Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

venerdì 31 dicembre 2010

Buon Anno







Auguro a tutti i lettori un felice anno nuovo!!!!!
...oltre al mio disegno, Rumori notturni di Giovanni Ambrosioni e due disegni ottenuti con equazioni della teoria del caos che risultano essere "attrattori strani" e sono stati ricavati dalle lettere del mio nome. L'autore è Luigi.mano che trovate su flickr...un augurio particolare va loro ed a tutti gli artisti che mi hanno arricchito !!!

giovedì 30 dicembre 2010

CAVOLI




CAVOLI
Un ortaggio particolarmente adatto per la stagione invernale sono i cavoli. In questo articolo ho voluto riportare un’ampia carrellata che ho tratto dal corso di alimentazione-verdure parte seconda


Brassica oleracea L.

Le varietà di cavolo, una delle verdure di più antica coltivazione, sono ormai più di 150, ognuna specializzata nello sviluppo di una parte diversa della pianta. Originarie dell’Europa meridionale e occidentale, e presumibilmente anche dell’Asia occidentale, esse derivano da forme selvatiche da cui si sono molto differenziate. Il cavolo selvatico (Brassica silvestris) è ora presente allo stato spontaneo sulle alte scogliere e sulle rocce litorali della Manica, dell’Atlantico e del Mediterraneo occidentale. Nel suo habitat naturale la pianta è dotata di un grosso fusto semi-legnoso, più o meno prostrato; è di colore verde-azzurro e con tessuti carnosi. Si riconosce in questa varietà il prototipo dei cavoli da foraggio. Dalla specie spontanea sono derivate anche numerose varietà ornamentali diffuse negli orti e nei giardini di tutto il mondo: vi sono cavoli dalle foglie colorate, rosa salmone, lilla o color ametista.

Attualmente i vari tipi di cavoli disponibili per l’alimentazione dell’uomo si distinguono per la foggia e possono essere sommariamente suddivise nelle seguenti varietà: gemmifera come i “cavolini di Bruxelles”, sabauda o bullata come il “cavolo verza” o “verza”, capitata come il “cavolo cappuccio”, gongyloides (o caulorapa) altrimenti detta “cavolo rapa”, a fusti sormontati da una porzione carnosa a forma sferica. Botrytis o “cavolfiore”, cauliflora che annovera i “broccoli”, a foglie meno larghe e più rade del cavolfiore, a peduncoli fiorali meno compatti e serrati, e dotati di una sommità fiorale espansa a forma di ombrello.

I cavoli sono stati usati dall’uomo probabilmente fin dalla preistoria, ancora prima dell’inizio dell’agricoltura, quando venivano raccolti allo stato spontaneo.


Aspetti nutrizionali ed extra nutrizionali

Benché le numerose varietà attualmente a disposizione permettano raccolti quasi in ogni stagione, il cavolo originario è il classico ortaggio che seminato in maggio-giugno e trapiantato in luglio-agosto, raggiunge la piena maturazione nella stagione invernale. A quel punto la pianta è forte, solida e resistente al gelo, e anche per questo è stata considerata dalla Macrobiotica (antica scienza dell’alimentazione di origine orientale) un alimento a marcata polarità Yang, ovvero in grado di contrastare lo Yin del freddo, del buio e della staticità propri del rigido inverno. Tale caratteristica conferirebbe al cavolo proprietà riscaldanti, toniche, vitalizzanti, costruttive e antiacide particolarmente preziose soprattutto durante la stagione invernale.

Come spesso succede anche nella nostra cultura, la sapienza antica viene confermata dagli studi e dalle esperienze moderne, e a tutt’oggi possiamo dire che la ricchezza di vitamine, di minerali, di oligoelementi, di enzimi, di fattori probiotici di ormoni vegetali e di essenze solforate rende il cavolo un alimento-farmaco dall’azione estremamente complessa e interessante in campo sia nutrizionale che terapeutico. L’Oriente, la Cina, la Germania, l’Europa del Nord e dell’Est attingono la componente verde della propria alimentazione dalle molte varietà di cavolo presenti sul nostro pianeta. Il cavolo è da solo una miniera di sostanze nutritive e a un tempo modulatrici delle funzioni organiche, e con esso per millenni l’uomo ha potuto vivere in salute anche in periodi molto difficili.



cappuccio, verza, cavolo rosso, cavolfiore, cavolo rapa, cavolino di Bruxelles... tutti con proprietà comuni. Utile per combattere le infiammazioni delle vie respiratorie, artrosi, gastriti, ulcere duodenali, epatiti, acne.

Crudo è più efficace e digeribile.

Catone, il censore naturalmente, sempre così attento e severo nel ricordare i costumi repubblicani che temprarono i Romani e imposero Roma al rispetto dei popoli, lamentava come nella dieta dei patres e dei cives ormai di rado comparisse il cavolo, cibo frugale certo, ma salubre e nutriente. Sempre più spesso, infatti, all’austero vegetale si preferivano cibi elaborati di ispirazione orientale che ammalavano l’organismo e fiaccavano lo spirito. Nello scontro tra due diverse concezioni del costume risultarono alla fine vincitori Lucullo e Petronio che furono grandi, ognuno nel suo genere, ma aprirono quella piacevole strada che più tardi ci porterà con preoccupante percentuale verso disturbi dismetabolici che possiamo definire più genericamente di «disadattamento alimentare».
Cavolo verza
Brassica oleracea varietà sabauda o bullata
Brassica oleracea, Famiglia Crucifere
Come si può vedere dalla composizione chimica, le foglie del cavolo (in questo caso la verza) sono provviste di vitamine, di minerali (presenti pure il manganese e altri oligoelementi) e di fibre, con una discreta presenza di proteine e di zuccheri, a fronte di un contenuto lipidico molto scarso.
Evidentemente si tratta di un ortaggio a valenza principalmente regolatrice dell’organismo e, stando alle millenarie esperienze dell’uomo, e alle più recenti osservazioni cliniche di molti medici, esso eserciterebbe la sua azione prevalentemente nel senso della tonificazione, della plasticità, della mineralizzazione e della prevenzione delle patologie degenerative.

