Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

domenica 30 agosto 2009

ENURESI

























ENURESI

L’enuresi, secondo il punto di vista allopatico, è una minzione involontaria e incosciente, che avviene più frequentemente durante il sonno di un bambino . Nella prima infanzia la perdita di pipì a letto è fisiologica, mentre si definisce enuresi quando questo fenomeno persiste dopo i 4 anni.
In genere, anche se non curata, tende a scomparire con la pubertà.
Essa va distinta dall’incontinenza urinaria; la prima infatti è incosciente al contrario della seconda che è cosciente.
Nell’enuresi l’anomalia fondamentale consiste in un difetto del controllo centrale della contenzione delle urine e pertanto ogni causa periferica va esclusa attraverso una diagnosi differenziale. A questo proposito, per poter parlare di enuresi occorre aver escluso tutte le cause organiche di incontinenza urinaria e cioè: malattie metaboliche come diabete insipido o mellito, affezioni urologiche o renali congenite o acquisite come calcolosi vescicale, cistiti acute o croniche, malformazioni congenite dell’apparato genito-urinario; affezioni neurologiche congenite come spina bifida e aplasia sacrale, o acquisite come mieliti e traumi midollari.


Si distinguono 2 forme principali di enuresi sulla base della modalità di comparsa del disturbo:
enuresi primaria, quando il controllo sfinterico non è mai stato acquisito dal bambino;
enuresi secondaria quando il controllo sfinterico viene perso dopo un periodo più o meno lungo di normalità.

Si distinguono inoltre enuresi diurne , diurne-notturne e notturne.

Ci sono diverse cause: fattori genetici, capacità e funzioni vescicali, profondità del sonno, addestramento alla continenza, fattori psicologici stressanti, fattori psicologici individuali.
Alcuni studi dimostrano che la vescica (V), pur non presentando anomalie strutturali, ha la funzionalità anomala. Lo stimolo alla minzione viene percepito quando non è ancora saturata la capacità vescicale e cioè molto in anticipo rispetto alla norma.Un sonno particolarmente profondo sembra correlarsi con il fenomeno enuretico che che compare non prima di 2h dal momento dell’addormentamento e durante le fasi 3 e 4 del sonno lento, quasi prendendo il posto di una fase rem.

L’addestramento alla continenza avviene secondo fasi successive ed evolutive. La minzione del neonato è di natura riflessa e avviene prevalentemente di giorno. Il passaggio dalla minzione riflessa a quella controllata avviene in 4 tappe che cominciano alla fine del 1° anno di vita: acquisizione del senso di pienezza, possibilità di trattenere la minzione, possibilità di iniziare la minzione solo quando la V è satura, possibilità di espellere anche a V non completamente piena. Il controllo si considera acquisito solo quando è contemporaneamente diurno e notturno.

Esistono senza dubbio dei rapporti tra ricomparsa del fenomeno enuretico o suo aggravamento e fattori psicologici stressanti. La separazione dei genitori, la nascita di un fratello, ricoveri ospedalieri, incidenti e traumi, maltrattamenti ecc. , sono tutte circostanze scatenanti questa patologia, magari in un terreno predisposto.
Esiste , secondo alcuni Autori , una personalità enuretica caratterizzata da immaturità e tendenza alla regressione, vulnerabilità affettiva con esagerata emotività e comportamento ansioso, condotta oppositoria o, al contrario, esageratamente passiva.
Ovviamente il bambino non va colpevolizzato nè deriso. Al contrario, in sua presenza, il problema deve essere sdrammatizzato e sottaciuto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

L’enuresi è definita come una incontinenza di urina, quasi sempre notturna, di origine funzionale. La vescica (V) è collegata al rene (R), al triplice riscaldatore (TR) : un meridiano che non rappresenta un organo ma una funzione svolta da più organi ed in parole povere assomiglia al nostro concetto di metabolismo e termoregolazione. Attraverso il TR , la V è collegata anche alle funzioni di polmone e milza. La V appartiene insieme con R al movimento acqua e rappresenta il viscere deputato all’immagazzinamento delle urine e alla loro eliminazione attraverso uno degli orifizi del basso.
Quando si assorbono le bevande, esse, dopo essere passate per lo stomaco (S), raggiungono la milza (M). E’ la M che distribuisce in seguito le energie contenute nelle bevande. Dalla M i liquidi passano al polmone (P), verso la regione alta del corpo, e poi al R e alla V nel basso del corpo.
Per la medicina cinese è importante da una parte il ruolo determinante che milza e polmone svolgono nell’assorbimento e nella distribuzione dei liquidi, e dall’altra il fatto che il triplice riscaldatore (TR), attraverso le sue 3 sezioni, governa il metabolismo delle acque.

In MTC l’eziopatogenesi dell’enuresi può essere collegata direttamente alla disfunzione del Jiao medio e superiore, cioè agli organi milza e polmone.Inoltre possiamo affermare che l’intero San Jiao ha un ruolo determinante nella eziopatogenesi dell’enuresi.Attraverso il R il fenomeno enuretico può coinvolgere il cuore, direttamente collegato al R, attraverso l’asse Shao Yin. Il fegato può interferire tramite il meccanismo della sovrainfezione dele vie urinarie determinata da ristagno di calore e umidità nel suo meridiano.
Dunque anche nell’analisi di questa patologia si nota come il meccanismo sintetico della medicina cinese cerchi di ricondurre un fenomeno apparentemente particolare ad alterazioni di equilibri energetici più generali che coinvolgono organi, visceri, movimenti. La debolezza del riscaldatore inferiore (zona pelvica) è quasi costantemente il primum movens del fenomeno enuretico.

Il Rene è l’organo di programmazione e controllo dello sviluppo e della riproduzione e durante i primi anni di vita deve guidare fenomeni di crescita e di maturazione dell’individuo. Si potrebbe dire che al R è affidato il compito di promuovere e controllare l’integrazione nervosa.

In MTC le malformazioni del tratto midollare lombo-sacrale (mielomeningocele, meningocele, agenesia sacrale e lombo-sacrale, compressioni midollari ecc), le cerebropatie, e malformazioni congenite delle vie urinarie sono tutte patologie di origine renale.Il Rene inoltre deve guidare e controllare il fenomeno dello sviluppo e dell’attivazione di tutte le funzioni nervose del nostro organismo, anche delle funzioni neurovegetative che sono alla base del meccanismo del controllo sfinterico-vescicale. C’è dunque una stretta relazione tra l’attività renale e il controllo nervoso della funzione sfinterico-vescicale.

Una immaturità del SNC e periferico va dunque considerata come conseguenza di un deficit di energia renale. Ciò può, a sua volta, determinare un alterato rapporto rene-cuore.

(((NOTA PER GLI ESPERTI E I COLLEGHI: L’enuresi rappresenta un fenomeno di scarico all’esterno di liquidi che si accumulano a livello vescicale, si tratta di un fenomeno di accumulo dello Yin-liquidi nel Jiao inferiore e ciò è dunque la conseguenza di un difetto di Yang. La mobilizzazione, la salita dei liquidi del Jiao inferiore sono governate dallo Yang di R e l’enuresi è dunque in relazione con una sua carenza assoluta o relativa.)))

