Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

sabato 26 giugno 2010

ORMONI parte seconda







I due invitanti disegni di dolci sono di Iris Zuares


ORMONI parte seconda


La carrellata sugli ormoni sarà insolitamente lunga e non si esaurisce certo in due parti... perciò sarà intercalata da altri argomenti.
In diverse occasioni abbiamo parlato di patologie che chiamano in causa ghiandole endocrine e disfunzioni ormonali. Nel capitolo stress e pnei; a proposito dell’equilibrio tra i due sictemi orto- e para-simpatico, che insieme costituiscono il sistema nervoso vegetativo, dove si evidenzia che i neurotrasmettitori del simpatico sono anche ormoni surrenali; a proposito di diabete, di tiroide, di adolescenza; a proposito di ansia e insonnia dove dico perché non approvo l’uso della melatonina se non in pochi casi, e così via.
Conoscere il sistema endocrino in pratica ci permette di applicare diverse considerazioni su qualunque argomento riguardante la salute. Approfondire questo aspetto ci può far riconsiderare in un’ottica più consapevole cosa accade nel nostro organismo in condizioni normali e cosa accade quando assumiamo certi farmaci, come ad esempio estro-progestinici (la pillola) e cortisonici.

Mi sembra utile ritornare, per una via diversa e ridondante, a parlare di ormoni, loro regolazione ed interazione per ottenere un quadro d’insieme più ricco.
Mi esprimerò in termini molto terra-terra per raggiungere tutti i lettori ..... i miei colleghi possono anche sorridere: tuttavia io per prima riconosco una grande utilità a ridurre in termini “caserecci” argomenti complessi e perciò li invito a considerare l’argomento anche in questi termini.

Ormoni pancreatici e regolazione della glicemia
Nelle isole di Langerhans vengono sintetizzati insulina e glucagone rispettivamente dalle cellule beta e alfa. Per quanto riguarda l’influenza sui livelli glicemici i due si comportano da antagonisti. Considerato quantitativamente l’effetto dell’insulina è prevalente rispetto a quello del glucagone. Dopo rimozione del pancreas, quindi, l’evento principale è costituito dal deficit di insulina. Il glucagone, oltre che dalle cellule alfa, viene prodotto anche dalle ghiandole
gastro-duodenali. Esso presenta quindi analogie con gli ormoni tissutali.



AZIONI DELL’INSULINA

(1) L’azione ipoglicemizzante è riconducibile ai seguenti fattori:

(a) essa aumenta la permeabilità al glucosio delle cellule ed in particolare quella delle cellule del tessuto muscolare cardiaco, scheletrico e del tessuto adiposo (non quella delle cellule cerebrali), favorendo inoltre il metabolismo intracellulare del glucosio;

(b) Nel fegato essa attiva la glicogenosintesi. In pratica il glucosio una volta assorbito non viene usato subito dall’organismo per essere “bruciato” come carburante e fornire energia ma viene immagazzinato sotto forma di glicogeno nel fegato, che lo rilascia al bisogno. Quando la quantità di zuccheri è in eccesso rispetto alla possibilità di essere trasformata in glicogeno, viene invece trasformata in trigliceridi e depositata nel tessuto adiposo che rappresenta una specie di deposito più “a lungo termine”. Ora, siccome l’insulina deve spazzare via lo zucchero dal sangue, lo fa dirigendolo verso tutte le direzioni extra-vasali e cioè i muscoli per l’utilizzo energetico, il fegato come deposito, il grasso come deposito a lunga durata.

(c) Sotto la sua azione si riduce la sintesi del glucosio a partire dagli aminoacidi (gluconeogenesi).

(2) L’insulina ha un’azione anabolizzante; quindi favorisce l’accrescimento corporeo e sotto questo aspetto è sinergica al GH (ormone della crescita).

(3) Sul metabolismo lipidico: favorisce la capacità del tessuto adiposo e delle cellule epatiche di assumere gli acidi grassi liberi e promuove il loro depositarsi sotto forma di trigliceridi. Essa impedisce così la comparsa dei corpi chetonici (che sono sostanze tossiche responsabili di molti danni nella patologia diabetica) e dell’acidosi.


AZIONI DEL GLUCAGONE

Aumenta la glicogenolisi epatica, agendo così in sinergismo con l’adrenalina e favorisce, inoltre, la gluconeogenesi. I suoi effetti sul metabolismo lipidico sono molto più complessi. Viene incrementata l’ossidazione epatica degli acidi grassi e viene favorita la loro trasformazione in corpi chetonici. D’altra parte viene anche promosso il deposito di acidi grassi sotto forma di trigliceridi. Il glucagone rende disponibile il glucosio dove è necessario e consente l’utilizzazione degli acidi grassi dove ciò è possibile.


REGOLAZIONE DEL GLUCOSIO NEL SANGUE

La concentrazione plasmatica di entrambi gli ormoni oscilla in dipendenza dell’apporto esogeno di glucosio e ancor di più della sua concentrazione. Il tasso plasmatico di glucosio influenza la secrezione di ormoni correlati (esempio glucocorticoidi). La concentrazione plasmatica di insulina e glucagone non viene regolata, cioè non c’è un asse con ipotalamo e ipofisi; questi ormoni sono perciò da considerarsi piuttosto una componente modulatoria all’interno del sistema di regolazione per il mantenimento costante del tasso ematico di glucosio.
Si pensa che il tasso di glucosio venga misurato nel pancreas stesso e che questa informazione venga usata per regolare per via diretta la secrezione delle cellule beta. Il controllo della secrezione di glucagone avviene per la caduta del tasso glicemico plasmatico attraverso i glucocettori dell’ipotalamo anteriore. Si pensa che anche l’ormone della crescita (GH) agisca a tale scopo.
La secrezione di glucagone può inoltre venire influenzata dalle fibre nervose simpatiche.

