Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

sabato 29 ottobre 2011

PSICOSOMATICA





PSICOSOMATICA



E’ noto ormai da molti anni che per tutte o quasi le patologie vi sono delle implicazioni psico-somatiche ed in alcune di esse delle cause esclusivamente psico-somatiche.
E’ anche vero che molte di quelle che crediamo nostre idee o attitudini o inettitudini derivano dalle nostre condizioni fisiche. In questi casi si parla di effetti somato-psichici.
Tuttavia questa definizione ci può servire se vogliamo distinguere quando far leva sui nostri disagi psichici per correggere un disturbo fisico o, invece, far leva su un nostro disturbo fisico per correggere quello che viene in tutta fretta giudicato un cattivo carattere.

Un esempio del primo caso è il seguente: se un soggetto che soffre di gastrite ipersecretiva vuole far leva sulla componente psico-somatica per curare i suoi dolori di stomaco, andrà ad analizzare i suoi rapporti, cosa non va bene nella sua vita quotidiana, cosa lo irrita: insomma qual’è il nocciolo del suo problema psicologico o semplicemente emotivo.

Un esempio del secondo caso è il seguente: un soggetto viene giudicato troppo frettoloso, ipercinetico; gli viene detto che con la sua fretta e con il suo veloce passare all’azione, spesso ancor prima di pensare, mette a disagio i suoi colleghi e ferisce ingiustamente i suoi familiari.
In alternativa a questo caso possiamo vedere un soggetto che si sente depresso senza un valido motivo e senza ricordarne l’inizio. Ricorda solo che per carattere in precedenza era sempre stato allegro e socievole. Ora invece la compagnia degli altri lo stanca e cerca di evitare ogni tipo di stress perché sente di avere pochissima energia a disposizione: addirittura si accorge di avere un’eccessiva sonnolenza diurna.
In un caso come questo si può indagare se la tiroide funziona normalmente oppure si trova in uno stato di iper- o ipo-funzionamento.
Questi sono solo due esempi e non sono certo dei casi tassativi. Infatti il soggetto con gastrite può avere quei sintomi per cause farmacologiche (ma in tal caso saprebbe subito a cosa attribuire i sintomi) oppure esclusivamente fisiche (anche se a mio parere ciò avviene in una stragrande minoranza di casi).
I due soggetti nervoso ed apatico possono invece con maggior frequenza non avere alcun problema di tiroide ed allora dovranno indagare altre cause.
Il secondo esempio però definisce il caso abbastanza frequente in cui il malato si vede (a suo parere ingiustamente) definire dai suoi cari come stressato, nervoso, ansioso e/o ipocondriaco perché lamenta sintomi non proprio evidenti. Ma questi sintomi saranno ben presto evidenziati quando si reca dal medico.

Quello dei disturbi somato-psichici tuttavia è un vasto terreno pure “minato” di cui per ora tralascio di parlare: sottolineo però che molti aspetti giudicati “mentali” derivano dalle nostre condizioni fisiche. Questo a riprova del fatto che non siamo una macchina guidata da un omino che risiede nella testa, bensì un tutt'uno di corpo e mente.

Per quanto riguarda i disturbi psico-somatici ora scrivo qui di seguito qualcosa che farà venire la pelle d’oca agli esperti del mestiere di medico o psicologo e simili perché è proprio terra-terra-terra!!!!
Si tratta di un piccolo dizionario simbolico.

In pratica se mi fa male un ginocchio, per esaminare la componente psico-somatica di questo disturbo cosa devo chiedermi?
Questo esercizio ci è utile perché ci abitua a decifrare i messaggi del corpo.
Dopo aver provato a correggere quel dato problema psicologico oppure emotivo, se ci sono riuscito pienamente, vado a prendere nota del mio attuale sintomo: è migliorato? è scomparso? E’ scomparso in modo quasi definitivo e si ripresenta solo in caso di stress maggiore del primo che lo aveva scatenato? In tal caso posso pensare di aver lavorato bene sull’aspetto psico-somatico.

Qualcuno dirà che questi non sono argomenti adatti per l’auto-cura;
ma sapete già come la penso: anche nel disturbo più grave, accanto alla cura normale ed ufficiale, io come malato, ho il diritto e forse anche il dovere, di sviscerare i miei problemi, farmene un’opinione e impostare qualsiasi cambiamento nello stile di vita che ritengo opportuno per tirarmi fuori dai guai.
Dice un vecchio proverbio: aiutati che Dio ti aiuta!!!


DIZIONARIO SIMBOLICO
Dato che il soggetto “somatizza” questo vuol dire che delega al corpo la possibilità di esprimere il suo disagio psicologico, perché non vuole o non può esprimerlo con le parole nè con il comportamento.
Con questa semplice chiave di lettura potete interpretare anche sintomi non descritti in questo mini-dizionario!
Provate a fare un po’ di associazioni di idee se avete qualche disturbo che non ho citato qui.


Quindi in questo dizionario metterò sotto il codice (1) il comportamento abituale del soggetto con questo disturbo quando è cronico o nel periodo in cui ne soffre;
sotto il codice (2) la domanda che deve porsi e di conseguenza il problema che deve risolvere.


