Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

martedì 30 giugno 2009

SALUTE OBBLIGATORIA

SALUTE OBBLIGATORIA


Se vogliamo guardare l’uomo nella sua totalità, e quindi in modo olistico, dobbiamo anche riflettere sui risvolti socio-politici, filosofico-epistemologici dell’attuale contesto in cui vive.


A questo proposito voglio riportare le parole (quanto mai attuali ma scritte nel 1976) del grande Ivan Illich, che sempre vi invito a leggere .

“Il diritto alla diagnosi del bisogno, alla prescrizione della terapia e, in genere, alla distribuzione dei beni predomina nell’etica come nella politica e nella legislazione. Questo primato riconosciuto al diritto di vedersi attribuire delle necessità riduce a un fragile lusso la LIBERTA’ di imparare, di guarire, di muoversi autonomamente. In una società conviviale avverrebbe il contrario(...) Ovviamente una simile libertà non avrebbe alcun senso se non fosse basata su un uguale diritto di accesso alle materie prime, agli strumenti ed ai servizi comuni. Come il cibo, il combustibile, l’aria pura o lo spazio vitale, così gli attrezzi o i posti di lavoro non possono essere distribuiti equamente se non razionalizzandoli senza riguardo per i bisogni attribuiti, cioè stabilendo un uguale limite massino per giovani e vecchi, per l’handicappato come per il presidente. Una società improntata alla tutela di un’uguale disponibilità di strumenti moderni ed efficaci per l’esercizio delle libertà produttive non può esistere se i beni e le risorse su cui poggia l’esercizio di tali libertà non sono ugualmente ripartiti tra tutti.”
“ L’EFFICACIA DEI MEDICI: UN’ILLUSIONE
... si ha la prova che durante l’ultimo secolo i medici hanno influito sulle epidemie in misura non maggiore di quanto influivano i preti nelle epoche precedenti. (...) Quando queste diminuirono (le epidemie infettive), subentrarono le epidemie moderne : affezioni coronariche, enfisema, bronchite, obesità, ipertensione, cancro, artrite, diabete e i cosiddetti disturbi mentali. Le intense ricerche fin qui svolte non hanno ancora fornito una spiegazione completa della genesi di questi cambiamenti. Ma due cose sono certe: non si può attribuire al merito dei medici l’eliminazione di vecchie forme di mortalità o di morbosità, come non vi si può imputare la maggiore attesa di vita passata a soffrire delle nuove malattie. E’ l’ambiente il primo determinante dello stato di salute generale di qualunque popolazione. La geografia sanitaria, la storia della patologia, l’antropologia medica e la storia sociale degli atteggiamenti verso la malattia hanno mostrato che il ruolo decisivo nel determinare come si sentono gli adulti e in quale età tendono a morire è svolta dal cibo, dall’acqua e dall’aria, in correlazione con il livello di uguaglianza sociopolitica e con i meccanismi culturali che permettono di mantenere stabile la popolazione”. I libri da cui ho tratto queste parole sono DISOCCUPAZIONE CREATIVA e NEMESI MEDICA di Ivan Illich. Aggiungo qui alcuni link utili sull’argomento struttura sociale malata:
www.altraofficina.it/ivanillich/default.htm
www.oikos.org/politica/illich.htm
www.lewrockwell.com/orig3/wall10.html
www.einaudi.it/.../paul-goodman/.../la-giovent-assurda
www.librarything.com/author/goodmanpaul
www.webster.it/libri-comunita_non_paul_goodman_idee-9788890076398. htm -
it.answers.yahoo.com/my/profile?show..
Potrei continuare con una vasta gamma di citazioni ma mi fermo qui, con i consigli per la lettura, dato che per alcuni è già tempo di vacanze.

STOP

martedì 23 giugno 2009

DISTURBI VENOSI

DISTURBI VENOSI
Ed ora un disturbo molto diffuso e particolarmente frequente nelle persone che trascorrono molto tempo in piedi, come ad esempio farmacisti e bottegai in generale.

QUANDO ARRIVA LA MALATTIA PROFESSIONALE, E’ ORA DI CAMBIARE LAVORO : questo è un mio aforisma . O meglio dovrei dire "era" perché oggi, con l'aria che tira, non si può facilmente lasciare un lavoro! E allora questa malattia cerchiamo di renderla sopportabile e di curarla al meglio.

Una parentesi che sembra avulsa, ma è molto attinente alla grave patologia di fondo della nostra epoca (la povertà intrinseca dell’opulenza. L’essere umano “medio” oggi è uno schiavo. Questa è la realtà. Il genere umano attualmente vive in una condizione di schiavitù a mio avviso molto più estesa (sia nella quantità che nella qualità) di quanto non vivesse in tempi remoti in cui la schiavitù era legale ed applicata ad una porzione della società. Da questo stile di vita derivano a mio parere i due terzi delle attuali patologie e, ovviamente, la totalità delle patologie professionali. 
La breve citazione che segue è tratta dal saggio di Ivan Illich “disoccupazione creativa” Boroli editore. Vi consiglio questo autore, e Paul Goodman, insieme ai molti citati sul mio profilo, se volete approfondire l’aspetto filosofico-sociologico del nostro tempo.
“Ciò che occorre in questo momento è la decisione pubblica, l’azione politica, non l’affidamento agli specialisti. Le società moderne possono scegliere tra due strade opposte. Possono produrre un nuovo campionario di merci e intensificare così ulteriormente la loro dipendenza dai beni di consumo. Oppure possono affrontare in un modo completamente nuovo il rapporto tra bisogni e soddisfazioni. In altre parole possono conservare le loro economie ad alta intensità di mercato o ridurre la loro dipendenza dalle merci. La seconda soluzione comporta l’avventura di immaginare e costruire strutture nuove in cui gli individui e le comunità possano elaborare un diverso tipo di attrezzatura moderna; scopo di questa nuova organizzazione dovrebbe essere quello di permettere alla gente di modellare e soddisfare direttamente e personalmente una crescente porzione dei propri bisogni. (...) La discriminazione che colpisce l’autodidatta ha infirmato la fiducia di molti nella capacità di determinare i propri bisogni e i propri fini. Ma la stessa discriminazione ha anche suscitato e rafforzato una molteplicità di minoranze insofferenti di questa insidiosa spoliazione.”

