitamine liposolubili e di steroli (3) isolamento termico per il mantenimento della temperatura corporea (4) plastica, sono infatti indispensabili per il normale funzionamento delle cellule e per il normale accrescimento corporeo. Un ruolo particolarmente importante è svolto dagli acidi grassi a livello del SN in generale e del cervello in particolare. Ad esempio la guaina mielinica è relativamente ricca di acidi grassi saturi o monoinsaturi, invece le cellule nervose (neuroni) sono ricchissime di acidi grassi polinsaturi, in particolare della famiglia omega 3. Il record è fornito dai neuroni sensitivi della retina in cui l’acido docosaesaenoico (DHA) che deriva dall’acido alfa-linolenico, costituisce da solo il 60% del totale. (5) rappresentano i precursori di componenti biologicamente attivi, gli eicosanoidi, derivati dell’acido arachidonico, che svolgono funzioni importantissime nella regolazione della funzionalità cardiaca, circolatoria, immunitaria. 

IL COLESTEROLO ALTO FA PARTE DEI FATTORI DI RISCHIO PER TUTTI I DISTURBI CARDIOVASCOLARI 
IN PARTICOLARE INFARTO E ICTUS.
Questo concetto si basa sul fatto che la composizione stessa della placca che danneggia le arterie è principalmente a base di Colesterolo. Ma va sottolineato che si tratta di un Colesterolo attaccato da radicali liberi, per così dire "perossidato".





I fattori che inducono a una dislipidemia sono diversi.
Riguardo all'alimentazione è stato osservato che una cattiva alimentazione può scatenarla e aggravarla. Tuttavia proprio su questo aspetto vanno chiariti alcuni punti.
A scatenare una dislipidemia:
-- non sono i cibi di origine animale in senso stretto, o almeno non sempre; infatti è stato osservato che i Masai si nutrono in gran parte di latte e derivati e di carne: eppure tra essi non si riscontrano malattie cardiovascolari; ma se essi, come altri gruppi etnici abituati alla loro vita tradizionale, emigrano e vanno a lavorare nei paesi ricchi, manifestano gli stessi problemi degli europei e degli americani. Ovviamente in una sana alimentazione la carne andrebbe assunta con parsimonia; ma questo per tutta una serie di danni diversi che può causare. 












-- Sono i dolci e gli zuccheri raffinati e tutto ciò che viene definito cibo spazzatura.

-- Principale responsabile è la produzione endogena. Infatti la quantità di colesterolo endogeno è 3-4 volte superiore a quella introdotta con i cibi. Quindi è particolarmente importante valutare lo stato del fegato ( il lavaggio epatico, che descrivo al n 333 del mio blog, comporta un rapido aumento seguito da una consistente e stabile eliminazione), lo stato della tiroide, lo stato metabolico in generale.



Esiste comunque una parte di studiosi che si discosta dalla visione “sinottica” della medicina allopatica che vuole tassativamente tenere basso il colesterolo. A questo proposito trovo particolarmente valide le osservazioni di:
--Stephen Hulley (Università di California) con una accreditata equipe di accademici. Ecco uno stralcio dell'articolo che ho conservato:
"Numerose indagini epidemiologiche dimostrano che, nei soggetti anziani, la mortalità associata a ridotti livelli di colesterolo tende a risultare superiore a quella associata a elevati livelli di colesterolo. La presenza di livelli di colesterolo inferiori a 156 si è dimostrata un indice di elevata mortalità. Si pensa che ciò sia espressione di una malnutrizione proteico-calorica.
E’ stata peraltro segnalata anche l’esistenza di un rapporto tra ridotti livelli di colesterolo e sviluppo di neoplasie maligne.”
Il colesterolo basso può essere causa di/o segno di cirrosi alcolica o carcinoma epatico.









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Un’indagine condotta dalla Yale University dimostra che un tasso di colesterolo troppo alto non è un pericolo per gli anziani di oltre 70 anni. Gli ultrasettantenni non dovrebbero essere trattati per il colesterolo"
-- Kary Mullis ( premio nobel per aver scoperto la proteina C-reattiva) sostiene addirittura che il colesterolo alto come fattore di rischio è una “bufala”.
-- Luigi Nacci: l’improvvisa e innaturale deprivazione di colesterolo dall’organismo potrebbe essere causa anche di altre patologie come forse la stessa sclerosi multipla.
--Livelli di Colesterolo inferiori a 180 mg/dl sono un fattore di rischio per ictus emorragico ( rottura di un vaso nel cervello); ciò è stato evidenziato da diversi studi e anche dall’evidenza che i giapponesi, che sono i soggetti a Colesterolo più basso, hanno la più alta incidenza di ictus emorragico. 
--Nell’anziano si riscontra una più elevata mortalità per valori di colesterolo troppo bassi, piuttosto che alti, probabilmente perché minor colesterolo significa anche minore integrità della funzione cellulare.
-- una mia osservazione: molti soggetti con Colesterolo normale hanno avuto un infarto: questo per ricordare ancora una volta che si tratta di un fattore di rischio tra i tanti e non comporta in modo certo e assoluto che il soggetto con colesterolo alto è portatore di aterosclerosi oppure sull'anticamera dell'infarto.

Ma torniamo a focalizzarci sugli aspetti patologici.


 La formazione della placca aterosclerotica è un processo complesso ad eziologia multifattoriale. Si ipotizza che alla base vi sia un insulto vascolare. In base a questa ipotesi le lesioni aterosclerotiche possono svilupparsi in risposta ad un danno endoteliale che può essere causato da vari fattori: meccanici (esempio l’ipertensione), chimici (esempio lipoproteine), tossici, immunologici o  virali. Ciascuno di questi fattori porta a un denudamento endoteliale seguito da adesione e aggregazione piastrinica con conseguente rilascio di un potente fattore di crescita, il cosiddetto PGDF (platelet derived growth factor). Questo fattore mitogeno provoca la migrazione e la proliferazione intimale di cellule muscolari lisce provenienti dalla sottostante tonaca media. Le cellule muscolari lisce accumulano colesterolo e contemporaneamente a livello intimale si verifica un accumulo di macrofagi che derivano; anche queste cellule si caricano di lipidi e vanno a costituire la quota predominante della popolazione di cellule presenti nella placca. Se il danno endoteliale è transitorio si può avere, entro certi limiti, una completa regressione delle alterazioni intimali sopra descritte. Se, viceversa, il danno è protratto o ripetuto nel tempo si arriverà alla formazione della tipica placca aterosclerotica.



  






OMOCISTEINA
L’omocisteina è un aminoacido solforato “non alimentare”. Non lo assumiamo dunque con ciò che mangiamo ma lo produciamo come intermedio metabolico nella reazione di trasformazione della metionina in cisteina.
Ma in che modo l’omocisteina riesce a produrre effetti così devastanti?