ALLERGIA
cosa non tollero? Cosa percepisco come minaccioso? Riesco ad accettare i cambiamenti?

ASMA
(2) chi o che cosa mi fa soffocare? Chi limita la mia libertà?
vivo qualche situazione mozza-fiato? chi mi ignora e si accorge di me solo se “sto per morire”?

DISTURBI CARDIO-CIRCOLATORI
(1)Tenere sotto controllo gli impulsi e i sentimenti determina un notevole aumento dei valori pressori. Gli ipertesi hanno la tendenza a inibire le reazioni di collera: anche se a volte danno l'impressione di essere persone affabili, equilibrate e mature. Quando si lasciano andare a scoppi d'ira riescono a mantenere sempre un certo grado di controllo. Presentano una certa inibizione sessuale" e quando si lasciano andare a comportamenti illeciti sono presi da profondi sensi di colpa e grande ansietà. Difficilmente nel rapporto c'è un reale coinvolgimento e abbandono. Controllano continuamente la realtà circostante, sono ambiziosi e particolarmente competitivi.
(2) perché fatico a provare gioia?
Mi amo veramente? perché ho la sensazione di non ricevere amore ed ho paura a esprimere i miei sentimenti?

DISTURBI DIGESTIVI
(1)La persona che presenta questi disturbi o non esprime la propria aggressività o mostra un'aggressività esasperata.
Il famoso "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione (rabbia inespressa).
(2) quale situazione non riesco a digerire? (in questo caso sul piano mentale digerire vuol dire scomporre ed analizzare)
Quale situazione opprimente non posso accettare?
Cosa c’è non mi viene dato?

DOLORI ARTICOLARI
(1) Soggetto docile, ubbidiente, aperto, flessibile, adattabile.
(2) non riesco ad essere flessibile, non riesco a piegarmi: a cosa non sopporto di piegarmi?

DOLORE ALLA SCHIENA
(2) sto portando un fardello troppo pesante? Cosa vorrei rifiutarmi di fare? questa sofferenza affettiva è insopportabile? Cosa fare per dissiparla?

DOLORI CERVICALI
(1) soggetto tendenzialmente razionalista e che fa fatica a lasciarsi andare. Il collo è una zona molto vulnerabile per tutti: spesso per proteggerlo adottiamo posture errate. Ma per proteggerlo da chi e/o da cosa?
(2) di cosa ho paura? di chi non mi fido ? A chi non sono disposto ad affidarmi e perché ? Sono una vittima? sono una preda? Ho paura di ricevere uno schiaffo morale?

DOLORI AL GINOCCHIO
(1) soggetto orgoglioso o almeno con buona autostima
(2) a cosa non voglio inginocchiarmi? Cosa mi umilia al punto da ferirmi nelle basi, nelle fondamenta che sorreggono tutta la mia persona?

Per ora mi fermo, ma non finisce qui! continueremo ancora con la psicosomatica !!!



NOTA le due foto sono due scatti che ho fatto in Sud Africa nel lontano 1999: sono delle magnifiche protee dell’Orto Botanico di Città del Capo.

venerdì 21 ottobre 2011

Occhi e mirtillo












OCCHI E MIRTILLO



Innanzitutto voglio ringraziare tutti i miei amici di blog e flickr da cui ho pescato a piene mani per queste immagini:

-- i Papaveri sono di Gabe
-- La donna che cammina sul sentiero è Piccolo sogno di Giada Ottone
-- La vegetazione rosso-viola in un panorama forse innevato è L’ultima ora del giorno, di Tito Fornasiero
--Il gatto che si gratta è un’opera del professor Carmelo Cozzo.
Le foto invece sono mie.
Questa volta ho proprio esagerato con le immagini perché prima di parlare del mirtillo e dell’occhio mi è sembrato necessario che vi immergeste in un mondo di colori tipici degli antocianosidi
“gli anto-che?”
Gli antocianosidi del mirtillo !!!
Queste molecole molto diffuse nel mondo vegetale hanno diverse proprietà curative.

Gli antocianosidi del mirtillo determinano un aumento della sensibilità della retina in soggetti miopi, diabetici e con problemi di adattamento alla visione crepuscolare.
In uno studio sono stati valutati gli effetti sulla funzionalità retinica in pazienti con patologie quali retinite pigmentosa, retinopatia diabetica, e miopia, caratterizzate da alterazioni microcircolatorie e fotorecettoriali retiniche differenziate.
A tale scopo, metodo di valutazione è stato considerato l’esame dell’acuità visiva a bassa luminanza. I risultati ottenuti hanno evidenziato un incremento del visus.

Il mirtillo dinamizzato alla 4D esercita un’azione positiva sulla funzionalità oculare.

Altra proprietà del mirtillo è quella di modulatore del microcircolo. Questa azione sembra esplicarsi attraverso una diminuzione dell’adesione leucocitaria alle pareti venulari, una realizzazione del tono delle arteriole e una riduzione della permeabilità vasale capillare.

Le proprietà del mirtillo determinano un effetto positivo sul trofismo cellulare con potenziamento della funzionalità fotorecettoriale.

