




PSICOSOMATICA
parte terza
Le malattie psicosomatiche ci colpiscono, per così dire, nelle zone del nostro corpo che simboleggiano l’aspetto in cui siamo carenti di adattabilità ed elasticità.
Un soggetto che manifesta equilibrio mentale e un ottimo adattamento a ciò che la società impone, tende più di uno cosiddetto “nervoso” ad avere disturbi psicosomatici, proprio perchè reprime le sue istanze, sarà il corpo a ricordargliele e ad urlare a gran voce.
Ci sono persone poi chenon lasciano trasparire l’affettività e cercano di mantenersi e mostrarsi fredde. Certo se uno si mette in gioco poco, ha la garanzia di soffrire poco. D’altra parte però gioisce ben poco. E’ uno che punta poco perchè ha paura di perdere: a monte di tutto c’è la paura di quali saranno le conseguenze delle nostre scelte ed azioni: prima che con gli altri, nei rapporti con noi stessi.
Quante volte vi sarà capitato di pensare o tmere in certe situazioni sentimentali in fase iniziale “non vorrei innamorarmi troppo” ?
Ma la freddezza, ammesso che uno riesca a realizzarla (perchè di solito è solo una maschera), blocca l’emergere dei desideri e quindi degli obiettivi ed infine, ben presto dalla fase psicosomatica si può virare alla sofferenza psichica consapevole, della quale l’esempio più drammatico è la depressione.
E ora torniamo al nostro mini dizionario.
OBESITA’
(1) soggetto che sente delle carenze affettive. Il cibo è qualcosa di importante che ci viene fornito dalla nascita insieme all’amore: quando siamo neonati riceviamo cibo e carezze, parole dolci e la massima protezione.
Tutto questo viene a mancare rispetto alla forma iniziale, molto presto quando si passa all’età adulta in cui ciò che serve dobbiamo procurarcelo con le nostre forze.
Ma nella nostra immaginazione il cibo vuol dire “mamma”, vuol dire “mi sento amato senza ombra di dubbio, con totale certezza”. Ma sui significati del cibo ci sono addirittura discorsi enciclopedici ....perciò vi risparmio di addentrarvi in questa giungla!!!
Va pure notato che a volte l’obesità può significare anche la creazione di una corazza per proteggerci dagli attacchi esterni o per nascondere ciò che siamo: ad esempio se abbiamo dei forti sensi di colpa e disistima. Se la pelle rappresenta il confine, il pannicolo adiposo sottocutaneo può rappresentare un muro fortificato all’interno del confine.
(2) Da chi non mi sento sufficientemente amato? C’è un modo per ottenere questo amore ?
Cosa voglio nascondere di me? Ho paura di diventare attraente per l’altro sesso? Ho paura che se divento attraente gli altri mi invadano con le loro avances? Ho paura che a qualsiasi avance non saprei dire di no?
ACNE
(2) anche se sono così pieno di brufoli, riesci ad accettarmi lo stesso?
NOTA: a mio parere comunque la componente psico-somatica nell’eziologia dei brufoli è minoritaria; ha molta più importanza la componente ormonale. Poi a sua volta la componente ormonale è collegata a psiche e sistema immunitario come abbiamo visto al capitolo PNEI. Tuttavia per risolvere l’acne è più facile intervenire facendo leva sull’equilibrio ormonale con gli appositi rimedi omeopatici e fitoterapici.
VITILIGINE
(1) soggetto con profondi sensi di colpa
NOTA idem come sopra, perchè pr questa patologia ci sono componenti costituzionali. Anche se uno si chiede “rispetto a cosa mi sento in colpa” non credo che guarisca dal disturbo. Tuttavia è utile osservare sui propri disturbi la componente psico-somatica per conoscersi meglio e prendere dimestihezza con le proprie fragilità.
ECZEMA
molto spesso è collegato alla paura, all'insicurezza, all'ansia e all'incertezza.