In primo luogo, questa molecola è in grado di innescare reazioni che culminano con la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxygen Species), i famosi radicali liberi. Sono molecole instabili a causa della presenza di una carica negativa molto reattiva, questo le fa reagire con molecole vicine causando spesso un danno molecolare. È attraverso questo meccanismo che le ROS finiscono con il danneggiare le pareti dei vasi predisponendole alla formazione della placca ateromatosa. In secondo luogo, una forma modificata di omocisteina si aggrega alle lipoproteine che formano il colesterolo LDL. Tale complesso viene fagocitato dai macrofagi che si trasformano in cellule schiumose (foam cells). A questo punto la parete del vaso è danneggiata e in più sono presenti le cellule schiumose. È in questo modo che si formano le strie lipidiche, lesioni infiammatorie che preludono alla formazione della placca ateromasica.

In aggiunta a ciò, l’omocisteina provoca l’innalzamento del fibrinogeno (che normalmente è usato per un processo coagulativo in seguito a lesioni) e disattiva l’ossido nitrico (una molecola con attività vasodilatrice) a livello della parete dei vasi. Il fibrinogeno in combinazione con la trombina favorisce la formazione del coagulo, inoltre aumenta la viscosità ematica e stimola la proliferazione delle cellule muscolari lisce a livello della parete vascolare. Per tutti questi motivi il fibrinogeno contribuisce alla formazione della placca ateromasica. Per contro, l’ossido nitrico prodotto dalle cellule endoteliali ha proprietà vasodilatatrici e antinfiammatorie ed è per questo considerato un fattore protettivo nei confronti dell’aterosclerosi. Ma, come abbiamo detto, in caso di iperomocisteinemia la produzione di ossido nitrico risulta compromessa!


 Alimentazione 




















Il rapporto tra omega 6 e omega 3  
nel soggetto normale deve essere di 3:1


A tutti i soggetti dislipidemici è vivacemente consigliata la riduzione drastica dell’introito settimanale di carne. I carboidrati, soprattutto quando sono usati come mono e di-saccaridi determinano un aumento dei trigliceridi VLDL. Quindi consiglieremo l’uso esclusivo di polisaccaridi (cioè zuccheri complessi come quelli dei farinacei, ma il top sarebbe cereali interi, legumi, ortaggi ecc)




In uno studio del 2003, è stato dimostrato che una dieta composta da mandorle, avena, orzo e fibre, come componenti principali, fa abbassare il colesterolo agli stessi livelli di quelli dei pazienti trattati con lovastatina; non sono stati raggiunti invece gli stessi risultati con una dieta normale a basso contenuto di grassi. 






METABOLISMO

Possiamo distinguere due cause: anaerobica o disaerobica.

Nel caso di pazienti anaerobi le loro cellule sono a tal punto sature di colesterolo, che questo ha iniziato ad accumularsi nel siero. Un soggetto che presenta xantomi appartiene quasi certamente al tipo anaerobico.

Un paziente disaerobico ha in realtà un livello di colesterolo cellulare basso; ciò nonostante i livelli salgono nel siero perché il colesterolo non è in grado di penetrare nelle cellule. 

Come facciamo a capire a quale delle due categorie apparteniamo?
Dato che il paziente ANAEROBICO risponde bene al trattamento con gli omega,  se avendo provato un trattamento con omega 3 e 6 non otteniamo una riduzione del colesterolo, possiamo dedurre che facciamo parte della categoria DISAEROBICA e quindi lasciamo perdere questi integratori e passiamo ad usare OLEA EUROPEA

Otre a questi due rimedi di prima scelta, possiamo usare vantaggiosamente tutti i consigli elencati nel breve articolo in cui si distinguono questi due tipi di dismetabolismo. In generale poi sono utili tutti i metodi elencati in questo testo.

A proposito dei rimedi voglio specificare che l'alimentazione deve essere adottata di base; la scelta della cura si può fare con pari importanza o con uno o più integratori o con uno o più rimedi di fitoterapia.
I rimedi omeopatici, invece li consiglio come sostegno, ma da soli, almeno nella mia esperienza, non hanno rivoluzionato la situazione.

RIMEDI

Alimenti
AGLIO 

 abbassa il colesterolo totale e LDL, aumentando le HDL; abbassa la pressione arteriosa e riduce la viscosità del sangue.



LEGUMI
I legumi favoriscono l’eliminazione del colesterolo, limitandone la produzione e l’assorbimento;












MELE 
sono ricche di pectine, che formano un gel che può limitare l’assimilazione di grassi e glucosio. 


NOCI
Nella dieta mediterranea la sostituzione di parte dei grassi monoinsaturi con NOCI determina una ulteriore riduzione  dei livelli di colesterolo totale e LDL. In particolare, noci, nocciole e mandorle assunte in piccola quantità, cioè proporzionatamente a una dieta base  commisurata al fabbisogno quali-quantitativo del paziente (= circa 6 noci per una persona di 60Kg già nel peso forma; 40-50 g di noci per un paziente di circa 70Kg), riducono il rischio cardiovascolare del 50%. Di tutta la frutta secca, comunque, le noci sono le più preziose per questa funzione. 



OLIO

OLIO DI SEMI DI GIRASOLE
L’olio di semi di girasole porta ad un maggiore calo del Colesterolo totale, ma con riduzione anche delle HDL, nelle donne (ma attenzione: aumenta il rischio di tumore mammario); mentre l’olio d’oliva fa scendere le LDL e innalzare le HDL, ma in modo più spiccato negli uomini. 

OLIO DI SEMI DI LINO 
L’integrazione con olio di lino, grazie all’alto tenore di acido alfa-linolenico (capostipite degli omega 3) consente di aumentare i livelli endogeni di EPA e DHA grazie alla conversione in vivo di ALA in acido eicosapentaenoico e in acido docosaesanoico.


Secondo Scott Grundy non è opportuno usare polinsaturi in quanto abbassano indifferentemente tutte le frazioni di Colesterolo, rilasciano in circolo radicali liberi e dispongono alla calcolosi biliare. Ciò è confermato dai dati epidemiologici italiani in cui si vede che la colesterolemia è più alta al nord e più bassa al sud, dove si usa in maggioranza olio di oliva. Inoltre, se si accrescono i glucidi (in presenza di una dieta dove si usano i polinsaturi) salgono i trigliceridi e scendono le HDL, si riduce l’apporto di Calcio col rischio di osteoporosi e aumenta quello di Sodio con riverberi ipertensivanti. 