Aspetti culinari

La verza cruda ha un gusto un po’ scialbo, leggermente piccante, e aromatico-solforato quando cotta.

Originariamente venne consumata con ogni probabilità cruda, e poi per lungo tempo bollita.

Recentemente si è ricominciato a degustare cruda, insieme ad altre verdure in insalata, o come contorno a cereali o a piatti proteici convenzionali.

Contrariamente a quanto si è portati a credere, generalmente il cavolo crudo è molto più digeribile di quello cotto, soprattutto se viene privato dell’acqua di cottura (per es. bollito e poi scolato). Ecco perché la migliore cottura, sia per conservare all’ortaggio tutto il suo aroma, che per mantenerlo digeribile, è “a vapore” o “stufato”. Cotto in poca acqua e con il coperchio abbassato, il Brassica oleracea cuoce in pochi minuti e senza emanare odori sgradevoli. Deve rimanere “al dente”, essere ancora di un bel verde brillante, e non diventare smorto di colore e flaccido di consistenza.

La verza si presta anche alla preparazione di minestre e di zuppe di verdura, come il famoso “riso e verze” dei milanesi, o a piatti tipici in umido, vedi la “cassoeula” lombarda e il “ragò” piemontese, a base di verze e carni di maiale (ecco perché da molti il cavolo viene ritenuto indigesto) o, in versione più gentile, con carne di anitra o di oca.



Il cavolo verza è un ortaggio la cui droga, le foglie, ancora oggi allieta le nostre mense ma, date le sue qualità farmacodinamiche, dovrebbe più spesso comparire sia nella dieta di ogni giorno che in quella di chi lamenta alcune patologie gastroenteriche.

Vediamo perché. Il cavolo verza è tra le verdure più ricche di nutrienti (ci limitiamo a ricordare il K: 205 mg in una porzione edibile di 100 g) che consentono di utilizzarlo come rimineralizzante in quei pazienti che fanno uso di diuretici e in quanti debbono seguire una dieta iposodica (Na, solo 7 mg%).

Tra i principi attivi figurano anche le vitamine A e K, l’inositolo, composti solforati (dai quali l’odore caratteristico durante la cottura), amminoacidi donatori di metili: metionina e cisteina, acido glicuronico e un fitocomplesso da alcuni autori definito vitamina U con funzione protettiva delle mucose. Tali principi conferiscono alla verza un’azione farmacodinamica, epatoprotettiva, depurativa, cicatrizzante e antiulcera. In particolare, si potrà consigliarla a pazienti con gastrite o ulcera, sia gastrica che duodenale, in quei casi cronici che si riacutizzano al cambio di stagione o, più semplicemente, come prosecuzione della terapia dopo un ciclo di farmaci di sintesi.

Sebbene in commercio siano reperibili preparati vari, il modo corretto di eseguire una dietoterapia con il cavolo verza, visto che le vitamine sono termolabili e talune insieme ai sali minerali idrosolubili nell’acqua di cottura, è di consumarne una buona porzione tagliata fine e condita con olio e limone e, nei momenti di riacutizzazione, un bicchiere di succo centrifugato al momento e bevuto prima dei pasti. Si può integrare la terapia con un preparato composto da: altea, rdx p. 60, camomilla fiori p. 40; un cucchiaio da minestra in 150 cc. di acqua bollente. Lunga infusione; un bicchiere alle ore 10 e un altro alle 17.

CAVOLO VERZA AL VINO
Una ricetta per il cavolo-verza cotto è tagliato a listelle fini e lessato in poca acqua fino a quasi totale evaporazione dell’acqua di cottura; dopo circa mezz’ora di cottura, aggiungere 1 cicchiere di vino rosso ( vale per una porzione per 4 persone... per una sola persona un quarto di bicchiere, circa 50 ml di vino) e continuare a scaldare; infine aggiungere una manciata di uvetta, olio e sale ed è pronto.



Le crocifere contengono glucosidi solforati che conferiscono loro un caratteristico odore di zolfo, e che sono responsabili di una buona percentuale degli effetti terapeutici. Nelle Crocifere sono stati isolati composti ad azione anti tumorale noti come INDOLO-GLUCOSINOLATI, capaci di rallentare lo sviluppo del cancro negli esperimenti di laboratorio.


VOGLIO SOTTOLINEARE CHE
Queste piante manifestano però anche ATTIVITA’ GOZZIGENA soprattutto se consumate crude in grandi quantità e molto frequentemente. Quindi in grande quantità e crude sono controindicate a chi soffre di disturbi alla tiroide.
La glucobrassicina sarebbe la sostanza in grado di liberare tiocianati, degli anioni monovalenti idrati, che hanno l’effetto di inibire la secrezione dell’ormone tiroideo probabilmente per un’inibizione competitiva del meccanismo iodio-concentrante della ghiandola.