Il freddo, energia cosmopatogena di natura yin, aggrava i fenomeni enuretici, mentre il caldo porta a spontanei miglioramenti. Il P e la M possono agire attraverso un fenomeno di cattiva metabolizzazione dei liquidi da essi governati. Anche questi meccanismi di origine splenica (cioè della milza) e polmonare possono essere determinati da una immaturità dei rispettivi organi che non riescono a stabilizzare le loro rispettive funzioni. Se i liquidi non circolano adeguatamente tendono a raccogliersi nel riscaldatore inferiore e sovraccaricano il Rene. Ciò accade particolarmente di notte a causa del fatto che lo Yin in questa fase tende a concentrarsi. Il sovraccarico vescicale, il ristagno vescicale, gli eventuali residui vescicali possono inoltre creare il terreno per sovrainfezioni caratterizzate da segni di calore-umidità che trovano un substrato predisponente in una alterata funzione di mantenimento della libera circolazione dell’energia da parte del Fegato.

Per distinguere qual’è il deficit , fermo restando l’uso del test kinesiologico, ricordiamo qui i quadri diagnostici caratteristici di deficit renale e deficit di milza polmone.

(1) Deficit di energia (Jing)di rene=> enuresi notturna; incontinenza diurna; facilità a contrarre patologie infettive urinarie;ritardata chiusura delle fontanelle; immaturità scheletrica, fisica e psichica; rachitismo; astenia, abulia, apatia, disturbi del linguaggio; protrusione linguale; colorito pallido-grigiastro; lingua pallida e talora arrossata, protrusa, talora con patina spessa bianco-giallastra per la presenza di catarri; polso profondo , molle, scivoloso.
(2)Deficit di Yang di rene => enuresi notturna con poliuria notturna di urine chiare; astenia; facilità a contrarre patologie infettive; colorito pallido; arti freddi soprattutto alle estremità; appetito scarso; poca sete; diarrea mattutina con feci non digerite; lingua pallida e gonfia; polso profondo, molle, vuoto.
(3) Deficit di milza e polmone. Queste 2 sindromi spesso si associano al deficit di rene Yang. => peggioramento o ricomparsa dell’enuresi dopo patologie infettive o debilitanti; facilità a contrarre patologie delle prime vie respiratorie o patologie enteriche di malassorbimento; colorito pallido e talora giallastro; astenia; sudorazione notturna e diurna; arti freddi; anoressia e poca sete; diarrea con feci non formate e spesso non digerite; lingua pallida e spesso ricoperta di patina biancastra; polso molle, profondo , vuoto. Se ai quadri descritti si sovrappone un deficit della funzione cardiaca di controllo dello Shen, ai sintomi citati si aggiungono => irritabilità, instabilità emotiva, nervosismo, iperonirismo, pavor nocturnus, risvegli notturni, difficoltà al sonno. Se il calore-umidità di fegato complica le sindromi citate, assisteremo alla comparsa di => sovrainfezione delle vie urinarie con urine torbide e scure; ematuria, disuria, iperpiressia ecc.


PUNTI DA TONIFICARE si possono usare moxa e massaggi. I punti principali sono:

MP6( San Yin Jiao) e VC3 (Zhong Ji)

Il punto 6 MP, punto di unione dei 3 yin del piede, tonifica lo yin di fegato, milza e rene. Si tratta di un punto che imprime all’energia un movimento di salita verso l’alto: appartiene infatti al meridiano principale della milza che, come sappiamo, spinge l’energia dal basso verso l’alto. E’ un punto di intensa efficacia per la tonificazione dei 3 yin e per l’attivazione delle funzioni di milza e di rene, inoltre è un punto recuperatore dello Yang.

Il punto 3 VC è punto MU della V e punto di riunione dei 3 yin del piede a livello pelvico: attiva dunque la funzione del viscere e canalizza l’energia dei 3 yin verso il piccolo bacino.

Entrambi i punti vanno trattati in tonificazione e in profondità.
Spesso il trattamento di questi 2 punti è da solo sufficiente per risolvere il problema dell’enuresi di lieve entità. I punti citati vanno inoltre tonificati tramite la moxabustione. In casi di estremo deficit o di intolleranza agli aghi questi 2 punti possono essere trattati con la sola moxa, che è perfettamente tollerata dai piccoli pazienti, o con laserterapia dei punti.

In presenza di deficit di R, ai punti citati vanno aggiunti :
V23 ( Shen Shu) e VG4 (Ming Men), V 28 (Pang Guang Shu), R3 (Tai Xi) R1 (Yong Quan) e MP6 (Qi Hai). Tutti i punti citati possono essere trattati con agopuntura e moxa eccetto Yong Quan che è preferibile trattare solo con moxa. Il V23 è il punto Shu del R; il VG4 tonifica potentemente il rene Yang; il R3, in quanto punto terra ha azione di tonificazione diequilibrio renale; il punto R1 raccoglie l’energia di tutto il corpo per tonificare l’organo ad esso collegato e il MP6, oltre che agire in generale sull’energia, tonifica tutti e tre i riscaldatori.

Quando ci troviamo in presenza di deficit di milza e polmone, è preferibile avvalersi di punti a dimostrata efficacia e di facile localizzazione che possono essere semplicemente trattati con la moxa e, solo in caso di risultato negativo, stimolati con l’agopuntura. In primo luogo ricorriamo ai punti Bei Shu dei rispettivi organi: 13V , 20V . In alternativa ricorriamo ai punti 36S , 9 MP , 9MP .

Il 36S attiva le funzioni di milza agendo tramite lo stomaco, viscere ad essa collegato. Il punto 9 MP attiva la funzione di trasporto e di trasformazione dei liquidi e azione analoga ha il 9 MP che, tuttavia, esercita un’azione più spiccata su tutto il triplice riscaldatore. In alcuni casi abbiamo utilizzato anche il 7P per attivare l’energia polmonare. Tale punto va usato costantemente quando i pazienti sono frequentemente colpiti da patologie infiammatorie delle prime vie aeree. Ai punti citati abbiamo talora aggiunto altri punti sulla base della sintomatologia e delle manifestazioni secondarie: C7, F3, F8, TR6. Il C7 ha lo scopo di stabilizzare lo Shen; il F3 regolarizza l’energia di fegato; l’F8 rinfresca il fegato e il suo meridiano in quanto punto acqua; il TR6 agisce attivando, come punto fuoco, l’energia dell’intero sistema. I genitori dovrebbero massaggiare i punti suddetti quotidianamente: si fa la tecnica di pressione e impastamento con il polpastrelo del pollice. Il punto va trattato delicatamente perchè una forza eccessiva otterrebbe il risultato di disperdere e non di tonificare.



Omeopatia

Il soggetto psorico tende a espellere e a superficializzare i suoi stati patologici, quindi sarà più facile da trattare.

Il sicotico tende a trattenere, a costruire dentro e a ingigantire.

Il luetico tende a contorcere le sue problematiche e a trasformarle in altre più gravi e durature: sarà quindi il più difficile.

Quindi lo psorico evolverà rapidamente, lo psorico-sicotico avrà bisogno di un trattamento psicologico oltre che farmacologico, e il luetico dovrà essere preso molto seriamente perché in lui l’enuresi è solo l’epifenomeno di una ben più grave patologia.


BELLADONNA, se l’enuresi è accompagnata da incubi o sussulti;

CHAMOMILLA nei bambini particolarmente irritabili;

PULSATILLA se dorme sul dorso e/o è timido e depresso;

SILICEA, se è magro, anoressico e ipersensibile.