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OLIO DI OLIVA
Secondo il professor Viola (Università Sapienza, Roma) è opportuno inserire nella dieta fibre insolubili sotto forma di ortaggi e legumi; aumentando la quantità di OLIO D’OLIVA, a scapito di altri grassi, si ha una maggiore deformabilità dei globuli rossi, una minore viscosità ematica e quindi un miglioramento del flusso sanguigno. Gli eritrociti meno deformabili hanno più tendenza ad aggregarsi. Inoltre, in tale studio, Viola ha evidenziato che nei pazienti trattati con olio d’oliva si ha anche un calo della fibrinogenoemia; come si sa, un eccesso di fibrinogeno ha un ruolo importante nei processi di aterotrombosi. L’olio di oliva contiene il 73% di acido oleico e una discreta quantità di vitamina E rappresentata in gran parte dalla forma alfa (alfa-tocoferolo), che è quella più attiva; quindi mentre scende la colesterolemia, le membraneg cellulari che diventano altamente perossidabili, sono preservate da quest’evento grazie alla presenza della vitamina E. 

Un altro olio contenente monoinsaturi è l’OLIO DI RAVIZZONE che trova la sua indicazione elettiva nei cibi lavorati, più che come condimento a crudo.
Quindi se vedete questo componente sull'etichetta di un alimento preconfezionato, potete giudicarlo un ottimo nutriente.
Concludendo, i monoinsaturi sono migliori dei polinsaturi.



PESCE
Il consumo di una normale porzione di pesce (150-200g) 2-3 volte alla settimana sarebbe in grado di ridurre di più di 1/3 il rischio di eventi cardiovascolari. 
Quindi secondo le nostre conclusioni, gli effetti protettivi sullo sviluppo di malattie cardiovascolari degli w3 non sono dovuti in modo principale ai loro effetti sul metabolismo lipoproteico (infatti un consumo medio di pesce protegge, mentre per far scendere i lipidi c’é un estratto contenuto in una quantità di pesce 10-20 volte maggiore, umanamente non consumabile). 


















IL PESCE AZZURRO
ricco di acidi grassi omega 3, riduce la coagulabilità del sangue, i trigliceridi e il colesterolo. Gli acidi grassi omega 3, assunti come integratori, riducono il rischio di morte improvvisa nei postinfartuati, nella dose di 1g/die. L’azione protettiva dell’olio di pesce è riferita alle trombosi, non alle emorragie causate ad esempio dall’indebolimento delle pareti dei vasi.
Oltre al pesce anche alcune piante e animali contengono acidi grassi omega3, come ad esempio l’acido gamma-linolenico contenuto in diversi oli vegetali; le noci, oltre che per l’acido folico sono utili per l’acido linolenico: bastano 2 noci a coprire il fabbisogno pro die.
Tra le carni le poche contenenti omega 3 sono: cavallo, rana e lumaca.
Gli omega 3 vengono incorporati nelle membrane cellulari e ne influenzano non solo la plasticità, ma anche diverse funzioni metaboliche; essi sono coinvolti nello sviluppo nervoso e nella vista. Gli omega 6 sono antagonisti competitivi degli omega3;
 il rapporto ottimale tra i 2 è = 
omega 6........ 3
omega 3....... 1

nella realtà dell’alimentazione troviamo rapporto di 15/1 che non va bene.




SUCCO DI ARANCIA 
Anche l’uso abituale di succo d’arancia  ha effetto benefico nel ridurre il Colesterolo LDL. La dose efficace è di 750 ml al giorno. Gli agrumi sono ricchi di vitamina C. Essa rinforza le pareti arteriose e le protegge dall’aterosclerosi; ha anche un’azione ipocolesterolemizzante, favorendo la sintesi del cortisone naturale dal colesterolo e la trasformazione di quest’ultimo in acidi biliari, previene il deposito nelle arterie di ateromi a base di grassi e colesterolo.






SUCCO D’UVA 
Da tempo è noto che il succo d’uva, consumato regolarmente, riduce l’adesione piastrinica, ma già dal 1999 è stato dimostrato che, assunto per 2 settimane, rallenta l’ossidazione delle LDL, reazione fondamentale nello sviluppo delle patologie delle arterie. Il merito è dovuto ai flavonoidi presenti nel succo d’uva e anche nel vino rosso. La quantità di flavonoidi è 7 volte più elevata nell’uva rossa rispetto all’uva bianca. Circa 1/3 di questi pigmenti si trova nei semi.







Integratori

CROMO oltre agli effetti noti, il Cromo riduce il colesterolo totale e LDL.

IODIO gli ormoni tiroidei esercitano un’azione specifica sul ricambio energetico dell’organismo e sulla termoregolazione. Indispensabile per il buon funzionamento di tutto il sistema è la presenza di una normale quota di I2 disponibile, che in dosi fisiologiche favorisce il buon funzionamento della tiroide. Un buon metabolismo è alla base della trasformazione dei nutrienti in energia e tra le altre cose del corretto ricambio lipidico. I soggetti con ipotiroidismo hanno già un colesterolo alto, pur facendo una sana alimentazione, perché questo è una conseguenza del cattivo funzionamento della tiroide.


EPA e DHA: 
(1) consentono di ridurre elevati livelli di trigliceridi e VLDL, e in maniera modesta il Colesterolo;
(2) una volta incorporati nei fosfolipidi di membrana possono modificare in senso favorevole l’attività delle diverse cellule coinvolte nel processo aterosclerotico;
(3) riducono i livelli plasmatici di fibrinogeno;
(4) riducono la viscosità ematica per aumentata deformabilità eritrocitaria.
(5) Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 hanno inoltre evidenziato una attività rilevante sulla aggregabilità piastrinica e sul distretto vascolare.



OLIO DI KRILL 
nell’oceano antartico vivono i krill (euphasia superba), piccoli crostacei planctonici che rappresentano una delle più importanti risorse alimentari per cetacei, foche, uccelli marini e altri animali. I krill si nutrono di alghe microscopiche filtrate dall’acqua o prelevate dal ghiaccio e vivono in sciami che possono occupare poche decine di metri quadrati o diversi Km quadrati. L’olio di krill è risultato efficace nel ridurre colesterolo totale, trigliceridi e LDL e nell’incrementare l’HDL. A dosi uguali o minori dell’olio di pesce è risultato più efficace di quest’ultimo.

OMEGA 3
Sono in grado di spiazzare gli omega 6 dalle membrane cellulari in cui vengono incorporati al posto di questi ultimi (esempio l’acido arachidonico è un omega 6


Effetti collaterali a lungo termine di dosi alte di omega 3:
 — in pazienti con diabete di tipo II è stato segnalato un peggioramento del controllo glicemico. 
— Certamente sono degli antiaggreganti piastrinici e di questo va tenuto conto: ad esempio sono controindicati nei soggetti che assumono antiaggreganti e fluidificanti del sangue.


Fitoterapia

OLEA EUROPEA MG 
Alla dose di 20-25 gocce tre volte al giorno per tre mesi consecutivi e uno di pausa.
Se non basta questa dose si può arrivare anche a 150 gocce al giorno.
Questo è a mio parere il rimedio di prima scelta.
Ecco ora un elenco in ordine alfabetico.