Da recenti studi è emerso che i tiocianati manifestano anche un’attività anticancerosa. Essi esplicano pure effetto insetticida, da tenere presente vista la loro bassa tossicità. Altri composti come gli indoli, i ditioltioni, i polifenoli (fra cui acido caffeico e ferulico), alcuni flavonoidi, il beta-carotene, la clorofilla, le vitamine (soprattutto la C e la E) sono dei naturali preventivi del cancro, e tutte queste sostanze sono abbondantemente rappresentate nelle Crocifere.
Cavolo cappuccio
Brassica oleracea varietà capitata
Sia nella varietà bianca che nella rossa, il cappuccio è caratteristicamente croccante, sapido e delicatamente piccante. Si mangia generalmente crudo, da solo o in insalate, oppure fermentato in salamoia (crauti), specialità diffusa tra i popoli nordici, medio-europei e alpini.
I cappucci vengono anche vantaggiosamente cotti in umido con una miriade di ricette tradizionali. Dal punto di vista nutrizionale non si discostano molto dalle prerogative possedute dalla verza.
Crauti
I crauti, o Sauerkraut, meritano una breve descrizione.
Sono striscioline sottili di cavoli cappucci rossi o bianchi disposte a strati e fatte fermentare per 50 giorni in fusti di legno o in vasi di ceramica con poco sale e semi di cumino.

Furoreggiano soprattutto nelle aree russa, germanica e alpina, dove da secoli se ne fa uso come semplice tecnica di conservazione (anche di altre verdure), utile per la sterile stagione invernale.

Durante il processo fermentativo, il Lactobacillus acidophilus trasforma lo zucchero in acido lattico, che conferisce il caratteristico sapore acidulo al prodotto. I crauti così, con la presenza dei lattobacilli e con l’abbassamento del pH (i carboidrati vengono fermentati con produzione di acido lattuco, acido acetico, alcol etilico, CO2 e metano), diminuiscono e in parte neutralizzano, a livello enterico, i processi putrefattivi propri della degradazione proteica, che ha come conseguenza la liberazione di ammoniaca, di idrogeno solforato e di sostanze più o meno tossiche come la putrescina, la cadaverina, il cresolo e il fenolo, lo scatolo e l’indolo, il mercaptano ecc.

L’ambiente intestinale indotto dalla fermentazione dei crauti rende anche più agevole la digestione dei grassi e la degradazione della cellulosa, favorisce la sintesi di enzimi digestive, di vitamine del gruppo B e di vitamina C (questa aumenterebbe soprattutto fra la seconda e la terza settimana di macerazione).
Dioscoride, il più celebre farmacologo dell’antichità, vissuto nel I secolo dopo Cristo, prescriveva i crauti in caso di malattie infettive. Attualmente molti studiosi considerano questo particolare prodotto un rimedio preventivo del cancro, nonché blandamente curativo di patologie metaboliche quali il diabete, l’obesità e la gotta.

A volte i crauti vengono ritenuti indigesti, senza tenere conto che nel pasto sono stati associati a imponenti razioni di carni o di salumi: mangiati da soli o con altri vegetali sono non solo digeribili, ma anche digestivi.

Alcune perplessità sull’uso continuativo dei crauti sono state recentemente causate dalla forte presenza di cloruro di sodio e dal fatto che durante la fermentazione si producono anche purine e amine biogene ad azione ipertensiva e cancerogena (tiramina, istamina, putrescina, cadaverina ecc.). Tali osservazioni però non sembrano convalidate dall’esperienza del passato e dalle attuali risultanze cliniche.


Cavolini di Bruxelles
Brassica oleracea varietà gemmifera
Questo curioso “cultivar” è stato ottenuto nel XII secolo dal cavolo selvatico, sviluppando le gemme che si formano all’ascella delle foglie lungo il fusto della pianta.

Si usano come le altre varietà di cavolo, soprattutto cotti a vapore o stufati.

Sono fra i cavoli più ricchi di nutrienti (proteine e zuccheri 4,2%), e di micronutrienti (fibre 5,2%, vitamina A 220 mcg, vitamina C 81 mg).

Anche cotti, i cavolini di Bruxelles contengono fino a 40 mg di glucosinati ad azione anticancerogena. Contengono tutte le altre sostanze preventive delle patologie tumorali (indoli, dioltioni, clorofilla) propria delle crocifere. In particolare avrebbero proprietà protettiva dal benzopirene, un idrocarburo aromatico sicuramente molto cancerogeno presente nel catrame di carbone, nel fumo di sigaretta e nei residui della combustione dei carburanti estratti dal petrolio: siamo tutti avvertiti, ma soprattutto i fumatori.

Anche le aflatossine, uno dei cancerogeni più potenti fino a ora conosciuti, prodotte da alcune varietà di Aspergillus flavus, un fungo che può infestare prodotti alimentari come il mais, le arachidi, il riso, il pepe e tutto ciò che viene conservato in ambienti caldo-umidi, verrebbero neutralizzate nelle cavie con una dieta a base di questo tipo di cavolo.

Quanto poi alle sostanze gozzigene presenti in tutti i cavoli, una dieta sperimentale di 150 g di cavolini di Bruxelles per quattro settimane non ha prodotto nei soggetti volontari alcuna alterazione tiroidea (è probabile quindi che la cottura neutralizzi gran parte dei tiocianati).

Cavolfiore
Brassica oleracea varietà botrytis
Fra le varietà di cavolo più usate in Italia, il cavolfiore comunemente viene cotto in acqua col risultato di far evaporare buona parte delle sue essenze solforate, tanto benefiche nell’alimento, quanto sgradevoli nell’atmosfera. Inoltre l’abitudine di scolarlo, separandolo dal suo brodo di cottura in cui si sono disciolte vitamine ed enzimi, ne rende più difficoltosa la digestione.