E’ indicato un trattamento con oligoelementi da fare per 2 mesi consecutivi, 1 mese di pausa e ricominciare. MANGANESE-RAME 1 dose 2 volte a sett; solitamente l’enuresi è una manifestazione del modello iporeattivo o diatesi ipostenica, il cui complesso regolatore è il Mn-Cu. ZINCO-RAME 1 dose 2 volte a sett; è il complesso regolarore indicato in tutte le manifestazioni correlate all’età della crescita.


Antica ricetta antienuresi consiglia di confezionare dei biscotti di ortica e segale con 16 g di semi di ortica pestati e 60g di farina di segale. Impastare con acqua tiepida e cuocere al forno. Somministrare la sera ai bambini in caso di enuresi per 15 giorni consecutivi.


STOP

domenica 23 agosto 2009

TOSSE-OMEOPATIA

TOSSE-OMEOPATIA


Quel giorno, nella farmacia della dottoressa Amina Gnafà, entrò una ragazza che non cessava mai di tossire e che mentre aspettava il suo turno catturava l’attenzione di tutti a causa del carattere estremamente disturbante della sua tosse.
Nel frattempo un cliente parlando con un altro diceva a voce alta , all’indirizzo della giovane “... gli extracomunitari dovrebbero stare a casa propria...”. La ragazza si schermì solo con un’occhiata feroce, ma non poteva sprecare fiato a rispondere. Gnafà pensò :” ... E che ci fai tu allora nella mia farmacia che non è casa tua?”
Finalmente arrivò il turno della ragazza: “ Dottoressa, come vede ho questa tosse. Oltretutto mi provoca il vomito. Ho catarro fluido che va avanti e indietro ma non riesco a buttare fuori.Ho preso vari sciroppi ma non hanno funzionato. Tutto è cominciato la settimana scorsa, quando è venuto giù l’acquazzone mentre io mi trovavo distesa sul prato a prendere il sole fino a pochi secondi prima!!! Che tempo pazzo! La prego, mi dia qualcosa di veramente efficace, domani devo pure cantare”.
“Le darò due rimedi omeopatici: Ipeca 15 CH 3 granuli da assumere tre volte al giorno e Arum Triphyllum 5CH 3 granuli anche ogni ora fino a quando si calma la tosse, poi può diradare l’assunzione in base al miglioramento.”
La nostra scena si dissolve così... ma non altrettanto il nostro argomento in causa, che mi propongo di trattare approfonditamente con tutti i metodi olistici all’arrivo della stagione fredda.
Ora mi interessa indicarvi dei rimedi di pronto uso per la tosse: un sintomo che si può presentare tutto l’anno e per una vasta gamma di motivi. Nella seconda metà dell’estate ecco le classiche piogge che ci colgono di sorpresa: anche questa quasi insignificante variazione climatica può scatenare una tosse che una volta iniziata , nei soggetti sensibili, tende ad automantenersi.
La farmacista ha consigliato due rimedi all’apparenza contraddittori. In realtà in questo caso si abbinano bene, poiché la cliente ha una tosse grassa, ma anche una notevole laringite.
OMEOPATIA
 Prima di tutto ecco un elenco riassuntivo dei rimedi secondo i tre tipi più comuni di tosse:
TOSSE SECCA:
aconitum,arum triphyllum,bryonia,chamomilla,spongia tosta,rumex,sambucus,senega.
TOSSE GRASSA:
hepar sulfur, dulcamara, pulsatilla,antimonium tartaricum,ipeca,senega.
TOSSE SPASMODICA:
corallium rubrum,cuprum,coccus cacti e drosera.
 POSOLOGIA
Io consiglio basse diluizioni da 5 a 9CH somministrare 3 granuli anche ogni ora, e poi diradare la somministrazione man mano che si migliora.


ACONITUM
 per tosse in seguito ad esposizione brusca a freddo o caldo inensi, rinite, laringite, tracheo-bronchite. Sintomi: iperpiressia, brividi, cute arrossata, secca, assenza di traspirazione, sete intensa. Modalità: il soggetto si aggrava con freddo intenso e durante la notte. Migliora non appena compare la sudorazione. ARUM TRIPHYLLUM
 rinofaringite acuta, laringite acuta, afonia dei cantanti e degli oratori. Ogni forma infiammatoria molto dolorosa delle prime vie aeree trova in qusto rimedio un prezioso aiuto. Sintomi tipici sono: tosse secca, voce roca bitonale, mucosa molto arrossata, labbra scerpolate, sanguinanti, dolore e bruciore diffusi, tendenza a strappare ogni piccola pelle delle labbra o attorno al naso fino a sanguinamento.

BRYONIA ALBA
tracheiti o bronchiti acute. Sintomi: tosse secca, dolorosa, febbre che aumenta gradualmente, mucosa arida, sete viva con desiderio di acqua fredda, cefalea frontale. Modalità: aggravamento con ogni tipo di movimento, con il caldo, specialmente passando dal freddo al caldo e verso sera. Miglioramento con il riposo, l'immobilità, la forte pressione sulle zone dolenti e con la sudorazione.

CHAMOMILLA
 tosse secca notturna. Sintomi: tosse secca, roca, irritante, specialmente notturna che non sveglia il bambino (particolarmente indicato per i bambini). Modalità: aggravamento con la collera, di sera dino a mezzanotte. Miglioramento con il movimento passivo, ad esempio se il bambino viene cullato, o se il soggetto si trova in auto. Miglioramento con il caldo . Chamomilla è un rimedio che agisce rapidamente. Si può abbinare a molti rimedi di fondo ed è prima scelta abbinato a silicea e calcarea carbonica.

SPONGIA TOSTA
 tosse causata da esposizione a freddo secco. indicata per ogni tipo di laringite  acuta e per la pertosse. SIntomi: tosse secca, sibilante, secchezza delle mucose nasali e laringite, disfonia, sensazione di soffocamento. Modalità: peggiora di notte, in una stanza calda, in posizione sdraiata. Migliora con bevande calde.

RUMEX CRISPUS
 bronchite acuta e corizza acuta. Sintomi: tosse secca, continua, provocata da un prurito spiccato nella zona della fossetta giugulare dello sterno. Modalità: aggravamento inspirando aria fredda. Miglioramento coprendo naso e bocca. Caratteristica della tosse di rumex è quella di essere scatenata alla minima inspirazione di aria fresca. Anche hepar sulfur è sensibile al freddo , ma suppura facilmente e quindi la sua tosse sarà grassa e con espettorato maleodorante.

SAMBUCUS NIGRA
 indicato per tracheiti, laringite ipoglottica, corizza acuta, asma. Sintomi: stenosi (cioè occlusione) nasale totale, disfonia con muco denso e filante, laringite soffocante notturna, espirazione forzata, incompleta. Modalità peggiora di notte e in posizione sdraiata. Migliora stando in posizione seduta. Rantoli e sibili sono abbondanti. La tosse provoca un risveglio verso mezzanotte (è l'ora di sambucus). Questo rimedio è particolarmente indicato per i bambini. Nel bambino noteremo cianosi preceduta da asfissia. Inspira ma non riesce ad espirare. Durante il sonno la pelle è secca , ma inizia a traspirare nonappena si sveglia, tranne che in testa (al contrario di calcarea carbonica). Il paziente respira con la bocca. Il rimedio, inoltre, è particolarmente indicato per crisi acute di asma e laringite stridula. Esso è anche un buon sedativo delle mucose dell'apparato respiratorio.

