Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

martedì 29 dicembre 2009

CAPELLI parte prima





CAPELLI
I capelli hanno una vita media di 3-4 anni nell’uomo e 6-7 anni nella donna. Nella vita di un capello si distinguono 3 fasi:
Anagen= crescita attiva;
catagen= la crescita si arresta;
telogen = espulsione del capello morto che viene sostituito da un nuovo capello in fase anagen.

La fase telogen avviene di solito in primavera e in autunno. Normalmente l’80-90% dei capelli è in fase anagen, mentre il restante in telogen. Nel corso della vita un follicolo produce circa 20 capelli.

Un’eccessiva perdita di capelli può essere causata anche da carenze nutrizionali. Nell’anemia ferropriva, ad esempio, la crescita del capello si ferma ed infine il capello cade.
I fumatori “bruciano” grandi quantità di vitC, che è indispensabile per la normale crescita del capello.
Stress: la fisiologica risposta organica alle varie forme di stress è sostenuta dalle ghiandole surrenali che liberano massicce quantità di adrenalina (A). L’esagerata spinta metabolica (l’A agisce di concerto con il cortisolo) porta ad un eccessivo consumo di substrati che vengono sottratti alle componenti organiche meno nobili e quindi anche al capello. Inoltre l’A provoca una vasocostrizione periferica che, a lungo andare risulta dannosa per le strutture del bulbo che vengono private di sostanze nutrienti e di O2.
Ancora una volta vediamo che lo stress non è un’astrazione: gli effetti sono tangibili e materiali.

GUARDANDO L’ANATOMIA DEL CAPELLO, ECCO ALCUNE CONSIDERAZIONI
La cuticola è formata da lamelle cheratinizzate strettamente embricate, col bordo libero rivolto verso la punta del capello.
Normalmente tali lamelle sono appiattite e disposte in modo settato le une sulle altre. La cuticola è responsabile della lucentezza.
Quando, a causa di trattamenti errati, queste lamelle si aprono i capelli assumono un aspetto spento e opaco.

Le persone bionde devono avere una particolare cura della loro chioma perché esse sono suscettibili all’azione delle radiazioni UV. Pare che le feomelanine non siano in grado di offrire una adeguata protezione nei confronti dei danni indotti dai radicali liberi.

Seborrea il sebo rappresenta un importante veicolo per gli odori che sono coinvolti nell’attrazione sessuale: i feromoni che sono secreti sia dalle ghiandole sudoripare che dalle sebacee. Inoltre, il sebo svolge localmente una funzione micostatica e batteriostatica. Altra funzione è quella di proteggere l’epidermide dall’azione di prodotti troppo aggressivi e di proteggere anche il fusto del capello , e specie la cuticola, dal danno dovuto alle quotidiane azioni di sfregamento e spazzolamento. La secrezione delle ghiandole sebacee viene detta olocrina, in quanto esse espellono non solo il prodotto della secrezione, ma le cellule intere.
Un soggetto che ha i capelli grassi, sbaglia quando usa shampoo e detergenti aggressivi, come sbaglia a lavare i capelli troppo spesso.
Con questo sistema non fa altro che generare un circolo vizioso secondo il quale il capello si trova “sguarnito”, privo di protezione; quindi i follicoli sebacei producono ancora più grasso per proteggerlo. Per l’igiene dei capelli grassi sono invece indicati gli shampoo oleosi. In alternativa basta aggiungere un cucchiaio di olio di mandorle o mezzo di olio di ricino... ma va bene anche qualsiasi olio da cucina (di semi o di oliva) allo shampoo e poi risciacquare. In questo modo viene preservato l’equilibrio idro-lipidico della cuticola e il capello non si secca nè sfiocca. Lo shampo andrebbe fatto al massimo due volte a settimana nel soggetto con capelli normali, ma io consiglio 1 volta a settimana nel soggetto con capelli fragili, principio di alopecia androgenetica, capelli grassi e/o capelli con forfora. Negli altri giorni può lavarli benissimo solo con acqua.
La secrezione sebacea è soto il diretto controllo degli androgeni. Nell’uomo l’androgeno più attivo sulle ghiandole sebacee è il testosterone, mentre nella donna è il delta-4-androstenedione (DHEA) prodotto dalle surrenali e dalle ovaie. Una eccessiva produzione di sebo, detta anche seborrea, si evidenzia in determinate aree del capo(fronte, tempie, vertice) che corrispondono a quelle dell’alopecia androgenetica. Quindi le ghiandole sebacee di queste aree sono dotate di una differente sensibilità agli androgeni.


NB: ogni giorno muoiono normalmente 35-40 capelli, che sono immediatamente rimpiazzati da nuovi elementi; il ricambio totale della chioma avviene entro 2-6 mesi.
Questo è un dato che potete sfruttare per valutare la vostra perdita di capelli. Se quelli che restano sul pettine sono entro questo numero si tratta di una perdita fisiologica che viene rimpiazzata dai capelli nuovi. Se è di molto superiore, potete cominciare ad intervenire con i vari metodi per prevenire l’alopecia, nei limiti del possibile.
Un rimedio miracoloso ancora non è stato scoperto: molti di quelli olistici aiutano: ma non sempre e non tutti. Certo vale la pena di provare.



ALOPECIA
Si distinguono diversi tipi di alopecia:

ALOPECIA ANDROGENETICA è un processo di invecchiamento distrettuale. Si ha l’eccessiva trasformazione di testosterone in 5-α−deidrotestosterone (DHT) per opera della 5-α−reduttasi oppure l’eccessiva reattività dei tessuti al DHT stesso. Questo produce generalmente un aumento abnorme della secrezione sebacea (alopecia androgenetica seborroica) e diminuzione della fase anagen con riduzione della vita del capello.
Possiamo poi aggiungere le seguenti concause:
uso di shampoo fortemente detergenti, inquinamento atmosferico, eccessiva esposizione al sole (photoaging) stress.

L’iperseborrea può aggravare la situazione ma non ne è la causa.