E allora parliamo di vene e dintorni...
VENE 
Le vene vengono distinte in base alla sede in:
(1) profonde, quali le vene femorali, poplitee, tibiali, peroniere; quasi sempre sono due e sono parallele alle omonime arterie;
(2) superficiali: situate nel sottocute al di sopra delle fasce muscolari; le 2 principali sono le safene: safena interna, o grande safena, che corre sulla faccia mediale dell’arto inferiore dalla caviglia all’inguine, dove sbocca nella vena femorale; safena esterna, o piccola safena, che corre sulla faccia posteriore del polpaccio dalla caviglia fino al poplite, dove sbocca nella vena poplitea. Ve ne sono numerose altre superficiali, tributarie di safena, che percorrono in tutto il territorio gli arti inferiori.
Ci sono poi le vene perforanti; esse mettono in comunicazione le vene superficiali con le profonde; numerose sono localizzate sulle facce mediali delle cosce e al polpaccio; si chiamano perforanti perché oltrepassano la fascia muscolare attraverso piccoli fori in essa. Tutte le vene sono dotate di valvole poste a 5-10 cm l’una dall’altra che impediscono che il sangue vada controcorrente. I movimenti di inspirazione richiamano sangue al centro, mentre i movimenti espiratori lo fermano. La frequenza degli atti respiratori è direttamente proporzionale alla quantità di sangue venoso che passa nelle vene, per cui una tachipnea richiama più sangue da ossigenare. La pompa cardiaca influisce sul ritorno venoso: qualora il cuore dovesse pompare più sangue arterioso in periferia deve richiamare una quantità di sangue venoso congrua al bisogno, che dovrà essere ossigenata nei polmoni, quindi rimessa in circolo.
Il movimento plantare, e tutti i muscoli del polpaccio e della coscia quando entrano in funzione esercitano un effetto di spremitura che ha lo scopo di convogliare più sangue alle vene e di aumentare così il ritorno venoso; la pompa muscolare, inoltre, convoglia il sangue dalle vene superficiali alle vene profonde. La rete superficiale funge da riserva; il sangue in essa contenuto viene indirizzato alle vene profonde nel caso di maggior bisogno di sangue da parte della pompa cardiorespiratoria. Vi sono situazioni che accentuano la controdirezione del sangue come ad esempio colpi di tosse, riso prolungato, defecazione e minzione; in questi casi (aumenta la pressione idrostatica) le valvole entrano in azione per impedire che il sangue venoso proceda controcorrente.

VARICI

Eventi che determinano l’insorgenza di VARICI. Dapprima viene interessata la valvola alla giunzione safeno-femorale; essa perde la sua funzionalità per cui il sangue rifluisce dalla femorale alla grande safena, causando un aumento della pressione idrostatica al suo interno. Questo fenomeno condiziona un iniziale sfiancamento delle pareti venose e determina un maggior peso da sostenere da parte della valvola sottostante. Alla fine anche questa valvola si sfianca e tutto il peso grava sulla valvola sottostante; man mano che si sfiancano tutte le valvole, si allentano anche le pareti, che diventano tortuose e infine varicose.
Le varici “primitive” si formano per una difettosa struttura della parete vasale che comporta la situazione descritta; le varici “secondarie” si formano per un sovraccarico pressorio nei distretti sottostanti ad un ostacolo di flusso.
Vi sono eventi che favoriscono la formazione delle varici:
l’ereditarietà; fenomeni di alterazioni della parete vasale; sovrappeso; prolungata stazione eretta; sedentarietà; stipsi; gravidanze ravvicinate (perché l’aumento di volume dell’utero è un ostacolo al regolare passaggio di sangue venoso dagli arti inferiori al cuore; inoltre il progesterone provoca un rilassamento della muscolatura liscia con riduzione del tono e dell’elasticità delle vene).


OMEOPATIA

AESCULUS= stasi venosa, emorroidi, vene varicose, stasi della vena porta, tromboflebiti; costipazione cronica. Stasi venose nelle vene del piccolo bacino, della vena porta e delle vene periferiche; costipazione tenace ed emorroidi brucianti congestionate e sanguinanti.Nota: Aesculus è più efficace della rutina e della vit P nei disturbi della permeabilità degli endoteli. Modalità= Sensazione di un palo nell’ano.


ARNICA

CARDUUS BENEDICTUS= disordini epatici, colelitiasi, colangite, vene varicose.
CARDUS MARIANUS= Tropismo per fegato, cistifellea, circolazione della vena porta. Indicazioni= disordini epatici , congestione e/o stasi della vena porta, emorroidi e varici.Sintomi= nausea, vomito, dolori della capsula di Glisson con costante pressione all’epigastrio dx, tendenza a coliche biliari, diarrea e costipazione si alternano, prevale però la costipazione.

ARISTOLOCHIA= stimola la cicatrizzazione, previene l’infiammazione; stasi venosa, amenorrea.

HAMAMELIS =Emostatico. Tropismo per le vene. Indicazioni= stasi venosa, vene varicose, tromboflebiti, ulcera varicosa, emorroidi, emorragia venosa, menorragia e metrorragia, dismenorrea, struma vascolare, emoftoe e tubercolosi polmonare, flebite.
Sintomi= emorragie multiple parenchimatose, stasi venosa con pressione da congestione particolarmente alle gambe, nodi emorroidali che si rinforzano dando prurito e bruciore oltre che sanguinamento; oppressione al petto ed emottisi; spasmi gastrici e del colon; emorragie del naso, emorragie intestinali, dismenorree con forti emorragie.

CALCIUM FLUORATUM=Tropismo per tessuti capsulari, ligamentosi e dei tendini, vene, ghiandole linfatiche, ossa. Indicazioni=Debolezza del tessuto connettivo, varici, indurimenti del tessuto connettivo e delle ghiandole, debolezza dei legamenti dell’utero e degli annessi. Sintomi= varici con dolori violenti e lancinanti, dolori lombari, lo scheletro tende a formare esostosi, indurimento dei muscoli e delle fasce, orzaiolo, sensazione di prolasso dei genitali femminili, tessuto connettivo del bacino basso, parodontosi.

SEPIA= venostasi nell’ambito della vena porta e delle vene delle gambe, emorroidi, epatopatie. Sintomi= donne irritabili, capricciose nel climaterio tipo bilioso, ricco di pigmenti con frequenti ondate di calore, stasi sanguigna e freddolosità, tendenza ad avere piedi freddi, spesso con mani calde e testa caldissima. La mattina ci si sente malissimo, deboli, sonnolente e si riesce a riprendersi solo lentamente, la sera poi si è molto vivaci. Sudori maleodoranti dei genitali e sotto le ascelle. Eczemi secchi che durano a lungo, particolarmente sul dorso della mano. Modalità= peggiora con aria calda e soffocante di una stanza. Migliora col movimento e all’aria fresca.Labbro inferiore gonfio con screpolature e fissurazione mediana. Stomaco= anoressia, desiderio di cibi acidi e speziati e i condimenti. Non sopporta il latte che l’aggrava. La vista e l’odore degli alimenti gli danno la nausea. Nausea al mattino appena alzata, nausea gravidica. Grande sensazione di fame insaziabile, malgrado l’anoressia di fondo, con sensazione di vuoto epigastrico e addominale, ptosi viscerale. Non migliora mangiando. Tutto ha un gusto salato. Dispepsia acida con addome gonfio ed eruttazioni acide. Vomito dopo aver mangiato. Ptosi, eruttazioni acide.Dolori a cintura all’ipocondrio. Dispepsia tabagica. Turbe dispeptiche associate a turbe uterine. Addome-retto-feci= sensazione di ptosi degli organi addominali, addome gonfio e disteso, digestione lenta, sensazione di pesantezza addominale e gorgoglii: Congestione epatica con pienezza, pressione e dolori, fegato ipertrofico, dolente alla palpazione: Macchie gialle sulla pelle e sull’addome: Paresi intestinale, feci dure secche e insufficienti. Anche quando sono normali vengono espulse con difficoltà. Grosse emorroidi procidenti dolorose e sensibili. Secrezione umida costante dell’ano. Lateralità = sx. Modalità= peggiora la mattina e la sera, all’aria fredda, lavandosi, dopo mangiato, prima del temporale. Migliora al pomeriggio, con l’esercizo fisico violento, col calore del letto , con applicazioni calde, tenendo le gambe solevate.. Sul piano psichico nevrastenia, caratteraccio irritabile e scostante. Su abbuffa di sottaceti e cioccolata. Quando parla di sé si lamenta, si commisera, si direbbe una martire , anche se poco prima l’abbiamo vista divertirsi. Le piace ballare, allora si dimentica i suoi problemi