DULCAMARA per la tosse causata dall'esposizione a freddo-umido. Rinofaringiti, tracheo-bronchiti. Sintomi: tosse specialmente catarrale e raramente anche secca, specie nei periodi di freddo-umido.

PULSATILLA
 rinite acuta e tracheo-bronchite, tosse catarrale durante il giorno, secca di notte, corizza con anosmia e ageusia (cioè il soggetto non sente gli odori e i sapori), rinorrea durante il giorno e naso secco e chiuso di notte. Modalità: peggiora con il caldo n generale. Migliora all'aria aperta e con la consolazione.


ANTIMONIUM TARTARICUM
per bronchite acuta e cronica ed asma. Tosse catarrale con grossolani rantoli udibili anche a distanza, ma con espettorato difficile o impossibile. Astenia notevole. Modalità: peggiora stando sdraiato e con il caldo. Migliora con l’espettorazione e in posizione seduta.

IPECA è indicato per bronchite acuta, asma, tosse catarrale con nausea, vomito e dispnea (cioè difficoltà a respirare). Indicata per il broncospasmo. Il paziente non ha sete. La lingua è pulita. Modalità: peggiora con il movimento e con il caldo umido. Migliora all’aria aperta e con il freddo.

CORALLIUM RUBRUM
Raffreddore cronico, tosse spasmodica, pertosse. La tosse di corallium è violenta, esplosiva, spesso notturna. Ci può essere anche vomito e/o abbondante muco filante che sembra albume d’uovo. Modalità: peggiora di notte ed inspirando aria fredda.

CUPRUM METALLICUM
anche questo è indicato per la tosse spasmodica. Assomiglia alla pertosse, in quanto è caratterizzata da accessi di lunga durata , con sensazione di soffocamento, cianosi al volto sino a possibilità di convulsioni. Modalità: migliora bevendo acqua fredda.

COCCUS CACTI
stessa indicazione. La tosse è stizzosa, con prurito in gola.

DROSERA
tosse canina, con cianosi al viso e dolori alle costole. Modalità: peggiora dopo mezzanotte, in posizione sdraiata, con il calore del letto, durante i pasti e sotto sforzo.

SENEGA (Polygala senega) La tosse è secca e poco produttiva. E’ la tosse del vecchio intasato che non riesce a espettorare perchè il muco è molto denso. Il paziente ha dolore al petto. In questo caso la poligala agisce esattamente come il preparato fitoterapico. Un buon complementare è antimonium tartaricum.



ALCUNE SPECIALITA’


Drosera cosmoplex
stimola le difese organiche durante le affezioni da raffreddamento, nella tosse irritativa e da fumo; svolge azione coadiuvante nella pertosse e nella bronchite. Può essere alternato a Bryonia cosmochema ed Echinacea cosmochema. Negli stati acuti si consigliano 5 gocce ogni 30-60 minuti, negli stati cronici 5 gocce 1-3 volte al dì. Il prodotto contiene: thymus, echinacea,, drosera, ipeca, conium, verbascum, tartarus stibiatum, spongia, phosphorus, coccus cacti, lobelia, cuprum sulfuricum, hepatica triloba, kreosotum.
Husteel Posologia 5-10 gocce 1-3 volte al dì. Nella fase acuta 5-10 gocce ogni 10-15 minuti e poi diradare la somministrazione in base al miglioramento. Husteel è un valido rimedio, particolarmente per i bambini. Oltre all’effetto di calmare i sintomi, induce i meccanismi della reazione immunologica di soccorso, portando ad una guarigione naturale.



STOP

lunedì 17 agosto 2009

ANEMIE

ANEMIE , MALATTIE DEL SANGUE ...E DINTORNI



Ecco un argomento alquanto spinoso. In questo capitolo voglio solo “lanciare “ alcuni spunti e poche soluzioni. Se tra i lettori ci sarà qualcuno particolarmente interessato, andremo ad approfondire.
Il mio atteggiamento di fronte alle malattie gravi, se genetiche oppure che comportano un danno irreversibile (esempio forme tumorali), è quello di consigliare la terapia allopatica con il sostegno di quella olistica.
Per tutte le anemie che insorgono in età adulta, invece, la terapia olistica può essere utilissima a prevenirle e comunque utile a curarle.
Anche nel caso di queste malattie, non va curata la parte, in questo caso il sangue o il midollo osseo, ma il tutto . Quindi vanno considerati gli aspetti psicosomatici ( “farsi cattivo sangue”), gli aspetti cranio-sacrali, gli aspetti dietetici, gli aspetti iatrogeni (la maggior parte dei farmaci per il dolore, ad esempio, possono causare varie forme di anemia anche gravissime) e così via.
Una cura che consiglio come prima scelta per migliorare la qualità del sangue è l’IDROTERAPIA.
Nel caso delle anemie io consiglio, secondo i principi della Naturopatia, la fasciatura quasi totale con un lenzuolo di spugna (asciugamano grande) intriso nell’acqua fredda e ben strizzato. La temperatura dell’acqua deve essere inversamente proporzionale a quella della camera. Esempio:
Acqua 20°C------- stanza 25°C
Acqua 15°C------- stanza 30°C
Acqua 10°C-------stanza 35°C
Il soggetto si fascia con questo lenzuolo bianco dalle ascelle ai piedi e si sdraia poi in un letto o una stuoia predisposti con un telo di cotone asciutto che viene a contatto diretto con il lenzuolo bagnato, e sopra diverse coperte o una trapunta adeguatamente rimboccata, in modo da lasciare esposto all’aria solo il viso. Rimanere in questa posizione di riposo circa mezz’ora e poi rivestirsi. I benefici si notano già dopo le prime 4-5 applicazioni. Consiglio di fare questa fasciatura una o due volte alla settimana.
In aggiunta ben vengano le varie piante e i vari integratori disponibili e , ovviamente, una radicale revisione del proprio modo di interpretare i rapporti con gli altri e il senso della propria vita.

Il termine anemia, letteralmente, vuol dire “scarsità di sangue”.
Nel linguaggio clinico si intende una ridotta capacità di trasporto di O2 da parte del sangue, a causa di una scarsità di emoglobina (Hb).
In questo caso può diminuire sia il numero degli eritrociti rispetto alla norma, sia anche il carico di Hb nei singoli eritrociti.

Il concetto di anemia non dice nulla sulle cause della riduzione dell’Hb.

La forma più frequente di anemia è la scarsità di ferro (Fe) nell’alimentazione, da un ridotto assorbimento dal tratto gastrointestinale (sindromi da malassorbimento), attraverso una perdita ematica cronica, come ad esempio in caso di ulcera, carcinomi, polipi e diverticoli; ancora, in caso di varici esofagee, infestazione da anchilostoma e nel caso di mestruazioni molto abbondanti.

Un altro gruppo è quello delle anemie megaloblastiche. Compaiono eritrociti anormalmente grandi nel sangue e nel midollo osseo.
Causa della deformazione di cellule giganti è la carenza negli alimenti degli elementi necessari alla maturazione degli eritrociti quali la vit B12 e/o l’acido folico, oppure del loro ridotto assorbimento come nel caso dell’anemia perniciosa. I megaloblasti hanno vita più breve degli eritrociti e , inoltre, non possono svolgere le stesse funzioni.