L’alopecia si manifesta con un precoce allargamento dei due golfi laterali della fronte e rarefazione del vertice (stadio 1 e 2) poi, (stadio 3 e 4) le lacune frontali e del vertice si avvicinano fino a quasi incontrarsi, e, infine, (stadio 5) si ha una totale calvizie (ippocratica) con capelli che formano una corona ai lati e alla parte posteriore del capo.


Nella donna l’alopecia è sostenuta da una condizione di iperandrogenismo periferico, cioè di alterata reattività cutanea a un tasso circolante di androgeni compreso nel range di normalità. Gli androgeni nella donna sono prodotti a livello dell’ovaio, della ghiandola surrenale e di alcuni tessuti periferici tra i quali la cute. Infatti, la cute possiede enzimi (in particolare gli enzimi 5-alfa-reduttasi) in grado di convertire androgeni deboli, quali il deidroepiandrosterone e l’androstenedione, in androgeni più potenti quali l testosterone e il diidrotestosterone.



ALOPECIE IATROGENE possono comparire in seguito all’assunzione di: anabolizzanti, antidepressivi, anticoagulanti, chemioterapici e molti altri farmaci.

ALOPECIA AREATA ha un esordio improvviso e un decorso quanto mai vario: nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente in alcuni mesi, ma le recidive sono frequenti e si possono osservare anche dopo anni. In qualche caso progredisce fino alla perdita di tutti i capelli (alopecia totale) e/o di tutti i peli del corpo (alopecia universale). Costituisce una patologia di frequente riscontro nella cui patogenesi possono intervenire molti fattori. Tra questi si ritiene esercitino un ruolo importante distonie del sistema neurovegetativo e turbe endocrine o vascolari. Molti dati depongono a favore della patogenesi autoimmune quali il LES, l’artrite reumatoide, la sclerodermia, la colite ulcerosa, l’anemia perniciosa, la tiroidite di Hashimoto. Altro fattore di grande importanza è lo stress psicofisico. E’ stato osservato che compare spesso subito dopo un evento fortemente traumatico. Lo stress è capace di indurre una depressione immunitaria sufficiente a permettere l’insorgenza di infezioni e neoplasie. Inoltre non va esclusa l’azione diretta dello stress attraverso la vasocostrizione.


EFFLUVIUM TELOGEN Il ciclo cronobiologico dei capelli è asincrono, cioè ogni capello segue il suo ciclo anagen-catagen-telogen indipendentemente dagli altri. In seguito a determinati fattori scatenanti (febbre elevata, parto, malattie croniche gravi, interventi chirurgici, stress psichici severi, assunzione di eparina, cumarolo, dicumarolo, indometacina, carbonato di litio, nitrofurantoina, vitamina A, estroprogestinici a elevata dose di progestinico) una elevata quantità di capelli si trova simultaneamente in fase telogen (avendo perso il proprio ciclo individuale, è come se ripartissero tutti insieme dalla fase telogen). A volte si verifica in donne che interrompono l’estroprogestinico dopo un lungo periodo. La brusca interruzione determina alti livelli ematici di estrogeni che sovvertono l’asimmetria del ciclo dei capelli. Il problema in genere è reversibile entro 3 mesi. Se permane dopo 3 mesi si può prendere in considerazione una strategia terapeutica. Anche i disturbi tiroidei possono causare un telogen effluvium


E’ possibile prolungare considerevolmente il ciclo vitale del capello.


Fitoterapia

Per prima cosa occorre escludere altre patologie sistemiche che possono essere causa della perdita dei capelli, o comunque curarle. In ogni caso, ove esistano bisogna agire tenendone conto e cioè non usare rimedi che siano controindicati con la causa a monte di questo sintomo o che siano incompatibili con quelli che il soggetto già assume per la malattia principale.


SALVIA pura o diluita in poca acqua,150 gtt, rivitalizza energicamente i tessuti delle aree depilate.

l’azione della salvia può essere potenziata da TROPAELUN MAJUS TM da applicare come la salvia, a giorni alterni con la salvia.

Se l’alopecia dipende da un’intensa seborrea sel cuoio capelluto ULMUS CAMPESTRIS MG dotato di una vivace attività drenante della cute e capace di regolare e normalizzare l’attività secretiva delle ghiandole sebacee; assumere 50 gtt di ulmus 15minuti prima di cena per 3-4 settimane.

AVENA Si utilizza l’estratto di avena per le sue proprieà emollienti, lenitive e protettrici della guaina del capello; utile per i capelli fragili.

BOSSO Ha effetti tonici e antisettici sul cuoio capelluto seborroico. Si utilizza in decotto (50g/L, bollire 20’ ) oppure in lozione alcolica (foglie di bosso 60g, rosmarino 60 g, alcool a 60° macerare 15h)

CAPPUCCINA (tropaeolum maximum) E’ stimolante e tonico (rubefacente), antiforfora, antisettico, antiseborroico. Secondo Leclerc è molto efficace per prevenire la caduta del capello e per stimolare il bulbo.
Ecco un’ottima formula:
cappuccina foglie fiori e semi 100g,
ortica foglie 100g,
bosso foglie 100g
alcool a 90°
OE di geranio (qualche goccia)
macerare per 15giorni e fare frizioni quotidiane.


CHINA ROSSA è stimolante e rivitalizzante per i capelli scuri, da usare nell’acqua di risciacquo associata alla salvia (decotto della corteccia secca).

PEPERONCINO (Capsicum annuum) ha proprietà toniche e rubefacenti. Si utilizza in tintura, in soluzione al 10%, in preparazioni rubefacenti (quelle che provocano un “benefico rossore” !!! in realtà riattivano la circolazione sulla zona di applicazione.