L’insulina è il solo ormone che abbassi il tasso ematico di glucosio.
Il tasso glicemico riflette chiaramente l’ordine e il disordine della funzione metabolica dell’insulina e di alcuni altri ormoni. Normalmente esso è mantenuto costante tra 80 e 100 mg/ml. Tale costanza è continuamente messa in pericolo dall’introito variabile di carboidrati con la dieta e dalla diversa velocità di ossidazione del glucosio, che può variare notevolmente (ad esempio per un più o meno gravoso lavoro muscolare). La quota di secrezione dell’insulina si può adattare in maniera molto precisa a queste diverse necessità.

Nell’ambito delle reazioni allo stress, accanto alla liberazione di noradrenalina (NA) e adrenalina (A), si assiste anche ad un aumento della quota di secrezione dei glucocorticoidi e della tiroxina.

FISIOPATOLOGIA Quando la glicemia scende al di sotto di 50 mg/100 ml, compaiono caratteristiche manifestazioni patologiche, quali sudorazione, tachicardia, tremori, ansia, voracità, agitazione. In caso di ulteriore riduzione della glicemia, tale situazione si trasforma rapidamente nel cosiddetto shock ipoglicemico, che si accompagna a perdita della coscienza e può portare rapidamente alla morte. La terapia più efficace è rappresentata in tal caso dalla tempestiva somministrazione di glucosio. Crisi ipoglicemiche compaiono in casi di deficit di GH (nanismo ipofisario) spesso già dopo un breve digiuno. L’effetto più preoccupante dell’ipoglicemia è da ricondurre all’insufficiente apporto di substrato alle cellule cerebrali, per le quali il glucosio rappresenta l’unica fonte di energia.

Un incremento del tasso glicemico al di sopra della norma (iperglicemia) non è di per sé da considerarsi pericoloso per la vita, a meno che la glicemia non sia così elevata da produrre un coma iperosmolare.

Tuttavia un dismetabolismo glicidico è da considerarsi come un importante fattore patogeno per il danneggiamento dei vasi che compare in corso di diabete. Qualora la glicemia superi i 180mg/100 ml, il glucosio viene escreto con le urine. Il diabete mellito è la causa più comune di iperglicemia. Moderate iperglicemie si accompagnano al morbo di Cushing, al gigantismo ipofisario oppure all’acromegalia.



Infine eccovi un link dove si parla di medicina in termini molto chiari e divulgativi, che spiega molto bene il metabolismo del glucosio:
http://www.pforster.ch/Tutoria/MetabGlucosio/MetabolGlucosio.htm


STOP

sabato 19 giugno 2010

FISIOGNOMICA








FISIOGNOMICA
Con il corso di fisiognomica attualmente pubblicato sul mio sito, siamo giunti all’ottavo capitolo.
Diversi lettori mi hanno rivolto la fatidica domanda : “Ma che cos’è questa fisiognomica?”
La risposta sintetica è lo studio del carattere e degli aspetti psicologici in base alla lettura dei segni che si notano sul viso e sul corpo di un soggetto.
In realtà in questo corso, ho voluto includere sotto questa definizione anche altre discipline correlate, come la prossemica , cioè lo studio delle posture che assumiamo da fermi e del modo in cui ci muoviamo o gesticoliamo; la patognomonica cioè lo studio dei possibili disturbi o dei disturbi già in atto; la semeiotica cioè lo studio dei vari segni a scopo di autodiagnosi; tante e tante altre cosine interessanti che a mio parere è utile avere in un unico testo piuttosto che andarle a cercare sotto vari titoli di autori diversi.

Riporto in questo capitolo alcuni stralci del corso


ANALISI DELLE POSTURE
dal punto di vista kinesiologico
Testa inclinata tenere la testa inclinata da un lato, può essere dovuto ad una contrazione di certi muscoli o ad un indebolimento di quelli del lato opposto. Ad ogni muscolo corrisponde un meridiano di medicina cinese e quindi, oltre alle funzioni proprie del muscolo, anche determinate funzioni viscerali e determinati “atteggiamenti mentali ed emotivi”. In questo caso i muscoli possono essere:

romboidi (Fegato)
addominali (Intestino tenue)
trapezio (Milza)
sacrospinale (Vescica)

significato emotivo del meridiano Fegato
Mentre la vescica biliare (VB) elimina, il fegato (F) trasforma le sostanze. Se sappiamo trasformare gli aspetti della nostra vita il fegato funziona bene. Lavorare vuol dire trasformare le cose.
Il fegato è il lavoro, la capacità di trasformare le situazioni. A livello psicosomatico ciò spesso si ripercuote nell’artrosi delle mani: conseguenza di un fegato disturbato. Se con VB in equilibrio facciamo le scelte giuste e i cambiamenti, con F in equilibrio diamo il benvenuto ai cambiamenti. Quando subentra la presunzione, l’invidia, la stupidità, il continuare a rimanere sempre nelle stesse posizioni, la frase chiave è “ io sono perfetto, rimango come sono, ho sempre ragione io” , allora il nostro fegato ha qualcosa che non funziona. L’artrosi è rabbia, invidia non espressa.
Ci si trova in una condizione di cattiveria nel senso latino della parola, cioè “prigionia”; prigionia di certi schemi di comportamento che partono da presupposti errati come ad esempio il “do ut des”. A coloro che seguono anche il corso di omeopatia e fiori di Bach questo disturbo di fegato, artrosi, avarizia nel senso di non lasciar perdere, di voler saldati i propri crediti connesso a depressione ed insoddisfazione ricorderà Chicory e nux vomica.
Si può avere una condizione di stupidità nel senso di stupor, incanto, incantarsi a ripetere gli stessi comportamenti perché pur sapendo di sbagliare non si riesce a fare lo sforzo di trovare strade nuove o nuovi punti di vista.