Nel fitocomplesso del mirtillo si distinguono componenti attivi come la vitamina A e C, ma soprattutto gli antocianosidi, i pigmenti colorati di natura glucosidica, le cui antocianidine sono la delfinidina, petunidina, peonidina, malvidina, glicosilate con vari zuccheri per un totale di circa 15 composti diversi. Ci sono poi nel fitocomplesso anche alcuni flavonoidi, tannini, acidi organici e sali minerali. Grazie alla loro azione vasoprotettiva, vitamino-P-simile, a livello generale gli antocianosidi del mirtillo da tempo hanno dimostrato efficacia nel proteggere, rinforzare e tonificare le pareti delle arterie, delle vene e dei capillari.

Per l’occhio questo è utile nella prevenzione e trattamento di piccole emorragie.

Il corretto afflusso di sangue a livello dell’occhio garantisce, inoltre, una migliore distribuzione delle sostanze nutritive e dell’O2 contenuti nel sangue stesso alle varie strutture dell’occhio, soprattutto alla retina. Recentemente, è stata dimostrata la capacità degli antocianosidi di favorire la rigenerazione di alcune strutture che compongono la retina. Questo perché essi hanno un’attività specifica sugli enzimi retinici, sulla velocità di rigenerazione dei pigmenti retinici e sull’acuità visiva.

Essi hanno la capacità di inibire l’aldoso-reduttasi, primo enzima della via del sorbitolo, via alternativa per il metabolismo del glucosio e di altri monosaccaridi. L’aldoso reduttasi è il principale catalizzatore della riduzione del glucosio a sorbitolo, reazione responsabile, nei soggetti iperglicemici (diabetici, obesi ecc) di un dannoso accumulo di sorbitolo oltre che nei nervi e nei reni, in importanti strutture dell’occhio quali il cristallino e la retina. Questo accumulo è il principale responsabile di cataratta e retinopatia. E’ stata osservata una buona efficacia del mirtillo nella retinopatia diabetica, patologia caratterizzata prevalentemente da un’aumentata formazione di capillari e tessuto interstiziale. Al termine del trattamento i pazienti hanno dimostrato una ridotta sintesi di collagene nella retina e un miglioramento generale.

Ecco cosa dice Piergiorgio Chiereghin in un articolo su Farmacia news marzo 2004 sui colori del mondo vegetale :

“ANTOCIANI
solubili in acqua, danno colori varianti dal rosso al blu. Non sono solo colori di molti fiori ma anche di foglie, germogli, radici, epidermide e mesocarpo di alcuni frutti come in alcune varietà di arance e nell’uva. A seconda della predominanza di queste sostanze un fiore avrà una tinta piuttosto che un’altra.

Ma la colorazione dipende anche dal pH dei petali o delle foglie: per esempio gli antociani sono rossi se il pH è acido, violetti se neutro, blu se basico (genziana verna) e persino verde in ambiente fortemente basico.

Il colore dipende anche dalla percentuale di pigmenti diversi presenti nella stessa parte colorata: appare bianco quando vi sono modeste quantità di flavonoli o lo stesso pigmento può cambiare colore per le variazioni di pH all’interno di porzioni dello stesso petalo. La conoscenza di questi meccanismi è alla base del fantasioso e lungo lavoro degli ibridatori delle piante ornamentali.
In generale la flora tropicale presenta fiori con antociani del gruppo delle pelargonidine ( rosso-arancio) e secondariamente quelli della delfinidina (azzurri), mentre nella flora alpina sembrano predominare i composti blu.


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sabato 15 ottobre 2011

Fico d'India





FICO D’INDIA



Dalle navi che fecero ritorno in Europa, dopo la “scoperta dell’America”, sbarcarono pure queste specie molto strane agli occhi dei botanici del vecchio continente, una curiosità botanica che ben presto si adattò all'ambiente mediterraneo, e da noi soprattutto in Sicilia.
La prima descrizione dettagliata risale al 1535, ad opera dello spagnolo Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés nella sua "Historia general y natural de las Indias".
Per Pier Andrea Mattioli, a cui si deve la prima illustrazione basata su piante coltivate in Europa (1558), "si può questa pianta connumerare meritatamente fra i miracoli di natura".
Linneo, nel suo "Species Plantarum" (1753), descrisse due differenti specie: Cactus opuntia e C. ficus-indica. Fu Miller, nel 1768, a definire la specie Opuntia ficus-indica, denominazione tuttora ufficiale.

Ma attenzione: secondo altri autori le cose non stanno esattamente così! Ben prima della scoperta dell’America, addirittura nell’anno 827 ci sono scritti che citano la pianta
( denominata tuttora in dialetto “Sipala”) come testè importata dai Saraceni in Sicilia quando sbarcarono a Mazara.
Ovviamente io concordo con questa seconda tesi!!!
Ma torno a continuare il riassunto dei dati storici “ufficiali”.