SERENOA REPENS viene usato l’estratto secco alcolico dei frutti titolato e standardizzato al 30% di ac grassi e steroli, il cosiddetto estratto liposterolico al 30%. Per ottenere un effetto benefico sono sufficienti dosaggi circa 5 volte inferiori a quelli usati nell’ipertrofia prostatica.
Personalmente NON CONSIGLIO MAI QUESTA PIANTA PER I SUOI EFFETTI DEL TUTTO ANALOGHI AI PREPARATI MEDICINALI della stessa categoria.
Inconvenienti= nell’uomo può nascondere una patologia della prostata: è quindi necessario fare un esame del sangue, il PSA e una ecografia prostatica prima di iniziare la cura; nel 3-5% dei casi può dare episodi di impotenza (reversibili alla sospensione) o di riduzione della quantità di liquido spermatico (idem); per le donne in età fertile il problema è il rischio di malformazioni dei genitali maschili del feto concepito durante la terapia; in genere è controindicato per le donne in età fertile o indicato se parallelamente a terapia contraccettiva.

MIGLIO contiene i nutrienti essenziali per proteggere gli annessi cutanei: aminoacidi solforati , in particolare cistina e metionina), minerali Zn e P, vitamina B6. Lo si usa come estratto secco 100-200 mg 4 volte al dì.

Nell’uomo consigliamo l’uso di GINSENG standardizzato al 12% di ginsenosidi 100 mg al mattino e 100 mg a pranzo, per combattere lo stress psicofisico.

CUCURBITA PEPO, FITOSTEROLI DELLA SOIA (uso finasteride-like), SOST RUBEFACENTI. Tenere sempre presenti i diversi gradi di iperandrogenismo nella donna.

ACTEA RACEMOSA radici e ANGELICA SINENSIS in queste 2 piante sono presenti fitoestrogeni capaci di ristabilire l’equilibrio ormonale femminile; 100-200mg 2-3 volte al dì.

Estratto di ELEUTEROCOCCO come antistress 100-200 mg a colazione e a pranzo.

Quando è contemporanea la menopausa SALVIA TM in applicazioni locali biquotidiane, pura o diluita 1:10 in un eccipiente alcolico , e per uso interno 150 gtt/die.

Nell’uomo, per ritardare la caduta consiglieremo applicazioni locali di SALVIA alternata con NASTURTIUM (=crescione d’acqua) che ha azione rubefacente e con TROPAEOLUM MAJUS (= cappuccina). Per uomo e Per donna HUMULUS LUPULUS 100 gtt/die: oltre che sedativo nervino, ha un’azione follicolina-simile che si aggiunge a quella di salvia.


La BARDANA stimola la diuresi e migliora il metabolismo epatico, favorendo l’eliminazione di scorie e tossine; in questo modo aiuta a combattere la seborrea e le premature stempiature ad essa collegate: è consigliata una tazza di decotto mattina e sera per un mese.


Ecco ora una cura in 3 fasi che consiglio come prima scelta:

1=prime stempiature
frizionare il cuoio capelluto ogni giorno per 3 settimane con decotto di radice di timo, menta e rosmarino; la lozione si prepara lasciando macerare in 1L di acqua bollente 50g di ciascuna pianta;
2= caduta
antico rimedio dei nativi americani: dopo aver filtrato 20g di foglie di betulla, lasciare in infusione per 15 minuti in 1L di acqua bollente; bere l’infuso ogni volta che si ha sete durante tutta la giornata; i miglioramenti avvengono entro 3 settimane.
3=Calvizie
10 parti di OE di ginepro, 7 di lavanda e 7 di rosmarino, diluite in olio vegetale al 3%. Con questa lozione massaggiare il cuoio capelluto a lungo e lasciare agire almeno 1h; ripetere il trattamento per 3 settimane.

ORTICA si usa la pianta intera; la pianta fresca trova impiego come tonificante e stimolante del cuoio capelluto, contro la seborrea e la caduta dei capelli, mentre le preparazioni ottenute dalla droga secca sfruttano il contenuto proteico e manifestano un’attività rinforzante piuttosto che tonico-stimolante; da notare che l’essiccamento e la bollitura le fanno perdere ogni azione urticante.

EQUISETO la presenza di silicati è stata quantificata fino al 5-10% della massa secca; la droga contiene anche steroli, ac ascorbico e acidi fenolici; il silicio conferisce alla pianta proprietà rimineralizzanti e l’intervento nel processo di calcificazione delle ossa (il silicio ha un ruolo primario nel facilitare il deposito di calcio nelle ossa); l’equiseto ha anche azione diuretica. Attenzione, se un soggetto vuole raccoglierlo da sé, a non confonderlo con l’equisetum palustre, che è tossico per la presenza di alcaloidi; per precauzione è sconsigliato in gravidanza e allattamento.

ERBA MEDICA contiene notevoli quantità di proteine, minerali e vitamine; tra i minerali fosforo, zolfo, Ca,Mg,Fe,Si e K; ha un alto contenuto in vitamina A, piridossina, vitE e K; contiene poi fibre solubili, insolubili, saponine, fitoestrogeni, cumarine, beta-carotene e clorofilla. VIene usata come ricostituente e nelle anemie; favorisce la digestione e l’eliminazione del colesterolo; ha attività rinforzante su unghie e capelli. Si sconsiglia in concomitanza con una terapia ormonale e con anticoagulanti, oltre che in gravidanza e allattamento


Alimentazione-integratori
Sono ormai dimostrate le azioni di alcune vitamine e aminoacidi nel promuovere il trofismo dei capelli e dei peli: in particolare sembra ormai chiarito il ruolo delle vitamine del gruppo B e in particolare della B6 e della B5 e di alcuni minerali come Fe, Zn e Cu nel diminuire l’effluvium. Un’altra vitamina è la PP, o niacinamide, che favorisce, se applicata a livello topico e somministrata per via sistemica, un efficace effetto vasodilatatorio che aumenta l’afflusso di O2 e di nutrienti al capello e più in generale al follicolo pilo-sebaceo.
E’ riconosciuto il ruolo chiave che alcuni lipidi svolgono in seno ai fenomeni biochimici e fisiologici del capello: in particolare alcuni trigliceridi , cere, fosfolipidi e derivati esterei del colesterolo sono coinvolti nei processi di cheratinizzazione del pelo e del capello: una loro insufficiente presenza quindi nell’intorno del follicolo pilo-sebaceo indotta da scarso apporto con la dieta o da alterazioni biochimiche della sintesi endogena dei lipidi indotta, ad esempio, dall’uso protratto di farmaci ipolipemizzanti (statine, fibrati) può indurre alterazioni della formazione del fusto e di riflesso alterazioni dell’integrità strutturale e della resistenza meccanica del pelo e del capello. Infine gli aminoacidi che costituiscono le cheratine; i più rappresentati sono quelli solforati come la l-cistina , la l-cisteina , la metionina. Ma anche serina, ac glutammico, treonina e arginina .