Significato emotivo del meridiano Intestino tenue
capacità di assimilare la vita. Frase positiva “io imparo dall’esperienza della mia vita”. Il soggetto con IT in squilibrio ha difficoltà ad accettare l’affetto che gli viene dato.

significato emotivo del meridiano Milza/Pancreas
La milza è associata alle domande. Al chiedere i “perché” a se stessi e agli altri, al capire i significati. Frasi chiave sono : “se non mi preoccupassi, morirei”. Comportamento caratteristico il cercare di essere perfetto. Dato che mi sento insicuro, devo essere perfetto per essere amato. E’ il bambino che dice sempre di si ai genitori. Se ad un bambino non vengono date risposte alle domande che fa, questo bambino non si sentirà mai al sicuro nella vita. A livello positivo MP rappresenta la sicurezza e la confidenza in se stessi. Se MP funziona bene siamo capaci di distruggere le cose che non ci servono più o comunque di scartarle. Soprattutto permettiamo agli altri e a noi stessi di sbagliare e/o prendersi tempo per crescere.

significato emotivo del meridiano Vescica
Il meridiano vescica ci permette di fare le cose contando sulle nostre forze. Quando V è in equilibrio vengono nutriti correttamente gli organi. Quando V è in equilibrio non abbiamo bisogno di mendicare l’approvazione degli altri. L’affermazione chiave in positivo è “la mia vita dipende da me”. L’atteggiamento interiore è quello del bisogno di controllo, la necessità di poter prevedere quali saranno gli sviluppi. Aspetto negativo è “gli altri mi controllano” o “gli altri condizionano la mia vita”. Inoltre il peggior stress è ripetere sempre gli stessi errori, cosa che con V in squilibrio si tende a fare. Ricordiamo che gli animali marcano il territorio con le urine. La calcolosi è un attacco di paura che si cristallizza.

LETTURA DELLE LINEE SU MANO E FRONTE
Nei prossimi capitoli, poco per volta, analizzeremo tutte le linee, i segni e molti tipi di mani, ed anche di fronte. Oltre alla lettura europea, aggiungeremo quella che ci aiuta a capire il funzionamento dei meridiani di medicina cinese ed anche i vari organi e le varie funzioni delle zone di riflessologia plantare di piedi e mani.

Il mio approccio a questa lettura è riferito al presente, ed alle tendenze di una persona. In questo modo e con le dovute cautele questa lettura è preziosa per la fisiognomica.
A scopo folkloristico riferirò i dati sul “futuro” ma sottolineo che questi spesso hanno una probabilità assolutamente minima di verificarsi, in quanto le linee ed i segni indicano una tendenza del soggetto, non un evento ineluttabile.

LA NOSTRA LETTURA E’ ANALISI CARATTERIALE
NON CONTIENE CARATTERISTICHE “MAGICHE”
CI TENGO A SOTTOLINEARLO.

Ad esempio se analizziamo la mano di un soggetto con predominanza muscolare, dita a mazza di tamburo, colorito rossastro, palmo più lungo delle dita e assenza di una delle tre linee principali, è ovvio che abbiamo di fronte un soggetto istintivo e irascibile, nella cui vita predomina l’azione ed ha scarsissimo posto l’attività filosofica: per cui possiamo immaginare che morirà di morte violenta, in quanto ha la tendenza a scatenare risse, a provocare i suoi interlocutori e a compiere gesti spericolati. Inoltre non traendo piacere dalle attività intellettuali, li cercherà in attività materiali fino ad esserne avido, per cui in molti modi può cacciarsi nei guai; oppure, se di “sani principi” potrà lanciarsi in azioni eroiche trovando comunque una morte violenta.
Ora tutto questo discorso esprime solo la sua tendenza. In parole povere questo soggetto ha una probabilità almeno doppia rispetto ad un soggetto comune, di trovare una morte violenta.
Ma questa probabilità, seppur elevata rispetto ad un’altra persona, non è che un granello si sabbia nel vasto deserto delle probabilità e non possiamo in alcun modo predire quando nè come morirà... ancor più stolto sarebbe dirglielo, creando suggestioni negative!!!!



Le linee e i monti della mano sono abbinati alla simbologia di pianeti e divinità del pantheon
greco-romano per indicare le caratteristiche che rappresentano. Non c’è superstizione in questa lettura ma semplice simbolismo, per dire con un solo nome un concetto che altrimenti richiederebbe pagine.
Riporto qui di seguito i principali significati dei pianeti,
( intesi come corpi celesti, quindi anche sole e luna sono indicati come “pianeti”) . Quando occorrerà evidenzierò man mano i significati che non ho citato in queste note generali.
Giove rappresenta l’aspetto materiale e pratico, gli affari, il denaro, la generosità ed anche l’autorevolezza.

Saturno rappresenta il senso del dovere, la determinazione, il Daimon nel senso greco del termine, cioè il “devo assolutamente svolgere questa attività, questa missione” in un certo modo esprime il senso che diamo alla nostra vita individuale. Ci sono certe priorità che in ognuno di noi sono la spinta del nostro agire ed informano tutta la nostra vita. Col senno del poi scopriamo che tutti quei fatti, anche apparentemente casuali, hanno avuto una coerenza perfetta per condurci a svolgere la “nostra missione” che è poi il nostro “destino”. Ecco perché Saturno rappresenta il destino, ed è una delle principali linee con cui i chiromanti zingareschi misurano la fortuna, la sfortuna e la lunghezza della vita.

Apollo rappresenta l’arte, la bellezza, il senso estetico, l’amore, ma anche l’onore e la fama

Mercurio rappresenta la capacità di comunicare, l’attitudine alla medicina, alle scienze ed al commercio. Ricordiamo che Mercurio era il protettore dei commercianti e dei ladri!

Venere rappresenta l’eros; più che l’amore nel senso di affettività e sentimenti, rappresenta la vis erotica e di pari passo anche l’energia vitale di un soggetto, ecco perché venere è attribuita al pollice ed all’eminenza tenar

Sole nella mano è rappresentato da Apollo nella zona che comprende l’anulare e tutta la zona del palmo direttamente sottostante. Nella fronte lo vediamo indicato come sole e manca Apollo.

Luna rappresenta l’intuito, la zona d’ombra, i sogni e i rapporti con altre dimensioni. Nella mano non c’è un dito, ma è rappresentata dall’eminenza ipotenar.
Nella fronte ha le sue linee specifiche.