Nell’anemia emolitica la forte distruzione eritrocitaria prevale sulla formazione di nuove cellule. Ciò si verifica ad esempio nella anemia emolitica sferocitica ereditaria, nella anemia drepanocitica e nella talassemia; si verifica anche nella anemia in caso di malaria, nella aumentata emolisi in caso di reazioni autoimmuni e nell’anemia da incompatibilità del fattore Rh nell’eritroblastosi fetale.

Le anemie aplastiche e le pancitopenie sono caratterizzate dal fatto che nonostante l’esistenza di tutti gli elementi necessari per l’emopoiesi (= la “fabbricazione” del sangue), l’attività delle cellule del midollo osseo è ridotta. Nelle anemie aplastiche la riduzione riguarda solamente gli eritrociti, nelle pancitopenie riguarda tutte le cellule formate dal midollo osseo. Danni al midollo osseo possono, tra l’altro, essere causati dalle radiazioni ionizzanti, dai veleni cellulari oppure dalla rimozione del normale tessuto emopoietico da parte di metastasi tumorali.
Ma vediamo ora alcune patologie in particolare.

Condizioni di anemia in generale

Fitoterapia


EQUISETO Ha attività emopoietica. E’ stato studiato su pazienti anemici per perdite abbondanti di sangue a causa di flussi emorroidari cronici, metrorragie ripetute, ulcere gastriche e duodenali ecc .
Il dr Gibelli negli anni ‘30 fece questo ampio studio. Dice: “ di tutti i componenti, allo stato attuale, non possiamo stabilire quale è l’agente dell’attività emopoietica. Probabilmente tutti in funzione sincrona. Certo, la funzione emopoietica è in stretto rapporto con la vitalità della pianta, poiché essa viene distrutta dal calore e dall’essiccamento.”.
Nel ‘36 il dr Persico asserisce come l’attività della pianta si estrinseca solo nei casi di anemia secondaria e non primaria. Cioè nei casi in cui il deficit di globuli rossi avviene indipendentemente dalla normale funzione degli organi emopoietici. L’effetto consiste quindi in una stimolazione dell’aumento della funzionalità degli organi emopoietici in stato fisiologico.



CORDICEPS SINENSIS, un fungo, noto anche come fungo delle falene, stimola l’eritropoiesi. Il numero di cellule progenitrici eritroidi aumenta dopo 5 giorni di trattamento. Dosi alte determinano invece una riduzione del fenomeno.


PAPPA REALE in ossimiele 1 cucchiaio 2 volte al dì.

CHINA CALISSAIA 2 cucchiaini 2 volte al dì.

CLOROFILLA , CETRARIA ISLANDICA, QUERCUS, VALERIANA, MELISSA, ARNICA. Poi MENYANTHES TRIFOLIATA, LYCOPODIUM CLAVATUM e CONIUM MACULATUM, ma attenzione: il menyanthes mai usarlo su ferite aperte e il conium è veleno (cicuta) quindi a dosi “eroiche”. Anche la VINCA MAJOR e le BARBABIETOLE ROSSE sono indicate per le anemie. La clematis recta, contro le anemie perniciose.


omeopatia

Sono consigliati i seguenti sali di Shussler: 
FERRUM PHOSPHORICUM alternato a CALCIUM PHOSPHORICUM alla D6 entrambi , 2 comp x 3 volte al dì; MAGNESIUM SULFURICUM D12 anche associato a KALIUM PHOSPHORICUM D6 1 cp 6 volte al dì.




Anemia sideropenica e anemie carenziali in genere (dove mancano altri minerali).


Il Fe svolge un ruolo cruciale sia nel trasporto dell’O2, nella mioglobina e nell’Hb, sia nelle ossidazioni cellulari, come costituente del centro catalitico di numerosi enzimi. Le necessità fisiologiche vengono soddisfatte dall’assunzione di circa 1 mg/die attraverso l’intestino.
Per quanto riguarda gli alimenti vegetali l’efficienza dell’assorbimento intestinale è modesta, meno del 10%; infatti, molte sostanze vegetali (fitati, tannini) ne bloccano l’assorbimento. Pienamente disponibile risulta invece il Fe emico (=della carne, ad es); mentre per facilitare l’assorbimento del Fe da alimenti vegetali è richiesta la presenza di riducenti come la vitC. In circolo, il Fe, integrato nella transferrina, viene distribuito ai vari tessuti ed in particolare al distretto eritropoietico, che raccoglie la massima % di Fe organico, circa 18g in totale. Al termine della loro vita, 3-4 mesi, i globuli rossi vengono distrutti e il Fe rilasciato dalla degradazione dell’eme globinico che ritorna in gran parte immediatamente al pool circolante e in misura inferiore viene accumulato in maniera reversibile nei depositi di ferritina. Il fabbisogno di Fe è massimo durante l’accrescimento. Nell’adulto è 14 mcg/ Kg/ die nell’uomo e 21 mcg/ Kg/die nella donna (per compensare le perdite mestruali).

Effetti clinici della carenza di Fe. In aggiunta agli effetti ematologici, la carenza di Fe si traduce in una serie complessa di sintomi che comprendono alterazioni trofiche dell’epitelio del tratto gastrointestinale con stomatite, glossite e gastrite cronica; ridotta tolleranza allo sforzo, soprattutto se prolungato; alterata funzionalità del sistema immunitario e disturbi neurologici, con alterazioni del senso del gusto sia nei bambini, sia negli adulti. Tipico dei piccoli è un deficit dell’attenzione e dell’apprendimento: in particolare, si può notare un ritardo nello sviluppo intellettuale e motorio per i bimbi attorno all’anno di età, che può essere ripristinato con un trattamento marziale di almeno 4 mesi. Negli ultimi 2 trimestri di gravidanza il fabbisogno della donna è di 80 mcg/Kg/die, simile al fabbisogno del bambino in crescita.

Carenza di Fe
1° stadio = deplezione dei depositi; ferritina sierica 360 mcg/dl.

2° stadio =carente eritropoiesi; sideremia 
3° stadio= anemia sideropenica; Hb


Nell’organismo il Fe può essere presente soltanto legato a molecole organiche. Infatti, ioni Fe++ risulterebbero potenzialmente tossici, in quanto, reagendo con l’O2 darebbero luogo a radicali liberi. Gli ioni Fe+++, d’altro canto, formerebbero composti insolubili. L’assorbimento, il trasporto e l’immagazzinamento di Fe richiedono dunque l’intervento di proteine specializzate: transferrina e ferritina. La transferrina agisce da carrier reversibile; promuove la captazione del Fe da parte delle cellule con cicli di endocitosi.


Nell’apparato gastrointestinale il recettore per la transferrina è stato evidenziato nell’epitelio e nelle cripte di duodeno, ileo, colon. L’espressione del recettore aumenta in carenza di Fe e diminuisce in casi di sovraccarico. L’organismo non possiede alcuna via di escrezione del Fe, e tende quindi a stabilire un’omeostasi per la disponibilità di questo elemento, regolandone l’assorbimento dietetico. Da questi dati si può concludere che a livello della parete intestinale il recettore per la transferrina svolga un ruolo chiave nell’assorbimento del Fe.