Anche per questo ortaggio vale la regola generale applicabile a tutta la specie: la miglior tecnica di cottura è a vapore o stufato, a piccoli pezzi.
Molto ricco di vitamina C, oltre alla vitamina K che interviene nei meccanismi della coagulazione del sangue, contiene anche la E, ad azione antiossidante-protettiva delle membrane cellulari e utile alla funzione riproduttiva.

Il cavolfiore è un discreto diuretico, lassativo e antireumatico, ma secondo alcuni autori il suo contenuto di acido ossalico e di purine e, come per tutti i cavoli, di tiocianati, lo renderebbe poco indicato a chi è predisposto ai calcoli renali, all’iperuricemia, alla gotta, e alle disfunzioni tiroidee.

Probabilmente la parte più benefica della pianta sono le foglie verdi, che generalmente vengono scartate. Esse, per la loro ricchezza di clorofilla, di zolfo, di altri preziosi oligoelementi e di provitamina A rendono la pianta più digeribile e curativa, ed esplicano attività protettiva contro i tumori.
Normalmente del cavolfiore viene consumata l’infiorescenza che, cotta nelle zuppe, conferisce loro un particolare sapore dolce e aromatico.

E’ in uso anche il cavolfiore crudo conservato sott’aceto.

Da notare come il cavolo sia una pianta che richiama l’accostamento con l’aceto o i condimenti aciduli: questo fenomeno, letto in chiave macrobiotica, potrebbe essere l’esigenza di moderare lo “Yang” del cavolo con lo “Yin” dell’aceto.

Broccolo
Brassica oleracea varietà cauliflora
I broccoli, dalle sommità fiorite verdi, rade e allungate, avendo un rapporto sodio/potassio più alto, sono, macrobioticamente parlando, una varietà un po’ più “Yang” del cavolfiore.

Non solo, essendo più dotati di vitamine del gruppo B, di vitamina C e A, garantiscono una maggior capacità di modulare, vitalizzandolo, il sistema enzimatico cellulare dell’organismo. Tutto ciò si traduce in una maggior velocità di reazioni biochimiche necessarie al mantenimento dell’equilibrio dell’intero complesso organico.

Le proprietà sono simili e maggiori di quelle del cavolfiore: diuretico, lassativo, ricostituente del sistema nervoso, antianemico, anti infettivo, protettivo cutaneo e retinico, preventivo dei tumori.

Come sempre le foglie esterne sono le più attive, anche per la maggior ricchezza di vitamine, di clorofilla e di oli essenziali.
In molti esperimenti i broccoli hanno dato ottimi risultati nelle prove di protezione dalle radiazioni nucleari: dati da mangiare a cavie successivamente irradiate hanno salvato il 65% degli animali, contro il 52% ottenuto con i cavolfiori.

Altre indagini fatte sui fumatori hanno dimostrato la capacità di questo ortaggio, consumato quotidianamente, di dimezzare il rischio di cancro del polmone nei soggetti che ancora fumano e in quelli che hanno smesso da un periodo massimo di 5 anni. Come i cavolfiori, anche i broccoli, che comunemente vengono cotti prima del consumo, andrebbero trattati col vapore o stufati, oppure bolliti avendo l’accortezza di tenerne le infiorescenze fuori dall’acqua, in modo che sia solo il vapore, appunto, a cuocerle. Dopo la lessatura possono essere mangiati in insalata con diverse crudité, o passati in padella, o essere impanati e fritti, o servire alla preparazione di delicati soufflé.

Cavolo rapa
Brassica oleracea varietà gongyloides
Un tempo molto in voga principalmente nelle zone alpine e centro-europee, questa varietà è ora ormai introvabile sui mercati, anche se viene esiguamente coltivata in Campania e Sicilia.

Se ne usa il caratteristico ingrossamento midolloso posto alla sommità del fusto, e sul quale si inseriscono le foglie sommitali. Esso si presenta come una grossa sfera bianca, violetta e verdastra, simile a una rapa ma con numerosi piccioli.

Il cavolo rapa si usa, appunto, come la rapa, lessato oppure crudo affettato in insalata o grattugiato. Anche le foglie più tenere sono saporite soprattutto se cotte al vapore come quelle della verza.

Il suo contenuto vitaminico e minerale è modesto. Le proprietà analoghe a quelle degli altri cavoli.


Cavolo marino
Crambe maritima L.
Riveste più che altro un carattere di curiosità la trattazione di Crambe maritima, una crocifera perenne, spontanea sulle coste dell’Europa occidentale e settentrionale e un tempo presente pure sulle coste liguri.

Questa pianta viene usata come ortaggio in Francia e in Inghilterra dove sono state selezionate alcune varietà orticole, di cui una delle più indovinate è denominata “feltham white”.

I germogli freschi della specie spontanea possono essere utilizzati come i cardi.

E’ un’erbacea a rizoma carnoso e stolonifero con fusto eretto e ramoso lungo fino a 60 cm. Ha foglie azzurrognole alterne, dal basso verso l’alto dentate, pennate, romboidali, lanceolate. Porta fiori di quattro petali bianchi o roseo-purpurei disposti in pannocchia a maggio-giugno. Siliqua ovoidale reticolata con seme nerastro.

Si usa la pianta fresca raccolta da maggio a luglio. E’ ricca di sostanze amare, olio essenziale, sali di ferro, iodio e vitamine.