FRONTE
Abbiamo già descritto all’inizio i vari tipi di fronte. Ora aggiungiamo una lettura in base alle rughe, un po’ come si fa per la lettura delle principali linee della mano. Questa lettura, comunemente chiamata metoscopia, ci può essere utile quando in un soggetto vediamo delle rughe o dei corrugamenti stabili sulla fronte. Come sempre il segno deve saltare all’occhio, non dobbiamo essere noi a cercarlo dove non é evidente.

PARENTESI BIBLIOGRAFICA
“ proprio in pieno secolo XVI, il medico e matematico Girolamo Cardano (1501-1576) farà conoscere la scienza della metoscopia, sorella minore della fisiognomica, che si occuperà di interpretare le linee della fronte degli uomini, per consentire di poter giungere meglio alla comprensione del loro carattere.” in questo libro viene pubblicato, in un linguaggio comprensibile e scorrevole il contenuto di un antico trattato del secolo XVI , inedito e anonimo, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. In quel periodo i trattati piccoli o grandi di metoscopia furono innumerevoli sia ad opera di Cardano che dei suoi allievi.
Questo trattato é scritto in lingua italiana, ma in quell’epoca la maggioranza delle parole erano così diverse da oggi (consonanti raddoppiate dove sono semplici e doppie dove oggi sono singole; non compaiono segni di punteggiatura, né accenti; ci sono molte abbreviazioni; ci sono dittonghi di epoca medioevale come la t latina al posto della zeta spatio per spazio, consideratione, indignatione ecc ecc c’é abbondanza di h come ad esempio nelle parole hipocrita, humor, hora, habitudine ecc; c’é una j aggiunta alla i nel finale plurale) che il libro necessitava di una sorta di traduzione, che l’autore ha eseguito accuratamente. Il libro é corredato di magnifici disegni che sono fatti da un artista contemporaneo come copia e ingrandimento di quelli presenti nel manoscritto. Ovviamente io ci metto i miei per facilitare ulteriormente la lettura della fronte.
Che l’autore sia allievo del Cardano é certo, in quanto ci sono riferimenti espliciti al maestro. Lo scrittore asserisce che non avrebbe potuto scrivere questo trattato se non avesse conosciuto le opere e le ricerche del miracoloso Cardano.

LE LINEE DELLA FRONTE

(dal libro di Salvatore Pezzella
“I segreti della fronte” ed ORIOR - Firenze 1987)

secondo la lunghezza della fronte, le linee non sono sempre nella stessa quantità. Tuttavia in media se ne osservano 3.
l’avere molte linee non é un fatto positivo, e d’altra parte, non averne alcuna é ancor più negativo perché in tal caso significherebbe vita breve, idropisia o altre patologie.
Una grande quantità di linee nell’età giovanile significano bontà d’animo ed ingegno elevato ma anche che il soggetto si carica di una quantità di impegni che non può eseguire o portare a buon fine. In sintesi un eccesso di linee (in rapporto all’età) indica una condizione costante di stress e ansia.
Come abbiamo visto per le linee della mano, anche le linee della fronte sono in rapporto ai 7 pianeti (nel senso di corpi celesti, includendo sole e luna) e loro significati.
Procedendo dall’alto al basso le linee lunghe orizzontali rappresentano saturno, giove, marte, sole, venere. Linee verticali sulla glabella una o due centrali= ancora venere; altre sopra queste ultime=mercurio poi ci possono essere due linee in corrispondenza di circa mezzo cm sopra le sopraciglia = lato dx sole e lato sx luna. Qui l’autore si dilunga a spiegare in caso ci fossero poche linee a quali pianeti vanno attribuiti. La spiegazione é in tutto analoga a quelle che troviamo in chiromanzia. Quindi, sintetizzo dicendo che noi dobbiamo immaginare la fonte come un grafico dove virtualmente ci siano tutte le linee possibili (tranne quelle che hanno disezioni oblique o i vari segni evidenti e non classificati come fisiologici che hanno sempre un significato poco favorevole) e poi quindi notare la mancanza di certe linee e dedurre che il soggetto ha solo saturno marte e venere, piuttosto che giove marte e sole-luna e così via. Per rendere più chiaro il concetto aggiungerò nei prossimi capitoli i vari esempi ed evidenzierò le linee dei nostri “personaggi famosi”.
Intanto riporto la regola espressa sul testo:
“ Quando ci sono solo 3 linee equidistanti= saturno giove e marte; quando sono solo 2 bisogna decidere, in base al livello ove si trovano, quale delle 3 manca.
Secondo Celite invece quando ci sono solo 3 linee= saturno giove e mercurio ( ma qui l’autore dice che Celite si discosta da tutti gli altri autori con i quali invece lui concorda. noi diremo che é marte o mercurio secondo le minore o maggiore vicinanza alle sopracciglia. Se ci sono più di 5 linee, alcune saranno da considerare doppioni di quelle principali di cui vanno a rafforzare il significato. Ma vanno escluse dai doppioni venere sole e mercurio perché già si riproducono in altre zone (occhi e glabella); invece se sono doppie o triple quelle divise in corrispondenza delle sopracciglia, qui il rafforzamento di sole e luna é valido.


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sabato 12 giugno 2010

ORMONI parte prima





ORMONI parte prima



una vecchia barzelletta dice: “sai cosa sono gli ormoni? Gli improntoni dei piedoni!”


Prima di esaminare le varie cure alternative che riequilibrano la funzionalità del sistema endocrino o semplicemente di alcune ghiandole, vi propongo una infarinatura sul funzionamento dei principali ormoni.
L’argomento è vastissimo e quindi lo tratterò a puntate! 
 Non potrà certo mancare la classica carrellata di rimedi olistici per correggere i disturbi in modo non invasivo e soprattutto appropriato.