“Coltivata per lo più nelle miti regioni mediterranee, il Fico d’India trovò condizioni ambientali ottimali: si diffuse velocemente al punto da divenire uno degli elementi più comuni del paesaggio. Questa pianta rivoluzionò tutti i canoni vegetativi conosciuti all’epoca: infatti ha un tronco che non e’ tale, foglie che non sono foglie, spine che invece sono foglie... ed è praticamente eterno.
La sua vocazione e’ quella di conquistare spazi aridi; la potenza delle sue radici stritola le rocce vulcaniche, e per questo diventa frangivento in lunghe muraglie, ma anche guarda-confine dei campi, proprio per le sue spine e per quel suo crescere a segmenti imprevedibili, capaci di occludere lo spazio.

E’ una pianta a crescita molto rapida che può raggiungere i 3-5 metri di altezza, le cui radici sono generate dalle "foglie" carnose (le pale) che si sovrappongono, dando vita alla caratteristica forma dell’albero senza tronco e senza rami.

Ancora oggi il Fico d’India è coltivato allo stato naturale ed è uno dei pochi frutti sul quale non sono fatti trattamenti chimici ( tuttavia, anche senza trattamenti, a seconda della contaminazione del luogo in cui cresce vi si possono trovare molti inquinanti).


Opuntia ficus indica L.,Miller.



Simbolo del territorio siciliano, il Fico d'India copre nell'isola circa il 98% della produzione italiana.
Per la Sicilia il fico d'India rappresenta più di un simbolo e come fu per gli Aztechi, anche per i siciliani ha una rilevanza economica non indifferente derivante dalla produzione dei frutti per l'alimentazione umana e animale e costituisce ancora un rimedio importante nella medicina popolare siciliana.





FARMACOGNOSIA
La droga sono i fiori,le pale e i frutti.
Ecco principali effetti ed indicazioni:

(1)LIVELLO CARDIOVASCOLARE=
effetti cardiotonici;
curano i disturbi di circolazione e le malattie di cuore; innalzano la pressione sanguigna;
in epoca passata venivano usati nell’angina pectoris.

(2)LIVELLO ANDROLOGICO=
L'uso tradizionale dei fiori, specialmente in Sicilia e descritto anche dal Pitrè, trova oggi appoggio scientifico nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna.

(3)SISTEMA NERVOSO= stimolanti nervini;

(4) VIE URINARIE
Giuseppe Pitrè nel "Medicina Popolare Siciliana", annovera tra i rimedi per i "duluri di ciancu" (colica renale) il decotto di fiori secchi di fico d’India;

(5) VIE RESPIRATORIE= continua Pitrè: ” per la "tussi canina" (pertosse) si prenda una articolazione di fichidindia vergine, cioè che non abbia mai fatto frutti; se ne porti via la pellicola e vi si sparga sopra dello zucchero in polvere. Si serbi in luogo asciutto e dell'umore o succo che essa segrega se ne dieno dei cucchiaini da caffè ogni due, tre ore".

preparazione= infuso 3g in 100 di acqua, bere 2 tazzine al giorno.




Le PALE
da cui si estraggono altri principi attivi (a seconda dei casi si fanno estratti dalle pale essiccate o da quelle allo stato fresco).
hanno azione ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante e anche importanti applicazioni nel mantenimento del peso corporeo, infatti esercitano un effetto dimagrante agendo sull’intero tratto gastrointestinale per mezzo delle mucillagini e delle fibre solubili e insolubili.
Le pale dell'Opuntia, oltre che essere un'ottima riserva di acqua contengono notevoli quantità di sostanze nutritive e minerali come potassio, magnesio, calcio, silice e ferro, carboidrati complessi, carboidrati semplici, acido ascorbico ( cioè vitamina C) e carotenoidi. Tra i carotenoidi il betacarotene, la luteina e l'alfa-criptoxantina. La componente aminoacidica è presente con più di 17 aminoacidi, inclusi 7 essenziali. Il succo ottenuto dalle foglie è mediamente acido, contiene circa un 6,9% di solidi solubili oltre a moderate quantità di alcune vitamine e provitamine, come tiamina, riboflavina, niacina, vitamina B6, folati e vitamina B12. La composizione chimica dei frutti e dei semi è molto differente da quella delle foglie.

Alla frazione fibrosa contenuta nelle foglie del fico d'india è accreditabile il benefico potere ipocolesterolemizzante e alla componente mucillaginosa l'azione protettiva nei confronti di ulcere gastriche indotte da etanolo (indicata per gli alcolisti), l'azione di antiacido a livello gastrico, l'azione antinfiammatoria e l'azione cicatrizzante.

Le pale (cladodi), riassumendo, possono essere utilizzate per il loro effetto diuretico, d’eliminazione dei calcoli renali e d’abbassamento del tasso di colesterolo ematico.



I FRUTTI
sono una ricca sorgente di principi nutritivi, vitamine e sali minerali, come pure di importanti sostanze antiossidanti.

Nel frutto abbondano gli zuccheri semplici, glucosio e fruttosio, nei semi invece diventa più significativa la frazione lipidica e quella proteica. Le sostanze principalmente responsabili dell'azione antiossidante e di contrasto allo stress ossidativo cellulare sono l'indicaxantina e la betanina, sostanze pigmentose della famiglia delle betaline contenute nella polpa del frutto.

L'importanza nutritiva dei frutti, ricchi di vitamine e sali minerali ha rappresentato e rappresenta tutt'ora il ruolo di manna dei poveri nei momenti di scarsa economia, senza dimenticare l'azione antidiarroica e astringente.