PSORIASI
Il soggetto è ipersensibile e si sente spesso ferito.
Inoltre ha una sorta di ansia da prestazione: vuole essere efficiente e perfetto soddisfacendo tutte le richieste degli altri. Ma questo comportamento lo fa poi sentire oppresso e frustrato: è un circolo vizioso. Sempre a causa di questo bisogno d’amore (a suo parere insoddisfatto) il soggetto con la psoriasi ha un notevole impulso di protagonismo.
CEFALEA
Come per l’obesità, qui si potrebbe parlare per migliaia di pagine.
Per riassumere dico solo che a mio parere il 90% di cefalee è di natura psico-somatica. I vari centri contro la cefalea prescrivono vagoni di farmaci, etichettano con molti nomi coreografici il disturbo e poi non riescono a risolvere il problema. Se escludiamo le cefalee da cause fisiche, tutte le altre sono dovute a stress ed ogni persona ha un suo peculiare tipo di stress: quindi è un disturbo che va affrontato in maniera molto personalizzata.
Come pesonalità, comunque, il soggetto che soffre della classica emicrania, quella cronica, è un perfezionista con grande bisogno di esercitare la sua autorità. Ha la personalità del capo (capo=testa), ha una interiore necessità di dirigere gli eventi, il suo destino, gli altri: e quando questa possibilità gli sfugge di mano (cosa che per forza avviene continuamente) si scatena il dolore. Il soggetto fa anche fatica a lasciarsi andare e lasciar andare determinate situazioni: in questo aspetto somiglia a chi soffre di stitichezza.
L'uomo, specialmente nelle società cosiddette civilizzate, ha privilegiato in misura sempre maggiore le forze celebrali a scapito, delle esigenze del proprio corpo raggiungendo una sempre più scarsa capacità di esteriorizzare le emozioni.
DISTURBI VISIVI
(2) cosa non voglio vedere?
In realtà, come detto in altri articoli, i disturbi visivi sono una vasta gamma e molto legati a cause fisiche.
VERTIGINI
insicurezza nei confronti di situazioni ignote: in chiave simbolica essa richiama la mancanza di punti di riferimento affettivo che ostacola la persona a strutturare un equilibrio interiore stabile: perde di vista il rapporto col mondo e si trova a "ruotare attorno a se stessa". L'equilibrio precario, quindi, conduce ad irrigidimento, a non potersi "guardare attorno". Ecco che arriva la vertigine rotatoria: tentativo di rompere la rigidità imponendo alla persona a "guardarsi attorno".
Ecco cosa dice Claudio Bonipozzi:
“L'ipotesi che sta alla base della medicina psicosomatica è quella dell'unità funzionale di SOMA e PSICHE. La filosofia di questa terapia è, pertanto, quella di fornire informazioni utili a conoscere e colloquiare con il proprio corpo, a rilasciarlo, a scoprire i canali di comunicazione più vicini alla nostra natura (scoprire il linguaggio del proprio corpo attraverso il sintomo).”
NOTA IMPORTANTE:
Per questa carrellata sulla medicina psicosomatica mi sono basata sui miei appunti di kinesiologia ed articoli vari. Voglio però segnalarvi, sevolete approfondire, l’articolo da cui ho attinto interessantissimi spunti. E’ a cura del Dr Paolo Bonipozzi e lo potete trovare qui:
http://www.studiobonipozzi.it/Medicina%20psicosomatica.htm
Le stupende opere artistiche inserite subito dopo il mio disegno sono:
due sculture del prof Carmelo Cozzo dal titolo Lo stravolto e l’apatico. Potete trovare tutte le informazioni sull’autore
qui:
http://carmelocozzo.blogspot.com/
I due quadri successivi sono di Carla Colombo e vi consiglio di fissarli durante la meditazione perchè non a caso si intitolano Relax 1 e Relax 2.
POtete trovare tutte le opere sul suo sito e sul suo blog:
http://artecarlacolombo.blogspot.com/
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