GLI ORMONI
(a) rendono possibile e stimolano lo sviluppo somatico, sessuale e mentale.
(b) Consentono e favoriscono l’adattamento dell’organismo allo sforzo permettendo, in caso di forti sollecitazioni, che si instaurino quelle modificazioni di organi e sistemi necessarie a sostenere la nuova situazione; in assenza di alcuni di essi, non si verificano le corrispondenti funzioni.
(c) Sono necessari per mantenere costanti alcune grandezze fisiologiche, quali ad esempio la pressione osmotica e il tasso di glucosio nel sangue: funzione omeostatica.
Gli ormoni sono efficaci in piccolissime concentrazioni. Essi non intervengono come substrato nei processi biochimici che loro stessi guidano.
L’ormone può essere definito come “portatore d’informazione”, un fatto che sottolinea l’analogia tra sistema endocrino e sistema nervoso.




ormoni sessuali
Se ne distinguono tre gruppi: androgeni, estrogeni e progestinici.
E’ interessante il fatto che sia la donna che l’uomo producono una piccola quantità di ormoni del sesso opposto cioè la donna una piccola quantità di androgeni e l’uomo una piccola quantità di estrogeni.

Gli ormoni sessuali prodotti dalle gonadi determinano la differenziazione embrionale e lo sviluppo puberale degli organi sessuali, nonché lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
Essi promuovono anche le modificazioni della mucosa uterina e le modificazioni della ghiandola mammaria, necessarie alla gravidanza e all’allattamento. Inoltre, hanno una serie di effetti extragenitali. Infine influenzano il comportamento sessuale.
Per quanto riguarda la mucosa uterina si hanno modificazioni ritmiche che configurano il cosiddetto ciclo mestruale. Gli estrogeni sono responsabili della fase proliferativa, ovvero dell’ispessimento e della formazione delle ghiandole dell’endometrio. In seguito, sotto l’influenza del progesterone, le ghiandole endometriali diventano secernenti (fase secretiva). Tali modificazioni sono il presupposto per l’impianto dell’ovulo fecondato (annidamento).
Effetti extragenitali. Il progesterone produce un aumento della temperatura corporea a riposo. Regolari misurazioni della temperatura permettono di stabilire l’andamento del tasso di progesterone e il momento in cui avviene l’ovulazione. L’aumento della temperatura corporea è dovuto a un aumento del metabolismo basale a cui si associa uno spostamento verso l’alto della temperatura soglia per la sudorazione e per la vasodilatazione. Gli androgeni hanno un effetto anabolizzante, nel senso che incrementano la sintesi proteica; il progesterone ha invece un effetto catabolico. Sotto l’influsso degli ormoni sessuali si verifica infine l’ossificazione della giunzione epifisaria e quindi l’arresto della crescita dell’osso.
Il tasso di secrezione di entrambi gli ormoni ovarici è regolato da FSH e LH. Sotto l’influsso dell’aumentato tasso di FSH nei primi giorni del ciclo mestruale si ottiene la maturazione di un follicolo primario e un aumento del tasso di estradiolo. Il picco di LH è senza dubbio la causa dell’ovulazione e della trasformazione del follicolo in corpo luteo. Il corpo luteo produce progesterone, la cui concentrazione dopo l’ovulazione aumenta. La regolazione della secrezione di SFH e LH si ha tramite il releasing hormone LH-RH. In un primo tempo erano stati postulati 2 releasing hormones FSH-RH e LH-RH. In base alle successive ricerche si è trovato che esiste un solo releasing-hormon (detto anche GN-RH che sta per gonadotropin releasing hormone) che regola sia la secrezione di LH che di FSH. La diversa reazione, in particolare lo sfasamento nel tempo del massimo di secrezione dell’FSH e dell’LH deve pertanto essere riportata a fattori modificanti, il più probabile dei quali sarebbe un diverso modo di operare del circuito di feed-back negativo. La secrezione dei releasing-hormones è sottoposta a sua volta al controllo centrale di strutture localizzate al di sopra del’ipofisi e che hanno un comportamento ciclico solo nell’organismo femminile. Mediante l’apporto esogeno di estrogeni e progestinici all’inizio del ciclo, il meccanismo di feed-back negativo della secrezione di LH-RH viene inibito. L’ovulazione non avviene perché non si ha il picco di LH; la “pillola” è composta da estro-progestinici sintetici che non vengono inattivati a livello epatico.

GRAVIDANZA La distruzione del corpo luteo viene impedita non appena un ovulo fecondato si sia impiantato sulla mucosa uterina. Tale effetto è da ricondurre al fatto che il trofoblasto impiantato produce due ormoni: la gonadotropina corionica (HCG), che ha effetti simili all’LH e l’ormone “lattogeno placentare umano” (HPL) che, per la sua azione corrisponde alla PRL. Sotto l’influenza dei due ormoni placentari, il corpo luteo aumenta la propria secrezione di progesterone. Il mantenimento di elevati livelli di progesterone impedisce la rimozione della mucosa uterina. Verso la fine dl 1° mese di gravidanza, ha luogo l’involuzione del corpo luteo. A questo punto la placenta ha assunto la capacità autonoma di produrre estrogeni e progesterone necessaria per il mantenimento della gravidanza.
L’HCG si trova nelle urine della donna immediatamente dopo l’instaurarsi della gravidanza e su questo rilievo sono basati i comuni test di gravidanza. Il parto avviene 270 giorni dopo il concepimento. Un fattore determinante il parto è un aumento della secrezione fetale di glucocorticoidi alla fine della gravidanza. Di conseguenza, è aumentata la produzione placentare di estrogeni a partenza dal progesterone; in tale modo il tasso di progesterone si abbassa e quello di estrogeni si alza. Ciò comporta una liberazione di PG E, che a sua volta aumenta la sensibilità dell’utero all’ossitocina con conseguente potenziamento delle contrazioni uterine.

ALLATTAMENTO Nella pubertà, sotto l’influsso degli estrogeni, si ha lo sviluppo della ghiandola mammaria. Però solo durante la gravidanza, per effetto dell’aumentato tasso degli estro-progestinici, si formano gli alveoli distali ed i lobuli della ghiandola mammaria. Il decorso di tale processo prevede l’intervento sinergico della PRL (che anche nell’uomo si svolge ad opera dell’HPL), dell’insulina, della tiroxina e del cortisolo. La secrezione lattea ha luogo subito dopo il parto; per questo evento è necessario l’intervento della PRL. L’emissione di latte avviene mediante lo stimolo della suzione ed è mediata dalla ossitocina, che opera la contrazione delle cellule mioepiteliali della parete alveolare della ghiandola mammaria (riflesso di eiezione lattea). Lo stimolo della suzione promuove anche la liberazione della prolattina, oltre che dell’ossitocina.