LYCOPODIUM CLAVATUM=Stasi della vena porta e delle vene delle gambe; Modalità= peggiora a riposo, con calore soprattutto del letto. Migliora con aria fresca, aperta e movimento continuato. Caratteristiche fisiche= alto, magro, leggermente curvo, addome prominente globoso non particolarmente dolente, fegato appena percettibile; pelle secca, colorito giallastro, lingua asciutta, denti giallastri con molti elementi cariati. Atteggiamento dominatore, rughe precoci intorno agli occhi.Sono più gli occhi a sorridere che la bocca. Da piccolo ha sempre sofferto di chetosi Nella prima infanzia mangiava pochissimo e anche da adulto mangia poco.Nell’infanzia colite e stipsi croniche. Molto attaccato alla madre. Emorroidi, prolasso del retto, spasmo dello sfintere anale. Al momento di evacuare dolori intensi e non riesce a svuotare completamente il retto. Le emorroidi sono bluastre, procidenti, dure, dolenti. Sul piano emotivo, la sensazione predominante è la paura. In breve, nel complesso resta valida la descrizione del Repertorio di Kent. E’ mia impressione che questo tipo racchiuda il paziente che più spesso è affetto da sindrome del colon irritabile.

PULSATILLA=Vena porta e sistema venoso periferico. Indicazioni= venostasi, varici.Sintomi= stasi venosa.Donne titubanti, che tendono a depressioni e sono piagnucolose ed indecise.Ipocondriache, capricciose, ipersensibili.Bionde con pelle chiara. Freddolose. Venostasi generale degli organi del bacino e delle gambe. Gonfiore ai polpacci, tendenza ad avere i piedi gelati, conseguenze patologiche come dopo inzuppamento dei piedi. Frequente cambio di localizzazone. Modalità=migliora all’aperto e con il movimento, peggiora durante il riposo e con il caldo, nonostante la tendenza ad avere sempre freddo. Dalla pelle chiara traspare il reticolo venoso soprattutto a livello delle gambe, provocato da una certa stasi venosa periferica. Caratteristica quindi è un’insufficienza venosa che può essere leggera ma predispone, se trascurata, a quadri patologici acuti o cronici anche seri, come ulcere varicose e flebiti

SULFUR=Nervi vasali, vene e vena portai. Indicazioni= epatopatie con stasi della vena porta, ulcera varicosa, varici, emorroidi. Sulfur nei gradi di diluizione alti ha effetto catalitico sull’attività di quasi tutte le cellule nel senso di un aumento della reazione, questo spiega anche l’ambito di utilizzazione estremamente vasto. Caratteristiche costituzionali= carattere irritabile, malcontento. Sempre pessimistico e depresso, cattiva memoria. Risveglio di mattina verso le 3-4 e poi sonno cattivo. Portamento flaccido di chi ha il tessuto connettivo debole. Colorito della pelle impuro e grigio. Odore corporeo sgradevole. Avversione a lavaggi freddi. Ondate di calore con bisogno di aria fresca. Di giorno mani fredde e sudore freddo dei piedi, di notte bruciore dei piedi che devono essere scoperti. Calore e bruciore anche del mesocranio e dei palmi delle mani. Modalità= peggiora di sera, dopo mezzanotte, al caldo del letto, con freddo e umidità, con cambiamento di tempo, stando in piedi ed a riposo. Miglioramento con calore e tempo asciutto.



SPECIALITA’ aesculus heel , arnica comp heel, hamamelis heel e homaccord.



FITOTERAPIA
POPULUS NIGRA MG agisce come antispastico arterioso, cura l’insufficienza arteriosa, riduce il vasospasmo e combatte i disturbi trofici cutanei.

SORBUS DOMESTICA MG è specifico per le vene degli arti inferiori, tonifica la parete venosa, combatte la congestione e l’infiammazione; la gemma ha un tropismo femminile ed è particolarmente indicata nei disturbi circolatori della menopausa, varici, flebiti, edemi degli arti inferiori.

CASTANEA VESCA agisce sui vasi linfatici, corregge la stasi linfatica e riduce il senso di pesantezza, specialm serale.

Come prodotti spagirici sono indicati AESCULUS 30 gtt /3 volte al dì,HYPERICUM 20 gtt / 3 volte al dì e ROSA CANINA 1 cucchiaio 3 volte al dì.



ALTRO
TERAPIA ELASTOCOMPRESSIVA
oggi, grazie a metodi diagnostici non invasivi, conosciamo con precisione le pressioni venose per ogni tipo di varici. Ogni paziente ha una sua pressione.
Il concetto che a grosse vene devono essere applicate calze a forte compressione è errato. La determinazione della pressione venosa mostra che spesso a vene molto dilatate corrisponde una modesta pressione e viceversa, per cui occorre prescrivere la compressione esatta in funzione della pressione venosa rilevata, quindi pazienti con varici appariscenti il più delle volte possono indossare calze a compressione leggera.
Vantaggi delle calze elastiche = la compressione è costante nel tempo, non dipende dal modo in cui viene indossata la calza ed è personalizzata. A livello del microcircolo la pressione idrostatica è ridotta a circa 15 mm Hg, mentre nei tessuti può essere negativa ed è questo gradiente pressorio che nella prima parte del capillare fa fuoriuscire verso le cellule le sostanze nutritive mentre l’ossigeno attraversa la parete capillare spontaneamente, essendo più concentrato all’interno del vaso che fuori. Nella seconda parte la pressione idrostatica si è esaurita e prendono il sopravvento le pressioni di tipo chimico (osmotica e oncotica), determinate dalla diversa concentrazione di ioni e proteine tra interstizio e capillare. I vasi linfatici nascono a fondo cieco accanto ai capillari; la loro funzione è il trasporto di macromolecole e proteine che per le loro dimensioni non possono essere riassorbite attraverso le fenestrature della parete vasale.