Il fico d’India FRUTTO è ricco di zuccheri biodisponibili, calcio, fosforo e vitamine.
L’effetto più importante del fico d’India è la sua azione antiossidante ed antiradicali liberi.
Le sostanze antiossidanti sono 2 composti betalainici:
la betanina rosso-porpora e l’indicazantina gialla; studi in vitro, hanno dimostrato che esse sono in grado di fornire una marcata protezione, sia alle cellule, sia alle lipoproteine LDL umane con azione antiossidante.
Questo meccanismo d’azione si traduce in una azione antiaterogena.
Se si assumono nel contesto di una dieta normale, circa 6 frutti al giorno per tre settimane, si avrà un marcato aumento di antiossidanti plasmatici ed una riduzione dei livelli ematici di malondialdeide e isoprostani, tipici
prodotti della ossidazione di materiale organico. Il consumatore troverà nel fico d’India un frutto nutriente, dissetante e pieno di componenti con importanti attività per il mantenimento dello stato di salute, la cura di vari processi morbosi, il rallentamento dei processi d’invecchiamento cellulare, e la prevenzione delle patologie che hanno alla base uno stress ossidativo.







Uso esterno=Infine ricordiamo anche l'uso topico dovuto alla presenza delle mucillagini nei cladodi, ottimo per l'azione emolliente, decongestionante e idratante nel caso di ferite superficiali.



USO COSMETICO=

L’impacco con l’infuso è eudermico su pelli grasse e aride.


(1)la ditta Etna cosmetici promuove i principi attivi naturali della zona dell’Etna. Tra gli altri il...

...Gel idratante al fico d’India

Emulsione gel delicata dal colore caratteristico della pianta di Fico d’India. Essa è stata studiata riprendendo le antichissime tradizioni popolari del nostro paese.
È estremamente emolliente e rinfrescante, adatta nei periodi invernali per le pelli fortemente screpolate e segnate sia dall’età e che dagli agenti atmosferici (labbra screpolate, mani segnate dal freddo e dai lavori domestici, gomiti e talloni ruvidi). Nei periodi estivi, grazie all’azione rinfrescante, può essere utilizzata per gli arrossamenti cutanei dovuti all’esposizione solare o per lenire il bruciore ed il prurito provocato dai morsi degli insetti. Si presenta in tubo da 50 ml.

(2)La linea “ SA di sapone” propone la
“Crema Rigenerante Olio d'Oliva Fico d'India” con effetto appunto rigenerante.
L'emulsione, composta in massima parte da olio d'oliva e burro di karite',contiene polpa fresca di fico d’India, e oli essenziali di Melissa, Salvia Malva e Limone. Svolge una azione ricostruttiva, tonificante, protettiva.

Le proprietà cosmetiche del fico d'india sono racchiuse nella preziosa polpa estratta dalle pale, un concentrato ricco di mucillagini, vitamine ed oligoelementi che conferiscono alla crema proprietà rigeneranti, cicatrizzanti, toniche, antiossidanti e disinfettanti.


ALTRI EFFETTI=
Sugli effetti di Opuntia ficus indica nel metabolismo del colesterolo e del controllo glicemico sono state fatte un impressionante numero di ricerche, concentrando l'attenzione sugli estratti delle pale e del frutto, sull'azione della fibra, delle sostanze antiossidanti e delle pectine contenute in essi. Dimostrato ormai da tempo che le fibre solubili hanno un ruolo importante nella diminuzione della concentrazione di colesterolo nel plasma e ritardano l'assimilazione del glucosio, è proprio a questa sostanza che si attribuisce maggiormente oggi l'importanza fisiologica dell'Opuntia.
Di seguito riportiamo ulteriori studi, su diverse azioni degli estratti di Opuntia ficus indica.
Da uno studio svoltosi negli Stati Uniti (Dipartimento di Medicina di New Orleans) si è constatato l'azione dell'estratto secco di Opuntia ficus indica nei sintomi postumi all'intossicazione alcolica.
La gravità di questi sintomi può essere data da un'infiammazione indotta da impurità della bevanda e da sostanze secondarie del metabolismo dell'alcool nel corpo. L‘estratto di opunzia ha dimostrato nei valori finali di poter ridurre la gravità di questi sintomi, apparentemente inibendo la produzione dei mediatori infiammatori.


Nell'Africa del Nord i fiori dell'opunzia sono uniti con i semi e l'orzo per trattare l'ostruzione urinaria.

Infine come buon auspicio per il futuro di questa pianta, riporto 2 importanti ricerche italiane.
Dal Dipartimento Farmaco Biologico della Facoltà di Farmacia dell'Università di Messina è stata studiata l'azione citoprotettiva dei cladodi di fico d'india sull'ulcera indotta sperimentalmente sul ratto da etanolo. I risultati hanno evidenziato un'azione preventiva impedendo la dissoluzione del muco causata dall'etanolo, determinando un aumento del numero di cellule secretive.
Un'altra ricerca, sempre dell'Università di Messina ha invece fatto luce sull'attività diuretica dei cladodi, dei fiori e dei frutti, non acquistati, ma da raccolta spontanea. La cosa interessante è che l'effetto maggiore di diuresi, acuta e cronica è stato ottenuto dall'infuso del frutto, anziché dal fiore come ci si potrebbe aspettare.