UOMO

Il livello plasmatico degli ormoni sessuali maschili è costante, se si escludono lievi oscillazioni giornaliere. Un incremento del livello di testosterone riduce la secrezione dell’LH attraverso l’inibizione del corrispondente releasing-hormone della zona ipofisiotropa. L’FHS non ha, nel maschio, alcun effetto gonadotropo. Invece, a livello delle gonadi esso si lega a speciali recettori delle cellule di Sertoli e opera la produzione di una proteina che lega gli androgeni: la ABP (androgen binding protein). Il complesso ABP-testosterone influenza la spermatogenesi e la spermiogenesi. La cellula di Sertoli produce inoltre un polipeptide, l’inibina, che inibisce la secrezione di FSH e LH. Non è ancora chiarito se la prolattina nel maschio abbia una funzione particolare. L’architettura della gonade primitiva, originariamente sessualmente neutra, è costituita da una parte corticale e da una midollare. Nell’organismo femminile dalla corticale si forma l’ovaio, mentre la midollare subisce un’involuzione; viceversa, nell’organo maschile, si osserva l’involuzione della corticale, mentre dalla midollare si sviluppa il testicolo.


Sistema simpatico adrenergico
Gli ormoni del sistema simpatico adrenergico vengono, in parte, prodotti dalla midollare del surrene, che ha uno stretto rapporto ontogenetico col simpatico, ed in parte, a livello delle terminazioni nervose simpatiche. Le cellule deputate alla sintesi di tali ormoni nella midollare del surrene, sono dette cellule cromaffini. Alcune producono adrenalina (A) e altre noradrenalina (NA). Le cellule ormonosintetizzatrici sono da considerarsi cellule nervose simpatiche modificate. Esse vengono quindi innervate dalle fibre nervose simpatiche pregangliari. Nell’adulto, la quota di A rappresenta circa il 70-90% del secreto. Invece le catecolamine liberate a livello delle terminazioni nervose sono costituite prevalentemente da NA. Il precursore dell’adrenalina è l’aminoacido tirosina. A partire da essa vengono prodotte sia A che NA. La NA viene prodotta in diversi distretti del cervello ove si comporta da sostanza mediatrice. A causa della barriera ematoencefalica, l’A e la NA, prodotte dalle terminazioni nervose simpatiche e dalla midollare del surrene, non penetrano nel cervello. Il cervello, quindi, nonostante che i suoi sistemi di regolazione interna dipendano dalle catecolamine, non è regolato direttamente dal sistema simpatico-adrenergico.
D’altra parte, la NA e l’A prodotte dal cervello non vengono probabilmente riversate in quantità significative nel circolo generale, ma vengono degradate o riassorbite nella stessa zona in cui esercitano la loro azione. Invece la NA liberata dalle terminazioni simpatiche, circola nel sangue e può essere rilevata nelle urine. Essa ha quindi il carattere di ormone, sebbene venga considerata comunemente un neurotrasmettitore. Contrariamente a quanto affermato sopra, altri e più recenti studi sostengono che A e NA possono attraversare la barriera emato-encefalica (BBE). Ciò avverrebbe nell’ambito degli organi circumventricolari. 

AZIONI DI A E NA
(1) influenza sul tono e la contrazione della muscolatura liscia e striata;
(2) influenza sul metabolismo dei carboidrati e dei lipidi
(3) sistema circolatorio. La NA provoca un eccitamento della muscolatura liscia e quindi una vasocostrizione in tutti i distretti vascolari, eccetto che in quello coronarico e e cerebrale. L’A, invece, opera in alcuni vasi, quali quelli del distretto cutaneo, una vasocostrizione; in altri, come ad esempio in quelli della muscolatura scheletrica, una vasodilatazione.
(4) Nel cuore hanno entrambe effetti cronotropo e inotropo positivo.
L’A ha un effetto dromotropo e batmotropo positivo. La NA non aumenta la frequenza cardiaca ma addirittura determina bradicardia, fatto che può essere ricondotto ad una stimolazione vagale riflessa, alla quale si può ovviare con l’impiego di atropina.
(5) Pressione sanguigna. In seguito all’incremento della concentrazione ematica di NA compare un aumento della pressione sisto-diastolica. L’A promuove un incremento della pressione sistolica, con pressione diastolica inalterata oppure ridotta. In ogni caso l’A produce un aumento della pressione differenziale. (6)Respirazione. A e NA determinano una maggiore ampiezza degli atti respiratori. Ciò è dovuto al rilasciamento della muscolatura bronchiale, con riduzione delle resistenze respiratorie, per cui la NA (molecole ad effetto simile) viene utilizzata per il trattamento dell’asma bronchiale.
(7) Muscolatura liscia di altri organi. Sotto stimolo da parte di A e NA gli sfinteri del tratto gastrointestinale si contraggono, mentre su tutta la restante muscolatura si produce un rilasciamento. A ed NA inducono una contrazione della muscolatura liscia della capsula splenica, degli erettori dei peli della cute e del muscolo dilatatore della pupilla.
(8) Metabolismo. L’A provoca un incremento della glicemia mediante glicogenolisi epatica, mentre l’effetto ipoglicemizzante della NA è inferiore. Nella regolazione dell’equilibrio glicidico l’A è il più importante antagonista dell’insulina, a causa del suo effetto glicogenolitico. A e NA hanno azione lipolitica ed aumentano il tasso di acidi grassi liberi nel plasma i quali fungono da substrato per la termogenesi nell’esposizione al freddo. Sotto stimolo adrenalinico la produzione d’energia aumenta del 30% circa; incrementi molto più sensibili (fino al 300%) si riscontrano nel neonato e negli individui adattati al freddo che utilizzano il tessuto adiposo bruno.
Questo effetto termogenico è indotto sia dalla NA che dall’A
(9) SNC L’A opera una stimolazione del sistema reticolare ascendente ( “reazione di risveglio”). Queste manifestazioni del SNC sono accompagnate da un maggiore stato di vigilanza fino a uno stato di eccitazione psichica e di ansia.