La ferritina è, invece, una forma endocellulare di accumulo di Fe. Si tratta di una proteina dotata di una cavità interna nella quale il Fe si trova come precipitato insolubile. Le piccole quantità di ferritina glicosilata presenti nel plasma sono correlate all’entità dei depositi di Fe, sebbene un aumento della proteina circolante possa essere dovuto anche a danno tissutale per episodi infiammatori o neoplasie.
La carenza di Fe può causare una riduzione della catalasi, enzima molto importante nella lotta ai radicali liberi.


Profilassi
 Le cause di inadeguato apporto di particolari nutrienti sono diverse, in particolare si ricordano il trattamento e la trasformazione degli alimenti che comporta una riduzione più o meno marcata del contenuto vitaminico e minerale degli alimenti stessi, regimi dietetici ipocalorici, anoressia, assunzione di farmaci in grado di interferire sul fabbisogno vitaminico. Nel lattante sano, appena dopo la nascita, per 6-8 settimane l’eritropoiesi è quasi nulla: si tratta di un meccanismo adattativo di fronte ad un nuovo ambiente ricco di O2. Il lattante utilizza le proprie riserve di ferro di derivazione emoglobinica. Questo Fe viene liberato all’atto della distruzione dei globuli rossi e passa nei depositi da cui verrà attinto per far fronte alle richieste dell’emopoiesi nei primi mesi di vita. Le riserve neonatali proteggono il lattante da una sideropenia nei primi 6 mesi di vita, nei quali l’esiguo apporto di Fe con la dieta lattea è ben tollerato. Grazie alla presenza di lattoferrina l’assorbimento di Ferro dal latte materno è pari al 50% (mentre quello del latte di mucca è pari al 10%, ecco perché il latte artificiale viene arricchito con Fe). La vitamina C favorisce l’assorbimento intestinale di Fe. L’aggiunta di Fe ai cibi si basa sull’assunto che il Fe in eccesso dato ai bambini con normale stato del Fe non è dannoso. Questo presupposto non è valido. E’ stato osservato che la somministrazione di 3 mg/Kg/die di FeSO4 x 4 mesi a bambini di 12-18 mesi non deficienti di Fe comporta una diminuzione dell’accrescimento ponderale rispetto ai controlli che ricevevano placebo. I possibili meccanismi attraverso cui il Fe in eccesso può essere dannoso sono: inibizione competitiva dell’uptake di altri nutrienti essenziali, quale ad esempio lo Zn; esaltata crescita dei patogeni enterici; esaltata crescita dei patogeni nei tessuti; danno ossidativo. Durante la gravidanza c’è un fisiologico aumento dell’assorbimento intestinale del Fe, non correlato ad un eventuale stato di anemia, che è in grado di coprire l’aumentato fabbisogno di Fe durante tutto questo periodo. Pertanto, il concetto che la somministrazione profilattica di Fe in gravidanza sia utile deve essere rivisto. L’uso del latte vaccino pastorizzato nel lattante è sconsigliato non solo per il basso contenuto di Fe e la scarsa biodisponibilità, ma anche perché 
 determina nei lattanti con meno di 3-4 mesi microemorragie intestinali, su base probabilmente allergica, che depauperano ulteriormente i depositi marziali. L’impiego di latte trattato con il calore, di latte formulato o di soia non determina tali emorragie. Esiste poi l’emocromatosi (malattia ereditaria caratterizzata da eccesso di Fe) e per contro l’anemia perniciosiforme del lattante, descritta in lattanti alimentati a lungo ed esclusivamente al seno da madri la cui dieta era povera (osservata in India, Africa ecc; madri vegetariane o con anemia perniciosa, quindi con carenza di B12).



Carenza di Rame (Cu) Il contenuto di Cu nel latte umano è modesto e suscettibile di diminuzione, anche notevole, nel corso dell’allattamento. Nel lattante a termine le scorte epatiche di Cu sono sufficienti al fabbisogno fino all’introduzione nella dieta di alimenti diversi dal latte ad alto contenuto di Cu. La sindrome da carenza di Cu, comprendente anche anemia sideroblastica e neutropenia, tipica del pretermine , può verificarsi anche nel lattante a termine sottoposto ad una prolungata dieta lattea esclusiva (viene somministrato x os CuSO4 alla dose di 2 mg/Kg/die.). Per il prematuro il miglior alimento è il latte materno che rispetto al latte della madre che ha partorito a termine (“latte maturo”) permette un più rapido aumento del peso, dell’altezza e della circonferenza cranica, in quanto contiene più calorie, più grassi, più proteine, più Na, più IgA e meno lattosio, Ca, P, rispetto al latte maturo. In alternativa i latti formulati per i prematuri sono superiori al latte maturo. C’è anche una carenza di VitE nel prematuro pertanto la prima scelta va al latte materno che si è mostrato superiore al latte adattato nel prevenire l’anemia da carenza di vitE, in quanto il latte materno, oltre ad una più favorevole composizione lipidica ha un contenuto di vitE superiore al latte maturo.Nell’impossibilità dell’allattamento materno occorre scegliere un latte adattato con un rapporto vitE/ PUFA maggiore o = a 1. La terapia consiste nella somministrazione di vitE 10UI/Kg/die (alte dosi sono pericolose per la possibilità di enterocolite necrotizzante e sepsi, che si possono realizzare per una deficiente attività battericida dei polimorfonucleati a quest’età. L’ossidazione dei lipidi cellulari è catalizzata dal Fe, un elemento capace di generare radicali liberi, per cui la somministrazione di Fe, praticata per prevenire l’anemia tardiva del pretermine di origine Fe-carenziale, non è indicata prima del 2° mese.
Il prematuro ha una scorta ridotta di folati. La biodisponibilità di folati nel latte umano è assai superiore a quella dei latti formulati. Il fegato del prematuro, di minore volume rispetto a quello del neonato a termine, contiene una scorta di Cu insufficiente a far fronte alle richieste di un organismo in rapido accrescimento , ma la supplementazione di Cu nel latte formulato si è dimostrata inutile.

Svezzamento. Per il Fe il periodo di vita più critico è il 1° anno di vita. L’introduzione di cibi diversi dal latte prevede dapprima l’uso di cereali, poi 4°-5° mese (nei paesi occidentali) l’introduzione (considerata precoce ma utile ) (((sulla quale io non sono d'accordo))) della carne e del pesce. Normalmente viene assorbito l’1-7% del Fe contenuto in cereali e legumi, il 10-25% di quello contenuto in carne e pesce e l’1-2% di quello contenuto in riso e spinaci. Il Fe contenuto nell’uovo è scarsamente assorbito. Tra l’altro sembra che l’assorbimento del Fe contenuto nei vegetali venga potenziato se contemporaneamente si assume la carne in quanto alcuni peptidi formano complessi con i fitati impedendo a questi ultimi di chelare il Fe. La vitC è in grado di fare aumentare di 2-3 volte la biodisponibilità del Fe non eme (=di origine vegetale). Al pari della carne esso è in grado anche di contrastare l’effetto negativo di eventuali inibitori dell’assorbimento, presenti nello stesso pasto. Meccanismi ipotizzati sono la riduzione del Fe+++ a Fe++, forma fisiologicamente maggiormente assorbibile e formazione di complessi con il Fe nello stomaco e nel digiuno per cui il Fe viene assorbito insieme alla vitC. Entrambi questi meccanismi fanno sì che il Fe rimanga allo stato solubile. Tuttavia una supplementazione per 24 mesi con ac ascorbico, somministrata ad individui con normale stato del Fe non si traduce in alcun effetto clinico. Al contrario, l’effetto è clinicamente rilevante quando la dieta consiste in cibi contenenti Fe non-eme o il soggetto è già in stato di Fe-carenza. Altri acidi organici sono in grado di aumentare l’assorbimento del Fe di 2-4 volte. In particolare l’ac malico (mele e altra frutta), l’ac tartarico (vino bianco), l’ac lattico (crauti). l’ac folico (detto anche vit B9) favorisce anch’esso l’assorbimento del Fe; esso è il precursore dell’ac Folinico che svolge un ruolo importante nella sintesi purinica e pirimidinica ed è indispensabile per la sintesi del DNA specie a livello del sistema emopoietico. La vit B12, tra le sue azioni ha anche quella di accelerare la maturazione dei globuli rossi : ricordiamo che la fonte ottimale sono le uova e il pesce.