BIOTINA 100-1000 mcg 2-3 volte al dì; Cu 1-2 mg 2-3 volte al dì contrastano l’imbiancamento precoce dei capelli;

Zn 20-50 mg 2-3 volte al dì e Ca-pantotenato 10-50 mg 2-3 volte al dì facilitano la ricrescita del capello ed evitano la formazione di forfora. E’ preferibile impiegare i minerali sotto forma di orotati e gluconati, ad esclusione del Selenio usato come lievito arricchito in Se o come Sodio selenito.

VIT C ed E permettono una buona irrorazione del cuoio capelluto preparando un terreno fertile per una buona ricrescita; VIT C 100-200 mg 2-3 volte al dì non sintetica e vitE -acetato polvere al 50% 20 -100 mg 2-3 volte al dì.

TAURINA 50mg 2-3 volte al dì, di cui la donna necessita in quantità maggiore rispetto all’uomo.

FERRO E AC FOLICO particolarmente carenti nelle donne, aiutano a mantenere capelli e unghie forti e resistenti. Tale effetto è potenziato da Zn e Ca.

VITAMINA B6 5-50 mg 2-3 volte al dì, soprattutto se la donna assume contraccettivi orali; VIT B12 previene gli stati di debilitazione legati all’anemia.

SUCCO DI CRESCIONE E ORTICA alternati a EQUISETO che hanno azione rimineralizzante

Consumare cibi ricchi di cistina quali yogurt, uova, anatra,latte e derivati, carne; consumare cibi ricchi di zinco quali ostriche, pesce, fegato, mandorle e noci, fegato, cereali integrali, leguminose e semi ; evitare gli alcolici: aumentano le perdite di zinco per via urinaria.La vitB6 è contenuta in cereali integrali, leguminose, noci, nocciole, germe di grano, lievito di birra, tonno, avocado, banane .


Omeopatia
GRAPHITES , SILICEA ,

SEBALO-LOAKER composto da :acidum phosph D3 per disturbi con tendenza ad esaurimento e debolezza nervosa, arsenicum album D4 dopo gravi malattie infettive.

THALLIUM ACETICUM D6 rimedio base per disturbi neuroendocrini.

Come sali di Shussler: Na Chloratum D6 alternato a Silicea D12 1 cpr 4 olte al dì per periodi prolungati. K-phosph D12 per l’alopecia areata, alternato a Fe-phosph D12 a cpr di ogni uno per 3 volte al dì

Per la fragilità di unghie e capelli è indicata SILICEA 5 CH 5 granuli per 3 volte al dì, ovviamente meglio se corrisponde alle caratteristiche di costituzione del soggetto.

SELENIUM 9CH 5 granuli 1 volta al dì è invece il rimedio per la seborrea del cuoio capelluto con secondaria caduta dei capelli; traggono più vantaggio i soggetti affaticati, con risorse fisiche e mentali vicine all’esaurimento, in cui ci sono anche disturbi di memoria.

Quando la caduta dei capelli è causata da stress: IGNATIA e altri due importanti rimedi: KALI PHOSPHORICUM E PHOSPHORICUM ACIDUM il primo alla 9 , in caso di affaticamento intellettuale , in conseguenza di sforzi intellettivi per studi impegnativi e prolungati; il secondo alla 5, in caso di preoccupazioni in pazienti indeboliti dopo affaticamento eccessivo o postumi di malattia infettiva, in cui è accresciuta la sensibilità a tutti gli stimoli sensoriali.

Una branca dell’omeopatia è poi la litoterapia, la cui azione è di dechelare i vari minerali che rimangono imprigionati nell’organismo e che per questo sono inattivi: infatti alcune molecole li sequestrano, impedendo loro di entrare nelle cellule e partecipare ai processi metabolici. I preparati litoterapici sono soluzioni di oligoelementi ottenute triturando l’intero minerale e non il semplice elemento; questo la distingue dall’oligoterapia comune, largamente più usata. Per capelli e unghie vengono prescritti HEMATITE 8DH,SILICA MARINA, ARGILLA. Hematite 1 fl al dì per os prima di colazione, è indicata per fragilità di capelli e unghie in presenza di anemia, astenia intellettiva e fisica con deficit della memoria e dell’attenzione.
Silica è la sabbia del mare; 1 fl al dì per 3 mesi ha azione rimineralizznte e rivitalizzante in soggetti longilinei, astenici, freddolosi ed emotivi.

Argilla si usa in due modi: o come acqua di argilla o come acqua argillosa; Acqua di argilla= 1 cucchiaino da caffè di argilla in 1 bicchiere d’acqua; si mescola e si lascia riposare per 8h, bevendo poi solo il sopranatante al mattino a digiuno o alla sera prima di dormire; questa modalità di assunzione è da preferire nella prima settimana di trattamento o quando si desideri un più spiccato effetto disintossicante epatobiliare.
Acqua argillosa= la preparazione è la stessa, solo che la sospensione va bevuta immediatamente dopo aver mescolato, senza lasciare sedimentare. Questa modalità è preferibile dopo la prima settimana e se concomitano affezioni gastrointestinali; poiché l’uso di questa forma può favorire o accentuare la stipsi, in questi casi è da preferire l’acqua di argilla.