Manifesta proprietà antiscorbutiche, anti infettive, stomachiche e diuretiche.

Utile come ricostituente e antianemico, si usa anche in caso d’infezioni ricorrenti dell’albero respiratorio, colite dismicrobica, dispepsia iposecernente, gastriti ipotoniche, ritenzioni di liquidi con edema.

La preparazione più efficace è il succo fresco, 5-10 cucchiai al giorno, o lo sciroppo, 3-6 cucchiai.

Per uso esterno il cataplasma freddo è cicatrizzante, astringente e anti edematoso.

Generalmente le diverse varietà di Brassica oleracea manifestano proprietà curative molto simili, per cui non faremo distinzione fra il cavolo-verza, il cavolfiore o il cappuccio. Teniamo presente però, che la droga migliore sono sempre le foglie più esterne, più colorate, più robuste ed elastiche e che naturalmente è consigliabile usare il tipo di cavolo presente negli orti al momento dell’impiego.

Aspetti curativi

Uso interno
Quando impieghiamo il cavolo in chiave terapeutica, è opportuno, in linea di massima, usarlo crudo, poiché molti dei suoi principi attivi sono termolabili. In particolare, si è rivelato molto efficace il succo delle foglie, attualmente ottenibile anche in casa con le moderne centrifughe. Esso va usato immediatamente, appena scende nel bicchiere, poiché, come tutti i succhi vegetali, va rapidamente incontro a fenomeni di ossidazione quando esposto all’aria e alla luce.

Il succo di cavolo contiene, fra l’altro, essenze solforate, fecola, mucillagini, sali, albumine, resine, gomme, fosfato di calcio e di magnesio, solfato e nitrato di potassio, ossidi di ferro, manganese, zolfo e sodio. Sono presenti anche zuccheri, proteine, grassi, fosforo, calcio, ferro, arsenico, rame, vitamine idro e lipo-solubili.

Secondo alcuni studiosi conterrebbe anche vitamina D2 antirachitica, e un principio termoaminalabile, il farnesil-acetato di geranile (un tempo ritenuto la vitamina U), che insieme allo zolfo
contribuisce a esercitare proprietà antiemorragica e cicatrizzante.


Indicazioni

Questo ortaggio è talmente benefico e dotato di azioni ad ampio raggio, che richiede una trattazione particolare.

Da sempre conosciuto come tonificante, consolidante, energetico, riscaldante (aiuta anche, come verdura di stagione, a difendere il corpo dai rigori dell’inverno), ricostituente, mineralizzante, antiscorbutico, depurativo, stomachico, anticolitico, pettorale e antianemico, il cavolo è stato sperimentato con successo nell’ulcera gastrica, nella cirrosi con ascite e nell’alcolismo. Si è rivelato anche un buon antibiotico e un discreto regolatore della glicemia.

Parte delle sue proprietà farmacologiche scompaiono con il riscaldamento della droga, per cui è senz’altro importante utilizzare la pianta cruda tal quale o in succo.

Tale preparazione può essere impiegata con successo nell’acne, nel deperimento organico, nell’ipofonia (anche per gargarismi), per prevenire o curare i danni da eccessiva ingestione di alcool, in caso di anemia, angina (anche per gargarismi), artritismo, ascite, cirrosi, colite putrefattiva, colite ulcerosa, osteoporosi, deperimento organico e debolezza sessuale, depressione nervosa, diabete (come coadiuvante), diarrea (cavolo cotto molto a lungo e/o l’acqua di cottura), dispepsie (crauti come antipasto), dolori reumatici, eczemi, gastriti, laringiti e ipofonia (bere il succo e farne anche gargarismi).

Le foglie di cavolo crude prevengono l’intossicazione da alcol, e il brodo di cottura ne cura i disturbi.

Infezioni intestinali, influenza, oliguria, calcoli renali, disturbi nervosi, pertosse, pleuriti, tubercolosi, forme tumorali, rachitismo, riniti infettive e allergiche, scorbuto, seborrea e ulcere gastroduodenali possono trarre giovamento da una cura a base di succo di cavolo.

La senescenza viene rimandata e i vermi intestinali vengono combattuti dal succo fresco di cavolo, mentre la stipsi si attenua con la prima acqua di cottura delle foglie di questa pianta (tre bicchieri in media al giorno).

La colite ulcerosa, in particolare, viene ben curata, secondo la mia esperienza, con il succo di cavolo miscelato a quello di carota: 2/3 cavolo - 1/3 carota, un bicchierino 3-4 volte al giorno a stomaco vuoto.
Preparazioni e dosi

Da 1/2 a 4 bicchieri al giorno sono le dosi giornaliere, alquanto variabili, del succo fresco di cavolo.

A seconda dell’età e del peso del paziente, della gravità del caso e, naturalmente, del grado di sopportazione del gusto, si procederà a un dosaggio opportuno.

Due accorgimenti: per l’estrazione utilizzare le foglie più belle e sane, e utilizzare il succo appena spremuto.

Poiché il sapore non è quello che si definisce una leccornia, è possibile miscelarlo al succo di carota e di mela.

Va bevuto a stomaco vuoto, generalmente prima dei pasti. Il dosaggio medio, che vedo efficace e sopportabile è 1/2 bicchiere 3 volte al giorno.


Uso esterno: le foglie del cavolo applicate localmente non sono meno curative della pianta utilizzata per via interna, anzi, forse hanno indicazioni più numerose e specifiche.