AGLIO 
Oltre a gli effetti noti, tra cui quello modestamente ipotensivante e validamente antitrombotico (azione antiaggregante piastrinica) ha effetto ipocolesterolemizzante e ipotrigliceridemizzante. L’allicina interagisce grazie al gruppo tiolico con alcuni enzimi che partecipano alla sintesi del colesterolo e in tal modo ne blocca l’azione. La dose è 600-700 mg 2-3 volte al dì; è particolarmente indicato nei pazienti che già hanno manifestazioni aterosclerotiche. Non trova invece sicura indicazione nelle forme isolate di ipertrigliceridemia. Ripeto quanto detto a proposito di questo prezioso bulbo al paragrafo alimenti: abbassa il colesterolo totale e LDL, aumentando le HDL; abbassa la pressione arteriosa e riduce la viscosità del sangue.


CANNELLA
 uno studio pubblicato nel 2003 ha analizzato l’uso della cannella a dosi variabili tra 1 e 6 g/die per almeno 40 giorni: i risultati sono stati incoraggianti; si è ottenuta una riduzione dei trigliceridi pari al 20-25%.



CARCIOFO
 già noto come coleretico, epatoprotettore e diuretico, ha anche una azione ipolipemizzante. E’ di prima scelta nel soggetto dislipidemico che non ha ancora importanti manifestazioni di complicanze cardiovascolari.

CIPOLLA
Gli effetti sui lipidi sono analoghi a quelli dell’aglio.
Particolarmente consigliata ai diabetici: ha una attività ipoglicemizzante pari a quella della tolbutamide; un consumo di 50 g al giorno sarebbe capace di ridurre la necessità di insulina da 40 a 20 UI al giorno.


CHELIDONIUM TM 
ha una azione antispasmodica di tipo papaverinico sullo sfintere di Oddi, e un’azione sull’angiospasmo. La sua posologia va dalle 60 alle 90 gocce /die.

COLCHICO TM 30-60 gocce / die. Permette spesso di normalizzare in qualche settimana il tasso di colesterolo e la lipemia, con riduzioni dal 20 al 25%.

CURCUMA
Per l'effetto coleretico, ma soprattutto per quello antiossidante.


FIENO GRECO 
si usa la polvere dei semi; svolge inoltre un’azione di stimolo su ghiandole a secrezione endocrina quali l’ipofisi e il pancreas con ripercussioni anche sulla sfera ormonale femminile. Infatti ha azione di stimolo sulla produzione di prolattina e di insulina; è particolarmente consigliato nei pazienti diabetici con dislipidemia.


FUMARIA TM 
è un attivo stimolante biliare e un leggero cardiotonico 120-180 gocce /die.

GENZIANA
 30 gocce /die viene prescritta insieme al colchico per prevenire la diarrea che è effetto secondario della colchico-terapia.

GENZIANA E ROSMARINO IN ASSOCIAZIONE
Altro rimedio utile è il mix: colchico 25 gocce, genziana 15 gocce e rosmarino 50 gocce da mescolare e bere in acqua prima dei 3 pasti.

GARCINIA CAMBOGIA 
già nota per gli effetti nel ridurre il peso corporeo. Si usa la scorza del frutto essiccata. La forma più indicata è l’estratto secco titolato e standardizzato in acido idrossicitrico, importante inibitore della citrato-liasi. Posologia 500-1000 mg di estratto secco mezz’ora prima dei pasti. E’ indicata per soggetti obesi (infatti riduce l’appetito per stimolo della glicogenosintesi epatica), diabetici ecc associata anche a GYMNEMA, Cromo,  fibre e vitamine.


GLUCOMANNANO 
è il costituente più importante della radice di Konjac (amorphohallus konjac, della famiglia delle araceae), un alimento tradizionale tipico della cucina orientale, costituito da catene polisaccaridiche le cui unità monocarboniose sono il glucosio e il mannosio legati in posizione beta-1-4; dotati di alta solubilità, capacità di legare acqua fino a 200 volte il loro peso, formano nel tubo gastrointestinale una soluzione viscosa che determina una distensione delle pareti gastriche, un rallentato svuotamento gastrico e un ridotto assorbimento di glucosio e lipidi. Altri importanti meccanismi di azione sono rappresentati dall’effetto anoressizzante periferico e dalla regolazione della funzione intestinale. Posologia 3 g/die; ogni assunzione deve essere accompagnata da 2 bicchieri d’acqua.
Il glucomannano in associazione a fibre di altri vegetali è indicato nella prevenzione e cura dell’obesità, diabete e ipercolesterolemia, ed è risultato sempre ben tollerato.
Io lo consiglio solo agli obesi con colesterolo alto, in quanto nel soggetto di peso normale determina una dilatazione dello stomaco e risulta invece piuttosto “ingombrante”.

GUGGUL (MIRRA) 

Oleoresina meglio conosciuta col nome di “mirra”. 
Si ottiene per incisione del tronco della Commiphora mukul, pianta medicinale indiana, già usata in medicina ayurvedica come disinfettante urinario, antinfiammatorio per malattie reumatiche e dermatologiche. Essa è efficace non solo nel ridurre il Colesterolo serico, ma anche nel proteggere dal sopraggiungere dell’ipercolesterolemia, come è stato sperimentato su animali cui veniva indotta (con una alimentazione apposita) l’ipercolesterolemia.  

In Occidente viene quindi usata per le dislipidemie, il sovrappeso e l’acne.


 Recenti ricerche hanno dimostrato che la resina del guggul a livello intestinale trattiene i grassi introdotti con l’alimentazione, riducendone l’assorbimento, e ne aumenta l’escrezione con le feci. Secondo altri Autori l’effetto è da attribuire non al ridotto assorbimento ma alla capacità di inibire la sintesi endogena di colesterolo. 

Il guggulsterone attiva gli enzimi lipolitici nel fegato e nel plasma, stimola il recettore a livello epatico per le LDL attivandone il catabolismo, inibisce la sintesi endogena di colesterolo e trigliceridi. 


In sintesi la mirra riduce l’assorbimento intestinale dei grassi alimentari, riduce la sintesi epatica di colesterolo, aumenta l’escrezione biliare di colesterolo, ne favorisce la rimozione dai tessuti. 

Secondo uno studio del 2002, i guggulsteroni( che sono steroidi) sarebbero in grado di bloccare l’attività del recettore FXR (farnesoid X receptor), elemento chiave nel metabolismo del colesterolo, che contribuisce a regolare i livelli di colesterolo agendo sugli acidi biliari. È quindi particolarmente indicato per ipercolesterolemie familiari o alimentari, sovrappeso e obesità, dislipidemie secondarie a malattie renali o disfunzioni della tiroide (ipotiroidismo), steatosi epatica, acne e seborrea. 

