Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

sabato 21 giugno 2014

IPERTENSIONE parte terza

PAROLE DIFFICILI
Prima di continuare, dunque, si impone la spiegazione di alcune parole difficili per poter proseguire nello studio di questo complesso argomento che  in misura maggiore o minore riguarda tutti noi

DEPLETANTE = svuotante, che fa consumare una data molecola. Ad esempio depletante delle catecolamine vuol dire che fa esaurire la quantità di catecolamine disponibili  nella terminazione nervosa; depletante surrenalico, che fa esaurire gran parte dei vari ormoni surrenalici, depletante di minerali, ad esempio del potassio, che fa esaurire questo minerale dallo spazio intracellulare, che è la sua normale sede fisiologica.

KALIEMIA= quantità di potassio nel sangue
NATREMIA= quantità di sodio nel sangue
ovviamente il suffisso -emia ci indica la presenza nel sangue: ad esempio calcemia la quantità di calcio, glicemia la quantità di glucosio ecc; ho voluto però indicare quei minerali per i quali si usa la radice del nome latino invece che italiano, per cui non è immediatamente chiaro che natrum è il sodio e kalium il potassio.

Parole con il suffisso “-penia” indicano CARENZA della sostanza indicata. Ad esempio trombocitopenia vuol dire carenza di trombociti che sono le piastrine;
leucopenia vuol dire carenza di globuli bianchi.

BRADICARDIA= rallentamento del battito cardiaco
TACHICARDIA= accelerazione del battito cardiaco

FARMACOCINETICA= in che modo e con quale velocità un farmaco viene assorbito e poi eliminato: in pratica ciò che il corpo fa per gestire questo “intruso”
FARMACODINAMICA= in che modo un farmaco agisce...ad esempio se occupa dei recettori imitando il comportamento della sostanza di cui ha preso il posto oppure se semplicemente occupando determinati recettori impedisce alla sostanza già presente di agire; in sintesi è in che modo l’ ”intruso” agisce sul nostro corpo




ALCUNI FARMACI






CLONIDINA ( catapresan) E’ un bloccante adrenergico. Iniettata endovena dà un iniziale aumento della pressione arteriosa (per stimolazione degli a-recettori periferici, che poi blocca, comportandosi da antagonista parziale) seguito da ipotensione prolungata con bradicardia; questa in un primo tempo sembra dovuta ad una azione sul SNC ( che comporta, attraverso un’azione sui centri midollari e ipotalamici, una diminuzione del tono simpatico); si ha ipertono vagale: azione bradicardizzante, aumentata sensibilità ai barocetori). Esiste anche una inibizione periferica della liberazione di adrenalina ed altri effetti di tipo ipotensivo, ma secondari all’azione centrale. Le conseguenze di queste azioni sul circolo sono una diminuzione della gittata cardiaca dopo somministrazione acuta, mentre la diminuzione del tono arteriolare è scarsa. L’ ipotensione posturale c’è ma non è forte. Si ha una diminuzione del flusso cerebrale. Si ha ritenzione renale di sodio. Viene  usata nell’ipertensione grave, in certe forme di emicrania e per bloccare la crisi di astinenza negli eroinomani. 
Tossicità= Gli effetti farmacologici esaltati. E’ incompatibile con antidepressivi triciclici perché essi aboliscono gli effetti della clonidina.  





ALFA-BLOCCANTI
 I farmaci attuali sono bloccanti del recettore 
alfa-1 adrenergico:  PRAZOSIN, TERAZOSIN, DOXAZOSIN ( Cardura), KETANSERINA E URADIPIL.
 I recettori alfa-1 sono post-giunzionali delle cellule della muscolatura liscia, inclusa quella vascolare, che svolgono un’azione di mediazione sulla contrazione e mantengono costante il livello basale del tono simpatico. I recettori alfa-2, invece, sono pregiunzionali, situati sulla parte terminale del nervo noradrenergico e sono coinvolti nel controllo del rilascio del trasmettitore. Si trovano anche nella muscolatura liscia in sede extrasinaptica; rispondono all’azione delle catecolamine in caso di stress svolgendo un ruolo umorale. 

