Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

venerdì 2 maggio 2014

MEDITARE STANDO AFFACCIATI



Nel suo manuale filosofico destinato alla figlia, al capitolo dedicato alle varie forme di meditazione, Tumis si esprime in questi termini:


“Se fossi  una scia della cometa che è Proust, o se volessi esprimermi “alla Proust”, potrei fare una carrellata delle mie finestre...o più esattamente dei miei “affacci” preferiti. E perché no? dato che mi è venuta questa improvvisa ispirazione procedo.
Ci sono sempre stati balconi e finestre dai quali mi affacciavo solo per compagnia di qualcun altro già affacciato che mi chiamava per chiacchierare: in questo caso non lo facevo per contemplare la vista che si offriva, bensì per polarizzare la mia attenzione sul soggetto già affacciato accanto a me. Non si trattava di balconi o finestre che avrei scelto per starci da sola in contemplazione.
Quelli che mi interessa esaminare ora sono piuttosto gli affacci che svolgevo e svolgo ancor oggi da sola, per guardare la vista che mi si offre senza pensare a nulla oppure pensando in modo passivo in una sorta di contemplazione. Se esiste una definizione valida per la meditazione per me è questa: osservare un panorama gradevole o un’immagine gradevole rimanendo senza pensieri o per lo meno senza pensieri che riguardino la mia vita, lasciando vagare la mente senza scopo e senza attenzione, in una sorta di trance tuttavia perfettamente sveglia.

Quando ero piccola il luogo da cui adoravo affacciarmi era un balcone situato sul lato posteriore della casa detto “la bouvette”,  in quanto spesso in estate ci si cenava facendo un bouffet allestito in pochi minuti. Questo balcone dava in un cortile ed in genere non si vedevano persone ma solo il cortile ed i tetti delle case di fronte. Un panorama forse modesto ma sereno quanto bastava alle mie esigenze. Mi appagava osservare gli uccellini che si posavano sui tetti , qualche luce che si accendeva in qualche finestra in lontananza al tramonto.
Sempre nello stesso periodo, c’era la finestra della mia cameretta. Tutta la casa era disposta lungo una via in modo tale che tutte le finestre ed i balconi affacciavano da quel lato, tranne la bouvette che, formando un angolo, si affacciava anche su una via perpendicolare e il salotto che affacciava su una micro-piazzetta...ma trascorrere il proprio tempo libero in salotto a quei tempi non si usava, specialmente per i bambini senza la presenza di un adulto. I bambini, per definizione, erano portatori di disordine per cui non potevano cincischiare ovunque, bensì solo negli spazi consentiti. Eppure  affacciarsi dalla finestra della sala da pranzo, o delle stanze successive, non faceva per nulla lo stesso effetto che affacciarsi dalla mia stanza. Solo da quella finestra infatti si vedeva una zona di case un po’ trasandata ed un minuscolo cortile dove era la casa del calzolaio. Poco dopo c’era un portoncino che, se passavo dalla strada, quando si apriva lasciava intravedere un giardinetto. Ecco che dalla mia camera si vedeva dall’alto tutto il giardinetto e quella vista mi piaceva moltissimo. Inoltre essendo in un secondo piano di una casa settecentesca dai soffitti molto alti, potevo vedere un bel panorama di tetti che si estendeva ben oltre le immagini in primo piano che ho appena citato. Dalla bouvette e dalla mia stanza potevo passare circa un’ora affacciata in contemplazione. Mi piaceva e basta...non mi chiedevo il perché, né  la cosa esigeva una qualche spiegazione. Certe mie abitudini mi sembravano normalissime anche se gli adulti  potevano rimproverarmele come perdita di tempo o, peggio, come progettazione di qualche guaio domestico.
A Porto Quadrato ho trascorso invece la mia gioventù dai 14 ai 22 anni. Anche lì il mio affaccio preferito era quello della mia stanza; in questo caso però c’è da notare che era il preferito di tutti perché il mio era il balcone più bello, più grande e da cui si vedeva un gran panorama della città e soprattutto il mare in lontananza.  Così pur affacciandomi spesso da sola, mi trovavo altrettanto spesso in compagnia di qualche familiare. Di tutti gli affacci, inoltre, questo era il più scomodo per la mia salute in quanto posto al dodicesimo piano di un palazzone e dotato di una ringhiera bassa, è stato spesso motivo di inquietudine e di vertigini. Dico solo che era il miglior punto di affaccio rispetto al resto della casa perché mi permetteva di stare ben lontana dalla ringhiera, vicino al muro, seduta vicino alle piante. 