Si usa l’estratto secco standardizzato al 10%, nella posologia di 1000-1500 mg/die.

MEDICAGO SATIVA 
(o erba medica) utile sia per la sua alta percentuale in fibre sia per le sue saponine triterpeniche, cumarine, isoflavoni, il tutto a effetto ipolipemizzante. Mentre l’erba medica ha più efficacia nell’abbassare il colesterolo, la gomma di GUAR ce l’ha nell’abbassare i trigliceridi.

MELANZANA
 (Solanum melongena) TM da 150 a 450 gocce/die per diverse settimane.

OLIO DI GERME DI GRANO 
L’olio di germe di grano è un validissimo integratore che si trova sia in forma liquida che, più frequentemente, in perle.
I principi attivi particolarmente apprezzati dell’olio di germe di grano sono i policosanoli.



OMEGA 3 - 6 - 9
Oltre a quelli di origine animale (olio di pesce), troviamo gli omega 3 e 6 negli oli delle seguenti piante:
 enotera, ribes nero, lino, borragine, germe di grano; quello definito come omega 9 è contenuto nell'olio di oliva.

PLANTAGO OVATA
 alla dose di 15 mg assunta insieme a simvastatina ha permesso di ridurre i dosaggi del farmaco; resta ancora da fare uno studio più ampio.










POLICOSANOLI (“OCTA 60”) 
sono un’insieme di alcoli alifatici ad alto peso molecolare isolati dalla canna da zucchero, il cui componente principale è l’octacosanolo. Non se ne conosce ancora l’esatto meccanismo d’azione, anche se la sua attività inibitoria sull’HMG-Co-A-reduttasi appare trascurabile; tali composti sembrano non tanto limitare la sintesi del colesterolo, quanto favorirne l’eliminazione. Per octa 60 si intende il prodotto standardizzato al 60%. La sua efficacia è uguale a quella del monascus, ma con un’azione sull’HDL decisamente migliore. 





Rispetto alle statine offre un maggior effetto nell’abbassare l’LDL e nell’innalzare l’HDL; ciò si associa a una maggior inibizione dell’aggregazione piastrinica (pari a 100mg di ASA) e a una minor proliferazione delle cellule muscolari lisce della parete arteriosa, primo step della malattia. L’associazione di policosanoli con monascus è consigliata nei casi di ipercolesterolemia associata a ipertrigliceridemia; si è osservata, infatti, solo una ridotta attività dei policosanoli sui trigliceridi plasmatici, a differenza di quanto osservato con monascus. L’assunzione di questi ultimi due farmaci si è dimostrata sicura anche per periodi lunghi (testati per 3 anni consecutivi). Inoltre, dati ottenuti da studi a lungo termine sull’uomo indicano che la contemporanea somministrazione di farmaci utilizzati comunemente nella prevenzione e cura di malattie cardiovascolari, quali Calcio-antagonisti, beta-bloccanti, diuretici, nitrati e altri farmaci (tra cui antidepressivi e antinfiammatori) risulta sicura, anche in soggetti anziani con problemi cardiovascolari e/o disordini della coagulazione. Come unica precauzione, in virtù dell’azione antiaggregante, si sconsiglia la contemporanea assunzione di anticoagulanti orali. Il dosaggio è 7,5 mg 1-2 volte al dì senza limiti di tempo ( diversi anni fino a che la normalizzazione non rimane stabile con la sola dieta). 


Ciò che è particolarmente interessante, a proposito del rapporto colesterolemia-rischio cardiovascolare, è che i policosanoli sembrano agire a livelli differenti e più profondi rispetto alle statine. Essi aumentano infatti la perfusione del miocardio e la performance dell’ECG, migliorano il decorso di varie malattie cardiovascolari e quindi forse agiscono sulla patogenesi aterosclerotica piuttosto che sui livelli lipidici e colesterolemici che sono anch’essi dei fattori di rischio.
Quest'ultima affermazione era su un articolo del 2006 pubblicato su farmacia news, ma attualmente vengono attribuite le stesse qualità anche ad alcune statine che vengono date dopo l'infarto per migliorare la perfusione cardiaca.
Ovviamente su tutti i prodotti che agiscono come le statine prodotti io ho delle riserve cioè le considero come le statine, da usare in determinati casi e sotto controllo medico.




RISO ROSSO FERMENTATO
Monascus ruber, detto anche Red-est (rosso d’oriente). Si tratta di una materia prima a base di lievito rosso; è un particolare lievito, di colore rosso, che per fermentazione controllata del riso si arricchisce in un gruppo di sostanze a cui è stata attribuita un’azione ipocolesterolemizzante. Tra queste la Monacolina K, una sostanza molto simile alla molecola delle statine. Essa agisce come inibitore dell’ HMG -CoA Reduttasi. Monascus purpureus è un farmaco noto alla farmacopea cinese come Ben Cao Gan Mu, indicato per il benessere del sistema cardiovascolare. I cinesi lo usavano aggiunto ai cibi o sotto forma di liquore. Sono stati realizzati negli USA cinque studi di vasta portata impiegando compresse di monascus da 400mg allo 0,4% di monacolina assunti 3 volte al dì e 6 volte al dì, mentre nei trials cinesi è stato usato allo 0,8% per compressa. Il risultato è stato analogo a quello ottenuto con le statine, e nella maggior parte dei casi migliore. Rispetto al fenofibrato il risultato è stato sempre migliore. Studi in vivo sul coniglio hanno dimostrato una marcata attività antiossidante accompagnata da un’inibizione della proliferazione delle cellule della tonaca intima vasale. Si otterrebbe così il blocco di uno dei principali meccanismi patogenetici del processo aterosclerotico e tale azione potrebbe essere imputabile oltre che alle sole monacoline anche agli altri composti attivi di monascus: acidi grassi polinsaturi, fitosteroli e isoflavoni. Gli effetti collaterali sono molto minori di quelli che si hanno con le statine, pur, ovviamente, della stessa qualità. Controindicazioni: gravidanza, allattamento, associazione con statine. Dose consigliata 3 compresse al dì allo 0,4% per 2 mesi.

In uno studio l’effetto di riduzione dei lipidi da parte di un prodotto contenente riso rosso con lievito è stato equivalente a quello ottenuto con 20-40 mg di lovastatina. Dopo l’uso del prodotto sono state riportate mialgie e miopatie.

Trattandosi pur sempre si statine, è ipotizzabile che il rischio sia paragonabile a quello delle statine a parità di contenuto delle stesse. Alcuni Autori sottolineano che il monascus ha anche azione regolatrice sul metabolismo glicemico.


RIMEDI DEI TRE TIPI
VALIDI  IN GENERALE PER 
PREVENIRE I RISCHI CARDIOVASCOLARI 

AVENA
 riduce l’ipertensione.