E’ stato evidenziato che un’inibizione non selettiva di entrambi i recettori, come accadeva con gli alfa-antagonisti  storici,  portava ad una riduzione incompleta e transitoria della pressione con comparsa di tachicardia. In seguito a ciò sono stati messi a punto gli alfa1-inibitori selettivi . 
Il DOXAZOSIN ha elevata attività antagonistica di tipo competitivo per i recettori alfa-1 postgiunzionali della muscolatura liscia vascolare; inibisce la vasocostrizione e riduce il tono vascolare. La tachicardia riflessa si può avere (in rari casi) perché il Doxazosin ha uno scarsissimo effetto anche sui recettori alfa-2.  A livello farmacocinetico non ci sono differenze tra giovani e anziani. Viene indicato nei soggetti che non avevano risposto adeguatamente ai soli diuretici, beta-bloccanti, Calcio- antagonisti e ACE-inibitori. Nei pazienti che non rispondono alla monoterapia è consigliato in associazione con  nifedipina, captopril, enalapril. I valori della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca possono essere mantenuti costanti per tempi prolungati anche dopo 2 anni di terapia. E’ indicato nei soggetti con insufficienza renale perché non altera l’azotemia né la creatininemia e nei pazienti diabetici  perché non influisce sui loro problemi metabolici come invece accade  con diuretici e beta-bloccanti. Nei pazienti con feocromocitoma può verificarsi che i livelli della pressione arteriosa fluttuino considerevolmente e che gli attacchi di parossismo ipertensivo siano imprevedibili: anche qui, grazie alla lunga emivita, viene indicato il Doxazosin. Per quanto riguarda l’assetto lipidico il Doxazosin dà una riduzione modesta del colesterolo e di LDL, e aumento di HDL e quindi del rapporto HDL/colesterolo totale. Pur presentando un’alta percentuale di legame con le proteine plasmatiche, non interferisce sul legame proteico di digossina, fenitoina, warfarin e indometacina. Non interferisce con anticoagulanti, digitalici, antidislipidemici antidiabetici orali, fans e integratori di potassio. 
EFFETTI COLLATERALI
Vertigini, ipotensione; cefalea, malessere generale, astenia, edema.   URADIPIL oltre all’azione della sua classe di appartenenza  ha un’azione centrale poco definita sui recettori serotoninergici del bulbo con riduzione dell’attività simpatica. Il suo impiego può essere utile nell’emergenza ipertensiva: l’effetto compare in pochi minuti e dura 4-6 ore circa, senza tachicardia riflessa. 


BETA-BLOCCANTI : PROPRANOLOLO, OXPRENOLOLO, ATENOLOLO, METOPROLOLO, NADOLOLO, ACEBUTOLO, PINDOLOLO, CARVEDILOLO.
L’efficacia di questi farmaci è ben consolidata, ma il meccanismo di azione è ancora incerto ( così recitava un testo di farmacologia del non troppo lontano 2001 !!!). Sicuramente vi partecipano una diminuita gittata cardiaca con resetting dei barocettori, una diminuita liberazione di renina dal nefrone, una ridotta liberazione di NA dai terminali simpatici per blocco dei recettori  beta pregiunzionali, e una possibile componente centrale di inibizione del tono simpatico valida per i farmaci lipofili. 
I beta-bloccanti classici, cardioselettivi (atenololo e metoprololo) determinano in acuto una diminuzione della gittata cardiaca con aumento delle resistenze periferiche; la risposta ipotensiva compare successivamente ed è correlabile al persistere di una ridotta gittata, in presenza di resistenze che tendono a tornare alla norma. Al contrario, l’emodinamica dei beta-bloccanti dotati di attività simpaticomimetica intrinseca (ISA) e di proprietà vasodilatanti è caratterizzata da diminuzione delle resistenze e da una più contenuta riduzione della gittata cardiaca. Questi farmaci vasodilatanti, o di terza generazione, sono rappresentati da carvedilolo e NEBIVOLOLO , entrambi cardioselettivi.
Tutti  i beta-bloccanti riducono l’ipertrofia ventricolare sinistra dell’iperteso; possono diminuire il colesterolo HDL, aumentare i trigliceridi circolanti e potenziare l’ipoglicemia da insulina, mascherandone la tachicardia come evento premonitore; questi effetti sono meno pronunciati con le molecole beta1-selettive o dotate di ISA. Sono controindicati negli asmatici e nelle BPCO, nei blocchi atrio-ventricolari e in presenza di bradicardia, mentre nello scompenso cardiaco, inizialmente considerato controindicazione assoluta, ora vengono impiegati con le dovute precauzioni e con effetti favorevoli; Questa classe di farmaci ha mostrato minore efficacia nell’anziano mentre si è dimostrata particolarmente utile nei pazienti con cardiopatia ischemica e con sindrome ipercinetica.  La sospensione della terapia deve essere lenta e graduale.
EFFETTI COLLATERALI
 Ridotta tolleranza allo sforzo, insonnia, possibile aggravamento della depressione, diminuzione della libido.
EFFETTI COLLATERALI DEL CARVEDILOLO  
vertigini-cefalea-astenia-nausea, bradicardia, ipotensione posturale, sensazione di freddo alle estremità, blocco atrioventricolare, progressione dello scompenso, esacerbazione dei sintomi di claudicatio intermittens; senso di occlusione nasale, asma, dispnea; dolori addominali, stipsi, vomito; eruzioni cutanee, esacerbazione di lesioni psoriasiche; innalzamento delle transaminasi, trombocitopenia, leucopenia, sindrome influenzale, dolori alle estremità, ridotta lacrimazione; la somministrazione a pazienti diabetici potrebbe, come per tutti i farmaci di questa classe, mascherare i sintomi di un’ipoglicemia acuta. Sono controindicati nell’asma.