Dopo la laurea avevo girato diversi luoghi d’Europa per lavoro e quindi avevo abitato da single in case in affitto o camere condivise con altre donne al di fuori del contesto familiare; ma di tutti questi luoghi  non ricordo finestre o balconi particolari. A 29 anni mi sono trasferita qui dove ho messo radici, dove in seguito sei nata tu. Inizia qui la mia vera vita da persona adulta...adulta nel senso di avere una casa mia, scelta da me, secondo le mie esigenze e possibilità. Naturalmente ho scelto come altezza massima il primo piano...si perché  prendendo le distanze dalla casa dei miei genitori (sede di tanti ricordi e affetti per quanto riguardava l’interno, ma anche di tante vertigini e attacchi di panico per quanto riguardava l’esterno) mi resi finalmente conto di cos’era che non andava in quella casa: l’essere al dodicesimo piano! per quei lunghi anni  i miei affacci sono stati circa un quarto di quelli fatti in precedenza. Inoltre in quella fascia di età, anche un’orsa come me ha maggiori esigenze di socializzare, uscire, conoscere gente...quindi non mi accorsi della diminuzione dei miei affacci solitari. Mi resi conto della loro diminuzione  solo quando riebbi l’opportunità di farli alla vecchia maniera, come chi è stato a lungo in carcere, assaporando nuovamente la libertà si dica “caspita come ero limitato nei miei spostamenti in questi anni di carcere!”. Sotto certi aspetti, paradossalmente, la vita sociale è come un carcere per il proprio spirito dal momento che ci si sente obbligati a rapportarsi con gli altri secondo certe regole di buona educazione che costringono a rinunciare a gran parte di quel tempo che si vorrebbe trascorrere in solitudine.

Ma  esaminiamo dunque gli affacci del periodo da adulta, quando il partner è in equilibrio stabile, il lavoro è in equilibrio stabile e la nuova priorità è il tempo libero, il prezioso tempo libero, ed insieme ad esso il modo di abitare. La prima casa non la considero trattandosi di un’angusta camera in centro, completamente priva di affacci in quanto aveva solo una finestrella vicino al soffitto nel bagno e una finestra piccola nel soggiorno-cucina che affacciava sulle scale interne del palazzo! Una casa che fungeva esclusivamente da dormitorio e che è durata non più di un anno. La prima vera casa è stata quella di campagna, durata 8 anni. Avevo molti affacci e tutti con vista stupenda. Il mio punto preferito era questa volta quello che si vedeva dalla finestra della cucina dove si stendeva un prato verde o color paglierino o ammantato di neve secondo la stagione. Un prato in pendenza, essendo la casa su un piccolo altipiano  in modo tale che il panorama si vedeva in pendenza da tutti i lati. Da quella finestra contemplavo i gatti e le loro dinamiche sociali o la caccia solitaria che facevano alle loro piccole prede. Da quella finestra alcuni cespugli di erbe selvatiche che crescevano in uno stupendo disordine e che non c’erano sul lato anteriore della casa. Un punto di affaccio in cui ci si sentiva permeati da un gran senso di connessione con la natura, con l’universo e tutto quanto (per citare Adams!). Poi c’è stata la casa di città in cui il punto di affaccio che preferivo era la finestra del bagno in cui si vedeva un piccolo pezzo del giardinetto sul retro della casa e il muro del palazzo di fronte che però mi dava poco fastidio essendo intercalato da vari alberi; infine si vedeva molto bene l’incrocio delle due grandi strade principali. Dal punto di vista ecologico un disastro per lo smog ed il rumore delle macchine o le voci confuse provenienti dal bar sottostante. Ma potendosi affacciare la sera tardi o la mattina presto aveva per me un particolare incanto. In primo piano c’erano rose ed altri fiori, poi rami di alberi e solo sullo sfondo il grigio della strada. Con gli alberi che avevo di fronte potevo parlare in un discorso silenzioso e ozioso, senza scopo, solo per il gusto della contemplazione. Nei momenti di tristezza o angoscia questo mini panorama è stato di enorme conforto ... proferivo mentalmente un lamento, un disappunto e presto “loro” mi portavano lontano da quel ragionamento e mi ritrovavo a pensare che c’erano nuove gemme su un ramo o che una gazza si era posata, e trovavo tutto questo molto più importante della mia stupida vita; mi perdevo in viaggi molto visivi e ben poco mentali, in viaggi di cose che non mi riguardavano o, per meglio dire, mi riguardavano molto più delle dinamiche riferite alla mia personalità, al piccolo io; qui era in   gioco il sé oppure “quelo”  o in qualsiasi modo si possa chiamare!