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sabato 8 ottobre 2011

I GRASSI




I GRASSI







Ho parlato diverse volte di alimentazione, integratori e colesterolo.
Oggi voglio parlare un poco dei grassi anche se su alcuni concetti a volte mi ripeto... ma repetita iuvant ;-)

Per l’organismo, i grassi hanno tante funzioni utili:
-- funzionano da sostegno per certi organi e tessuti. Ad esempio i soggetti eccessivamente magri rischiano con più facilità il prolasso di uno o entrambi i reni con diverse conseguenze che vanno dall’ipofunzione, al dolore ed infine alla patologia;

-- depositandosi nel pannicolo sottocutaneo proteggono dal freddo (questo è un dato molto debole in realtà)

--hanno la primaria funzione di riserva energetica per i periodi di digiuno. Oggi una simile evenienza non si manifesta tanto facilmente, ma in tempi preistorici, per i nostri antenati cacciatori-raccoglitori era molto importante mangiare molto quando se ne aveva l’occasione. Infatti,
se non si trovavano piante commestibili nè animali che fungessero da pranzo, specialmente in inverno, potevano esserci dei periodi abbastanza lunghi di digiuno.

-- infine, pare che le cellule adipose siano una fonte supplementare di estrogeni; questo sarebbe uno dei tanti motivi per cui:
(1) i soggetti eccessivamente magri sono a maggior rischio di osteoporosi
(2) la donna eccessivamente magra ha dei sintomi molto più fastidiosi durante la menopausa.
Certo questi ultimi due dati non sono unanimemente ammessi da tutti gli studiosi. Tuttavia gli articoli che ho annotato su questo argomento mi sono sembrati piuttosto convincenti.


Ad una certa età si raggiunge un certo numero di cellule adipose. Queste poi con il passare del tempo possono riempirsi di una quantità maggiore o minore di grasso (che sostanzialmente, alla nostra temperatura corporea è olio) e quindi si ingrandiscono parecchio.
Quando un soggetto, che alla pubertà si trovava nel peso forma, in età adulta diventa obeso, ecco che gli sarà più facile tornare alla normalità rispetto ad un altro che invece era obeso già in tenerissima età.
E’ come se il secondo avesse costruito un’impronta di “obeso a vita”, mentre il primo no. Il fatto che il secondo abbia più adipociti da “svuotare” rispetto al primo, gioca comunque un ruolo in questa situazione.
D’altra parte ci sono soggetti che bruciano le calorie molto più rapidamente del normale e rimangono quasi sempre magri.
Ma attenzione: nessuna delle situazioni descritte è ineluttabile!
Si tratta di marcate tendenze.
In realtà anche il soggetto di costituzione magra può ad un certo momento ingrassare ed allora può avere conseguenze anche più sgradevoli del soggetto in sovrappeso costante: ad esempio disturbi del metabolismo come ad esempio diabete di tipo II, malattie cardiovascolari ecc ecc.
Allo stesso modo, anche il soggetto costituzionalmente grasso, non è destinato necessariamente all’obesità “a vita” se attua una corretta alimentazione in modo permanente.

METABOLISMO

A seconda delle necessità contingenti dell’organismo, i grassi vengono trasportati o nei mitocondri per essere usati a scopo energetico, o in parti strutturali dell’organismo. Ad esempio vanno a formare membrane cellulari.

Infine, la parte più consistente viene sequestrata negli adipociti sotto forma di goccioline di trigliceridi circondate da uno strato di fosfolipidi.

Un soggetto adulto può avere fino a 110000 calorie immagazzinate nel tessuto adiposo come trigliceridi di deposito sufficienti a garantire un rifornimento di 2000 cal al giorno per circa 2 mesi.

Il tessuto adiposo è un tessuto vitale che risponde metabolicamente agli stimoli prodotti da vari ormoni, in particolare le catecolamine e l’insulina. Le catecolamine attivano una serie di enzimi lipolitici: primo tra tutti la lipasi-ormone-dipendente, che mobilizza i trigliceridi di deposito (lipolisi) scindendoli in acidi grassi e glicerolo e rendendoli disponibili a scopo energetico.

Tutte le cellule immagazzinano i grassi sotto forma di gocciole rivestite e caratterizzate da particolari proteine di superficie; nelle cellule adipose si trovano le grosse gocce di trigliceridi di deposito già citate; nelle cellule che sintetizzano ormoni steroidei, invece, questi aggregati sono più piccoli e formati soprattutto da esteri del colesterolo che serve proprio da precursore.