La loro azione è delicatamente revulsiva, ma soprattutto risolvente e depurativa dei tessuti: sembra che le foglie del cavolo attraggano verso l’esterno le sostanze tossiche, di ristagno, conseguenti a infiammazioni e a fenomeni di degradazione, favorendo la suppurazione e liberando così l’organismo dall’intossicazione e contribuendo alla riparazione tessutale.

Spesso dopo il cataplasma le foglie appaiono umide e coperte di siero anche ematico, altre volte sono completamente secche e ingiallite.


Indicazioni

Ogni distretto organico affetto da irritazioni, flogosi e congestioni dolorose può essere delicatamente depurato, riequilibrato e cicatrizzato spesso fino alla restitutio ad integrum.

Cataplasmi locali con foglie di cavolo giovano in caso di: acne, adeniti e ascessi, arteriti, bronchiti solo infettive o asmatiche.

Coliche renali, coliti, congiuntiviti (una-due gocce di succo di cavolo fresco), contusioni, cellulite e dermatosi squamose.

Diarree, dismenorree, gastralgie, mialgie, artralgie, gotta, emorroiditi, geloni, herpes zoster (come blando analgesico), impetigine (lozioni di succo di cavolo), lombaggini, morso di animali, necrosi tessutali, nevralgie e sciatiche.

Inoltre in caso di pleuriti, prostatiti (zona di applicazione la regione pubica e perineale), ustioni di I e II grado non estese, ragadi (foglie fatte prima macerare per un’ora nell’olio di oliva extra vergine), sinusite (anche instillazioni nasali con succo fresco delle foglie), alcune forme di sordità (due-tre gocce di succo di limone e cavolo in parti uguali per orecchio).

Varici, e soprattutto ulcere varicose, dove il cavolo applicato con costanza è infallibile.


Preparazioni e dosi

Utilizzare le foglie più colorate e carnose, dopo averle lavate sotto l’acqua fredda.

Eliminare la grossa costa centrale, ed eventualmente, in caso di applicazione su un’ulcera o su una piaga molto sensibile, togliere anche le nervature secondarie.

Schiacciare delicatamente le foglie con un cilindro tipo mattarello o bottiglia, affinché il succo compaia in superficie.

Applicare il cataplasma coprendo anche circa 15 cm della regione sana circostante.

Strato semplice o doppio o triplo a seconda della gravità e della profondità della patologia, preferibilmente con le foglie embricate tipo tegole di un tetto per favorire l’eventuale essudazione.

Fasciare senza comprimere con panno di cotone.

In caso di ulcerazioni molto profonde, edematose e sclerotizzate, oppure su parti molto delicate, sensibili o che richiedono anche un’azione addolcente ed emolliente utilizzare foglie precedentemente macerate per 60 minuti in olio extra vergine di oliva.

Ripetere 1-2 volte al giorno fino a guarigione o miglioramento consolidato.

STOP

BIBLIOGRAFIA
(1) Giancarlo Signore, il farmacista n. 4 - febbraio 1995 e 7 ottobre 1997;
(2) Alessandro Formenti, Farmacia Naturale n. 3 - aprile 1997 e Farmacia Naturale n. 4 - Maggio 1997.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale...




BUON NATALE a tutti i lettori... che possa portarci tanta serenità e saggezza!!!
... tre breve il nuovo articolo... per ora non potevo trattenermi dall'inviare il mio abbraccio virtuale a tutti!!!

giovedì 16 dicembre 2010

Lupus





Lupus eritematoso sistemico
(LES)

Generalmente con il semplice termine di Lupus ci si riferisce al Lupus eritematoso sistemico, nonostante esistano altre patologie indicate con lo stesso nome.

Fa parte delle malattie autoimmuni e reumatiche.

La malattia non e' ereditaria. Ma esiste quella che i medici chiamano "familiarità": vale a dire una predisposizione dei geni dell'organismo a sviluppare questa malattia.

L'esordio avviene più comunemente in età fertile (da 15 a 45 anni) e più frequentemente nella popolazione femminile (in questo gruppo d'età 9 casi su 10 sono donne).


Fino ad un passato recente , circa 20 anni fa, questa era considerata una patologia rara; attualmente invece, e per la precisione dal 2006, il Lupus è stato riclassificato come malattia cronica invalidante di media diffusione.

Il fatto che in questo arco di tempo i casi siano cresciuti in maniera esponenziale ci porta almeno a due riflessioni:

(1) Data l’elevatissima frequenza di accertamenti diagnostici che il cittadino medio oggi richiede, e data la maggior precisione di diversi strumenti diagnostici, è normale che molti disturbi un tempo classificati “da causa ignota” oggi vengono individuati come indici di LES. In pratica possiamo considerare che una certa quantità di casi era presente anche in passato ma non era stata esplicitamente diagnosticata.
(2) Vale il discorso che ho fatto fin troppo spesso sui seguenti fattori responsabili di una larga fetta delle patologie attualmente in aumento:
(a) Alimentazione.
-- errata o per la scelta degli alimenti o per l’adulterazione intrinseca che gli alimenti subiscono prima di arrivare alla nostra tavola;
-- intolleranze alimentari: un argomento che si intreccia con tutto il sistema PNEI e non da considerare secondo l’aspetto esclusivamente fisico.