sabato 14 giugno 2014

Ricette mediterranee

RICETTE MEDITERRANEE

Alcuni amici, cui ho consigliato la dieta, mi hanno chiesto se potevo indicare alcune ricette, data la grande quantità di verdure a disposizione e una certa monotonia riguardo al modo abituale  di cuocerle.
Indicherò quindi alcune semplici ricette con i più comuni  alimenti che sono disponibili  ed appropriati nella stagione estiva.
le quantità indicate sono per due:


 FAGiOLINI   2 modi per prepararli
(1)   prendere due manciate di fagiolini (circa 2 etti) lessarli a fuoco lento in un tegame riempito a metà di acqua acqua e una cipolla tagliata a metà; dopo un'ora aggiungere due patate. Quando Le patate hanno raggiunto la giusta morbidezza e cioè sono facilmente tagliabili infilzandole con la forchetta , il piatto è pronto. Spegnere il fuoco, scolarle leggermente in modo da lasciare circa 100 ml di brodino, aggiungere il sale quanto basta, origano, olio di oliva e un cucchiaio di aceto. Ed eccoli pronti da mettere in tavola.
(2) Variante senza patate e cipolle. Cuocere i fagiolini come visto nella modalità (1) per circa 2 ore; Scolarli bene e quindi trasferirli in una padella con olio di oliva e due spicchi di aglio: saltare per 10 minuti, se restano troppo asciutti (secondo il tipo di olio usato…io ovviamente consiglio solo olio extravergine di oliva spremuto a freddo che, oltre a tutti i vantaggi nutrizionali, ha quello di non dare luogo a derivati nocivi con il calore. A questo punto i fagiolini si presenteranno molto più morbidi e "macerati" rispetto alla prima versione e risulteranno ben più appetibili a chi ama i gusti forti. Metterli nel piatto da portata, aggiungere il sale, l'olio e, volendo, l'aceto balsamico…ed eccoli pronti da portare in tavola.


POMODORI 
S. Marzano o cuore di bue tagliati a metà cui siano stati tolti i semi e la parte interna semi-liquida. Quest'ultima  va di nuovo aggiunta facendo passare i pezzetti scartati attraverso un piccolo colino, in modo da ottenere il succo privo di semi. Come ripieno, inseriamo una crema a base di aglio ben cotto e schiacciato tipo puré, semi di finocchio e un cucchiaino di parmigiano grattugiato. A parte prepariamo alla piastra delle sottilissime fettine di melanzane giovani (sono quelle con pochissimi semi). Ogni fetta di melanzana poi, una volta cotta, si taglia in due in modo da ottenere due larghe strisce o rettangoli. Si circonda ogni pomodoro con la fettina di melanzana e si fissa con uno stuzzicadenti. Ecco pronto un piatto stuzzicante e 
semi-crudo, molto adatto per le sere d'estate particolarmente calde.

Tortino di BIETOLE
si lessano le bietole in poca acqua aggiungendone via via che evapora. Quando sono pronte (in genere bastano circa 15-20 minuti, si scolano per bene, si mettono in un piatto e si tagliano in piccoli pezzi. si aggiunge uno scalogno finemente tritato,  una manciata di semi di girasole o pinoli, un condimento tipo semi di finocchio o curcuma oppure origano (che in tal caso va aggiunto solo una volta pronto il piatto), due uova sbattute. Mescolare bene il tutto e mettere in forno per 30 minuti.

CAROTE E ZUCCHINE ALLA MENTA
tagliare due carote e due zucchine a fettine sottili; aggiungere due patate piccole o una media sempre a fettine. Friggere a fuoco lento in padella per 10 minuti; aggiungere olio sale, un cucchiaio di aceto di mele e un tritato di circa 15 foglie di menta ed ecco il piatto pronto

INVOLTINI DI RADICCHIO 
si prepara un ripieno costituito da:
20 olive verdi minutamente tagliate, 4 cucchiai di semi di sesamo (non tostati, ovviamente), una zucchina finemente triturata (ma non frullata) o, in alternativa, una carota grattugiata, o un cetriolo. due cucchiai di prezzemolo finemente triturato.
Prendere  6 foglie di radicchio, sbollentarle per un minuto, scolare bene e quindi riempire con il ripieno descritto e infine chiudere con uno stuzzicadenti oppure semplicemente impacchettare bene su se stesse se sono sufficientemente larghe. Mettere in formo 20 minuti oppure scaldare su piastra. Il miglior risultato è cuocerle 20 minuti nel tajin  perché in questo modo si ottiene un aroma di gran lunga superiore.