Un effetto inibente sull’assorbimento del Fe hanno invece i polifenoli contenuti nei vegetali, il tannino contenuto nel té, caffè, e anche in diverse piante astringenti e fitoterapici (es Hamamelis); il Ca contenuto nel latte e anche come farmaco, la soia e i fitati contenuti nella crusca.



Consideriamo ora il ragazzo e l’adulto. Nella pubertà aumenta drasticamente il fabbisogno di Fe. Il fabbisogno è circa 15 mg/die nei maschi, mentre nelle femmine l’aumentato fabbisogno è più modesto e graduale. Tuttavia può essere assimilato a quello dei maschi dal menarca in poi, perché devono recuperare il Fe perduto con il sangue mestruale. Esistono obiezioni all’uso delle fibre nei bambini. La prima è il ridotto apporto calorico, la seconda è che le fibre possono influenzare negativamente l’assorbimento di minerali essenziali, questo quando i cereali siano l’unica fonte alimentare. Il lievito usato per la produzione del pane è capace di degradare i fitati. Carenza di B12. Poiché la B12 è immagazzinata soprattutto nel fegato ed ha un turn-over molto limitato, se un soggetto adulto passa a una dieta vegetariana la vit di deposito gli è sufficiente per molti anni. Se invece la dieta vegetariana è iniziata nei primi mesi o se vi è allattamento materno con madre vegetariana, l’insorgere nel lattante del deficit di B12 è inevitabile.


Talassemia

La talassemia major, che è principalmente un’anemia secondaria a ridotta produzione emoglobinica, è causata anche da una componente complementare di tipo emolitico da parte della milza. Non può quindi sorprendere che nella talassemia la splenectomia (= asportazione della milza) non sia in grado di correggere completamente l’anemia. L’asportazione della milza può tuttavia tradursi in un aumento dell’Hb-emia e in una diminuzione del fabbisogno di trasfusioni.
Anemia dei prematuri è molto simile a quella in corso di insufficienza renale cronica (IRC), derivando da una ridotta produzione di EPO piuttosto che dall’assenza o da alterata funzione dei precursori eritroidi. Il ridotto livello dell’ormone è giustificato dall’incapacità del rene immaturo nel produrre l’ormone quando si instaura alla nascita il cambio della produzione epatica a quella renale.

Porfirie sono un gruppo di malattie ereditarie poco conosciute. Comportano sintomi comuni a tante altre malattie. Sono legate ad una ridotta attività, nelle cellule, di uno dei molti enzimi della catena biosintetica dell’eme. Si tratta di un complesso ferroso necessario per la formazione dell’Hb. Durante la nascita del complesso ferroso si formano anche le porfirine, sostanze che nel soggetto normale sono in giusta quantità e che vengono eliminate naturalmente attraverso le feci e le urine. In chi soffre di porfiria, invece, c’è una sovraproduzione di queste sostanze e , di conseguenza, un accumulo ed un’escrezione superiori alla norma. Le porfirie sono suddivise in acute e non acute. A seconda del difetto enzimatico le porfirine di troppo si accumulano in alcuni distretti dell’organismo, soprattutto: (1) nei globuli rossi; (2) nella pelle; (3) nel fegato. Solo una parte viene eliminata sotto forma di (a) protoporfirine, (b) uroporfirine, (c) coproporfirine. Le (a) , che sono liposolubili, vengono espulse soprattutto con le feci; le (b), idrosolubili, vengono espulse con le urine, e le (c) sia con le feci che con le urine. La loro eliminazione, però è insufficiente a liberare totalmente l’organismo perché la quantità di porfirine prodotta è decisamente in eccedenza e gli organi bersaglio dell’accumulo ne fanno perciò le spese. Porfiria acuta intermittente è quella più frequente. Non provoca sintomi che si manifestano sulla pelle, ma dolori addominali anche molto forti. Ulteriori sintomi possono essere: Una stanchezza generalizzata inspiegabile. Formicolii localizzati a mani e piedi; nelle forme più gravi può verificarsi una paralisi degli arti o, addirittura, un vero e proprio blocco della respirazione. Nelle forme più leggere, invece, i sintomi possono essere quelli di altre malattie e per questo la porfiria non viene riconosciuta. Le porfirie acute sono malattie toxogenetiche, cioè determinate da un errore nel patrimonio genetico presente dalla nascita, ma scatenato da una sostanza tossica. L’elenco delle sostanze a rischio è lungo. Citiamo ad esempio barbiturici, pillola contraccettiva, progestinici, antiepilettici, alcuni anestetici locali usati dai dentisti. Porfiria Variegata è una forma acuta che determina sintomi sia a livello della pelle, sia neuroviscerali. Le porfirine si accumulano nella pelle determinando un’ipersensibilità alla luce. I sintomi cutanei sono caratterizzati da formazione di bolle, erosioni, croste che compaiono prevalentemente nelle zone esposte ai raggi solari. I sintomi neuroviscerali sono invece del tutto simili a quelli della porfiria acuta intermitente. Coproporfiria ipofisaria. E’ una forma acuta che associa sintomi di tipo cutaneo come quelli della porfiria variegata e sintomi neuroviscerali. E’ molto simile alla variegata e la differenza è solo di tipo biochimico, in quanto con la coproporfiria si ha una maggiore quantità di coproporfirine nelle feci. Altri rischi: gli attacchi possono manifestarsi anche in seguito a un intervento chirurgico, una malattia che provoca febbre, un digiuno protratto.

Porfiria cutanea tarda. Cosiddetta perché colpisce le persone in età avanzata, è la forma più frequente tra quelle non acute nel nostro paese. E’ caratterizzata da un’eccessiva produzione ed accumulo di porfirine e determina sintomi cutanei come fragilità della pelle (soprattutto sul dorso delle mani), formazione di bolle, erosioni, croste. Altro sintomo caratteristico è la presenza di una peluria nella zona degli zigomi. Nella maggioranza dei casi, inoltre, la porfiria cutanea tarda si associa a una malattia che colpisce il fegato, che può essere dovuta a un’epatite di origine virale (70% dei casi), ma anche a un abuso di alcool o di farmaci. In alcuni casi, chi soffre di porfiria cutanea tarda può avere anche valori molto alti di ferritina.