(b) Inquinamento

(c) condizioni psichiche
-- la nostra società, così com’è strutturata ci impone uno stile di vita generatore di stress (pochi possono permettersi di sottrarsi a questo stile di vita che ad esempio ci ruba letteralmente i due terzi del nostro tempo per lavorare a produrre cose o servizi inutili e a loro volta generatori di inquinamento. Se si facessero solo lavori realmente utili un decimo della popolazione lavorerebbe o tutta la popolazione lavorerebbe per un decimo del tempo... ma così tutti i mercati ed i profitti crollerebbero)
-- disturbi psicologici ed esistenziali

Ovviamente, secondo la medicina allopatica le cause, pur non del tutto note, vengono attribuite a:
--predisposizione genetica
--fattori ambientali, tra cui molto probabilmente i raggi ultravioletti artificiali: tramite lampade abbronzanti; (ee questo lo trovo molto plausibile),esposizione al sole;
-- infezioni da virus o batteri
-- alcuni medicinali
Tutte queste possono benissimo essere cause , ma non tanto a monte, quanto piuttosto il gradino precedente lo scatenarsi della patologia.

Come detto all’inizio, un momento cruciale può essere età in cui sono in atto modifiche ormonali come ad esempio la pubertà, la gravidanza o la menopausa.

Tutte queste possono benissimo essere cause , ma non tanto a monte, quanto piuttosto il gradino precedente lo scatenarsi della patologia.
La malattia può manifestarsi con dolori alle articolazioni, affaticamento anomalo, febbre, vomiti, manifestazioni cutanee, perdita di capelli, ulcere alle mani, anemia, tendiniti, pleuriti, nefriti, pericarditi, endocarditi, ma il fattore più indicativo è la sistemicità di questi sintomi, cioè il fatto che colpiscono diversi organi contemporaneamente.

SINTOMI e FATTORI DIAGNOSTICI
1. Eritema a farfalla: eritema simmetrico del viso, comprende le guance e il dorso del naso.
2. CDLE- lesioni tipiche del Lupus eritematoso discoide.
3. Fotosensibilitá
4. Erosioni della mucosa orale
5. Artrite (artrite non erosiva ad almeno due articolazioni, gonfiore, versamento)
6. Sierosite (pleurite, pericardite)
7. Interessamento renale
8. Interessamento del sistema nervoso: attacchi epilettici, psicosi.
9. Anemia emolitica, leucopenia o trombocitopenia
10. Anticorpi antinucleo (ANA), con eccellente sensibilità ma specificità solo del 70%.
11. Riscontri immunologici: LE-cellule o anticorpi anti-DNA o anti-Sm o anti-fosfolipidi, altamente specifici, al contrario degli ANA.

TERAPIA
Secondo i canoni di medicina ufficiale allopatica,
non esiste ancora una cura definitiva, ma è possibile trattare la malattia, soprattutto per cercare di portarla in uno stato di remissione, cioè farla regredire ad uno stato simile alla guarigione; a oggi non si guarisce dal LES, la malattia resta sempre presente anche nei periodi di remissione, e va tenuta costantemente sotto controllo con una vasta gamma di farmaci.

Ma per attenerci all’ambito olistico ecco quali strategie si possono affiancare .

ALIMENTAZIONE
Questo è il primo ed assoluto ambito su cui far leva sia per purgarsi dalle tossine sia per “voltare pagina” in modo definitivo. Per questa patologia, con la dovuta gradualità, consiglio come prima scelta la Dieta senza muco di Erhet (potete visitare l’apposito sito :
http://www.arnoldehret.it/).
Questa dieta mi sento di consigliarla ai soggetti in cui la patologia si sia presentata dopo i 20 anni. Infatti in periodo immediatamente post-pubertà la crescita continua ancora per un tempo a variabilità individuale e ritengo che il loro fabbisogno proteico non si debba scompensare. Per questi soggetti va attuata una dieta personalizzata.
Dopo circa 2 anni di “erethismo” a mio parere il soggetto può gradualmente introdurre alimenti come uova e modestissime quantità di carne ( da allevamenti biologici e/o biodinamici, si intende), mentre deve comunque bandire assolutamente latte e derivati e tutta la categoria che ho già definito al capitolo 13 come “cibo-spazzatura”.

OMEOPATIA
La legge di Hering dice: la guarigione procede dall’alto in basso, nel senso fisico del termine e dall’interno all’esterno, dagli organi più importanti a quelli meno importanti e comunque nell’ordine inverso di apparizione dei sintomi.

Questa patologia, secondo l’inquadramento omotossicologico, fa parte della fase di impregnazione e cioè la fase in cui il soggetto è “impregnato” di diverse tossine che deve in qualche modo espellere. Si tratta di una fase ancora in qualche misura reversibile.

IMPREGNAZIONE= a partire da questa fase le tossine sono localizzabili non più a livello del mesenchima ma del parenchima; cioè nei tessuti degli organi.
In pratica esse vengono canalizzate a livello organico verso un "locus minoris resistentiae".
Una volta che si sono alloggiate a livello cellulare, queste tossine iniziano a destrutturare la cellula attaccando per primi i suoi meccanismi enzimatici.
(1) Bisognerà prima di tutto attuare un drenaggio dei tessuti con rimedi tipo Sulfur, Nux vomica, Rhus Tox. e tanti altri a seconda della tipologia sintomatica che di volta in volta emerge. Si può attuare anche un drenaggio omotossicologico ad esempio con Lymphomiosot.

(2) Se l’omeopata lo ritiene opportuno, si può usare come nosode Lupos erytematosus ( esiste in commercio della OTI e probabilmente anche di diverse altre grandi “marche”)

(3) Quando si sia raggiunto un discreto livello di disintossicazione si può passare al rimedio di fondo personalizzato.