Nel bilancio tra liposintesi e lipolisi che governa l’equilibrio di tali formazioni cellulari è fondamentale la presenza o meno delle molecole proteiche “perlipiniche” disposte, negli adipociti, alla superficie dei globuli di grasso.
Gli adipociti che esprimono questa proteina immagazzinano molti più grassi di altre cellule in cui la proteina è assente come conseguenza di una ridotta attività lipolitica. Le perlipine bloccano l’azione della lipasi sui globuli di grasso. In uno studio, è stata bloccata l’espressione genica per questa proteina su topi da esperimento: gli animali crescevano con un maggior rapporto tra massa magra e massa grassa e con meno tessuti adiposi rispetto ai gruppi di controllo; inoltre essi erano resistenti all’obesità indotta per via alimentare.
Questo dato ci può servire a meglio comprendere come mai ci siano certe differenze tra soggetti che assumono la stessa quantità di cibo nelle stesse condizioni di eu-stress.
Il fatto è, invece, che questo dato sarà sicuramente il punto di partenza per la sintesi di nuovi farmaci
“per dimagrire”: ma questa è un’altra storia!

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domenica 2 ottobre 2011

SPIGOLATURE






SPIGOLATURE...
... su colonna vertebrale
e midollo spinale





Una persona, quando è apparentemente ferma, oscilla attorno al proprio asse di gravità per consentire il mantenimento dell’equilibrio: queste oscillazioni fanno parte del sistema posturale fine.
La postura corretta è quella che consente la maggior economia energetica e l’assenza di dolore, garantendo i rapporti intersegmentari con oscillazioni ridotte.
Per rapporti intersegmentari si intendono quelli tra i diversi segmenti nervosi (o metameri) che corrispondono alle vertebre.
Lo schema corporeo è una rappresentazione soggettiva della coscienza dell’io rispetto all’ambiente circostante. L’affettività è in grado di modificare il tono muscolare e, conseguentemente, i comportamenti emozionali.

Nei dolori acuti è consigliato assumere:
ARNICA COMPOSITUM e Lymphomiosot per via orale fino alla scomparsa del dolore. Per la sfera emozionale fiori di Bach.


§§§

Una volta usciti dal midollo, i nervi prima di iniziare il loro percorso, si incontrano nei gangli spinali.
I gangli sono degli agglomerati di neuroni, che possono essere di tipo diverso come ad esempio far parte del sistema vegetativo, oppure neuroni sensitivi, o motori; tutti questi comunicano tra loro formando delle sinapsi, cioè delle giunzioni tra un neurone e l’altro.
Adesso vediamo il ruolo di un ganglio latero-vertebrale, detto ganglio spinale. Esso è importantissimo perché regola le tre entità neurologiche, che sono:
-- il miotomo (i muscoli)
-- lo sclerotomo (i visceri)
-- il dermotomo (la pelle)
che dipendono tutti e tre da uno stesso segmento midollare o mielomero.
E’ dunque evidente che esisteranno delle interazioni tra la pelle, gli organi interni e i muscoli di uno stesso segmento metamerico.




IL MIDOLLO SPINALE

Il midollo si dirama ad ogni segmento metamerico in un paio di nervi periferici, che fuoriescono simmetricamente attraverso i fori di congiunzione. La sezione del midollo ci dimostra che migliaia di «cavi» nervosi ben ordinati trasmettono gli impulsi nervosi da un lato del corpo all'altro, da un livello orizzontale all' altro per giungere da ultimo ai centri di correlazione del cervello.
Ci sono compiti come i riflessi, che vengono collegati automaticamente al livello spinale e reagiscono quindi senza l' intervento del cervello; altri stimoli hanno bisogno della valutazione ed istruzione del cervello: in questi casi gli impulsi devono salire lungo tutto il midollo spinale fino al cervello, per poi discendere di nuovo con le dovute istruzioni per terminare all'organo (per esempio un muscolo) che ha fatto richiesta d' istruzione.
Lungo la linea di trasmissione esistono punti critici e vulnerabili. Uno è la regione cervico-occipitale, dove il midollo spinale entra nella calotta cranica e dove la mobilità delle prime vertebre presenta un latente pericolo d'irritazione e strangolamento nei confronti dei nervi.
Gli altri punti sono i fori di congiunzione che avvolgono le radici nervose dei nervi spinali e che sono sovente fonte e origine dei sintomi dolorosi radicolari, come la sciatica o cervicobrachialgia.
§§§



Ed ecco, per i lettori già esperti in materie sanitarie, una nota tratta dalla rivista “la medicina biologica”. Dato che non sono riuscita a FACILITARLO più di così, mi limito a proporlo ai soli esperti del settore terapia olistica e/o medici.
Come al solito non ho l’esatto riferimento bibliografico, ma non sarà difficile trovarlo per chi volesse approfondire, sul sito della GUNA.
Il complesso mandibolo-craniosacrale interviene nel mantenimento della postura.

Nel sistema stomatognatico è presente una catena cinematica chiusa.
In parole povere i muscoli flessori ed estensori del collo, i muscoli masticatori e i muscoli ioidei forniscono delle continue variazioni motorie che servono a mantenere il controllo della posizione del capo rispetto allo spazio.

Le correlazioni anatomiche tra l’ articolazione temporo-mandibolare (ATM) e l’orecchio medio sono state evidenziate dalla scoperta del legamento
mandibolo-malleolare (che collega la porzione posteriore della capsula articolare dell’ATM al martello, al disco interarticolare e al legamento sfeno-mandibolare).