IL Morbo di Ghunter è un tipo di porfiria molto rara, che solitamente si manifesta sin dai primi giorni di vita. Uno dei primi segnali è l’emissione di urine molto scure (pannolino macchiato come con macchie di vino) perché contenenti grosse quote di porfirine. La pelle, come nelle forme eritropoietiche, è bersaglio della malattia e con l’esposizione solare si copre di bolle, erosioni e croste. Sono spesso coinvolte anche le mucose, con la comparsa di congiuntiviti gravi legate alle reazioni che avvengono tra i raggi UV e le porfirine che si depositano sulla cute e che scorrono nel sangue. Il volto è afflitto da una peluria così importante che nel passato i pazienti venivano chiamati “bambini scimmia”. Nel morbo di Gunther, come nella porfiria eritropoietica, la prima cosa da fare è proteggere la pelle dall’esposizione ai raggi UV.

Protoporfiria Eritropoietica . L’attività enzimatica ridotta si verifica soprattutto a livello degli eritrociti, sede di maggior produzione ed accumulo. Il tipo di porfirine prodotte in eccesso sono le protoporfirine. Questa forma compare fin dai primi anni di vita dopo un’esposizione solare, e i sintomi principali sono concentrati sulla pelle esposta agli UV sotto forma di prurito, bruciore, arrossamento e gonfiore. Con il passare del tempo, il ripetersi di episodi di porfiria determina un danno cronico della pelle, che si manifesta con un aumento di spessore e anche con la comparsa di una sorta di trama interna che la fa assomigliare ad un mosaico. La misura da adottare è quella di proteggersi dai raggi UV con tutti i mezzi e assumere come integratore BETACAROTENE.


Emofilia Quando un vaso sanguigno viene danneggiato e si produce un’emorragia, si attivano all’inizio le piatrine che formano una sorta di tappo per arrestare il sanguinamento. Al primo soccorso delle piastrine, detto emostasi primaria, segue un altro processo, l’emostasi secondaria al termine del quale si trova la fibrina che rende solido e stabile il tappo emostatico. L’emofilia è una malattia ereditaria a carattere recessivo legata ad una mutazione genica sul cromosoma X, che si determina a causa della carenza o dell’assenza di fattori specifici della coagulazione, lungo la cascata di eventi enzimatici che interessano le proteine plasmatiche nell’emostasi secondaria. Così si distinguono 2 tipi di emofilia. L’emofilia A, di gran lunga prevalente, con deficit del fattore VIII , e l’emofilia B con deficit del fattore IX.

Leucemia mieloide cronica
La malattia colpisce intorno ai 50 anni. Progredisce attraverso 3 fasi:
1= fase cronica, che può durare diversi anni prima di evolvere verso la fase accelerata;
2= fase accelerata, che dura da 6 a 9 mesi;
3= crisi blastica, con una sopravvivenza ddi 3-6 mesi.
Fitoterapia
E’ stato scoperto che una pianta che cresce spontanea nel Nord America, simile alla comune margherita è in grado di annientare selettivamente le cellule staminali maligne della leucemia mieloide. Si tratta del TANACETUM PARTHENIUM, noto da secoli per abbassare la febbre e per l’emicrania e l’artrite. Il partenolide è stato studiato o confronto con la citarabina: non solo è risultato più selettivo contro le cellule leucemiche ma ha addirittura fatto ipotizzare di essere più efficace di altri chemioterapici. Per ora è in fase sperimentale (destinato a essere opportunamente trasformato in estratto e usato in farmacologia).


Leucemia mieloide acuta E’ una grave forma di tumore ematico potenzialmente fatale.

Osteopetrosi

 E’ una grave malattia che, rendendo l’osso estremamente duro e impedendo alle cellule del sangue di formarsi, porta alla morte generalmente nei primi anni di vita.

MALATTIE CONNESSE (che tra le complicanze comportano anemia e/o disturbi del sangue)
INSUFFICIENZA RENALE CRONICA
Nell’insufficienza renale cronica (IRC) è solitamente presente un’anemia normocromica normocitica che può ridurre la qualità di vita dei pazienti. Il persistere del quadro anemico, inoltre, può avere effetti negativi sul sistema cardiocircolatorio, favorendo una ipertrofia ventricolare sx, una riduzione della viscosità ematica e una diminuzione delle resistenze vascolari periferiche. L’eziologia dello stato anemico è multifattoriale, ma uno dei fattori più importanti è rappresentato dall’inadeguata produzione renale di eritropoietina (EPO). E’ stata infatti documentata una correlazione diretta tra severità dell’anemia e grado di insufficienza renale. Il 10% della quantità totale di EPO è prodotta dal fegato in condizioni di severa ipossia, ma, sfortunatamente, la produzione epatica non può essere significativamente aumentata per compensare la perdita della produzione renale. L’EPO è presente nel plasma a conc di 5-20 mU in condizioni normali. Numerose condizioni che riflettono in gran parte le alterazioni dell’apporto di O2 ai tessuti possono influenzare la produzione di EPO. Dopo essere stata prodotta, l’EPO è immediatamente rilasciata, dal momento che il rene non possiede la capacità di riserva dell’ormone. L’ipossia sembra essere il principale stimolo per la sintesi de novo da parte del rene. Nei casi di ridotto apporto e/o aumentata richiesta di O2 i livelli di EPO aumentano, mentre livelli molto ridotti sono presenti in caso di aumentato apporto e/o diminuita richiesta di O2 (feed-back comprendente la formazione degli eritrociti e l’apporto tissutale di O2). In questo sistema l’elemento principale è il cosiddetto sensore dell’O2, verosimilmente rappresentato da una proteina contenente il gruppo eme. Il sensore per l’O2, che rileva le variazioni tissutali di ossigenazione è situato a livello renale. Disordini che causano ipossia tissutale come anemia, malattie croniche ostruttive, shunt cardiaco sx, provocano un aumento della concentrazione di EPO. In media un soggetto normale dispone di 1,7 L di midollo attivo che produce al giorno 2x1011 eritrociti. I livelli sierici di EPO presentano un ritmo circadiano con valori più bassi al mattino rispetto alla sera. L’acetazolamide riduce la produzione di EPO in risposta all’ipossia. Il trattamento con ACE-inibitori influenza negativamente l’eritropoiesi negli emodializzati. Anche la teofillina riduce l’attività dell’EPO. Il rilascio di IL1, TNF-alfa e beta potrebbe essere causa della diminuita produzione di EPO nei pazienti con anemia da malattie croniche. Al contrario, inappropriati livelli di EPO sono stati ritrovati in alcuni disordini del midollo osseo quali sindrome mielodisplasica, mielofibrosi, anemia aplastica, AIDS in trattamento con zidovudina e nei pazienti con neoplasie in trattamento chemioterapico. L’EPO stimola l’eritropoiesi senza influenzare la leucopoiesi.

ARTRITE REUMATOIDE con anemia secondaria





EMOSTATICI E CICATRIZZANTI
Contro la diatesi emorragica usare: ACHILLEA MILLEFOLIUM, VACCINUM MYRTILLUS, CHICORIUM INTIBUS, ARCTOSTAPHILOS UVA URSI, POTENTILLA ERECTA O TORMENTILLA, SECALE CORNUTUM. EQUISETO . Thuya in forma omeopatica contro emorragie interne ed esterne. SYMPHITUM nelle emorragie del naso e dei polmoni.VINCA MINOR nelle metrorragie.

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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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