A proposito di Casi di Lupus risolti con l’omepatia , vi consiglio di leggere l’articolo del Dr. Giovanni Simeone pubblicato qui:

http://amicidilupus.forumfree.it/?t=43328589

dal titolo:
“ LUPUS Il rimedio omeopatico e la legge di guarigione. IL RIMEDIO OMEOPATICO E LA LEGGE DI GUARIGIONE ”


FITOTERAPIA
In alternativa si può attuare un drenaggio di tutti gli emuntori cambiando ciclicamente il rimedio fitoterapico. Questo argomento è molto vasto, ma posso limitarmi in questo caso a citare Castanea vesca - Linfa di Betulla-Equiseto da usare a rotazione per circa un mese prima di passare alla ricerca del rimedio omeopatico costituzionale.

STOP

giovedì 9 dicembre 2010

EFT







EFT

L’ Emotional freedom techniques è una preziosa tecnica per liberarsi dalle emozioni negative che fanno da sottofondo a tanti nostri disturbi e, soprattutto, manie comportamentali ripetitive (disturbi ossessivi-compulsivi). Come esempio posso ricordare i più comuni disturbi di questa categoria:

(1) mangiare continuamente
(2) fumare
(3) bere alcolici
(4) lavarsi continuamente fino a produrre una dermatite
(5) rosicchiarsi le unghie
(6) tirarsi i capelli o i baffi continuamente,in modo imbarazzante quando siamo osservati
(7) controllare continuamente se abbiamo chiuso la portiera dell’auto appena scesi
(8) fare pensieri “tragici” a causa di un’ansia da anticipazione: anticamera dell’attacco di panico.

Certi nostri vizi, radicati da molto tempo, ci sembrano inguaribili. In realtà essi derivano da uno squilibrio della distribuzione energetica del nostro campo elettromagnetico.
Questa tecnica combina alcuni concetti fondamentali dell’agopuntura, della kinesiologia, della programmazione neuro-linguistica , dell’auto-ipnosi e si potrebbero trovare ancora molte affinità con altre tecniche.
Infatti si tratta della digitopressione di determinati punti presenti sul viso, sulle mani e sul torace, in una precisa sequenza, mentre si ripete una certa frase elaborata su misura per un nostro problema. Dopo la prima sequenza si fa un’operazione particolare di reset, e poi si ripete la sequenza.
Personalmente l’ho provata alcuni anni fa ed ha funzionato per un mio problema di difficile soluzione.

Di recente ho avuto modo di conoscere Andrew, il docente del corso che vi propongo, ed allora mi è venuta l’ispirazione di cercare di far conoscere a più persone questo eccellente metodo.

Andrew è australiano e abita in Italia da oltre 10 anni.
E' altamente qualificato in merito ed insegna e pratica EFT da oltre 6 anni.
Considerando corsi, presentazioni, incontri di gruppi e sedute individuali che ha tenuto in vari paesi del mondo, ha insegnato EFT a migliaia di persone.
I suoi studi e il suo lavoro con EFT lo hanno portato a seguire e tenere corsi di EFT in Australia, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Italia.
Ha studiato e imparato EFT direttamente da Gary Craig, il creatore di EFT negli Stati Uniti.

Per conoscere più particolari su questa materia vi consiglio di visitare il suo sito:
www.emofree.it

Ed ecco i particolari sul corso che avrà luogo domenica 6 febbraio... insomma la nostra locandina virtuale!


Ti piacerebbe sapere come trasformare la tua energia e la tua vita?

Puoi con EFT


EFT (Emotional Freedom Techniques) è uno strumento della trasformazione personale sorprendentemente semplice ma potente. Ecco un brevissimo elenco di solo alcuni problemi che EFT può risolvere: Emozioni (paure, fobie, ansia, rabbia, depressione, stress, trauma, voglie di cibo e fame nervosa) Dolori (cefalea, emicrania, mal di schiena, infiammazione, problemi di digestione, artrite, tensione) Condizioni fisiche (perdere peso, dipendenze, asma, allergie, eczema, insonnia, influenza, diabete)

EFT serve anche per: Eliminare la scarsa auto stima,
l'auto-sabotaggio, le credenze o le convinzioni limitanti. Aumentare le prestazioni sportive e negli studi, la forza, la resistenza, l'energia, l'autostima, l'amor proprio, l'accettazione di sé.

Corso di EFT Livello 1
A chi è rivolto:
A chiunque voglia migliorarsi, trasformare la propria vita, risolvere problemi,migliorare la salute e il benessere del corpo, della mente e le emozioni, aumentare le prestazioni fisiche e mentali con uno metodo nuovo e semplice.

Quando:
Domenica 6 febbraio dalle 9 alle 18 con pausa per il pranzo

Dove:
A Modena;presso l’osteria Stile libero in via Taglio


Prezzo:€ 100,00

Programma: Un po' di teoria e altri insegnamenti utili, ma molta pratica ed applicazione della tecnica. I corsi verranno svolti da Andrew Lewis.


Dato che l’iscrizione è a numero chiuso, si richiede un anticipo di 30 euro per la quota di iscrizione.
Ovviamente se uno vuole può pagare in anticipo l’intera cifra.
La quota di iscrizione verrà restituita solo nel caso in cui il corso venisse annullato; non verrà restituita se l’iscritto non partecipa.

Per il pagamento e tutte le altre informazioni contattare:


www.guruditamara.com --> chi sono -->consulenze e scrivere come consulenza “corso EFT”

STOP

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Le mie foto
Marina Salomone
Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
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