CAVOLO CAPPUCCIO AL VINO
tagliare a fini listelle mezzo cavolo cappuccio bianco, farlo cuocere in umido aggiungendo acqua man mano che evapora per circa un'ora. Quindi in ultimo mettere mezzo bicchiere di vino rosso e lasciar evaporare. Metterlo nel piatto da portata con sale olio, e una manciata di olive nere.

TORTINO  
tratto dal libro LA DIETA SENZA MUCO a pagina 121
per 4 persone
2 tazze (misura della tazza da tè) di carote grattugiate
mezza tazza di pan grattato
una tazza di noci spezzettate
1 tazza di prezzemolo
una tazza di passata di pomodoro (meglio se fatta in casa)
mezza tazza di cipolle finemente triturate. mezzo bicchiere di olio.
Mescolare bene il tutto e mettere in una teglia, in forno per mezz'ora ed ecco che il piatto è pronto.


sabato 7 giugno 2014

PRODOTTI SOLARI

 PROTEZIONE SOLARE

 PROTEZIONE SOLARE

Tra gli effetti positivi dell’esposizione al sole ci sono la produzione di vitamina D e la produzione da parte della pelle di sostanze simili alle endorfine, che influiscono favorevolmente sul tono dell’umore. 
Gli effetti negativi, che si manifestano quando ci si espone al sole in modo esagerato rispetto alle capacità difensive della pelle e dell’organismo in generale; in particolare possono verificarsi:
(a)Disturbi di natura estetica come ad esempio le macchie, e l’invecchiamento cutaneo
(b) disturbi di natura patologica come ad esempio disidratazione, colpo di calore, scottature di vario grado, ed infine in casi particolari, i tumori della pelle. A questo proposito voglio sottolineare che dalle letture varie fatte in materia traggo l'informazione che le creme solari non proteggono dal possibile scatenarsi dei tumori. Proteggono dalle scottature e permettono di ottenere un’abbronzatura più graduale. Quindi esse vanno usate a mio avviso, solo dai fototipi chiari e/o a rischio di ustioni, mentre a scopo cosmetico, da tutti da una certa età in poi (circa 40 anni). A circa 40 anni, infatti, la pelle diventa più sottile e meno idratata, oltre al fatto che riesce a produrre una quantità minore di melanina. Per questo motivo anche chi, fototipo scuro, da giovane si abbronzava subito, bene e in modo uniforme, con l’età si abbronza passando prima per la fase di eritema, e poi in modo non uniforme formando le macchie sul viso ed altri punti critici.


Materie prime usate per preparare prodotti “solari”

la PROPOLI contiene diverse decine di flavonoidi e tra questi alcuni hanno dimostrato la capacità di assorbire le radiazioni UV sia A che B, contiene inoltre dei derivati dell’acido cinnamico, che agiscono anch’essi come filtri aggiuntivi. Molte piante forniscono oli, burri e cere che possono servire come coadiuvanti; tra queste alcune, come l’OLIO DI COCCO, godono di una fama immeritata. L’olio di cocco contiene molto acido laurico che è irritante sulla pelle; in più non dà alcuna protezione e non ha nessun potere di fare abbronzare prima la pelle. Altre invece sono utili sia come filtri, sia come emollienti e sono: OLIO DI AVOCADO, SESAMO, OLIVA, GERME DI GRANO, SOIA, RICINO. Anche per questi il potere filtrante non è paragonabile a quello dei filtri di sintesi, ma è certamente utile in abbinamento a questi e certo preferibile all’olio di vaselina, totalmente permeabile dai raggi UV, e al suddetto olio di cocco. I più protettivi sono l’olio di germe di grano e l’olio di MAIS. Taluni oli e burri hanno inoltre un contenuto notevole di insaponificabili e questo è importante ai fini di un loro utilizzo in un preparato solare, poiché si è constatato che, applicati sulla pelle, favoriscono la formazione di nuovo collagene nel derma, contribuendo a prevenire l’invecchiamento cutaneo. Il grasso più ricco di insaponificabili è il burro di KARITE’, molto usato nelle preparazioni cosmetiche dermonutrienti. Nei prodotti solari è molto usata la cera liquida, nota come OLIO DI JOJOBA. La natura chimica di questa cera la rende utile sia come filtro coadiuvante che come protettivo ed emolliente. Altri OE come quelli di bergamotto e di limone, ottenuti per spremitura a freddo, contengono sostanze fotosensibilizzanti che ne sconsigliano l’uso. Le piante che forniscono gomme e mucillagini usate nei solari sono: ALOE VERA, MALVA, PIANTAGGINE; esse non posseggono specifiche proprietà filtranti, ma protettive, ammorbidenti, lenitive. Infine tra le piante che contengono sostanze coloranti, hanno una posizione di primo piano NOCE ed HENNE’. Essi a contatto con le proteine dello strato corneo, producono composti colorati di bruno e di rosso. Non è abbronzatura ma colorazione; sembra tuttavia che il complesso colorato aumenti il potere filtrante dello strato corneo sugli UVB. Di qui il loro uso, in piccole quantità nei prodotti solari. Gli estratti di henné si usano per colorare la pelle anche in assenza di irraggiamento solare. 
Integratori
Gli integratori a base di carotenoidi , tipo CAROVIT FORTE, vanno assunti 1 volta al giorno per 1 mese prima dell’esposizione al sole e 1 mese dopo per prolungare l’abbronzatura. Le capsule Bergasol contengono oltre a licopene, betacarotene marino, alga spirulina, selenio, vitE, zinco e bioflavonoidi di limone; gli oli di albicocca e di enotera, presenti anch’essi nella formulazione, favoriscono l’equilibrio idrolipidico. Un’altra innovazione è la formulazione delle capsule Parlight: al classico alfa-carotene, vitC,E,PP e selenio è associato l’estratto di OPUNZIA, che accelera la produzione delle HSP (= heat shock proteins) inducibili. Lierac-Cosmodex ha sperimentato le proprietà riparatrici dell’estratto di FICO sulle cellule cutanee dopo l’esposizione solare. Altra materia prima è l’ ALGA LAMINARIA DIGITATA che possiede un sistema di protezione efficace contro i raggi UV, poiché in caso di necessità è possibile la secrezione di cito-protectina, un oligoalginato che stimola il suo sistema immunitario; questa molecola agisce a livello dell’epidermide proteggendo le cellule di langerhans, e a livello del derma, proteggendo le cellule dendritiche, tutte cellule immunocompetenti.