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venerdì 4 giugno 2010

OTITE parte seconda




OTITE parte seconda

Nella figura schematica possiamo vedere in arancio tre parti dell’osso temporale: zona verticale sottile, la squama; zona orizzontale dove si innestano le parti interne dell’orecchio è la piramide; zona arancio in basso che si articola con l’osso occipitale, la mastoide.
In giallo chiaro altre ossa del cranio; in rosa la faringe dove si riversa la tromba di Eustachio che fa parte dell’orecchio medio.

OTITE MEDIA ESSUDATIVA
L’otite media essudativa (OME) è caratterizzata dalla presenza, a livello dell’orechio medio, di materiale sieroso o mucoso in assenza di un processo infiammatorio acuto e di manifestazioni cliniche. In base ai sintomi si distinguono varie forme: con effusione, versamento, secreto, catarro, sierosa , mucoide, asintomatica, tubotimpanica, con catarro tubarico, glue-ear.

I bambini affetti da OME possono essere asintomatici o presentare : carattere distratto, ipoacusia, disturbi dell’equilibrio, vertigini, tinnitus, sonno agitato. Le condizioni patogenetiche non sono condivise da tutti gli Autori.
Sono state ipotizzate:
(1) alterata funzione tubarica; le funzioni fondamentali svolte dalle tube di Eustachio sono: funzione aerodinamica, funzione difensiva e funzione di drenaggio. Al fine di garantire un’efficace trasmissione dell’onda acustica nell’orecchio interno, è necessario che l’impedenza dell’orecchio medio sia mantenuta ai livelli minimi grazie al bilanciamento della pressione nella cassa con quella atmosferica. Ciò è reso possibile dalla funzione aerodinamica: attraverso l’apertura ciclica, la tuba consente il passaggio dell’aria dal rinofaringe all’orecchio medio, contrastando la propria tendenza al riassorbimento che condurrebbe a riduzione dei valori pressori nella cassa timpanica, causando progressiva ipossia. La masticazione, lo sbadiglio, l’atto di soffiarsi il naso, lo starnuto, determinano un’apertura transitoria della tuba di Eustachio; la deglutizione è fondamentale: regola il meccanismo, in modo periodico, intervenendo mediamente con una frequenza di 1 atto al minuto durante la veglia e 1 ogni 5’ durante il sonno. Nei lattanti sono 5 atti al minuto durante la veglia e 3 al minuto durante il sonno. Questo meccanismo viene assicurato dall’attività del muscolo tensore ed elevatore del velo palatino. La tuba dotata di funzione aerodinamica adeguata neutralizza le differenze pressorie tra i 2 lati della membrana di più o meno 250 mmH2O.
Nel bambino sano, la capacità di compenso degli squilibri pressori è meno efficiente rispetto a quella dell’adulto: questa capacità è nettamente deficitaria nel piccolo paziente affetto da flogosi ricorrenti delle prime vie aeree; tutto ciò porta alla formazione, nell’orecchio medio, di un ambiente a contenuto di CO2 superiore alla norma. Il blocco della funzione aerodinamica porterebbe alla formazione, nell’orecchio medio, di versamento sieroso, mentre elevate concentrazioni di CO2 determinerebbero la trasformazione mucosa del rivestimento cellulare della cassa timpanica; questa ipotesi ben spiega la presenza di versamento endotimpanico e metaplasia mucosa, elementi cardine nel determinismo dell’OME. Oltre alle ostruzioni tubariche funzionali, legate ad insufficiente meccanismo attivo di apertura ed a quelle meccaniche secondarie a flogosi delle prime vie aeree, un ruolo importante, nel determinismo di una disfunzione aerodinamica, è rivestito dalla compressione estrinseca sull’ostio faringeo, causata da ipertrofia adenoidea. Considerando che la flogosi delle prime vie aeree che coinvolgono le vegetazioni adenoidee determinano, per estensione dell’infezione, otiti medie con ipoacusia trasmissiva transitoria, alcuni Autori sostengono che l’adenoidectomia potrebbe essere un’efficace terapia dell’OME. La funzione aerodinamica è la più importante. Oltre a questa la tuba svolge una funzione difensiva, di barriera meccanica, nei confronti di agenti fisici, chimici e biologici che dal rinofaringe possono raggiungere l’orecchio medio. In condizioni di riposo l’ostio faringeo e la porzione cartilaginea della tuba sono chiusi ed il funzionamento “a valvola”, caratteristico della dinamica tubarica, è ulteriore impedimento all’aspirazione dei microrganismi patogeni. La tuba del bambino è più corta, più larga, più orizzontale, quasi senza istmo, se confrontata a quella dell’adulto, rappresentando così un punto di passaggio facilmente aggredibile dalle diverse noxae patogene. Nell’infanzia è, inoltre, deficitaria la funzione di drenaggio tubarico affidata, analogamente a ciò che accade nelle cavità nasali, al sistema muco-ciliare. Si rileva, infatti, un numero di cellule ciliate e di cellule caliciformi inferiore rispetto all’adulto, con secrezione mucosa ridotta.
(2) Persistenza di germi a bassa virulenza; si reperiscono gli stessi germi trovati nel’OMA, ma con più frequenza di H Influenzae e Moraxella Catharralis.
(3) Ipertrofia e/o infezione adenoidea; il ruolo svolto dalla compressione estrinseca sull’ostio faringeo tubarico di vegetazioni adenoidee ipertrofiche e l’importanza delle flogosi adenoidee nel determinismo dell’OME, sono stati trattati in precedenza nel testo.
(4) Malocclusione dentale; questa è possibile causa di alterazioni della funzione aerodinamica. In particolare, nei soggetti respiratori orali, cioè quelli con palato stretto e ogivale, fosse nasali ridotte, quasi esclusiva respirazione orale, determinerebbe anche maggior incidenza di flogosi delle prime vie respiratorie.