BIANCOSPINO
 ha attività bradicardizzante e antiaritmica; ha anche un’azione sul SNC di tipo sedativo; l’effetto antiaritmico di 25 mg di Biancospino è uguale a quello di 100mg di lidocaina, in questo caso ci riferiamo al gemmoterapico.

RODIOLA 
I recettori per gli oppioidi sono stati trovati sia sull’endotelio vasale che nel cuore; la loro attivazione può attenuare gli effetti aritmogeni delle catecolamine; gli oppioidi proteggono il cuore anche con un meccanismo noto come “precondizionamento ischemico”; si tratta di un brevissimo periodo di occlusione coronarica che protegge il tessuto cardiaco dagli effetti deleteri di un’occlusione prolungata. Questi mediatori, inoltre, sopprimono gli episodi aritmici da riperfusione dopo un’ischemia. La rodiola influenza i recettori cardiaci per gli oppioidi limitando l’afflusso di ioni Ca e/o aumentando l’efficienza della loro pompa ionica evitando ai miocardiociti il dannosissimo “calcium-overload”; oltre a ciò si ipotizza un effetto antiadrenergico.

Il TE nero ( quello classico)
 consumato abitualmente inverte lo stato di disfunzione endoteliale vasomotoria presente in pazienti con malattia coronarica, quindi è senz’altro consigliato.

TE’ VERDE
 ricco di flavonoidi antiossidanti abbassa la pressione arteriosa e riduce il rischio di infarto; regola il metabolismo, riduce l’assorbimento degli zuccheri e induce un’importante attività lipolitica che favorisce l’eliminazione dei grassi per azione enzimatica. La dose consigliata è 1-2 tazze al dì.


 VITE ROSSA (o uva nera). 
Le antocianine, che derivano dalla buccia, e le procianidine, che derivano dai semi, oltre ad essere potentissimi antiossidanti prevengono i disturbi cardiaci e coronarici sia impedendo l’aggregazione piastrinica sia stimolando la rigenerazione delle pareti dei vasi lesi sia proteggendo gli stessi dagli attacchi enzimatici. La dose per la prevenzione primaria è 95 mg / 3 volte al dì.

OLIO ESSENZIALE DI CHIODI DI GAROFANO 
Per quanto riguarda la terapia antiaggregante che viene istituita in seguito a infarto, ictus e altri disturbi cardiovascolari, oltre all’aglio, all’olivo ecc, è stato osservato che l’eugenolo e l’isoeugenolo contenuti nell’OE di CHIODI DI GAROFANO hanno un effetto pari a quello dell’ASA.

PER ABBASSARE OMOCISTEINA 
Per quanto riguarda il trattamento dell’iperomocisteinemia, l’uso di vitamina B6, B12 e acido folico è in grado di normalizzare in 4-6 settimane i livelli di omocisteina; anche l’uso di solo B6 e B12 fa ottenere lo stesso risultato. Le dosi consigliate in questo studio sono: 500 mcg di acido folico, 500 mcg di B12 e 50 mg di B6.Il consumo di almeno 30 g di cereali interi al dì porta ad una riduzione del rischio cardiovascolare del 23%.

PER PREVENIRE LE TROMBOSI

Si consigliano i seguenti succhi freschi: cavolo a foglia, spinaci, cime di rapa, peperone verde come fonte di B6; la vitamina B6 può inibire l’adesività delle piastrine e prolungare il tempo di formazione dei coaguli. Cavolo a foglia prezzemolo e spinaci come fonte di vitamina C riduce l’adesività delle piastrine; spinaci, asparagi e carote come fonte di vitamina E = idem; rape, aglio, arance come fonte di Selenio; tutti come fonte di Ca e Mg; ananas per la bromelina che tra l’altro inibisce l’adesività piastrinica.

ARITMIE    
L’ OLIO DI PESCE diminuisce il rischio di morte improvvisa per attacco cardiaco; gli acidi grassi stabilizzano le cellule del muscolo cardiaco, che diventano molto resistenti all’aritmia.   La somministrazione di MAGNESIO riduce il tasso di episodi di aritmie dopo chirurgia cardiaca (studio fatto su 2069 pazienti ). Per le palpitazioni, alimenti utili sono: anice verde, lattuga, mandorle, menta, rosmarino.  



ISCHEMIA  
 Tutte le vitamine antiossidanti e la frutta diminuiscono i livelli di perossido lipidico e il carico ossidante dei pazienti coronaropatici; la frutta  modifica favorevolmente anche il profilo lipidico. 


ACIDO FOLICO quanti consumano almeno 300 mcg /die di acido folico diminuiscono del 20% il rischio di ictus e del 13% il rischio di malattie cardiovascolari; l’acido folico è contenuto in tutte le foglie verdi, in alcuni legumi, nel fegato e nel lievito, nelle arance, nelle noci, nella crusca dei cereali e nell’avocado; in un’arancia di dimensioni medie ne sono contenuti 47 mcg. Il consumo di 3 bicchieri al dì di succo d’arancia ha aumentato le concentrazioni di HDL del 21%, mentre ha diminuito il rapporto del colesterolo LDL/HDL del 16%; quindi questa dose è sufficiente per migliorare il profilo lipidico nel paziente ipercolesterolemico. Per quanto riguarda i folati, la dose di circa 300 mcg è stata studiata nella prevenzione sul soggetto sano; ancora restano da vedere gli effetti sul paziente che ha già avuto un ictus oppure un attacco cardiaco. La vitamina E  alla dose di 400mg/die aumenta la distensibilità arteriosa del 44% già dopo 8 settimane di trattamento. 


INSUFFICIENZA CARDIACA 
 BIANCOSPINO  Dal punto di vista chimico, ci sono analogie tra i principi attivi del Biancospino (catechina, canferolo e vitessina) e inibitori della fosfodiesterasi come la teofillina e la papaverina; ci sono elementi comuni tra i triterpeni pentaciclici del Biancospino e gli steroidi digitalici. Il Biancospino migliora la perfusione di tutti i vasi sanguigni periferici; oltre ad una leggera azione vasodilatatrice ci sono chiari effetti emodinamici sia su arterie che su vene (=aumento della velocità degli eritrociti). Il rilassamento della muscolatura liscia dei vasi e quindi l’allargamento delle coronarie è conseguenza dell’azione svolta dai componenti del Biancospino sui canali del Ca dipendenti dalle concentrazioni di K; ciò indica che l’estratto di Biancospino svolge la sua azione attraverso i betarecettori. Sulla resistenza alla fatica i suoi effetti sono pari a quelli del captopril, come è stato dimostrato in uno studio multicentrico del 1995 (Tauchert a al). Per quanto riguarda la co-somministrazione di biancospino e digossina, è stato fatto uno studio (2003) in cui si conclude che essi possono essere co-somministrati con sicurezza alle seguenti dosi: 0,25 mg di digossina una volta al dì, e 450 mg di estratto di foglie e fiori di Biancospino  2 volte al dì, 10 giorni per la digossina e 21 giorni per il Biancospino. 