Al movimento di una ATM si accompagna sempre il movimento dell’articolazione controlaterale: le due ATM vanno quindi valutate insieme.

Il sistema stomatognatico partecipa attivamente al meccanismo della deambulazione durante la quale i muscoli sterno-cleido-mastoideo (SCM) e trapezio producono alternativamente una trazione ritmica sulle ossa craniche.
I gruppi muscolari impegnati durante il movimento sono i flessori controlaterali della spalla e dell’anca, gli estensori controlaterali di spalla e anca, gli adduttori e gli abduttori, psoas, grande pettorale, medio gluteo e addominali.

Con il termine “stressore” si intende qualsiasi tipo di stimolo con intensità-frequenza-durata in grado di raggiungere il valore di soglia ed attivare la reazione di Seyle (stress, stato di allerta, lotta o fuga).

Ogni anomalia posturale si comporta come uno stimolo stressore in grado di attivare la reazione a cascata di Seyle ed il grund system di Pischinger,rappresentato dai tessuti connettivi, che, oltre a svolgere le note funzioni di congiunzione tra le cellule, regolano il metabolismo, l’equilibrio idrico e il Ph attraverso i bottoni terminali del SNV ed il meccanismo dell’infiammazione.

Il grund system è costituito da:
(1) sostanza fondamentale = fibre collagene, reticolari, elastiche, fibre libere a fondo cieco del SNV e proteoglicani che legano l’acqua formando un filtro molecolare ( piste di transito di Pischinger) collegato con l’esterno attraverso i vasi linfatici.
(2) cellule connettivali = producono leucociti, sostanze fondamentali, fattori Menkin (leucotossina, piressina, necrotossina).
(3) Mastzellen = producono ialuronidasi, istamina, eparina, istidindecarbossilasi.
(4) Plasmacellule = producono anticorpi.
(5) Macrofagi = producono interferone, PG, radicali liberi, fattori del complemento e della coagulazione, citochine che attivano le cellule connettivali e i linfociti.
(6) Leucociti basofili = sintetizzano istamina (fase A ).
(7) Leucociti eosinofili = producono istaminasi (fase B ).

Il mesenchima regola ed è regolato dall’equilibrio
acido-base, idrico ed elettrolitico.
Rappresenta, inoltre, il microambiente cellulare dove avvengono gli scambi nutrizionali e l’accumulo di materiale tossico. Ha come unica via di uscita il sistema linfatico ed ospita le fibre del SNV.

Negli atleti di livello agonistico, il più piccolo squilibrio posturale produce notevoli danni sulla performance e rischi traumatici come tendinopatie, contratture e stiramenti muscolari, fratture da stress, accumulo di acido lattico per debito di O2 e per il catabolismo di adrenalina e nor-adrenalina (NA), minor resistenza alla fatica e maggior predisposizione agli infortuni.

Il muscolo in tensione anomala consuma più glicogeno e produce più acido lattico destrogiro con minore rendimento funzionale. E’ stato verificato che, migliorando l’equilibrio posturale e riprogrammando lo schema corporeo, si ottengono risultati abbastanza rapidi sulla triade biologica fondamentale rappresentata da equilibrio-economia-assenza di dolore.

Quando compare un’anomalia informazionale elettromagnetica innescata da inadeguati imputs informazioni recettoriali si producono squilibri
tonico-posturali che, specie negli atleti ipersollecitati, porterà alla comparsa di dolori talvolta imponenti.

Riassumendo:
(1) l’osso ioide è il punto di convergenza delle forze di torsione, cioè si comporta come una livella;

(2) il piede è il trait d’union tra gli squilibri posturali ed il piano di appoggio. Le informazioni del piede giungono ai centri superiori attraverso le vie extralemniscali attivando i riflessi segmentari.

(3) Il muscolo è costituito da:
fibre alfa o A = rapide, affaticabili, fasiche, bianche;
fibre beta o B lente, resistenti, toniche, rosse;
fibre gamma o C intermedie (in notevole quantità negli atleti);

(4) Il sistema stomatognatico mette in comunicazione le catene muscolari anteriori e posteriori.
Le catene muscolari convergono a livello dei cingoli scapolare e pelvico e del piede.
La flesso-estensione dipende dalle catene rette (anteriore e posteriore): la posteriore funziona da molla di richiamo dell’anteriore.
Le catene crociate sono 2 anteriori (emibacino sx-torace dx e viceversa) e 2 posteriori.
Il centro di convergenza anteriore è l’ombelico, mentre quello posteriore è l’apofisi spinosa di L3.
Le catene rette e crociate terminano a livello del centro frenico.
Le catene rette anteriori sono flessorie.
Le catene rette posteriori sono estensorie.
Le catene crociate posteriori sono supinatorie.
La presenza nelle vicinanze dell’ATM di numerose terminazioni nervose del V paio di nervi cranici, permette di spiegare l’insorgenza per via riflessa di dolori avvertiti in altri distretti.

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NOTA

Mi scuso per non aver riportato la corretta bibliografia. Qualora gli autori delle fonti da cui ho tratto queste note lo richiedessero, sono pronta a rettificare o togliere il testo.

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Marina Salomone
Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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