Ora, tornando all’elastocompressione, secondo altri Autori, un effetto moderato è sufficiente per agire sulle vene superficiali mentre una compressione forte è necessaria per agire sulle vene profonde; è però importante prima di determinare il livello di compressione porre attenzione al microcircolo: sono presenti segni clinici di sofferenza tissutale? Se si il nostro atteggiamento sarà più aggressivo.
Quando si debbano eseguire medicazioni plurigiornaliere per ulcere venose, o altri motivi, non vanno usate le calze ma le bende elastiche. In alcuni casi si possono usare bende adesive fisse che vengono applicate dal medico e lasciate in situ per diversi giorni (da 10 a 30); ciò avviene ad esempio in caso di ulcere flebostatiche. Le fasce elastiche, o bende, si distinguono tra loro per il livello di allungamento che possono raggiungere alla trazione: superiore al 140%, compreso tra questo e il 70%, inferiore al 70%. La scelta del livello di allungamento è essenziale ai fini terapeutici. Una terapia compressiva, tranne rare eccezioni, deve sempre essere indossata da chi possa deambulare e la contrazione muscolare è parte integrante del trattamento; una benda a compressione leggera (= ampio allungamento) opporrà ridotta resistenza alla contrazione muscolare, in particolare del polpaccio, ma la sua azione proseguirà anche durante il riposo, il livello di compressione trasmesso ai tessuti sarà minore ma pressoché continuo e agirà soprattutto sui tessuti superficiali (bassa pressione di lavoro e alta di riposo). All’opposto una benda a compressione forte, opponendo maggiore resistenza alla contrazione muscolare, durante il cammino trasmetterà la compressione anche ai tessuti profondi mentre a riposo questa si ridurrà quasi a zero ( alta pressione di lavoro e bassa pressione di riposo). Stesso discorso vale per le calze.


TERAPIA CHIRURGICA
(1) asportazione della safena e sue vene varicose collaterali;
(2) svuotare la vena varicosa senza asportarla, viene aspirato il sangue dalle vene in causa assicurandosi della pervietà delle più interne, quindi si realizzano degli shunt veno-venosi. Il metodo (2) offre i seguenti vantaggi: viene fatto ambulatorialmente, le vene sono conservate e non asportate, si fa un’anestesia locale con modesta sedazione del paziente. La novità importante sono gli interventi di ricostruzione valvolare.




TROMBOSI VENOSA PROFONDA




La sindrome postflebitica è l’insieme delle sequele della trombosi venosa profonda dell’arto inferiore. Qualunque sia la sede l’epoca e la causa della trombosi venosa profonda, a distanza di mesi o anni si sviluppa la sindrome postflebitica. L’attuale classificazione distingue l’insufficienza venosa cronica, espressione che indica le flebopatie croniche dell’arto inferiore, in superficiale (= varici essenziali o primitive) e profonda.

L’insufficienza venosa profonda viene suddivisa in primaria, determinata da aplasia valvolare, dilatazione dell’anello valvolare o prolasso dei lembi valvolari nelle vene profonde, e secondaria che è la “sindrome postflebitica”.
Inizialmente essa è caratterizzata da lesioni delle vene profonde; successivamente coinvolge anche le vene comunicanti e quelle superficiali, nonché i tessuti muscolari e cutanei.
L’esito è l’occlusione di vene profonde.
Inizialmente questa sindrome è caratterizzata da ostruzione e questa è detta fase ostruttiva. Per effetto dell’evoluzione naturale, dovuta alla trombolisi endogena, e di un eventuale trattamento fibrinolitico, si ha la fase di ricanalizzazione; questo processo può essere quasi completo o soltanto parziale; la sua entità è differente a seconda della localizzazione: infatti si sviluppa soprattutto nelle vene tibiali e poplitee; spesso resta incompleto nelle vene femorali e iliache.
In genere il processo ha luogo nei 18 mesi successivi all’episodio di trombosi venosa profonda. Ci possono essere ostruzioni segmentarie combinate con parziale ricanalizzazione di altri segmenti o zone di estesa ricanalizzazione. Le vene comunicanti sono spesso coinvolte precocemente, compromettendo così anche il sistema venoso superficiale. Questo inizialmente, nel corso della fase ostruttiva può assumere un ruolo compensatorio, potendo costituire la via di deflusso venoso preferenziale dell’arto inferiore. Successivamente perde questa funzione e diventa varicoso, venendo quindi ad aggravare l’insufficienza venosa cronica.Nella fase di ricanalizzazione il danno prevalente è l’incontinenza valvolare delle vene profonde. In tutte e 2 le fasi si ha ipertensione venosa. Le lesioni delle vene profonde distali (vene della gamba e poplitee) sono responsabili dei casi più gravi, mentre lesioni delle vene femorali e iliache sono moderatamente sintomatiche. La malattia è potenzialmente invalidante, ma non mette a rischio la vita. Quest’ultima affermazione si riferisce alla sindrome postflebitica, mentre la trombosi venosa profonda è una malattia molto seria. Trombi localizzati a livello delle vene possono dar luogo ad emboli, piccoli frammenti possono staccarsi dal trombo occludendo i piccoli vasi polmonari. L’incidenza di tali disturbi è maggiore nei pazienti che subiscono un intervento chirurgico e nei pazienti colpiti da infarto; è favorita da una prolungata immobilizzazione a letto, specie se in concomitanza con interventi chirurgici, somministrazione di estrogeni e paralisi. L’esordio della trombosi è insidioso e spesso la malattia si manifesta con una tromboembolia polmonare, con sintomi spesso aspecifici o assenti. Fondamentale è l’integrità del microcircolo del sistema linfatico, in quanto è a questo livello che si ripercuotono le alterazioni emodinamiche, sia di natura cardiaca che vascolare , così come le principali modificazioni colloido-osmotiche ed idroelettrolitiche; le varici comportano anche alterazioni ai vasi linfatici adiacenti.




Trombosi venosa del viaggiatore si verifica nei viaggi lunghi, specialmente in aereo, e ovviamente nei soggetti a rischio. Fattori di rischio sono: età maggiore di 40 anni; gravidanza; patologia maligna precedente o attuale; disordini ematici che tendono a favorire i processi coagulativi; alterazioni dei meccanismi di coagulazione del sangue; alcuni tipi di malattia o insufficienza cardiovascolare; storia personale o familiare di trombosi venosa profonda; chirurgia maggiore o lesioni recenti, specialmente degli arti inferiori o dell’addome; terapia con estrogeni, compresi i contraccettivi orali; immobilizzazione per un giorno o più; deplezione di liquidi organici che comporta un aumento della viscosità del sangue; vene varicose; obesità; tabagismo.
Recenti studi condotti in cabine pressurizzate, suggeriscono che proprio i cambiamenti di pressione siano un fattore determinante nella genesi di questo disturbo.

ALIMENTAZIONE
Tutti i frutti di bosco sono consigliati e tutti i frutti rossi, in particolare le ciliegie; un’altra fonte ricca di flavonoidi è il grano saraceno, grazie alla presenza di rutina, il cui contenuto è particolarmente elevato nei germogli; poi tutta la dieta vegetariano-mediterranea è indicata: le fibre devono far parte degli alimenti, non essere aggiunte sotto forma di crusca o integratori vari.
I pazienti con vene varicose hanno una diminuita capacità di distruggere la fibrina per cui sono soggetti a maggior rischio di formazione di trombi, con possibilità di andare incontro a tromboflebiti, infarto del miocardio, ictus etc etc. Gli alimenti che aumentano l’attività fibrinolitica del sangue e perciò sono consigliati sono:
peperoncino, aglio, cipolla e zenzero. Il peperoncino va usato con moderazione; anche l’ananas viene usato perché la bromelina promuove la metabolizzazione della fibrina. La medicina tradizionale cinese (MTC) sottolinea l’importanza di milza ( MP) e fegato (F) per l’integrità del connettivo e per la componente muscolare delle pareti venose. Per evitare problemi è importante proteggere il fegato evitando un consumo eccessivo di solanacee e di grassi saturi (carne e latticini); per la milza sono particolarmente indicati i cereali integrali , mentre è da eliminare lo zucchero raffinato a rapido assorbimento.
FITOTERAPIA
RUSCO (pungitopo) la droga è il rizoma che va raccolto durante l’inverno e fino all’inizio della primavera. Esso agisce sui recettori alfa e beta-adrenergici postsinaptici, aumenta la liberazione di NA, potenzia l’azione del Na libero e provoca l’attivazione del Na endogeno. Effetto principale è la vasocostrizione venosa ed in ciò è più attivo di ippocastano e 
amamelide; inoltre riduce la permeabilità dei capillari e possiede azione antiflogistica e diuretica; è utile nel trattamento di disturbi associati all’insufficienza venosa, quali dolori e senso di pesantezza alle gambe, crampi notturni ai polpacci, prurito e gonfiori. Come diuretico può essere associato a betulla e olmaria . La dose della TM è 40-50 gtt /3 volte al dì.