Antica farmacia

Ed ecco una “chicca” estratta da un testo di Galeno intitolato “la composizione dei medicamenti secondo i luoghi”.
In questo volume c’è un capitolo dedicato ai capelli e al problema della loro caduta.
Qui possiamo notare una grande similitudine a tutte le medicine orientali nel modo di intendere il problema della calvizie. Infatti questo brano concorda con la descrizione fatta da Kushi nel suo manuale di macrobiotica e semeiotica , sulla quale descrizione ho riportato le assonanze tra organi deboli e zone di calvizie nella figura ad inizio di questo capitolo.
In questo capitolo della sua opera, Galeno prende in esame le varie cause che possono generare l’affezione, tutte secondo la visione umorale ippocratica; tra le altre si prevede un eccessivo “disseccamento” della cute oppure, al contrario, una corruzione-putrefazione dell’umidità che inibisce i tessuti vitali. La terapia interna è quindi in relazione all’umore che genera l’eccessiva disseccazione o la putrescenza dell’umidità. Nel 1° caso si prevede l’impiego di “purganti” della bile gialla perversa o in eccesso o mal dislocata o purganti della bile nera se insieme all’essiccazione vi è freddezza. Nel 2° caso si suggeriscono “purganti” della flemma (= umidità fredda) o del calore umido. ((( in sintesi ci sono secco caldo= bile gialla; secco freddo= bile nera; umido freddo = flemma; umido caldo=sangue ( in realtà indica umido-caldo-putrescente, non parla mai di sangue)))).

La Hiera era un farmaco a base di aloe, agarico e droghe fortemente aromatiche, come cannella e zafferano, che serviva ad espellere la bile gialla; l’elleboro nero serviva ad espellere la bile nera; la Scammonea per espellere la flemma e anche il calore-umidità putrescente. Indicata anche la coloquintide. Alla base teorica del sistema vi è il principio che la pelle, come le articolazioni, rappresenta uno dei sistemi più lontani dai centri viscerali; sono quindi necessari i purganti più forti per riuscire ad estrarre e condurre verso i naturali emuntori le raccolte umorali perverse che in aree così lontane si sono concentrati. Sono previste anche indicazioni dietetiche per evitare la formazione di eccessi o perversioni umorali; certi cibi generano molta bile gialla (miele, cibi fritti e salati, carni e simili), altri bile nera (carni bovine, salumi, vini acidi o invecchiati, frutta fresca cruda), altri flemma (latticini freschi, farinacei, molluschi, cucurbitacee, funghi ecc), altri eccesso di calore umido putrido (= abbinamenti scorretti tra i precedenti gruppi di cibi; tutti i grassi e tutti i dolci)

Le formule che sono descritte sotto servono a favorire o la mobilizzazione dei depositi delle scorie umorali che generano l’affezione e la loro rimessa in circolo per poi essere espulse con l’uso di purganti. La maggior parte di queste sono per uso esterno. Dall’esame delle formule si trovano alcune categorie di ingredienti in modo costante e sistematico: (1) sostanze alcaline = ceneri di sostanze vegetali e/o animali; (2) sostanze acide = prevalentemente aceto; (3) grassi = olio d’oliva o grasso di Orso; l’orso è un animale forte e peloso; (4) droghe contenenti OE o altre materie volatili dotate di potere acre-irritante-rubefacente, dalla tapsia alla senape; la maggior parte di esse è costituita da composti organici volatili dello zolfo. Gli ingredienti alcalini e quelli acri-revulsivi hanno la capacità di “consumare” l’umidità perversa e putrescente e di far circolare le scorie concentrate nell’area cutanea. Le sostanze grasse hanno la capacità di umidificare in modo blando e delicato la pelle che soffre di eccessivo disseccamento. Poi è citata la categoria degli astringenti, minerali o tannici; in alcune formule si trovano ad esempio galle di quercia, in altre l’allume. L’astringenza permette una rapida, anche se transitoria, vasocostrizione che riduce sul momento alcuni fenomeni infiammatori; inoltre i tannini, come tutti i polifenoli, possiedono una maggiore o minore attività che oggi potremmo definire “biostatica”, ovvero che si oppone alla vitalità e proliferazione di microrganismi e parassiti. L’acidità degli allumi, poi, costituisce un ulteriore fattore disbiotico (= sostanze ed eventi che si oppongono alla proliferazione microbica, pur non essendo nè antisettici nè antibiotici in senso stretto) locale.
Meno evidente è l’utilità dell’impiego di “muscerda” (= sterco di topo); oggi sarebbe assurdo usarlo ma pensiamo che per gli antichi era una fonte di materie proteiche e polisaccaridiche dotate di una straordinaria capacità di trattenere acqua e di permettere quindi una notevole idratazione dello strato cheratinico.
Si può inoltre supporre la presenza di altre sostanze ad azione sinergizzante con gli altri ingredienti.

FORMULE
Alcionio (= miscela composta da carbonato di Ca, proveniente da gusci di animali marini raccolti dall’uccello marino alcione) acre triturato con olio, ridotto in finissima pasta e applicato. Il miglior olio è quello prelevato dalle lucerne (= olio d’oliva sottoposto a prolungato riscaldamento; contiene prodotti della degradazione termica dell’olio)

Semi di Eruca Sativa una parte, Nasturzio (crescione) una parte, Nitro (= carbonato i sodio minerale)

Mandorle amare con la buccia, tostate e triturate, mecolate con un po’ di miele; si applica dopo aver frizionato la cute con un panno di lino asciutto; giova rasare la parte prima dell’applicazione

Gusci di ricci marini inceneriti, mescolare con acqua e applicare; mescolare la cenere con grasso di orso , invece che con acqua, per ottenere un’azione emolliente maggiore

Radici di canna di palude incenerite, mescolate con grasso di orso.


Tapsia corteccia della radice ( Thapsia Garganica, ombrellifera contenente un OE molto acre, flemmagogo; così chiamata perché per la prima volta è stata trovata nell’isola di Thapso) triturata con aceto

Chamaleone (Carlina Acaulis, delle composite)radice triturata con aceto; questo rimedio è raccomandato da Critone, quando l’affezione non risponde ad altri trattamenti.