Un’altra cura può essere fatta con i succhi di pianta freschi; ad esempio in questo caso è consigliato bere succo di  Biancospino, e succo di FAGIOLINO 1 cucchiaio in mezza tazza d’acqua la mattina a digiuno, poi 15 minuti prima di pranzo e poi la sera, prima di coricarsi; si possono prendere l’uno e l’altro a giorni alterni oppure insieme, ed in tal caso la dose è 2 cucchiai si Fagiolino e 1 di Biancospino. Evitare di bere più di 1 litro di liquidi al dì.


  IPERICO per quanto riguarda gli effetti  sull’apparato cardiovascolare è analogo al Biancospino.

CLAUDICATIO  
dopo 6 mesi di trattamento con PROPIONIL-L-CARNITINA  i pazienti aumentano il tempo di marcia; miglioramenti simili si hanno sul tempo di insorgenza della patologia nei soggetti a rischio, rispetto ai non trattati. Inoltre è stata osservata una diminuzione del dolore. 


ANGINA
alimenti utili: aglio, carciofo, carota, cavolo, lievito di birra, mela, noce, segale, yogurt. 
Fitoterapia: INULA RACEMOSA  è una pianta appartenente alle composite che cresce spontanea nell’Himalaya e per quantità e qualità dei principi attivi si differenzia dall’inula helenium, comune in Europa. In medicina ayurvedica è usata per l’angina pectoris; dagli studi fatti ha  attività inotropa e cronotropa positive, con una conseguente diminuzione del carico di lavoro per il muscolo cardiaco; inoltre sono stati osservati effetti  ipoglicemizzanti e miglioramento della  fluidità del sangue. Si ipotizza come meccanismo di azione un blocco dei recettori beta-adrenergici; ha anche effetto  ipocolesterolemizzante riducendo la quota di colesterolo assunta con la dieta. In un recente studio l’inula ha dimostrato effetti pari a quelli della nitroglicerina, ciò non sorprende dato che in medicina ayurvedica viene usata come unguento da applicare sul petto dei pazienti che soffrono di angina.

INFARTO   alimenti utili sono gli stessi indicati per l’angina pectoris. Pesce, frutta, olio e un bicchiere di vino. Il vino rosso è una ricca sorgente di antiossidanti polifenolici e tra questi di flavonoli quali la quercitina; esso serve a prevenire l’ossidazione di LDL e l’aterosclerosi. Tutti questi sono gli ingredienti fissi del “benessere cardiovascolare”.

Aloe 




Riguardo a questa pianta voglio segnalare che viene citato un importante studio i un PDF del dr Nacci (10.000 piante per curare i tumori che si trova gratuitamente in rete). Questo brano è detto per inciso in una lunga parentesi su diabete e disturbi cardiovascolari.
"La cura con il pane addizionato con il succo di Aloe vera ebbe dei risultati positivi tangibili già dopo 3 mesi, che a distanza di un anno risultarono addirittura straordinari. Una prima prova si ebbe all’Elettro-CardioGramma  (ECG) effettuato durante un Test da Sforzo al tappeto scorrevole: 
prima di iniziare la cura tutti i pazienti presentavano i segni di una ischemia (nel 56,4% era interessata la parete anteriore del cuore, nel restante 43,6% la parete inferiore). 
Quando però questo esame venne ripetuto dopo un anno di cura con Aloe vera, solo in circa il 7% dei casi presentavano ancora segni d’ischemia, suddivisi più o meno allo stesso modo nei due gruppi. Risultati altrettanto positivi si ebbero per il Colesterolo totale e i Trigliceridi. Questo risultato è particolarmente importante perché all’inizio dello studio tutti i pazienti di questo gruppo presentavano valori aumentati di Colesterolo totale e di Trigliceridi. (...) Questa Ricerca, seria e indipendente, che fa ancora una volta onore alla grande e millenaria tradizione della Medicina ayurvedica indiana, dimostra inequivocabilmente che l’Aloe vera può essere usata con effetti positivi nelle cardiopatie di origine aterosclerotica."



METODO SINATRA
Il coenzima Q₁₀, la L-carnitina e il D-ribosio, sono tre integratori importanti a beneficio del cuore.
Sono conosciuti da tempo, ma in questi ultimi anni e alla ribalta il famoso metodo Sinatra che ne ha fatto i cardini dell'omonimo protocollo. Chi fosse interessato può trovare in rete tutti i dettagli su questo metodo di cura.




Infarto. Per prevenirlo o minimizzare i danni serve un bagno di sole

Lo studio su questo nuovo dato, è stato pubblicato su Nature Medicine.
Dice Tobias Eckle, autore dello studio: “Il nostro lavoro suggerisce come l’esposizione ad una luce intensa, come è quella del sole di giorno, può ridurre il rischio di avere un infarto o i danni che averne avuto uno provoca”. Una delle proteine che regola l’orologio interno del nostro corpo, infatti, gioca un ruolo cruciale nel prevenire i danni al muscolo cardiaco che seguono ad un attacco di cuore. Si tratta della molecola Period 2, implicata nella regolazione del metabolismo cardiaco.
Durante gli infarti al cuore arriva poco ossigeno e per questo l’organo è costretto a cambiare “carburante”: per produrre energia invece di bruciare grassi, procedimento per il quale necessiterebbe dell’elemento non disponibile, passa all’uso del glucosio. Se questo cambiamento non avviene alcune cellule cardiache muoiono e dunque l’organo si danneggia.
La proteina Period 2 è vitale per questo cambiamento di carburante, rendendo il metabolismo del cuore più efficiente. Questo ci porta a considerare una buona indicazione sia il bagno di sole già da secoli praticato in naturopatia, sia la cromoterapia, che usa una luce intensa, in questo caso scegliendo la gamma di colori caldi cioè dal giallo al rosso- vino, in pratica i colori che simulano la luce solare è la luce del tramonto.

AGNI della linea Astrum
 indicato per aritmie, insufficienza cardiovascolare, cardiopatie, ipertensione, patologie del sistema arterioso, venoso e capillare, disendocrinopatie, distonie neurovegetative, tendenza depressiva, insonnia, sostegno sull’organismo nel periodo estivo.

ACONITUM
 paura molto forte della morte, paura di ciò che potrebbe accadere. Di norma il paziente è in uno stato emotivo normale, ma quando ha dolori, essi sono sempre accompagnati da ansia e paura. Utilissimo per la paura dopo un incidente in cui il paziente non si è fatto niente, ma è rimasto shockato dalla paura. Paura del buio, vertigini, tremore, svenimenti, balbuzie, rabbia in seguito allo spavento. Pavor notturno e ansia. Rabbia con inquietudine.