AMAMELIDE ricca di tannini e flavonoidi, possiede proprietà astringenti,vasocostrittrici, antiflogistiche ed emostatiche locali, per cui oltre a svolgere azione tonica sulle vene è particolarmente utile per la fragilità capillare e cutanea. Altre proprietà: una diminuzione della pressione sanguigna, un decremento del volume renale, accelerazione della respirazione e atonia intestinale; questi effetti sono attribuiti alla colina presente nelle foglie.

CENTELLA produce un miglioramento del tono e dell’elasticità della parete venosa ed una riduzione della permeabilità endoteliale. Esercita inoltre azione cicatrizzante e riepitelizzante; è in grado di frenare l’evoluzione della malattia venosa, migliorare significativamente la sintomatologia che l’accompagna e prevenire le complicanze, tutto ciò rinforzando la resistenza elastica a livello delle guaine connettivali venose e stimolando la dinamica della circolazione venosa di ritorno. Indicata quindi in tutti gli stati di insufficienza venosa (varici, flebiti, emorroidi) piaghe, ferite, ulcere venose e arteriose. La centella è dotata di particolare tropismo per il tessuto connettivale che si manifesta con un’azione sui fibroblasti e sul metabolismo del collagene, e si traduce in un miglioramento dei processi riparativi delle ferite, in una migliorata riepitelizzazione ed in una normalizzazione del connettivo perivascolare che permette un incremento del tono e dell’elasticità della parete venosa. Questo permette, insieme alla riduzione della permeabilità endoteliale (diminuzione dei fenomeni di stasi e diapedesi a livello capillare) di ripristinare col tempo l’equilibrio emodinamico a livello del sistema micro-vasculo-tissutale. Le sue proprietà la rendono efficace anche per le emorroidi e per la cellulite.

VITE ROSSA svolge un’azione capillarotropa (vitaminica P) nonché antiox sulle pareti dei vasi; diminuisce la permeabilità dei capillari ed aumenta la loro resistenza. Gli antocianosidi esercitano azioni strutturali rivolte alla composizione cellulare della parete venosa (stimolazione della biosintesi di mucopolisaccaridi e di collagene, azione di rafforzamento dei ponti tra le catene peptidiche o cross-links, formazione di legami con i fosfolipidi delle membrane endoteliali). Gli antocianosidi agiscono inoltre a livello della membrana basale dei vasi e sulla biosintesi di alcuni componenti della sostanza fondamentale del connettivo, provocando una graduale regressione delle lesioni vascolari caratteristiche delle microangiopatie, compresa quella diabetica, ed infatti sono indicati per le retinopatie diabetiche. Uno studio svolto sull’integratore Antistax trova che esso è efficace nell’insufficienza venosa di grado I e II alla dose di 2 cp 1 volta al dì per 42 giorni.L’uso prolungato può causare una leggera stipsi.

GINGKO BILOBA svolge un’importante azione di protezione dell’endotelio vasale ed antiedema, favorente lo sviluppo dell’irrorazione, soprattutto a livello del microcircolo, e migliorante le proprietà reodinamiche del sangue. Azione anticoagulante in quanto i suoi principi attivi sono antagonisti del PAF (= fattore attivante piastrinico); inoltre, grazie all’effetto antiox previene il danno di membrana causato dai radicali liberi. In casi rari può provocare disturbi intestinali e nervosismo, oltre alle note interazioni con i comuni antiaggreganti di cui potenzia l’effetto.

MELILOTO ha azione flebotonica e antiedema, dovute alla presenza di flavonoidi e cumarine che agiscono sul sistema venoso e linfatico contemporaneamente. Sono state osservate ottime proprietà sedative e favorenti il sonno (((come per la centella))). Per quanto riguarda i componenti sottolineiamo che la cumarina del meliloto pur avendo struttura simile a quella del warfarin, non è un agente anticoagulante ma agisce come protettivo nelle patologie venose e negli edemi. Sul sistema cardiovascolare il meliloto agisce aumentando la resistenza capillare, diminuendo la permeabilità delle pareti vasali, favorendo l’irrorazione cerebrale e quella periferica migliorando il ritorno venoso; è anche antiflogistico e favorente la circolazione linfatica; è anche antisettico urinario, antispasmodico (moderatore del simpatico) ed indicato per i disturbi della menopausa. Può antagonizzare l’attività della vit K; può essere epatotossico a forti dosi; sono state osservate cefalee legate all’uso cronico di meliloto. TM = 35 gtt /3 volte al dì.

CIPRESSO azione vasocostrittrice ed astringente.


Piante ad azione locale sono poi:

IPPOCASTANO con proprietà antiessudative e flebotoniche, utile nell’alterazione del trofismo e nei gonfiori dei tessuti molli

e

CALENDULA ad azione antiflogistica ed emolliente della cute.

IPPOCASTANO l’escina è una miscela di circa 30 saponine. Tutto il fitocomplesso presenta un particolare tropismo per il sistema venoso, linfatico e la corteccia surrenale. L’azione farmacologica di aesculus è dovuta alla sinergia tra la frazione saponosidica (escina), la frazione cumarinica (esculina) e la frazione flavonolica. L’escina è in grado di diminuire sia il numero che il diametro dei pori della parete dei capillari arteriosi riducendo il passaggio di liquidi dal capillare ai tessuti (essudazione). Rimane invece inalterato il flusso di liquidi dai tessuti al circolo attraverso le pareti dei capillari venosi manifestando così un drenaggio del liquido edematoso.
Di conseguenza l’escina è in grado di ristabilire la normale permeabilità delle membrane endoteliali dei vasi, aumentando la resistenza capillare e favorendo il riassorbimento degli edemi sia locali che generalizzati. Essa è inoltre un potente vasocostrittore periferico che agisce senza indurre ipertensione, ma aumentando la diuresi con escrezione di Na e Cl. Grazie ad un aumento del tono venoso, le varici dilatate e tortuose si restringono e il loro percorso tende a distendersi. Gli effetti antinfiammatori, oltre che all’azione antiedema sono dovuti alla stimolazione della corteccia surrenale direttamente o ad una stimolazione dell’ipofisi a secernere ACTH o al fatto che l’escina nella corteccia surrenale venga trasformata in una molecola ad attività similcorticoide; quest’ultima ipotesi è quella più attendibile. L’ippocastano non è adatto per gli edemi di origine cardiaca, renale o epatica. C’è poi un’azione spasmolitico-coleretica dovuta allo scopoletolo, glicoside cumarinico ad azione papaverinosimile, presente soltanto nella corteccia di ippocastano. Eff coll= azione emolitica a dosi molto superiori a quelle terapeutiche; per l’uso locale: irritazione, infatti l’escina si lega avidamente con gli steroli degli strati sottocutanei scompaginando i lipidi di membrana. Per tutti i preparati la validità è 3 anni, anche quando sulla confezione è riportata una scadenza più lunga.