Sterco di topo 2 once, incenso 2 once; si dissolvano le materie in aceto fortissimo e si applica sulla cute ben rasata

Gusci di ricci, galle di quercia verdi, mandorle amare ana parti, sterco di topo metà del peso di una delle precedenti, il tutto disperso in aceto , ridotto in pasta e applicato.

Cenere di pelo di orso, di capelvenere, di radici di canna di palude, di foglie di fico, di tessuto di cilicia, ana parti; mescolare con grasso d’orso e resina di ginepro rosso; si usa applicando il rimedio per lungo tempo, dopo aver riscaldato la parte con vapore e avere sfregato la cute con foglie di fico ed averla ben detersa con nitro; l’applicazione deve essere giornaliera

Se la pelle è ulcerata si applica un “cerato” (= unguento-base costituito da cera d’api, olio d’oliva, nitro e acqua; la formazione di saponi sodici favorisce la formazione di un’emulsione stabile) addizionato con tuorlo d’uovo, farina di grano e succo recente d’orzo (= decotto d’orzo)

le prossime 3 formule sono tratte dall’opera di Cleopatra (che era , a quanto si sa dalla storia, medico . Era molto stimata da Galeno ) gomma Sandracca polverizzata in abbondanza, polpa di frutti di vischio applicata in un panno di lino, a sua volta applicato sulla pelle, dopo averla detersa con nitro

Senape e crescione ana parti, triturare con aceto; si applica massaggiando sulla parte rasata e ben detersa con nitro

Corteccia di canna di palude e spuma di nitro ana parti si mescola con qb di pece liquida e si applica.


STOP

sabato 19 dicembre 2009

DENTI parte terza





DENTI...e cavo orale
parte terza
... a proposito di denti, il richiamo di questo personaggio è stato irresistibile! Si tratta del gigante con i denti di acciaio del film 007-La spia che mi amava.

STOMATITE CANDIDA E AFTE

La stomatite è un disturbo che può avere diverse cause, tra cui l’eruzione di un dente del giudizio.
I sintomi sono: alito cattivo, aumento della salivazione, sanguinamento della gengiva, dolori accentuati alla masticazione, afte.
Tra le cause è inclusa un’alimentazione povera di vitamine.
La stomatite causata da herpes simplex tipo 1 esordisce con piccole vescicole che si rompono rapidamente formando ulcere. Quando nelle fasi iniziali sono localizzate, le lesioni erpetiche possono sembrare simili alle afte, ma l’herpes colpisce sempre la mucosa del cavo orale come ad esempio gengiva e palato duro, mentre l’afta non interessa mai la gengiva.
La candida si manifesta sotto forma di placche biancastre, leggermente sollevate che, se rimosse, scoprono una zona arrossata e sanguinante. In genere l’infezione interessa la lingua e la mucosa della bocca, ma può estendersi anche al palato, alle gengive e alle tonsille.

Le afte buccali sono lesioni bianche, rotondeggianti, poco profonde, con margini rilevati, circondate da un alone rosso, che si presentano singolarmente o in piccoli gruppi, accompagnate da dolore.Le ulcere più piccole entro 5-7 giorni si ricoprono di una membrana giallastra. Guariscono entro 2 settimane senza lasciare cicatrici. Quelle più grandi persistono per settimane, e spesso, guarendo, lasciano cicatrici.

Le afte si localizzano tipicamente sul tessuto mobile non cheratinizzato, ad esempio sulla superficie interna delle labbra e sulla mucosa buccale, sul palato molle e sul pavimento della bocca. Vanno distinte da stomatite erpetica e dalla candida, in quanto i trattamenti sono diversi.

Le afte possono essere sintomo di una malattia sistemica.
Le ulcere orali associate a morbo celiaco si risolvono con la dieta priva di glutine. Come quelle riscontrabili in pazienti affetti da colite ulcerosa, la loro causa è da imputare a carenze nutrizionali, sopratutto di Ferro, acido folico, Vitamine del gruppo B, Zn, secondarie al malassorbimento indotto dalla malattia intestinale.
Nel morbo di Crohn, invece, l’intero tratto gastrointestinale può essere interessato dalla presenza di ulcere. Negli stati di immunodepressione è verosimile che la frequente insorgenza di afte sia determinata dalla colonizzazione batterica e/o fungina di lesioni della mucosa.
I pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia possono sviluppare lesioni del cavo orale. Il danno della mucosa orale è causato da un’azione specifica dei farmaci citotossici sulle cellule in rapida divisione dello strato basale dell’epitelio. Le lesioni della mucosa sono generalmente precedute da secchezza della bocca, bruciore e arrossamento delle labbra nonché dolore generalizzato a livello della mucosa. A questa sindrome viene attribuito il nome di mucosite. La mucosite può essere molto dolorosa e può costringere il soggetto a ridurre l’assunzione di cibo.
In alcuni soggetti, l’insorgenza di afte può essere favorita dall’eccessiva secchezza della bocca (xerostomia) provocata da una ridotta secrezione salivare, secondaria ad una malattia come ad esempio il morbo di Sjögren o alla terapia con farmaci ad azione anticolinergica, che quindi inibiscono la funzione delle ghiandole salivari. I farmaci che più frequentemente causano diminuzione della secrezione salivare sono: antidepressivi triciclici ed analoghi, antiparkinson, antistaminici.
In alcuni soggetti le afte possono avere un’origine allergica su base alimentare: in questi casi una dieta di eliminazione si rivela risolutiva.

Infine traumi locali occasionali o ripetuti, come nel caso dell’apparecchio ortodontico, possono causare afte.
In generale se le afte si presentano senza dolore ciò è indizio di una possibile natura maligna della lesione e perciò è indispensabile una visita medica o comunque accertamenti sull’organismo in toto.


Tutte le lesioni della mucosa buccale che non scompaiono in 3-4 settimane devono essere tenute in considerazione. Potrebbe trattarsi di un carcinoma che si presenta sotto forma di lesioni rosse o bianche, di ulcerazioni o tumefazioni non dolorose.