AUTOABBRONZANTI 
In linea di massima sono assolutamente contraria all’uso di autoabbronzanti. Il capostipite è il DIIDROSSIACETONE (DHA). L’abbronzatura si ottiene per reazione chimica tra i gruppi reattivi della cheratina e il gruppo chetolo del DHA. I composti che si formano sono idroresistenti. In parole povere il Dha provoca una reazione con le proteine dell’epidermide colorandole; l’impiego nelle formule di eritrulosio con funzione umettante favorisce poi la fissatura del colore. In termini di sicurezza va ricordato che essi non forniscono protezione dal sole visto che in realtà non viene sollecitata la produzione di melanina (che invece è protettiva come avviene nel fenomeno naturale dell’abbronzatura).
 La CANTAXANTINA è un carotenoide naturale di colore arancione-rosso, stretto parente del beta-carotene. Si trova nelle aragoste e nei gamberi e in alcune alghe e piante tra cui il comune fungo commestibile detto gallinaccio. Essa è più efficace nei soggetti di fototipo chiaro e nelle donne. A differenza della tinta arancione prodotta dal beta-carotene, quella risultante dalla cantaxantina è più simile ad una abbronzatura solare.


TRAUMI DA LETTINO
 Tutti i lettini per l’abbronzatura sono dannosi per la pelle. E’ vero che gli UVA non bruciano la superficie della pelle con la stessa facilità degli UVB, ma è anche vero che danneggiano il derma. I raggi UVA hanno effetti dannosi sulla retina e una parte di essi la raggiunge anche se il paziente indossa gli appositi occhiali. Gli UVA possono causare l’indebolimento del sistema immunitario; aumentano la vulnerabilità della pelle agli UVB e provocano un massiccio incremento dell’ossidazione della pelle. I radicali liberi scaturiti da questo processo ossidativo sono in grado di danneggiare qualsiasi tessuto con cui vengono a contatto. Ovviamente essi sono fattore di rischio per i vari tumori della pelle. Se si fanno comunque lampade e lettini, almeno vanno assunti degli integratori antiossidanti, e in particolare beta-carotene e selenio. La cantaxantina non influisce sulla melanina per cui agisce in combinazione con il processo dell’abbronzatura e lo intensifica. Sia il beta-carotene che la cantaxantina vengono usati con successo nel trattamento della protoporfiria, dell’esantema da esposizione alla luce e del lupus eritematoso discoide, tutte patologie caratterizzate da ipersensibilità della pelle alla luce e specialmente ai raggi solari. Quindi questi due oltre all’effetto abbronzante hanno quello protettivo. La cantaxantina viene usata in dosi da 100-150 mg/die per 2-3 settimane. Poi per mantenere il colorito sono sufficienti 30-60 mg/die. L’effetto massimo viene raggiunto in circa 4 settimane e il colore scompare in circa 4 settimane dopo la cessazione dell’uso.