MIRTILLO
gli antocianosidi prevengono l’aumento di permeabilità capillare; essi formano legami con i fosfolipidi delle membrane endoteliali, rafforzandole; stimolano la biosintesi di alcune componenti della sostanza fondamentale del connettivo, in particolare del manicotto mucopolisaccaridico pericapillare, e in vitro la sintesi proteica delle cellule endoteliali: da qui un aumento della resistenza capillare e la capacità di riparazione dell’endotelio. Particolarmente elevata risulta l’affinità degli antocianosidi per il rene e la cute. Eff coll= in alcuni casi, contrariamente ad uno dei suoi normali effetti (cioè quello gastroprotettivo) disturbi gastrointestinali; eritemi cutanei.

SAMBUCO
l’estratto di “Rubini” è un estratto si sambuco titolato al 30% in antocianidine e 6% in polifenoli; l’attività più nota è quella vasoprotettiva e capillarotropa. Gli antociani e i polifenoli sono dotati anche di azione antinfiammatoria, antibatterica e antivirale. Inoltre i polifenoli sono in grado di proteggere le cellule dell’organismo dalle sostanze tossiche come i radicali liberi. Infine gli antociani svolgono un ruolo fondamentale nella fisiologia della visione notturna; accelerano la rigenerazione del pigmento retinico della rodopsina, contribuendo a migliorare l’adattamento dell’occhio all’oscurità.La ricostruzione della rodopsina si effettua soltanto con il ritorno dell’occhio all’oscurità a partire da un derivato della vitA (precursore diretto della rodopsina). E’ noto che tra essi i diglucosidi sono molto più attivi dei monoglucosidi. Infine, è stata riconosciuta la loro capacità di potenziare altre sostanze attive sui capillari, quali l’escina, i glicosidi flavonoidici e la vit C .

CASTANEA VESCA
le gemme agiscono sui vasi linfatici esplicando un’azione di drenaggio sulla circolazione linfatica, diminuendo l’edema e la pesantezza. Associato a SORBUS DOMESTICA gemme, è il rimedio dell’insufficienza venosa e con AESCULUS è efficace nel trattamento dell’eritema eczematoso periulceroso o meno degli arti inferiori; associando gemme e foglie di Castanea otteniamo un ottimo rimedio per la cellulite. Il frutto del castagno ha un elevato contenuto in amido (oltre il70%) e quindi elevato valore calorico. La castagna deve essere ben masticata per permettere alla ptialina di iniziare la digestione dell’amido, in caso contrario risulta di difficile digeribilità; inoltre, in quanto ricca di amido, è facilmente fermentabile a livello intestinale per cui se ne sconsiglia l’assunzione ai soggetti che soffrono di colite.

Per l’acrocianosi delle giovani donne, che è spesso ormonodipendente : SALVIA TM 60-150 gtt /die
ANANAS succo fresco; è una fonte di bromelina; la bromelina aiuta ad attivare un fattore che promuove la scissione della fibrina; la bromelina contribuisce anche alla formazione dei coaguli.
Come frutti sono utili, sempre per gli antocianosidi, CILIEGIE, MIRTILLI, MORE.
Come fonte di betacarotene sono utili i succhi di CAVOLO A FOGLIA, PREZZEMOLO ,COSTE. AGLIO E CIPOLLA hanno un fattore anticoagulante; ZENZERO ha un fattore antinfiammatorio e anticoagulante; MELONE è fonte di betacarotene e di un fattore anticoagulante; nutrienti utili sono la vit E e lo Zn . succhi di MILLEFOGLIO, BIANCOSPINO, FAGIOLINO .


OMEOPATIA
La SAT-terapia consiste nell’inoculazione di specifici antigeni in diluizione omeopatica ( es tessuto venoso, frazioni proteiche tissutali etc estratte da cavalli o suini) nei punti tsubo. Vengono effettuate delle sedute ambulatoriali e poi si fa a domicilio una terapia con supposte. Le inoculazioni vengono effettuate presso le vene ectasiche e su punti specifici di agopuntura. Nelle insufficienze venose viene utilizzato il meridiano MP per due fondamentali motivi; (a) il sistema MP ha un ruolo di connessione e agisce infatti su tutti i connettivi compresi quelli delle pareti venose; (b) il MP ricalca nel suo tragitto il decorso delle safene e presenta dei punti specifici che agiscono su di esse. Noi abbiamo selezionato 3 punti: il 6, il 9 (esattamente sotto la testa della tibia) e il 10 (sulla faccia interna della coscia, dietro il condilo mediale del femore).

CALCAREA FLUORICA alla 9 CH 3 gran x 2 volte al dì, ha un tropismo per il tessuto connettivo in generale e quello venoso in particolare.



ALTRE
SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO (RLS= restless leg syndrome)

Consiste in parestesie agli arti inferiori a livello muscolare, descritte come formicolio o come dolore, che si manifestano a riposo, la sera e la notte, generando nel paziente un irresistibile impulso al movimento degli arti e costringendolo ad alzarsi e camminare, con successivo miglioramento del sintomo.
Frequentemente associati sono disturbi del sonno, stato ansioso-depressivo, stress cronico,crampi muscolari, fibromialgie in altre parti del corpo, irritabilità gastrointestinale o genitourinaria. Fino ad oggi non è stato possibile identificare la patogenesi nè test clinici per la diagnosi.
Sono state proposte due teorie, vascolare e neurologica.
La teoria vascolare (che è quella che sottoscrivo in pieno) postula una insufficienza circolatoria locale con ischemia e accumulo di metaboliti tossici; l’associazione con anemia, sideropenia, varici ecc ha supportato questa spiegazione; l’osservazione che il movimento, i vasodilatatori o la febbre frequentemente migliorano la sintomatologia, l’hanno rafforzata.
La teoria neurologica suppone l’esistenza di alterazioni minori del SNC, dei percorsi dopaminergici o degli oppioidi endogeni. In qualche caso è stata osservata una neuropatia periferica assonale.In caso di movimento delle gambe e disturbi del sonno questi sembrano correlati a livelli critici di attivazione corticale. In caso di varici associate si pensa che le variazioni microcircolatorie nelle piccole vene superficiali possano stimolare le fibre nervose afferenti e causare dolore. I sintomi della RLS sono bilaterali, localizzati al polpaccio, e nelle forme severe a tutto l’arto inferiore e a volte anche quello superiore. Il disturbo venoso in questa patologia è uno dei sintomi, non quello principale: vanno inoltre corretti se presenti diabete, distiroidismo, anemia e iposideremia. 