FITOTERAPIA

La fitoterapia offre piante ad attività immunostimolante, antinfiammatoria, cicatrizzante che possono dar sollievo .

OE di GERANIO, dall’aroma leggero e l’OE diMIRRA dalle spiccate proprietà rinfrescanti.

Si consigliano toccature o sciacqui con PLANTAGO MAJOR TM.

Direttamente sulla lesione foglie di SALVIA o petali di ROSA.

L’applicazione di foglie di MENTA allevia il bruciore.

Toccature locali con PROPOLI al 20% in soluzione idroalcolica o TM. L’OE di MELALEUCA dà immediato sollievo al dolore e promuove una più rapida cicatrizzazione della lesione.

LIQUERIZIA è utile per l’effetto antinfiammatorio dovuto all’azione glucocorticoide.

ALTEA come protettivo per la mucosa orale.

ECHINACEA per le virtù cicatrizzanti, riepitelizzanti, antinfiammatorie, antisettiche e decongestionanti. Il gel di Echinacea Purpurea per le sue proprietà immunostimolanti.

Il decotto di MIRTILLO NERO ha azione cicatrizzante, ma va usato con moderazione in quanto ad alte dosi può interferire con il warfarin e gli antiaggreganti piastrinici.

Applicazione locale di gel d’ALOE (alovex) per la presenza dell’enzima carbossipeptidasi esplica azione antinfiammatoria, analgesica ed anestetica locale.

Per dare sollievo al dolore ed all’infiammazione è possibile ricorrere all’applicazione locale di un collutorio preparato mescolando 30 gtt di TM di IPERICO, 30 di TM di MIRRA e 50 di TM di CALENDULA in circa 3 cucchiaini di acqua. Il preparato può essere applicato con un bastoncino di cotton fiock direttamente sull’afta o come sciacquo. La presenza dell’iperico è particolarmente indicata per la sua blanda azione anestetica locale, alla quale si accompagnano un’azione antinfiammatoria, leggermente antisettica e stimolante della riparazione della pelle e delle mucose.
I vivaci fiori della calendula per la loro azione antinfiammatoria, antisettica, cicatrizzante: i componenti dell’OE di calendula sono responsabili di una valida azione antimicrobica, particolarmente efficace nei confronti dei batteri gram+, come lo S.Aureus e lo S. Beta-emolitico, antifungina e antivirale, mentre l’azione antinfiammatoria è dovuta alla presenza di carotenoidi e di alcuni alcoli triterpenici. Particolarmente interessanti sono anche le proprietà cicatrizzanti della calendula in grado di stimolare sia l’attività fagocitaria del reticolo endoteliale che di attivare la produzione di fibrina a livello dei tessuti e delle mucose, ottenendo così una più rapida risoluzione delle ferite e formazione del tessuto di granulazione.

La MIRRA è invece una resina oleosa ottenuta per incisione della corteccia di Commiphora Molmol: Grazie al suo OE, per uso esterno, la mirra è è in grado di realizzare un’azione astringente, antinfiammatoria ed antisettica. Ciò ne giustifica l’uso, in forma di TM, come rimedio nella cura di gengiviti, afte, stomatiti, tonsilliti. La tintura si può spennellare, anche senza essere diluita, sulle zone colpite 2-3 volte al giorno o anche sciogliere 35 gtt in mezzo bicchiere d’acqua tiepida per gargarismi o applicazioni locali.

PROPOLI si applica per toccature, gargarismi o sciacqui. Non solo consente di controllare l’infezione, ma favorisce anche la cicatrizzazione ed ha una leggera azione anestetica. La propoli dà anche ottimi risultati anche nel trattamento di lesioni fissurate ed infiammate della lingua, nella medicazione dopo interventi di estrazione dentaria o piccoli interventi chirurgici del cavo orale. E’ importante che la propoli sia decerata. La dose per un collutorio usando l’estratto idroalcolico è 30-50 gocce per bicchiere d’acqua tiepida, effettuando gli sciacqui 2-3 volte al dì in caso di gengiviti, stomatiti ed afte. In presenza di piccole lesioni si può applicare la TM per toccature.


OMEOPATIA
una buona specialità omeopatica è OROKER LOAKER.

SALI DI SHUSSLER
per le afte FERRUM PHOSPH D12 1 cp ogni 15 minuti; POTASSIUM CLORATUM D6.






DOPO UN’ ESTRAZIONE DENTALE

DOPO ESTRAZIONE DEL DENTE DEL GIUDIZIO

(1) mantenere sul viso dal lato operato un impacco freddo per le prime 24h, alternando 20’ con l’impacco a periodi di riposo di analoga durata: è importante che il contenitore del ghiaccio non sia a diretto contatto con la pelle ma ne sia isolato da un tessuto.

(2) evitare il più possibile di sdraiarsi a letto durante le prime ore dopo l’intervento e di mantenere la testa più in alto possibile, usando un cuscino in più, durante il riposo notturno per la prima notte dopo l’intervento.

(3) Nei giorni successivi alla chirurgia , evitare di compiere sforzi fisici intensi e di rimanere a lungo chinati in avanti (ad esempio per lavarsi i capelli).

(4) Evitare di assumere cibi o bevande molto calde per almeno 24h dopo la chirurgia ed evitare cibi piccanti o acidi per circa 1 settimana.

(5) Evitare di masticare dal lato operato

(6) Praticare un’accurata igiene orale spazzolando normalmente i denti avendo cura di evitare di passare dove ci sono i punti di sutura ed usando regolarmente il collutorio almeno 2 volte al dì per circa 1’ ogni volta.

(7) Assumere i farmaci attenendosi scrupolosamente alla prescrizione: in particolare l’antibiotico, che serve a prevenire possibili infezioni nella sede di intervento, deve essere assunto per tutto il tempo prescritto, salvo il presentarsi di fenomeni di intolleranza o allergia. In questo caso contattare il medico.

(8) in caso di sanguinamento, tamponare la zona interessata con garza sterile, mantenendola premuta sulla ferita per circa 10’.