CREME PROTETTIVE
 Un efficace filtro di protezione solare deve avere un fattore di protezione superiore a 15; deve essere in grado di proteggere tanto dagli UVA quanto dagli UVB; deve essere fotostabile e resistente all’acqua: a parità di filtri presenti, l’efficacia e la sicurezza di un prodotto solare dipendono dall’intera preparazione cosmetica. Più indicate per i bambini sono le paste e le creme dense, in particolare le emulsioni ipoidriche (acqua in olio) a base prevalente di filtri fisici. Questi prodotti, poveri di conservanti e additivi, svolgono un’azione cutanea di superficie e sono rigorosamente controllati sotto il profilo della stabilità. Ci si può orientare altrimenti sulle emulsioni che, contenendo una fase acquosa e una grassa, permettono di avere un’elevata presenza di filtri sia fisici che chimici e di modulare la formazione di un film protettivo sulla pelle. In genere garantiscono una buona resistenza all’acqua e al sudore, soprattutto le emulsioni di acqua in olio o le più recenti di acqua in silicone, facilmente applicabili. Meno resistenti invece le emulsioni di olio in acqua (a fase continua acquosa) che inoltre contengono maggiori quantità di conservanti, potenzialmente allergizzanti, per evitare contaminazioni microbiche. Gli oli solari, formando un film idroresistente ma molto sottile, non garantiscono elevate protezioni: sono indicati per i fototipi più scuri o per chi è già abbronzato. Oli e gel sono invece ideali per proteggere i capelli dai danni prodotti dal sole, grazie anche alla presenza di forti percentuali di fitoderivati e sostanze attive. Quasi in una categoria a parte invece le acque solari che rispondono più a una moda che ad un reale bisogno di protezione; da evitare sulle pelli chiare e sensibili. 
La dicitura “schermo totale” è fuorviante in quanto non esistono schermi totali così come non esistono cosmetici anallergici. Attualmente i fattori fotoprotettivi sono: filtri chimici, filtri fisici, psoraleni e beta-carotene per via orale, e ubidecarenonesempre per via orale.
Utili indicazioni che possono essere ricavate dalle etichette si riferiscono ai costituenti che sono fonte di potenziali rischi e allergie. In questo caso va posta attenzione ai prodotti che non sono solari, ma contengono sostanze fotosensibilizzanti topiche o fonte di possibili interferenze con i costituenti dei solari stessi. Tra gli esempi di sostanze rischiose le tetracicline, specie demeclociclina, doxiciclina e minociclina; l’amiodarone; i diuretici tiazidici; il ketoprofene; derivati del catrame; psoraleni; sulfonamidi; alcune fenotiazine; tinture coloranti.
Su 12 soggetti trattati con filtri a base di idrochinone 3 mostravano fenomeni conclamati di dermatosi atipica.
Tutti i filtri solari possono dare sensibilizzazione e fotosensibilizzazione.

DOPOSOLE 
Un doposole può avere un forte ruolo di riduzione del danno superficiale, specie in termini di disidratazione e distacco dei corneociti, con un effetto molto utile anche di fissaggio dell’abbronztura. Le formulazioni impiegate sono specificamente tarate per aiutare i processi riparativi e, in questo senso, sono diversi da un generico latte idratante dopo-bagno. 

Fitoterapia Rimedi per la cute irritata e arrossata dal sole sono CAMOMILLA E MALVA. Matricaria Camomilla detta anche camomilla tedesca, e Anthemis Nobilis, detta Camomilla romana. Azioni e indicazioni sono simili. Gli estratti acquosi hanno maggior attività spasmolitica rispetto agli estratti alcolici, più spiccatamente antiflogistici. L’alto contenuto di mucillagini (fino al 10%) conferisce alla Malva una valida attività emolliente e antinfiammatoria, ideale per irritazioni da agenti atmosferici e chimici; vi si ricorre anche contro eczemi e pruriti in età pediatrica. Consigliamo di mettere un sacchetto di garza contenente la droga direttamente nell’acqua del bagno; in alternativa applicare sulle zone irritate compresse di garza imbevuta per 15’, oppure pomata al 10%. La CALENDULA ha spiccata attività antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, soprattuto per pelli irritate e screpolate; inoltre normalizza il microcircolo, quindi è utile per flebiti e varici; la quantità di TM da includere in una crema non molto grassa è del 10-20%; è usato pure l’olio di calendula puro o diluito al 10-20% in altri oli vegetali come quello di mandorle dolci, dotato delle stesse caratteristiche. AMAMELIDE per l’azione astringente , antinfiammatoria ed emostatica dovute all’alto contenuto di tannini.  ALOE il gel è costituito da polisaccaridi, acqua, saponine e vitamine,con proprietà decongestionanti e reidratanti; il gel penetra nel tessuto cutaneo ed esercita azione antiflogistica e anestetica: pare infatti inibire la formazione di trombossano e di promuovere la crescita delle cellule del derma grazie alla presenza di glicoproteine.