INFARTO VENOSO MESENTERICO

L’ischemia mesenterica è riconducibile ad una trombosi delle vene splancniche. Si tratta di una patologia grave; la mortalità postoperatoria va dal 17 al 73% dei casi. 3 punti fondamentali sono il rallentamento della corrente circolatoria da stasi venosa, alterazioni della parete venosa, alterazioni chimico-fisiche del sangue. Nel 55% dei casi l’infarto venoso è primitivo. Trombosi venosa mesenterica non è comunque sinonimo di infarto intestinale e grazie alla scoperta dell’ATIII, della proteina C, della proteina S e delle relative condizioni di deficit, casi ritenuti in passato primitivi possono essere oggi considerati secondari. Un deficit di proteinaS si traduce in uno squilibrio emostatico in senso ipercoagulativo. Circa l’80% dei portatori è asintomatico. Nei casi sintomatici le manifestazioni trombotiche iniziano spesso in giovane età con interessamento prevalente delle vene degli arti inferiori, ma può essere interessato qualsiasi distretto, anche arterioso. L’infarto mesenterico venoso è preceduto da una fase prodromica che dura circa 2 settimane, caratterizzata da dolore addominale vago e intermittente. La fase critica si ha quando la trombosi si estende ai vasi retti e intramurali e si verifica l’infarto emorragico o in caso di massimo interessamento del tronco portale. L’ecodoppler è l’esame più sensibile per la diagnosi. Il trattamento chirurgico consiste nella resezione del segmento intestinale infartuato.


EMORROIDI
Le emorroidi sono strutture già presenti alla nascita e dunque anatomicamente normali; sono dette cuscinetti anali. Essi sono costituiti da elementi sacculari disseminati in un tessuto connettivo e sostenuti da fibre di ancoraggio allo sfintere interno. Fattori scatenanti della patologia emorroidaria, cioè del prolasso di questi cuscinetti e successiva infiammazione, sono: stipsi cronica, gravidanza, consumo di alcool, spezie, contraccettivi orali, condizioni viziate di lavoro e sport (es motociclismo, equitazione, tennis). Fattori costituzionali che predispongono alle Emorroidi sono gli stessi delle varici, del varicocele, dei prolassi e delle ernie( e cioè lassità dei connettivi), per cui queste patologie hanno tendenza ad associarsi. Ci sono anche altre condizioni patologiche che predispongono alle Emorroidi come ad esempio: tumori addominali, ipertrofia e tumori della prostata, malattie condizionanti tosse cronica, malattie condizionanti diarrea cronica, malattie infiammatorie del retto. Infine sottolineiamo che condizioni di stress cronico e di aumentata tensione emotiva possono peggiorare il quadro sintomatologico poiché provocano uno spasmo duraturo dello sfintere anale con aumento della stasi nelle vene emorroidarie.
La patologia è multifattoriale. Si distinguono Emorroidi interne, situate al di sopra della linea pettinata ed Emorroidi esterne situate al di sotto della stessa. Le Emorroidi si suddividono in 3 pacchetti (o colonne) principali dei quali uno in posizione anteriore dx, uno in posizione posteriore dx e l’ultimo in posizione laterale sx.
Si osservano 4 stadi :
1° = aumento di volume di 1 o più pacchetti con iniziale impegno del canale anale; in casi gravi e rari se il pacchetto è molto infiammato può raggiungere le dimensioni di un mandarino con le difficoltà che ne conseguono per la defecazione.
2°= procidenza di 1 pacchetto sotto ponzamento, con successiva risalita spontanea nel canale anale ;
3°= procidenza di 1 o più pacchetti sotto sforzo, con necessità di successiva riduzione manuale;
4°=non riducibilità manuale. Sebbene il prolasso costituisca la condizione di esordio percentualmente più importante, le manifestazioni cliniche delle Emorroidi possono essere diverse e realizzano i seguenti quadri: crisi emorroidaria, Emorroidi sanguinanti, Emorroidi trombizzate, Emorroidi prolassate.
La crisi emorroidaria dura da qualche giorno ad alcune settimane, con tendenza alla risoluzione spontanea; fondamentale è la regolarizzazione del transito usando mucillagini e lassativi non irritanti. Per le emorroidi che sanguinano spesso occorre una rettosigmoidoscopia. Il sanguinamento origina dal plesso capillare sottoepiteliale della mucosa rettale perciò sono sempre le emorroidi interne che sanguinano; ciò spiega anche il fatto che non c’è correlazione tra entità e frequenza delle rettorragie e dimensioni dei pacchetti emorroidari. Le rettorragie sono di sangue rosso vivo, arterioso, e si manifestano quasi sempre al passaggio delle feci. In caso di cronicità le rettorragie possono causare anemie severe.
L’anoscopia consente di evidenziare la presenza, su pacchetti emorroidari, più o meno sviluppati, di capillari arteriosi ectasici che striano la mucosa di rivestimento e sanguinano a “nappo” durante l’esame. La trombosi emorroidaria è la sola manifestazione dolorosa delle Emorroidi. Avviene quando le Emorroidi interne prolassando, subiscono uno strozzamento da parte dello sfintere muscolare anale; anche se dolentissima, la crisi tende a risolversi spontaneamente entro pochi giorni. Qualche volta invece l’evoluzione è sfavorevole e si va verso l’ulcerazione del nodulo emorroidario, l’infezione e la formazione di un ascesso. E’ importante suddividere le trombosi delle Emorroidi interne da quelle delle Emorroidi esterne: infatti unicamente a carico di queste ultime si possono avere, oltre alle trombosi intravasali, ematomi da rottura di piccoli vasi. La trombosi esterna si presenta come un rigonfiamento di colorito bluastro del margine anale che si costituisce rapidamente ed è doloroso. La trombosi esterna è la forma più dolorosa; la trombosi interna comporta edema e infiltrato infiammatorio di uno o di tutti i pacchetti emorroidari interni. Si manifesta con fuoriuscita dal canale anale del pacchetto emorroidario interessato, con coinvolgimento infiammatorio del quadrante marginale corrispondente. Quando tutti e tre i pacchetti vengono interessati si ha il cosiddetto “strangolamento emorroidario”. I pacchetti appaiono di colorito nerastro, presentano una mucosa in sfacelo con secrezione fetida; coesiste disuria e ritenzione urinaria, mentre il dolore è intenso e costante. L’aumento di volume di uno o tutti i pacchetti emorroidari e il cedimento del legamento di ancoraggio nel canale anale determinano l’impegno delle Emorroidi nel canale anale, quindi la loro fuoriuscita durante la defecazione o la procidenza permanente nelle fasi avanzate. Quest’ultima condizione, che va distinta dal prolasso rettale incipiente, costituisce una infermità limitante qualunque attività, sia per la necessità della reintroduzione manuale dopo ogni evacuazione, sia per la progressiva incontinenza che insorge ai gas e alle feci liquide.