NB= L’OME si colloca nella fase di deposito secondo la classificazione di Reckeweg delle fasi umorali.


AUTOINFLAZIONE (palloncino otovent) nei casi in cui sia proponibile, cioè dai 4 anni in poi, l’uso del palloncino si è dimostrato efficace e privo di effetti collaterali.

SCIROPPO A BASE DI XILITOLO per la prevenzione dell’otite media. E’ un preparato magistrale. Lo xilitolo in natura si trova in prugne, fragole, lamponi e more. La sua capacità di ridurre l’incidenza delle carie dentali è ampiamente dimostrata, tanto da essere un dolcificante di largo impiego in dentifrici, collutori, sciroppi e gomme da masticare. Il Martindale riporta ampia casistica che attesta l’utilità di questo dolcificante nel prevenire l’otite media dei bambini da 14 mesi a 6 anni. Questo trattamento rappresenta una valida alternativa al trattamento preventivo a base di antibiotici, in particolare nella profilassi dell’otite media cronica. La sostanza è innocua, infatti la DL50 nel ratto è di 16,5g/Kg. Per preparare lo sciroppo Pierandrea Cicconetti (per me l’esperto i riferimento in tecnica farmaceutica) suggerisce la seguente formula: xilitolo g40, aroma qb, acqua qb a 100 ml. La scadenza è 3 mesi dalla preparazione.


Omeopatia
In questo studio della Heel-GUNA è stato testato un protocollo omotossicologico a confronto con amoxicillina + ac clavulanico + prednisone + mometasone furoato. Questo è il protocollo standard farmacologico.
Il nostro protocollo è così composto:
(1)MUCOSA COMP fl. E’ un rimedio di supporto nelle malattie delle mucose. Contiene 15 organoterapici, cioè mucosa di tutti i principali organi, ad effetto trofico sull’organo corrispondente. Rimedi ad effetto protettivo delle mucose al fine di favorirne la ricostituzione. E’ usato in tutte le malattie allergiche, infiammatorie o degenerative delle mucose. In questo caso ha lo scopo di contrastare la metaplasia mucosa delle cellule della cassa timpanica e di favorire il drenaggio tubarico, affidato alle cellule caliciformi ed al sistema mucociliare. 1 fl x os al dì x 5 gg , poi 2 fl a settimana per 4 settimane.

(2) ECHINACEA COMP FORTE-S fl è idoneo a stimolare le difese organiche attraverso l’azione elettiva sui linfocitiB e produzione di immunoglobuline IG. Modula il processo infiammatorio stimolando le fasi positive e contenendo gli eccessi reattivi. E’ il rimedio più efficace nelle patologie infettive acute. 1 fl al dì per os per 5 giorni poi 2 a settimana per 4 settimane.

(3) VIS HEEL fl è il rimedio tipico dell’eccesso di risposta cellulare con ipertrofia linfonodale secondaria: determina uno stimolo profondo delle reazioni organiche di difesa attraverso l’attivazione dell’immunità umorale antibatterica e la modulazione dell’iperreattività cellulomediata. Farmaco dell’episodio acuto ricorrente su base cronica, rimedio di drenaggio linfatico efficace nel corso di malattie acute protratte. 2 fl per os alla settimana per 5 settimane.

(4) ARNICA COMP HEEL fl azione antinfiammatoria e analgesica ad ampio spettro con attività antiedemigena e antiessudativa. Costituisce una valida alternativa ai fans. Agisce attivando le difese connettivali, modulando la fase di reazione a livello di tutti i tessuti in opposizione alla vicariazione progressiva del processo infiammatorio. L’utilizzo per via endonasale consente di ottenere una forte modulazione locale del processo infiammatorio, impedendone la cronicizzazione. 1 fl per via endonasale al dì per 5 giorni, poi 2 a settimana per 4 settimane.
Risultato di questo studio, fatto su 146 pazienti, è stata la significativa maggiore efficacia del protocollo omeotossicologico rispetto a quello allopatico. Ricordiamo che vis heel è particolarmente indicato nel bambino linfatico con ricorrenti episodi batterici per la stimolazione di una miglior reattività non solo immunitaria, ma anche generale. E’ il farmaco specifico della fase di deposito nella patologia linfatica. Arnica comp heel per via endonasale è riportato in letteratura per casi di sinusite e otite media. In conclusione questo protocollo si è dimostrato particolarmente utile, mentre le terapie convenzionali producono risultati contrastanti e nella migliore delle ipotesi non duraturi.






SECREZIONI AURICOLARI
Le secrezioni variano a seconda delle loro origini. Se vi è presenza di sangue, bisogna ricorrere al medico d’urgenza (ferita alla testa, carcinoma ecc).






OTITE PURULENTA
provocata dall’intervento di germi piogeni, questa forma clinica è caratterizzata dalla fuoriuscita di materiale purulento e da un cointeressamento dell’antro mastoideo. Al quadro generale di tipo suppurativo (nei bambini si può giungere a sintomo di meningismo, convulsioni e vomito) si accompagna un dolore intensissimo, pulsante, irradiato alla regione parietale e al collo, senso di pienezza, autofonia, acufeni e ipoacusia. In terza-quarta giornata, con la perforazione del timpano, i sintomi si attenuano.

Omeopatia
 Non sempre si può fare a meno di assumere una terapia antibiotica. In ogni caso, sempre utile si rivela l’abbinamento di PYROGENIUM ed HEPAR SULFUR. ARSENICUM ALBUM 9 CH 3  granuli per 4 volte al dì è indicato quando la secrezione è fluida, escoriante, di cattivo odore; è interessato lo stato generale e i dolori, a carattere urente, sono aggravati tra l’una e le tre e migliorano col calore. Se la secrezione, una volta stabilitasi, si blocca, daremo una dose di LACHESIS 15CH. A secrezione instaurata, per impedire il passaggio alla cronicità, è assai utile la somministrazione di SILICEA 15CH 3 granuli per 2 volte al dì.



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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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