domenica 1 giugno 2014

Abusi della sanità


UN BRANO DA MADAME BOVARY
di Flaubert che illustra i tanti risvolti della medicina quando punta al guadagno e al successo invece che al benessere del paziente.
... “Egli” dell’incipit sarebbe il farmacista che voleva che il medico, marito di madame Bovary, eseguisse una operazione (con un nuovo metodo vantato su un manuale) sul giovane zoppo del villaggio affinché potesse camminare normalmente.
Ora vi lascio gustare il brano :-)



“ Egli aveva letto recentemente di un nuovo e vantato metodo per la cura dei piedi storpi, ed essendo un fautore del progresso si era messo in mente la campanilistica idea che Yonville, per essere all’altezza dei tempi, avrebbe dovuto sperimentare questi interventi di ortopedia. “Tanto” disse a Emma “che cosa rischiamo?” 
Stia a sentire: (ed enumerò sulle dita i vantaggi del tentativo) successo quasi sicuro, sollievo e vantaggi estetici per il malato, fama subitanea per il chirurgo. Perché suo marito, per esempio, non dovrebbe desiderare di liberare il povero Hippolyte del Leon d’Oro? Tenga presente che quell’uomo non mancherà di raccontare la sua guarigione a tutti i viaggiatori di passaggio, e poi (Homais abbassò la voce e si guardò intorno circospetto) chi mi impedirà di mandare al giornale un trafiletto sull’argomento? Eh, mio Dio! Un articolo gira...se ne parla...finisce per diventare una valanga! E chi può mai dire? Chi può dire? 
In verità Bovary avrebbe potuto riuscire; nulla lasciava sospettare a Emma che egli non ne fosse capace, e quale soddisfazione sarebbe stata per lei averlo spinto a un passo che avrebbe potuto accrescerne la reputazione e l’agiatezza. Emma non desiderava altro se non basare le proprie aspirazioni su qualcosa di più solido dell’amore.
Charles, sollecitato dal farmacista e dalla moglie, si lasciò convincere. Si fece mandare da Rouen il volume del dottor Duval e tutte le sere, con la testa fra le mani, si immergeva in questa lettura.
Mentre studiava il piede equino, il piede storto in dentro, il piede valgo e cioè la strefocatopodia, la strefendopodia e la strefexopodia, (o, per meglio dire, le differenti malformazioni del piede) insieme con la strefipodia e la strefanopodia, il signor Homais, per mezzo di una serie di ragionamenti, cercava di convincere il mozzo di stalla dell’albergo a farsi operare.
“Non sentirai, forse che un piccolissimo dolore, una puntura come per un modesto salasso, meno che per l’estirpazione di certi calli.”
Hippolyte rifletteva, guardandosi intorno coi suoi stupidi occhi.
“Del resto,” riprendeva il farmacista “la cosa non mi riguarda! Lo dico per un senso di umanità nei tuoi confronti. Vorrei vederti, amico mio, liberato da quella orribile claudicazione, con quel dondolio della regione lombare che, per quanto tu possa dire, deve nuocerti molto nel tuo lavoro.”
A questo punto Homais gli faceva presente come si sarebbe sentito più forte e più in gamba, e gli lasciava capire che avrebbe avuto più successo con le donne: il mozzo di stalla sorrideva goffamente. L’altro cercava di stuzzicarne la vanità.
“Ma che razza di uomo sei, perbacco? Cosa avresti fatto, allora se avessi dovuto fare il servizio militare e andare a combattere sotto le bandiere?...Ah Hippolyte!”
E Homais si allontanava, dichiarando di non capire certe ostinazioni e una tale cecità di fronte ai benefici della scienza.
Il disgraziato cedette. Perché fu quasi una congiura, alla quale presero parte Binet, che non si occupava mai degli affari altrui, la signora Lefrançois, Artémise, i vicini, addirittura il sindaco; tutti , in una parola, lo esortarono, gli fecero prediche, lo svergognarono. Ma l’argomento decisivo fu che non avrebbe pagato un soldo. Bovary si sarebbe preoccupato perfino di procurare l’apparecchio per l’operazione. Era stata di Emma l’idea di tanta generosità e Charles aveva acconsentito, sempre più convinto, in fondo al cuore, che sua moglie era un angelo. Con i consigli del farmacista e ricominciando daccapo per tre volte il lavoro, fecero costruire dal falegname, aiutato dal fabbro, una sorta di cassetta pesante circa otto libbre, nella quale non si era fatta economia di ferro, legno, latta, cuoio, viti e bulloni.
Tuttavia, per sapere quale tendine si dovesse recidere a Hippolyte, bisognava conoscere prima che specie di piede zoppo avesse.
Il piede di lui formava con la gamba una linea pressoché diritta, e questo non gli impediva di essere anche un poco distorto verso l’interno, per cui si trattava di un piede equino un po’ varo, o, se si preferiva, di un piede varo con forti caratteristiche equine. Ma, pur con questo piede equino, largo proprio come la zampa di un cavallo, con la pelle rugosa, i tendini secchi, l’alluce grosso, le unghie nere simili ai chiodi di un ferro di cavallo, lo strefopodo dalla mattina alla sera, trottava come un capriolo. Lo si vedeva di continuo in piazza saltellare intorno ai carretti, gettando avanti il suo sostegno inconsueto, il quale sembrava perfino più vigoroso di quello sano. A forza di essere utilizzato, aveva acquistato quasi delle qualità morali di pazienza e di energia tali che, quando il suo proprietario doveva compiere un lavoro particolarmente pesante, si appoggiava di preferenza proprio sull’arto storpio. 
Dal momento che si trattava di un piede equino, bisognava recidere il tendine di Achille, salvo poi intervenire in seguito sul muscolo tibiale anteriore per eliminare il difetto che portava il piede a spostarsi in dentro. Il medico, infatti, non osava rischiare in una sola volta due operazioni, e addirittura già tremava per la paura di incidere qualche parte importante e a lui sconosciuta.
(...) (((-- termine aggiunto da me per riassumere il pezzo omesso-- )))