Molto spesso le Emorroidi si accompagnano ad una ragade anale. Se quest’ultima è primitiva, è il suo trattamento che guida la terapia conservativa o chirurgica; se si tratta invece di una ragade secondaria al prolasso, il trattamento delle Emorroidi deve essere prioritario.
Quando le Emorroidi sono associate ad una fistola anale cronica è prioritario il trattamento di quest’ultima. Solo raramente l’emorroidectomia può essere realizzata contemporaneamente. Molto spesso in presenza di voluminose Emorroidi si trova una irritazione della cute perianale che causa un prurito intenso.
Il soggetto con dolore acuto, emorroidi bluastre, poco sanguinanti con sensazione di aghi nel retto, senso di pressione e/o di piaga ha probabilmente una tromboflebite, segni di ipertensione portale, fegato ingrossato ed una sintomatologia tipica della congestione venosa.Tale congestione è più accentuata alla mattina; il paziente accusa anche dolori lombari e sacro-iliaci. I dolori sono aggravati dal calore e dall’immobilità e migliorati dal freddo ed esercizio moderato. Nella donna la retroversione e il prolasso uterino sono fattori scatenanti, oltre quelli citati per tutti, di cui sottolineiamo scompenso cardiaco, malattie croniche del fegato (specie la cirrosi epatica) e tutte le condizioni che comportano un aumento di pressione nella vena porta o stitichezza ostinata.
I plessi emorroidari sono 3:
(a) uno superiore, le cui vene si immettono nella vena mesenterica inferiore e da questa nella vena porta per raggiungere il fegato;
(b) uno medio, tributario sia della vena mesenterica inferiore che della vena cava inferiore attraverso le vene pudende, le ipogastriche e le iliache;
(c) uno inferiore, verso le vene iliache.

L’importanza di questo complesso dispositivo venoso si riassume nel fatto che da una parte esso porta sangue al fegato e dall’altra alla vena cava inferiore, che da parte sua non transita attraverso il fegato. Perciò in caso di aumento anomalo di pressione nella vena porta i plessi emorroidari vengono a costituire una via di scarico invertendo la direzione di flusso: in questo modo si producono emorroidi dette “sintomatiche” che per fortuna rappresentano una minoranza.

Secondo Ippocrate le emorroidi rappresentavano una via di scarico degli umori che altrimenti avrebbero provocato gravi malattie “nella malinconia e nelle malattie dei reni le emorroidi sono giovevoli; nell’insania se sopravvengono varici ed emorroidi, si ha il cessare dell’insania”



ALTRO

Secondo COSTACURTA (importante Autore di idroterapia e naturopatia, e quindi olistico) vanno fatti impacchi tiepidi-caldi per non richiamare sangue. In caso di trombosi emorroidaria è consigliata, l’incisione in anestesia locale, della cute per evacuare i coaguli. Per lo strangolamento emorroidario molti Autori consigliano l’emorroidectomia d’urgenza, ma ricordiamo che in 4-8 settimane, con il riposo a letto e la terapia medica la guarigione è sicura.


FITOTERAPIA
AESCULUS MG per la sua azione elettiva nella congestione venosa del piccolo bacino e come coadiuvante nella congestione conseguente ad ipertrofia prostatica, nelle congestioni venose uterine (dismenorrea, meno-metrorragie) e nella tendenza alle varici, come nella fragilità capillare. La dose è 100 gtt / 3 volte al dì. Gli estratti di semi di ippocastano hanno attività antinfiammatoria, antiedema, antiessudativa e venotonica. Oltre agli effetti citati sull’escina, essa ha un effetto sigillante sui capillari e riduce il numero e il diametro dei piccoli pori delle loro pareti attraverso le quali avviene lo scambio dell’acqua. Sono più attivi i preparati stabilizzati della droga fresca ; condizione indispensabile perchè l’escina manifesti la sua attività è l’integrità della zona corticale delle capsule surrenali TM= 20 gtt / 3 volte al dì. La corteccia dell’ippocastano contiene delle cumarine, in particolare esculina; flavonoidi (quercitina); escina in misura molto inferiore a quella contenuta nei semi; è indicata come astringente nelle diarree e nelle emorroidi e come febbrifugo. Le foglie e i fiori hanno effetti più blandi.Il gemmoderivato è molto efficace, come la TM estratta dai semi. Se la funzione surrenale non è sufficiente è consigliato associare ribes nigrum. E’ utile l’associazione con rusco e amamelide, mentre con edera e betulla è consigliata nei preparati per la cellulite.

HAMAMELIS con le proprietà già citate al paragrafo sulle vene; per dosaggi elevati ha come eff coll sudorazione abbondante e ipersalivazione.

RUSCO(pungitopo) la sua azione flebotonica è superiore a quella dell’ippocastano; possiede una spiccata azione diuretica per cui è particolarmente indicato nel paziente in sovrappeso, pletorico, con ritenzione idrica ecc.

MELILOTO con le proprietà già citate per le vene .

SORBUS DOMESTICA contribuisce a diminuire la viscosità ematica.

E’ consigliato l’uso di lassativi emollienti tipo malva e altea non di quelli irritanti tipo antrachinoni.

OMEOPATIA

AESCULUS HIPPOCASTANUM se c’è bruciore con sensazione di aghi nel retto .

LACHESIS MUTUS è indicato per le emorroidi esterne che si presentano livide, bluastre, con dolori costrittivi, grande dolorabilità al contatto e sensazione di pulsazione dell’ano che si accentua ad ogni evacuazione; sono migliorate dal sanguinamento e aggravate dal calore.

ARNICA per emorroidi che si accompagnano ad una sensazione di contusione e aggravate dal più leggero contatto.

ALOE Quando sono sporgenti come un grappolo d’uva, sanguinanti, accompagnate da pizzicore intenso, con bruciore dell’ano, tanto da impedire il sonno, con frequente diarrea, aggravate dalla lassità dello sfintere e spesso concomitanti a un eccesso di peso e ad un addome prominente.

COLLINSONIA è indicato per le emorroidi sanguinanti che sopravvengono frequentemente in donne costipate con inerzia rettale con tendenza alla congestione pelvica e sensazione di retto pieno di aghi; si presentano in particolare durante la gravidanza, accompagnate da un prurito feroce, alternandosi a palpitazioni che si manifestano quando le emorroidi scompaiono.

HAMAMELIS VIRGINIANA per le emorroidi con dolore pulsante nel retto e nell’ano, desiderio urgente di evacuare, emorragie con abbondante sangue nero che difficilmente coagula e aggravate dal calore e dal tatto.

RATANIA per le emorroidi esterne con difficoltà all’evacuazione, dolori acuti e brucianti come se il retto fosse riempito di schegge di vetro in concomitanza alla fistola anale e che temporaneamente migliorano con l’acqua fredda ( rimedio elettivo per le fistole anali).

CAPSICUM per emorroidi brucianti e pungenti con pizzicore e scolo, sanguinolente, su soggetto pletorico che teme l’aria e che evacua feci mucose e sanguinanti seguite da tenesmo .

PEONIA Quando sono ulcerate e gonfie, con ulcerazioni perianali molto dolorose e sanguinanti , con dolore intollerabile dell’ano prima e dopo ogni evacuazione e sanguinamento anale costante, il tutto aggravato dal minimo movimento.

Infine è sempre consigliata l’organoterapia: VENA e ARTERIA EMORROIDARIA in supposte o fiale x os a seconda dei casi.


STOP

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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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