SINGHIOZZO
Quando un singhiozzo dura a lungo ci possono essere rischi a livello cardiaco. Ecco alcuni rimedi omeopatici per calmare il singhiozzo.
Belladonna, magnesium phosphoricum, cuprum aceticum, hyoscyamus, nux vomica. 
Ogni 2 minuti prendere alternando cuprum e hyoscyamus. 
Se il singhiozzo si verifica dopo un pasto troppo abbondante, intercalare in aggiunta nux vomica. Cuprum è inoltre utile per tutti i crampi, spasmi e convulsioni. 


R2
 è indicato per aritmia, tachicardie, extrasistole, angina pectoris, insufficienza  coronarica; contiene crataegus, kalium phosphoricum, aconitum, arnica, aurum chloratum, digitalis D3, prunus laurocerasus, selenicerus glandiflorus, spigelia, strychnos ignatii, valeriana.

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ATEROSCLEROSI 
  R12  è indicato nell’aterosclerosi ed ipertonia in generale; nella diminuzione di memoria e/o tendenza all’apoplessia, nella congestione di sangue, vertigini, tendenza al gozzo e tireotossicosi. Contiene: arnica D3, arsenicum iodatum D4, aurum chloratum D6, barium chloratum D4, calcium iodatum D3, conium maculatum D5, kalium jodatum D3, nitroglycerinum D6, phosphorus D5, plumbum aceticum D6; posologia= fiale 1-3 volte alla settimana.





NOTA SULLA SOIA
la soia è un alimento che io non consiglio mai per almeno due motivi: (1) l’alto contenuto di fitoestrogeni, che in questo caso assumono effetto quasi farmacologico alterando gli equilibri ormonali (2) circa il 90% della soia attualmente in commercio è OGM ... se uno poi riesce a trovare della soia genuina, allora può andare bene. 
Riguardo alla lecitina poi è stato dimostrato che non ha effetti apprezzabili nel ridurre il Colesterolo; in pratica minori effetti in confronto all'aglio



NOTA CONCLUSIVA
Al medico L'onere e l'onore
La medicina, che i più credono scienza, in realtà è un’arte. La chiave per aiutare un soggetto a guarire sta in alcuni fattori di competenza che possiamo sintetizzare come diagnosi e terapia:
(1) nella capacità di diagnosi. Sintetizzare i dati a disposizione (visita del soggetto, anamnesi, analisi di laboratorio risultati di indagini visive tipo ecodoppler ecc) per determinare le cause del problema da risolvere urgentemente e le altre cause da risolvere gradatamente;
(2) nella capacità di decisione e quindi nell’uso corretto della responsabilità. Il medico si trova a dover valutare quali possibilità ha il paziente di migliorare o guarire e fare il bilancio rischio-beneficio di una cura, tenendo presenti le malattie nuove che possono derivare proprio dall’uso dei farmaci o dei trattamenti che lui va a prescrivere.

Note bibliografiche 

-- Aloe: Studio citato dal Dr Nacci, condotto dal dott. O.P. Agarwall (lo Studio in questione, svolto su ben 5000 pazienti volontari, è la più estesa ricerca che sia mai stata condotta sulle capacità terapeutiche dell’Aloe vera in queste forme di patologie (Diabete Mellito dell’Adulto, Iper-colesterolemia, Iper- trigliceridemia, Angina pectoris, Cardiopatie su base aterosclerotica). 
-- sul singhiozzo:  A. Horvilleur 1982 Manuale di omeopatia per la famiglia.
-- Policosanoli: Questo brano l’ho estratto (e tradotto in termini più facili) da un interessante  articolo di Franco Bettiol su Farmacia naturale di novembre 1999.
-- Alessandro Formenti e Cristina Mazzi, nel loro splendido libro “Cereali e legumi nella dieta per la salute”, Tecniche Nuove editore, hanno mirabilmente delineato la questione del colesterolo in rapporto alla dieta
-- medicina ufficiale e vitamina C: l'articolo intero, che fornisce i dettagli di questo studio si trova in rete sul sito Il farmacista online, articolo di Laura Berardi del 9 novembre 2011.

-- Guy R Schenker: articolo su Natom 1989
 Noi sfidiamo l’idea universalmente accettata che l’assunzione dietetica di Colesterolo sia direttamente correlata alla colesterolemia e all’infarto miocardico.

--- ecco tre  brani di Autori vari “allopatici non allineati":
(1) un brano di un articolo di E. John su minuti  gennaio 93. Questo autore  si discosta dalla visione “sinottica” della medicina allopatica, che vuole tassativamente tenere basso il colesterolo.“Numerose indagini epidemiologiche dimostrano che, nei soggetti anziani, la mortalità associata a ridotti livelli di colesterolo tende a risultare superiore a quella associata a elevati livelli di colesterolo. La presenza  di livelli di colesterolo inferiori a 156 si è dimostrata un indice di elevata mortalità.   Si pensa che ciò sia espressione  di una malnutrizione proteico-calorica. E’ stata peraltro segnalata anche l’esistenza di un rapporto tra ridotti livelli di colesterolo e sviluppo di neoplasie maligne.”
(2) ((((Marco Valussi su farmacia news aprile 2006))))
secondo Stehbens il presupposto che l’ipercolesterolemia sia un prerequisito per lo sviluppo dell’aterosclerosi, e che il colesterolo sia patogenico a tutti i livelli ematici non è sostenibile. I livelli di colesterolo sierico mostrano una cattiva correlazione con l’aterosclerosi all’autopsia e con la mortalità coronarica, e  l’aterosclerosi è più probabilmente dovuta a cause biomeccaniche che a cause umorali. Inoltre, dato che l’aterosclerosi non è valutabile se non autopticamente, le malattie coronariche sono state usate, inappropriatamente, come end point surrogato, quando esse sono una complicanza non specifica di molte malattie e non possono quindi essere equiparate all’aterosclerosi coronarica. Inoltre, il 77% delle donne statunitensi hanno sofferto di attacchi di cuore con valori di ldl inferiori a 160, e il 46 % ha avuto questi episodi con ldl inferiore a 130; oltre i 70 anni di età la riduzione del colesterolo ha dimostrato di non avere effetti per prevenire le malattie cardiovascolari. Per finire, i miglioramenti legati all’abbassamento del colesterolo non sono esaltanti: 22% dei soggetti non trattati con statine sviluppano malattie cardiovascolari contro il 18% dei trattati: una differenza statisticamente significativa, ma molto ridotta.
(3) Nielsen 2001: “ a meno che non si soffra di ipercolesterolemia familiare, o non si abbia avuto già un attacco cardiaco, o non si sia diabetici, non è assolutamente certo che ridurre il colesterolo sia utile.  §§§






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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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