OMEOPATIA

ARNICA 4CH e CHINA 4CH 4 granuli per tipo 3-4 volte al dì per alcuni giorni.



MALATTIA PARODONTALE


Con il termine malattia parodontale si indicano un gruppo di patologie che interessano i tessuti di sostegno dei denti. Tessuti che, nell’insieme, formano il parodonto sono: gengive, osso alveolare, cemento radicolare e legamento alveolo-dentale o desmodonto. La malattia parodontale si divide in gengivite (= lesione limitata al tessuto gengivale) e parodontite (= lesione estesa agli altri componenti).

Gengivite

Nella gengivite si evidenziano sanguinamento ed alterazione della forma e del colore della gengiva.
La gengivite si manifesta con gonfiore, arrossamento e sanguinamento delle gengive ed in genere è causata da un accumulo di placca alla base dei denti: le tossine prodotte dai batteri irritano le gengive che cominciano a dolere e la placca non rimossa calcifica diventando tartaro. La gengivite può essere provocata da un trauma alle gengive conseguente alla pulizia troppo vigorosa dei denti e ad un uso improprio del filo interdentale, ma a causare danni possono essere anche alcuni farmaci come ad esempio tranquillanti, antidepressivi, antiacidi; altri fattori possono essere il fumo , che altera il microcircolo, e la cattiva masticazione che provoca accumulo di placca e irritazione . La gengivite non va mai trascurata , perché col tempo forma tasche parodontali, cioè spazi tra dente e osso alveolare in cui si insinuano i germi della placca. Il primo passo del trattamento consiste nel verificare che non si siano già formate queste tasche; poi si interviene con la detartrasi e, ove possibile, l’eliminazione delle altre cause. Infatti, rimuovendo gli agenti eziologici si può ottenere la guarigione.





FITOTERAPIA

VACCINUM MACROCARPON (Cranberry) ha effetti positivi sulla flora buccale implicata nella formazione della placca.

SALVADORA PERSICA . In uno studio è stata valutata l’attività antimicrobica di un bastoncino a base di Salvadora persica; sono stati testati in particolare i lattobacilli e lo Streptococco mutans. I risultati di questo studio rivelano che salvadora persica esercita un’immediata azione antimicrobica e che Streptococcus mutans è ad essa più suscettibile rispetto ai lattobacilli.

Un rimedio molto utile consiste nel preparare un infuso con foglie di SALVIA, ROVO e MENTA in parti uguali. Di questa miscela si utilizzerà poi un cucchiaio da tavola per tazza d’acqua bollente. L’infuso va usato per sciacqui e gargarismi da ripetere 3-4 volte al giorno. La salvia per la sua azione antinfiammatoria, astringente e cicatrizzante rappresenta una delle erbe più indicate come infuso o decotto per gargarismi e sciacqui in caso di gengiviti e stomatiti. Inoltre, la presenza di OE assicura a questa pianta anche un’efficace attività antisettica, utilissima per contrastare eventuali leggeri processi infettivi legati all’infiammazione. Si usano 2 cucchiaini di erba essiccata tagliata finemente per ogni 150 ml di acqua bollente lasciando in infusione 10 minuti prima di filtrare.
E’ consigliabile ripetere l’applicazione più volte al giorno usando l’infuso ancora caldo. In alternativa si può usare la TM diluita alla dose di un cucchiaino per bicchiere d’acqua mattino e sera.

In caso di forte infiammazione , è possibile utilizzare anche un decotto con radice di ALTEA e di RATANIA in parti uguali: l’altea conferisce al decotto le sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti, mentre la ratania per le sue proprietà astringenti ha una rapida azione decongestionante sulle gengive. Un cucchiaino di radici spezzettate di ratania per circa 1 bicchiere d’acqua. Si fa bollire mantenendo bassa la fiamma per circa 8-10 minuti. Circa 2 minuti prima di spegnere si aggiunge 1 cucchiaino di radice di altea spezzettata e leggermente pestata. Si lascia riposare il decotto almeno 30 minuti prima di filtrare. OMEOPATIA
OROKER loaker.

SALI DI SHUSSLER
ACIDUM HYDROFLUORICUM D12 da somministrare per un periodo prolungato.




Parodontite
Secondo il punto di vista allopatico, si tratta di infezioni batteriche caratterizzate dalla formazione di tasche parodontali per cui il dente non è più saldamente attaccato alla gengiva che si ritrae, e dalla distruzione dei tessuti di supporto dei denti che diventano così instabili.
Sino a qualche tempo fa si pensava che ciò portasse solo alla caduta del dente. Oggi si ritiene che questi batteri possono causare attacchi cardiaci, patologie circolatorie e respiratorie e infezioni cerebrali. Viceversa la frequenza della parodontite aumenta in chi è affetto da diabete, AIDS, osteoporosi, in menopausa e nei fumatori. In caso di parodontite, spesso il dentista consiglia la terapia chirurgica per togliere le tasche, tagliando la gengiva in esubero, e eliminare i germi che sono all’interno di queste.
Secondo la terapia convenzionale, nonostante esistano parodontiti diverse, il piano di trattamento è quasi sempre identico. Questo atteggiamento è dovuto alla convinzione che la malattia parodontale sia sempre e comunque provocata dall’azione batterica (pur non essendo una malattia infettiva!) Viene attuata la rimozione del tartaro e levigatura delle radici ( “root planing”), viene prescritta una costante igiene e, infine, quando i denti vengono persi, si procede al trattamento chirurgico e/o protesico.

In alternativa , a mio avviso, la prima scelta è l’omeosiniartria. A questo proposito rimando tutto questo argomento alla rivista La medicina biologica, che si trova on line, dove c’è un interessante articolo del prof. S. Bardaro dal titolo IL MODELLO EMERGENTE DELLA MALATTIA PARODONTALE: L'OMTIA SECONDO I NUOVI PARADIGMI
pubblicato su La medicina biologica gen-mar 2008 che potete trovare in rete (scrivendo su google “La medicina biologica”)


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Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
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