Ora eccomi qui,nella casa dove tu sei nata e cresciuta. Il balcone dello studio è il più privato perché vi sono addossati due alberi e un roseto per cui non si vede facilmente l’interno da fuori mentre vi si può godere il fresco o il sole senza essere visti. E’ quello più vissuto per la grandezza, la comodità e la presenza delle piante. Ma lo considero come una stanza in più, non come un affaccio; infatti affacciarsi da li porta a vedere la strada in piena curva, circondata da case  più alte della mia e senza particolari attrattive. Dal balcone del soggiorno si vede ancora una strada in tutta la sua lunghezza fino all’orizzonte. Il balcone della cucina è molto carino ma non mi ispira agli affacci solitari. Ed ecco che fin dal primo giorno ho potuto individuare la finestra del bagno come punto preferito. Si vedono scorci del giardinetto  che attornia la casa, molti alberi e la casa di fronte con una magnifica grande scala esterna  disposta a spirale. Mi sembra di avere di fronte la casa di marzapane delle fiabe! Ma a parte questo, ciò che conta è il magnetismo particolarmente benefico che si percepisce solo da quel punto! Non è stata una scelta calcolata, è stata piuttosto una percezione inequivocabile.”




Appare evidente come questa narrazione non riguardi fatti realmente accaduti e abitazioni ben precise realmente esistenti. Il mio augurio è che possa servire a facilitare il concetto che voglio esprimere invitandovi a meditare con questa modalità: affacciandovi da un punto preferito di casa vostra e lasciando vagare i pensieri come un sottofondo piuttosto sfocato, mentre focalizzate la vostra attenzione su ciò che vedete e sentite nel qui ed ora.


STOP

6 commenti:

  1. il mio "affaccio"preferito,sono le vetrate della mia grande cucina,che spaziano a 270 gradi:di fronte un campo pieno di alberi e fiori,limitato da un enorme pino(per abbracciare il tronco 2 persone!!),di fianco,uliveto e agrumeto con agavi e fichi d'india,c'è abbastanza per stare in contemplazione e seguire il volo degli uccelli e qualche rapidissima comparsa di conigli selvatici
    un bacio e buon fine settimana

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  2. Ma che meraviglia!!!!!!meglio di così?!

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  3. Quanta magica saggezza nel saper essere contemplativi. Si può farlo anche in movimento: le mie migliori passeggiate sul lago sono quelle in cui riesco a far tacere tutte le voci dentro me, tutto il lavorio della memoria e della ragione, per arrivare a una fantastica unione con ciò che mi sta attorno: allora non si tratta più di guardare i gabbiani, i cigni i canneti o le folaghe, perché io SONO il gabbiano, il cigno, il canneto, la folaga...

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  4. è proprio ciò che si verifica nella meditazione anche se uno ad esempio non lo fa di proposito. In movimento in luoghi naturali è il top!!! ciao, a presto!!!

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  5. Che bello (e molto particolare) questo post sugli affacci, Marina! Forse non ho mai pensato all'importanza di questo gesto tanto naturale, eppure ne ha ...anche come forma di meditazione, come tu dici. Mi piace stare affacciata con qualcuno a chiacchierare gomito a gomito magari da un terrazzo. Ho diversi ricordi, ad esempio, legati a piacevoli chiacchierate con mia mamma nella nostra vecchia casa, ma anche in quella dove vive ora. Affacciarsi da sola è altrettanto bello. Ai tempi dell'Università, stavo con le amiche in un appartamento al quarto piano a Bologna e appena le giornate si facevano calde, mi affacciavo dalla finestra della mia camera. Dava sui tetti delle altre case e per me era un gran bell'affaccio. Ora purtroppo quel che manca al mio bilocale è proprio una cosa del genere...non mi affaccio mai dalle finestre, perchè la vista dei muri (si aprono tutte su un cortile interno) mi deprimerebbe...così preferisco "meditare nella natura", come fa Nicola. Ciao!

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    Risposte
    1. In ogni appartamento ci sono i pro e i contro…in questo caso la mancanza di panorama è un aspetto negativo, ma suppongo ce ne siano molti di più positivi per la casa dove abiti a partire dal fatto che conta più l'interno che l'esterno. In effetti anche a me darebbe tristezza vedere di fronte solo muri…in tal caso meglio la meditazione passeggiando al parco o in luoghi naturali :-)

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Marina Salomone
Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
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