--Nessun luminare--  poteva essersi sentito il cuore così agitato, la mano tremante, i nervi tesi come Bovary nel momento in cui si avvicinò a Hippolyte con il tenotomo stretto tra le dita. (...) Charles incise la pelle, si sentì uno scricchiolio. Il tendine era reciso, l’operazione finita. Hippolite sembrava sbalordito per la sorpresa, si protendeva per coprire di baci le mani di Bovary.
“Suvvia, calmati” disse lo speziale. “Dimostrerai più tardi la tua riconoscenza.”
E uscì per comunicare l’esito ai cinque o sei curiosi che stazionavano nel cortile, i quali si aspettavano di vedere Hippolyte ricomparire camminando senza più zoppicare. Poi Charles, dopo aver sistemato il suo paziente nell’apparecchio meccanico, tornò a casa, ove Emma lo aspettava sulla porta, piena di ansia. Gli gettò le braccia al collo e poi si misero a tavola. Charles mangiò molto e  volle bere addirittura, dopo la frutta, una tazza di caffè, un lusso che si concedeva soltanto la domenica, o quando aveva ospiti.
La serata fu deliziosa, piena di chiacchiere, di comuni speranze. Parlarono di futura agiatezza, dei lussi che avrebbero potuto permettersi. Charles già vedeva crescere la propria notorietà, aumentare il benessere della famiglia; sua moglie l’amava ancora e si sentiva felice di essersi purificata in un sentimento nuovo, pulito, migliore, felice di provare finalmente qualcosa di simile alla tenerezza, per quel brav’uomo che l’aveva sposata. Per un momento il pensiero di R. le attraversò la testa; ma i suoi occhi si posarono di nuovo su Charles: notò con sorpresa che egli aveva dei bei denti.
Erano a letto quando il signor Homais, ignorando la domestica che cercava di trattenerlo, entrò d’improvviso in camera, tenendo tra le mani un foglio fresco di inchiostro. Era l’articolo che intendeva mandare al Faro di Rouen per rendere pubblica la notizia. Voleva che lo leggessero.
“Lo legga lei” disse Bovary.
Egli lesse l’ampolloso articolo.
Ma tutto ciò non valse a impedire che, cinque giorni dopo, mamma Lefrançois arrivasse allarmatissima gridando:
“Aiuto, muore...Mi sento impazzire!”
Charles si precipitò verso il Leon d’Oro e il farmacista, che lo vide attraversare la piazza senza cappello, uscì di corsa dalla farmacia. Giunse anch’egli all’albergo ansimante, rosso in viso, preoccupato, e domandò a tutti quelli che stavano salendo le scale:
“Che cos’ha il nostro interessante strefopodo?”
Lo strefopodo si torceva, in preda a convulsioni atroci, tanto che l’apparecchio in cui gli avevano imprigionato la gamba batteva contro il muro come se volesse sfondarlo.
Con grandi precauzioni, per non spostare l’arto dalla giusta posizione, tolsero la cassetta e si presentò allora ai loro occhi uno spettacolo spaventoso. La forma del piede scompariva in un gonfiore tale da dare l’impressione che la pelle sarebbe scoppiata da un momento all’altro e quasi






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Marina Salomone
Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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